mercoledì 28 maggio 2008

SAGGIO SU FRANCO E LA CATARSI CHE NON NE CONSEGUE


Siccome oggi mi hanno ridato il pc posto come un pazzo.
Leggetevi - sempre se vi va!!!- anche la storia dopo.
Veniamo a questo bruciatissimo saggio; ovvio che se conoscete Franco vi divertirete di più ma penso che un po' in tutto il mondo ci siano di questi fantastici posti.
Enjoy.
Franco è un piccolo alimentare situato in quel di Porto d'Ascoli, ridente cittadina costiera. Tutt'intorno è una serie di locali e bar. Come in tutte le località balneari l'estate si comincia a pregustarla in anticipo; diciamo che già ad aprile ti viene voglia di andare in spiaggia e tuffarti nella meravigliosa seppur putrescente acqua radioattiva.
In molti hanno fatto sì che Franco sia costretto a chiudere alle nove di sera. Giustamente vi domanderete: "se è un alimentare, grazie al cazzo che deve chiudere. Anzi, le nove è troppo tardi."
Per anni Franco, d'estate, è rimasto aperto tutte le sere, anche fino alle tre di notte.
Le sue birre andavano forte tra i giovani nativi della zona.
In effetti, una heineken fresca che costa 1,50€ (bottiglia da 66Cl) è un forte segnale sociale, riguardante degrado e turbe giovanili, ma questo è un dettaglio che andremo ad analizzare successivamente, sempre che questo sole non finisca di fottermi il cervello perchè, come dicevo prima, è da un po' che dormo con la finestra aperta, quindi figuartevi che razza di caldo tropicale sono costretto a combattere, armato solo di crema solare e un misero paio di pantaloncini acquistati due settimane fa ad una svendita di Piazza Italia, il negozio dove morti di fame come me vanno a comprare economici stracci sintetici dal sapore pecoreccio e vagamente cafon terronesco.
I ragazzi, fino a qualche anno fa, andavano da Franco, si compravano una birra (o qualche bottiglia di super alcolici) e si posizionavano liffuori, ove soavi panchine e un muretto di cemento chiedevano soltanto di essere sedute da fantastici sederi adolescenti. I giovani cominciavano a bere e, non avendo niente da dire, parlavano di quanto prendesse bene stare liffuori a Franco. Addirittura alcuni, inorgogliti dal'onirico amniotica situazione, non aspetavano altro che essere chiamati al cellulare per rispondere, col petto possente, proteso in avanti: - Come do' sto!? Sto quà a FFranco.
Da noi si tende a raddoppiare le consonanti.
Per tutta la sera, in quei tre metri di marciapiede regnava una sorta di pace tantrica, dove tutti esaltavano la propria condizione sociale, ovverosia ribadire il concetto di quanto sia impagabile passare una barocca serata di fronte a quel meraviglioso tempio di attività ludiche e bagordamente crapulose che è Ffranco.
Ovviamente non sono mancati guai con le forze dell'ordine; in giro si era sparsa la voce che Franco faceva concorrenza a tutti i locali circostanti, e se vi fate due conti è più che plausibile; un giovane, con pochi soldi, va laffuori a Ffranco, si fa due tre birre, poi va in uno di questi locali concorrenti e:
A) Consuma soltanto una patetica birra piccola
B) Entra nel locale, presenzia, si dilegua
C) Non va a presenziare da nessuna parte.
La drammaticità del punto C consiste in una non corretta fluenza dell'economia regionale, futura causa di malcontento generale, tossicodipendenza e prostituzione preoccupante ad ogni angolo residenziale.
Una sera è arrivata la guardia di finanaza lì a Ffranco e gli ha detto: - A voi vi pia bbè a sta liffuori a franco, - nonostante si trovassero direttamente sul luogo del delitto, - allora qui non ci potete stare perchè è pieno di genete di merda.
Nonstante ciò, l'attività di Franco è continuata indisturbata, tra fantastiche serate liffuori, dove tutti i giovani oltre ad essere presi bene, erano ancora più entusiasmati dal poter, ancora una volta, enfatizzare la propria condizione di avventori abituali dell'esercizio più in voga tra i giovani della costa.
In molti hanno dedicato alti tributi artistici (saggi, canzoni) al locale di Franco. Sì, "locale" perchè non si può definire un semplice alimentare, è molto di più.
Poi è arrivata la droga.
Gente andava liffuori a Ffranco chiedendo cartine.
