martedì 6 maggio 2008

ESPERIMENTI AMBIGUI



Così siamo andati all’ufficio miracoli per vedere cosa combinavano. Tutti ne parlavano bene, dicevano che quel posto era come una sorta di tempio metropolitano.
In Tibet hanno i monasteri mentre qui a Roma c’è l’ufficio dei miracoli.
In breve: entri, ti metti in fila dopo aver preso il numero progressivo (mica posso fare miracoli, eh!) e attendi il tuo turno. Quando sei di fronte al banco dell’architetto ingegner stregone supremo butti sul tavolo la mazzetta con le banconote e esponi il tuo problema.
Sull’annuncio è chiaramente specificato: mazzette.
Il termine sembra losco ma non lo è; l’ingegnere, cresciuto con genitori cattolicamente castranti, ha sempre subito il fascino di quei film di gangster anni cinquanta.
Preferiva Scarface di Hawks a quello di De Palma.
Ognuno ha i suoi gusti.
Di base la mazzetta doveva essere di 500,00€ tondi, in banconote da 5€ ( per farla essere ancora più voluminosa).
Poi c’era quella di riserva. Dovevi tenerla in tasca.
Lui sapeva che ce l’avevi ma faceva finta di niente; era parte del gioco.
In base alla grandezza del miracolo pagavi.
A prestazione.
Stando in fila, in quella fila, si possono sentire le richieste più allucinanti, imbarazzanti, che possiate immaginare.
Un ragazzo che vuole di colpo il suo tunnel all’orecchio grande il doppio, senza dover procedere ampliandolo progressivamente con gli appositi tunnel.
Gente che vuole la propria Fiat 600 acchittata come una Ferrari, sia esteticamente che internamente (motore, freni, ecc.)
Una signora che è stata in fila per tre ore col gatto putrefatto in mano voleva far tornare a vivere quella bestiaccia puzzolente.
Secondo me era una tattica per fare sparire della gente dalla fila, velocizzando il processo; arrivata di fronte al tavolo dell’ingegnere ha chiesto la laurea in due mesi per la figlia, mica la rianimazione del felino.
L’ingegnere si arrabbiò e invece di ambarabàciccicoccò la fece sparire con un solo gesto.
Dopodiché prese la macchina, arrivò sul comò e si scopò le tre civette. Con le palle svuotate andò di fronte alla figlia del dottore e gli disse: - Ma tuo padre che fa, guarda? Non dice niente alla figlia quattordicenne che fa già le cose a tre?
Lei rispose: - Fatti i cazzi tuoi. A me, quel che devo fare non me lo dice nessuno.
Polverizzò all’istante anche lei così, per puro capriccio.
L’ingegnere una volta è venuto a pranzo a casa mia e sapete che mi ha detto? Mi ha detto: - Quando ascolti della musica ma non sai che cazzo di genere è, dì sempre che è musica indie.
L’ho preso in parola e da quel giorno vivo meglio.
Durante quel fantastico pranzo a base di scaloppine di vitello e porchetta salmistrata alla banana imparai molte cose. Per esempio come far fruttare le azioni in borsa e uscirne illeso con la coscienza pulita, mica come quei broker coscienziosi che alla notte non riescono a dormire perché hanno mandato in mezzo alla strada duecento persone mentre loro erano in sauna a farsi spompinare da una ventenne avvenente che faceva quel lavoro part time soltanto per pagarsi i corsi universitari perché i suoi genitori prima l’hanno fatta e poi un bel giorno le avevano sputato su quel bel musino alla francese un ARRANGIATI grande come la porchetta che stavamo mangiando, mentre mia moglie provava a intromettersi nei discorsi senza successo, perché è risaputo che le donne sono simpatiche, belle, intraprendenti, ma stupide, di fatti lei, nella sua misera condizione si era permessa di chiedere all’ingegnere un cervello nuovo e lui per farla stare zitta l’ha accontentata all’istante, donandole un cervello degno del migliore Thomas Pynchon, di fatti il pranzo è continuato tranquillamente mentre lei se n’è stata tutto il tempo a leggersi “Infinite Jest” in ucraino, diceva che le stimolava l’essere, allora ho chiesto all’ingegnere se per caso le avesse trapiantato il cervello di uno schizofrenico.