Non trovandole si sono messi a scroccare i soldi per telefonare al tizio che vende le cartine. In molti si sono chiesti: - Ma se non hai portato un cazzo per farti, che cazzo ci vieni a fare quaffuori a Ffranco, - e ora che ci penso me lo chiedo anch'io. Addirittura tizi, aventi smarrito gli occhiali durante una "botta" da acido (o in seguito a una pantagreulica ingerita di alcool) si sono messi a scroccare occhiali, nonostante fossero le 23 di un'afosissima serata di luglio, dove il buio non era vera e propria tenebra ma le donne avevano optato per inquietanti pantaloncini che nulla lasciavano all'immaginazione, anzi, la annichilivano totalmente, proiettando gli inermi spettatori in un quantico vortice di orrore post adolescenziale, dal sapore dolceamaro, tipo quelle delle commedie italiane che non fanno ridere nessuno e non si capisce per quale motivo le venerano all'estero.
Ma andiamo ora, dopo questa illuminante introduzione, a snocciolare il concetto madre di questo saggio sull'alimentare di Franco (che pia bbè): IL FALLIMENTO.
Stando tutta la sera liffuori a Ffranco si inizia progressivamente a fallire.
Fallire per tutta la sera.
Ma: cos'è il fallimento?
Quand'è che inizia?
Quando finisce?
E' cedibile?
E' cumulabile?
Che effetti ha sull'organismo di un essere umano medio?
Apriamo il dibattito dicendo: molta gente, dopo aver passato liffuori a Ffranco tutta la sera, dopo svariate ore di prendimento di bene, torna a casa soddisfatta, adagia le proprie stanche membra sul letto e, guardando con aria sognante il soffitto, comincia a fantasticare su quanto gli ha preso bene stare liffuori a Ffranco a fallire tutta la sera.
Il fallimento vero e proprio, ovverosia quello che ti fa prendere bene e ti rende una persona temporaneamente migliore, sopra alle righe, comincia nel momento in cui si arriva in prossimità del bidone dell'immondizia posto di fronte alle cabine telefoniche che la gente usa per telefonare al tizio delle cartine. In un primo momento non si avverte il cambiamento; miosina e citosina continuano a svolgere le proprie funzioni in maniera impeccabile, seppur è riscontrabile una momentanea accelerazione della produzione di adenosintrifosfato (potenti Mysuring sono stati installati su cavie umane da laboratorio). Nel momento esatto in cui si passa oltre il campo magnetico del bidone (spesso e volentieri veicolo di scambio di sostanze illegali varie) avviene il processo di demistificazione quantica. Sempre tramite Mysuring si è misurato un calo del 75,45 % del quoziente intellettivo, precipitante verso il vuoto, dell'adolescente da laboratorio. Ma il momento cruciale del fallimento, l'attimo di realizzazione assoluta, avviene al contatto col fresco e corroborante marmo del blocco di cemento (fungente da panchina) posto liffuori a Ffranco. A questo punto neanche il Mysuring più avanzato riesce a riportare correttamente i parametri della produzione di sostanze da parte del cervello, senonchè, stranamente, il livello di endorfine schizza alle stelle, estasiando e ottenebrando temporaneamente le facoltà mentali della cavia che, con un'escursione termica corporea da guinness dei primati riesce a scordarsi un buon 43,55% delle basi grammatico logico temporali apprese nel corso degli anni. In poche parole il paziente dimentica, senza aver possibilità di recuperarle in un futuro successivo, tutte quelle conoscienze assimilate durante il corso della propria vita. Oltre a casi di depersonalizzazione e disturbo dissociativo della personalità psichica si sono verificati casi di amnesia temporanea; dei pazienti addirittura hanno scordato l'ubicazione del proprio domicilio, costringendo volontari (o forze dell'ordine) a dover indagare per ritrovare l'abitazione del giovane e riportarlo a casa sano e salvo.
Dopo ciò va detto che una quantità (mai inferiore al 5,46% ) di serotonina viene prodotta alla vista del mitico stappabottiglie attaccato,con antica corda,all'inferriata che costituisce il cancello del magazzino di Franco dove,in molti,pensano che si produca birra clandestina dal sapore notevole ma dagli effetti devastanti, come se per creare zombie ci sia bisogno anche di bere. Molti pazienti, in seguito ad allucinazioni mistiche affermano di aver visto non uno ben due stappabottiglie, quel che si chiama amore per l'esagerazione.
Scatta ora la fase della conversazione prematura e ingenua dove il paziente è convinto di intrattenere una conversazione concreta con gli altri avventori,quando invece dalle sue labbra escono soltanto lodi rivolte al locale e al suo simpatico seppur baffuto gestore. Ad esempio un ragazzo avrebbe voluto esprimere un apprezzamento nei confronti di una prosperosa e sanissima ragazza ma dalla bocca sono usciti fonemi sconnessi che, dopo un'accurata traduzione (tramite Traslator P 500/X , il più potente sul mercato),sono risultati questa sequenza di graemi: - PIJA BBE' STA QUAFFUORI A FRANCO, QUAND'è CHE ARRIVA MATANI?
Matani è la mascotte del bar, baldo giovane di dubbia provenienza.
Successivamente alla fase "conversazione prematura e ingenua" avviene il fenomeno della sublimazione psichica. La cavia, nonostante abbia già ingurgitato ingenti quantità di birra, avverte una tremenda arsura che lo costringe ad alzarsi e a recarsi all'interno dell'esercizio per acquistare altro materiale liquido. Nel momento in cui si alza, il distaccarsi dalla panchina (che ormai ha reso il giovane un vero e proprio satellite) provoca nel paziente un temporaneo, ma breve, senso di sgomento inspiegabile, in quanto i parametri di rincoglionimento non rimangono nella media, superandola abbondantemente. Non si è mai riusciti a spiegare scientificamente questo fenomeno; a molti piace identificarlo col nome "trauma temporaneo d'abbandono". Ora è la volta di "immutata variazione dei parametri alfa". Per dirla in parole semplici, il livello di fallimento non cambia, facendo rimanere il paziente ad alti livelli umorali, come un cane in autostrada, come in cerca della roba, avere la visione della morte.
Il contatto diretto con lo sguardo di Franco innesca un meccanismo di difesa chiamato "paura da sbagliato resto in euri" dove il paziente paga una birra con una banconota da dieci euro e si vede tornare troppo poco resto. In realtà, in seguito all'introduzione dell'euro, il cittadino medio si è ritrovato straniero in terra straniera, non riuscendo più a quantificare correttamente il valore dei soldi. Se paghi una cosa che costa poco con dieci euro (che per l'italiano medio sono 20,000 delle ormai ataviche lire) e ti vedi tornare indietro una miriade di monete, la cosa ti puzza, pensi che non sia possibile, che si debba essere verificato un errore nei meandri psichici dell'unico salumierebarmancassiere d'italia e soffri. Questa piccola falla sinaptica è dovuta allo scompenso di acido adenosindifosforico (da non confondere con l'acido adenosintrifosforico; ATP). Questo piccolo inconveniente si risolve quasi sempre in pochi secondi perchè Franco, avvalendosi dell'alta tecnologia della sua potetente calcolatrice Colorado Jack a energia solare, mette a tacere vari disguidi creatisi, aggiungendo bonariamente un: - Da quann ci stanno ssì cazzi di euro nci si capisce più gniente.
E si sorride; piccole quantità di morfina vagano nell'organismo del paziente, ora rincuorato e pronto per tornare a sedere sopra al suo (provvisorio) organismo ospite, al secolo "muretti di llà a FFranco".
Nel frattempo all'esterno dell'edificio possono essere cambiate molte cose; una macchina parcheggiata che prima non c'era o una donna che prima non c'era e adesso passa. Nove pazienti su dieci tendono a registrare oftalmicamente, in maniera fredda e digitalmente fotografica, la scena del momento. Lo shock traumatico di fronte ad un così repentino e inaspettato cambiamento, rende il paziente irritato e leggermente tremante, il che lo costringe a rialzarsi una seconda volta per dirigersi nelle vicine cabine telefoniche dove potrà contattare l'unica persona in grado di sedare i suoi dolori.
In molti pensano che l'uomo delle cartine sia un'invenzione dei potenti, per farci avere paura e controllarci come pecore. Alcuni sostengono addirittura di averlo visto ma, dei giovani che frequentano Franco non ci si può fidare più di tanto, in quanto tendono a crearsi un personalissimo universo parallelo, dove non esistono dolori, non ci sono orologi, il cielo è semper più blu e la vita sembra essersi fermata agli anni cinquanta, dove Happy Days non era un telefilm ma realtà nuda e cruda dove non avevi bisogno di una moneta per fare partire il juke box perchè bastava un pugno di Fonzie.
In seguito si è scoperto che Chuck Norris, con un pugno meno potente di quello del Fonzarelli, era in grado di fare partire i concerti a San Siro.
Ma questa è un'altra storia.
Le ore scorrono con la velocità di un treno abruzzese modificato, dalla rumorosa marmitta bucata e riempita di nitroglicerina, rendendo un comune Nos un patetico diversivo blando.