E sapete che mi ha risposto?
“La risposta è soffia nell’aria”.
Da quel giorno comprai, volta per volta, tutti i vinili di Bob Dylan, anche i bootleg registrati con una penna a biro a trecento chilometri da dove si stava svolgendo il concerto, in nome della pace, dei bambini morenti e della figa che se la tiene stretta senza dar possibilità alcuna a nessuno di poter sbirciare dentro anche solo per un educato seppur fugace saluto di cortesia.
Alla fine, “vita sociale” è anche questo.
E la fila scorreva e mi chiedevo cosa volesse tutta quella gente. Il ragazzo dietro di me aveva un occhio solo; l’altra orbita era vuota ma sapevo che era andato a cercare qualcos’altro, tipo uno Zippo originale della prima guerra mondiale, quello talmente grande che sembra un portafoglio e più che sigarette potresti accenderci tranquillamente la fornacella che oggi come oggi è diventata barbecue.
Ma scusate, perché i nomi delle cose sono cambiati?
Barbecue.
Operatore ecologico.
Tour operator.
Account.
A volte mi sembrava di vivere in qualche altra parte del mondo, ma poi guardo il Colosseo e sospiro, convincendomi che non sia il portacenere di dio o di qualche colonia aliena che ha portato vita sul nostro pianeta, come recita il manifesto “Dianetics” di Scientology, religione alternativa per menti sveglie.
Una volta sono stato a una loro riunione.
Sono uscito da lì con lo scalda pane della Tupperware.
E un portachiavi.
Il mio turno si avvicinava ma la diarrea mi faceva pensare ad altro.
Willie Wonka e la scena dove si vedono le cascate marroni.
Gli svizzeri multati per una carta buttata a terra.
I compagni russi che arrivano in Italia, prendono il cestello prima di entrare nel supermercato, si fanno un giro, pensano “alla faccia di quello stronzo di baffone” e il loro cuore si apre quando si accorgono che una barretta di cioccolato non costa niente.
E allora spendono dieci euro in cioccolati di terza categoria.
Un popolo che si nutre di cioccolata, non è una buona alternativa per votare Berlusconi?
Mentre questo concerto interplanetario aveva luogo tra le mie sinapsi, ecco che arriva il mio turno.
- Salve ingegnere.
- Salute a lei, Herr Doctor. In cosa le posso essere utile? A proposito, la porchetta di quel fantastico pranzo svoltosi a casa sua due settimane fa era delizioso, anche se per tirare fuori dall’organismo quella porchetta ci ho impiegato un paio di bravi giorni.
- Si vede che era talmente buona che il suo organismo non ha voluto lasciarla andar via.
- Un po’ come due amanti alla stazione: lui sta per partire per il fronte e lei non gli lascia la manica.
- Bel paragone… anche se il confine tra servizio militare, merda e porchetta di mia moglie (ora cattedratica) non è così labile come si pensi.
- Sa che mi ha fatto riflettere su un argomento davvero intrigante dal punto di vista medico scientifico?
- A cosa allude?
- Si immagini: una porchetta ancora viva che caga, bacia la sua dama alla stazione e parte per il fronte, senza comprare cioccolata a sua figlia russa e declamando qualche nota divertente, presa da Infinite Jest, a sua moglie… non le sembra strano?
- Da quando ho scoperto che il mio vicino di casa, dopo soltanto due settimane di corso parastatale di yoga stipendiato, è riuscito a ciucciarsi il cazzo da solo, l’aggettivo “strano” mi ha perso parecchi punti.
- Di quale scala? Mercalli?
- Direi più la minore armonica.
- Quella di Malmsteen?
- Vuole dire che non conosce altri grandi chitarristi che la usano?
- E va bene, sono un nostalgico degli anni 80.
- Appunto: Jason Becker, David T. Chastain: ‘sta gente dove me la mette?
- Mai sentita.
- Ecco perché quando siamo andati al cinema a vedere “Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare” ha preferito avere un rapporto orale con la sua cagnetta Elisabetta.
- Lasci stare, che pensavo fosse un tumore invece mi grattavo perché quella deliziosa scrofetta mi ha attaccato le pulci.