Lo shock provocato dalla chiusura della serranda di Franco, il relativo rumore di ferro su marmo, annichilisce la giovane caiva, facendola tornare (in parte) coi piedi per terra, distruggendole una grande quantità di neuroni.
N.B.: allegate al. presente saggio, lastre di abituali frequentatori; noterete come le zone centrali del cervello sono vuote per centimetri e centimetri.
In molti, non in grado di subire tanti shock filati, rimangono a sedere fino alla mattina successiva, quando Franco tornerà per riaprire, infondendo gioia nel cuore del paziente (seppur una presa di bene minore del 27,54%).
Andiamo ad analizzare la fase forse più importante: la DEFALLIMENTAZIONE.
Non sono uno di quei medici che usano paroloni fini al cazzo di chi se li è inventati per poi dire tutt'altra cosa; si chiama defallimentazione perchè, appunto, altro non è che il processo inverso della FALLIMENTAZIONE.
Il processo di necrosi avviene quando filamenti di guanina e citosina si allungano e l'adenosintrifosfato non viene più prodotto. E' per questo che l'organismo, dopo un paio di giorni dal decesso, comincia a putrefarsi. La defallimentazione è lo stesso processo della necrosi ma avviene quando il paziente è ancora in vita. L'unica differenza tra i due processi sta nell'organo colpito: la necrosi riguarda tutto l'organismo mentre la defallimentazione colpisce soltanto il cervello (in particolare la zona del lobo temporale). Ciò avviene nel momento in cui il paziente poggia la suola della propria scarpa al di là del marciapiede di Franco. Più si allontana dal lugo di perdizione, più il cervello è come se si autoimpacchettasse in una scatola nera di terrore e rifiuto della realtà oggettiva, dove un cane è un cane e non una bella figa cecoslovacca che si guadagna da vivere facendo la badante russa di un settantenne calabrese ricco.
Ora il danno è totale; il cervello ricomincia a registrare le cose per quello che sono (dopo che si era abituato, per svariate ore, a fare il contrario); potrebbe scattare un meccanismo di shock anafilattico, seguito da crisi epilettiche e intossicazione alimentare (quando la birra ingerita è scaduta da qualche settimana; non è vero che la birra non scade, fidatevi).
Pian, piano, dopo vari tentativi di chiavi sbagliate in toppe non appropriate, citofonate in case sconosciute, il paziente se ne ritorna a casa, apre il frigo perchè l'organismo gli richiede fortemente cibo solido ricco di sali minerali e vitamine (vista l'immotivata, forzata, prolungata e grave carenza autoindotta nel corso del periodo chiamato "permanenza là a FFranco").
Si spoglia, si sdraia sul letto e tutto torna come prima... fino a che non scatta un processo di ripristino parziale della memoria a breve termine, dove si rimembra lo stato di piamento di bene appena esauritosi, dopo diverse ore di vegetazione nel medesimo. E' adessso che avviene un'altro ispiegabile fenomeno di "produzione mediobassa di cellule fallimentari" dove quantità (mai inferiori al 37,22% ) di queste cellule tornano in circolo al paziente, annebbiandogli di nuovo la vista e facendogli tornare voglia di Peroni o Moretti, a seconda del livello di gradimento. Tendenzialmente, i patiti della forma fisica e della linea in generale tendono a consumare Moretti, in quanto la Peroni è talmente gassata da poter gonfiare una mongolfiera e farla volare da San Benedetto fino alla limitrofa Albania.
Il paziente si addormenta, per poi svegliarsi, distrutto e spaesato, parecchie ore dopo.
Ricomincia il conto alla rovescia, nell'angosciante attesa delle 23:00, ora ideale per tornare llà a FFranco e ridonare all'organismo la giusta dose di piamento di bbe' e una soddisfacente quantità di fallimento rigenerante.
Il presente saggio è stato scritto per dimostrare ai giovani di quanto sia dannnoso, nonostante pii strabbè, andare liffuori affranco a fallire tutta la sera, tornare a casa e pensare a quanto ha preso bbe' fallire liffuori affranco tutta la sera.
Quest'ultimo fenomeno è chiamato "METAFALLIMENTO"; è come il metateatro pirandelliano, ma meno palloso (suppur nocivo il 23,43% di più).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

non sono mai stato liffuori a Franco, non consco Franco, non ho posti così da me, ma mi hai instillato il desiderio di frequentarlo e la sensazione di fallimentare serenità.bbello bbello
Diego

il satana della merda ha detto...

hai visto che ogni tanto al domenica serve a qualcosa