- Guardi il lato positivo; non sarà mai più solo.
- A me bastava la gazzetta del venerdì.
- Ne è proprio sicuro?
- Sicuro come che il papa dà la paghetta settimanale a Bill Gates.
- Ne è sicuro?
- Ecco la ricevuta. Venti euro; gli ha anche detto di farseli bastare per tutta la settimana perché i soldi mica piovono dal cielo.
- Non piovono dal cielo ma il cielo è la scusa per farli piovere dalle tasche dei fedeli.
- Proprio l’altro giorno stavo guardando il telegiornale; la popolarità di padre pio è in ribasso, di fatti lo hanno riesumato, rifacendolo salire in cima alla top ten.
- Con quale singolo?
- E quale se non Padre pio padre buono di Donatello e Gigione?
- Adoro quando padre e figlio cantano insieme; dovrebbero incidere un unplugged stile Seattle o quella roba grunge.
- Ma le vecchiette non riuscirebbero a capire l’infinita magia che esplode fuori dalle corde D’Addario appena montante.
- D’accordo, ma prima o poi tocca a tutti.
- Se hai soldi no; potrai vedere i tuoi nipotini morire di vecchiaia.
- Com’è possibile?
- Proprio per questo mi sono iscritto a Scientology.
- Come si fa ad entrare; dalla porta di servizio?
- Ha presente quando alla domenica, sul corso, ci sono quegli stand dove non si sa mai che cazzo vendono?
- Certo.
- Ecco; se va lì, novanta su cento sono di Scientology.
- E che fanno a Scientology?
- Giocano a Pictionary.
- E chi vince?
- Chi ce l’ha più lungo.
Beccato; quel geniaccio del professore aveva colto nel segno, dopo che lo aveva precedentemente seminato, perché aveva ascoltato la fantastica canzone di Lou Reed “Perfect day” dove verso la fine dice “Raccoglierai solo ciò che semini” e quel “solo” è pregno di significato perché sta a sconsigliare di raccogliere la roba degli altri.
Potreste beccarvi una denuncia e l’amputazione del membro sinistro.
Ma questa è un’altra storia.
Ero andato dall’ingegnere proprio per farmi allungare il pene.
Da molte notti mia moglie accusava una “pedantesca cefalea” (dannato ingegnere e i suoi letterati cervelli sott’olio), così dovetti accontentarmi per molte lune della mia mano destra.
Non era una cefalea.
Era il mio biribirillo che non l’aggradava più come un tempo.
Quando invecchi la disidratazione è totale, gli organi si rattrappiscono e ti senti come di cartavetrata.
- La pregno ingegnere, mi serve un pene più lungo e soddisfacente anche dal punto di vista della tozzezza.
- Ma come cazzo parla?
- Come i giovani di oggi.
- I giovani di oggi non parlano; al massimo ciucciano.
- Come sanguisughe?
- Come troie assatanate. Comunque, è per questo che ha quell’espressione totalmente non rilassata?
- Ci ha preso in pieno.
- Sono sempre stato il più ammirato cecchino del mio corso. Tuttavia, non si disperi. Vede quello là con gli occhiali? Mi ha chiesto tutti i cofanetti di tutte le stagioni della celebre serie televisiva “Magnum P.I.”
- Ma non ho mai capito di cosa parli quel telefilm.
- Niente; un baffuto che scopa le fighe e fa arrestare i cattivi.
- E la gente paga per vedere questo?
- La gente paga anche per vedere persone scoparsi pesci.
- Non mi offenda.
- Mi perdoni: che cazzo ne potevo sapere? Comunque ho firmato una petizione per la liberalizzazione del mercato e dell’erotismo interspecie.
- Davvero?
- Certo. Ho pensato: se un politico può sfondare milioni di culi, un impiegato per bene non può farsi spampinare dal suo pesce rosso?
- Parole sante.
- Come padre pio?
- Di più; come Nek.
- Laura non c’è?
- È andata via dopo aver capito di avere una letale predisposizione al cinema di Notaresco.
- Eh?
- Le autoproduzioni tutte girate alla balera “Jolly” di Notaresco.
- Ah, quegli innocui documentari sul punk in Abruzzo?
- Proprio quelli.
- Se John Waters potesse vedere…
- Lasci stare.
Ci stringemmo la mano.
Era fatta.
Mi diede il manuale per l’allungamento del pene.
È semplicissimo.
Sono una serie di esercizi giornalieri che non ti portano via più di venti minuti.
Come prima cosa: non si deve pensare al pene come ad un semplice vasodilatatore.
Il pene è un muscolo.
Cosa si fa coi muscoli?
Si allenano.
Si poggia un dito (possibilmente il pollice, che è più pesante) - indovinate dove? - e si comincia a stringere e allargare il buco del culo, facendo fare al vostro amichetto su e giù. Col tempo, il pollice non basta più perché il cazzo ha accumulato tanta di quella potenza da potersi permettere addirittura una serata in discoteca con gli amici, tra cubiste fighe dodicenni e buttafuori parlanti ancestrali lingue calabro/abruzzesi.
Il secondo esercizio è psicologico: si deve intensamente pensare al traguardo da raggiungere, desiderarlo ardentemente come il principe di ogni romanzo “Harmony” desidera la pulzella sottostipendiata di turno.
Se non si riesce bene a focalizzare l’obbiettivo, il manuale consiglia di iscriversi ad un corso formativo per manager, di quelli dove ti fanno diventare l’autostima carnivora come un predatore venuto dalla Savana, terra di negri cazzuti.
A questo punto si è pronti per entrare del vaso di Pandora.
Non mi ero mai domandato cosa ci fosse dentro.
Ora lo so.
Pandoro Melegatti, il migliore.
A proposito: che fine ha fatto quella simpatica signora coi capelli a caschetto che ha popolato tutte le seghe della mia infanzia (mi sapeva di porno segretaria col frustino), facendomi diventare un fervente appassionato di Casa Vianello (la Mondaini è anche lei una bella porca)?
La gerontofilia è lo studio delle malattie dei gerani.
Così eccomi qui, dopo tre mesi di duro allenamento spartano, con un cazzo che ha fatto diventare mia moglie la scema di prima (ora non riesce neanche a leggere “Novella2000” in italiano) e riportato la serenità nella vita di mia figlia (che ogni tanto viene lì e mi dice: - Mi ci fai giocare un po’?)
Non glielo permetto.
Prima deve fare i compiti.
E come in tutte le fiabe che si rispettino, avemmo l’illusione di vivere davvero felici e contenti.
Fino a che mia moglie non si fissò con le televendite di Vanna Marchi.
Doveva assolutamente dimagrire perché un mago brasiliano le aveva detto al telefono che essere alti un metro e sessanta e pesare 44Kg e sinonimo di obesità.
Così eccomi qui, con settecento flaconi di American Diet Sistem New Formula Giorno&Notte.
Mangi e non ingrassi.
Dormi e dimagrisci.
Mia moglie è schiattata di cancro.
Mia figlia si è data alla droga e ai Tiromancino.
Io mi ritrovo con un cazzo talmente grosso che non so dove metterlo.
Ma tutte le sere, verso le otto mi guardo Jerry Scotti e penso che, tutto sommato, la vita è bella, come dice Benigni e i suoi tumori.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ahahaha matte risate.
Ti prego dimmi due cose:
1 il dialogo con l' architetto l' hai scritto da ubriaco?no perchè mi ricorda troppo i nonsense a ruota libera tra me e il mio amico barista al di là del bancone.
2 non avrai mica letto sul serio infinte jest?
Diego

Antitarantola ha detto...

Ciao.
Il racconto l'ho scritto di getto (come al solito) completamente sobrio in una notte passata a fissare il soffitto.
Infinite jest non ho avuto il coraggio neanche di leggere la prima pagina; deve essere spettacolare ma nessuno è mai riuscito a leggerlo tutto.
Troppo dispersivo/troppo vasto.
Di foster wallace ho letto qualche saggio e devo dire che è davvero un grande soltanto che a volte vuole troppo dimostrare che è un cristo cervellotico e se ne passa.
Stessa cosa di pynchon (a parte l'incanto del lotto 49).
Di sti qua l'unico che digerisco completamente è De lillo (white noise l'ho letto in tre giorni perchè mi ha preso un casino).
ieri ho letto Generazione x di douglas copland; fantastico, scritto da dio e... mi ha messo la pace addosso. Te lo consiglio.
A presto.

metrovampe ha detto...

Bentornato man! ma che razza di gran forma ha spennellarto la sua penna! e l'indirizzo dell'ingeniere perchè non ce lo molla....??

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good