domenica 10 febbraio 2008

HO CAPITO MA è TROPPO TARDI


Scrivendo "vita" e selezionando "cerca immagni" su google, la prima cosa che appare è sta cazzata.

W LA VITA

Scrivendo "ero", imperfetto del verbo essere, appaiono un sacco di cazzate; Tiziano Ferro su tutti.

Quella che segue è una storia vera.
Ieri sera sono andato alla festa dei 30 anni di un mio amico.
Non ho fatto a botte.
Mi sono svegliato, nel mio letto, coperto di sangue.
Non era il mio.
Mi sono alzato, mi sono lavato, ho guardato nello specchio e mi sono salutato.
Sorridevo.
Allora, ho da aspettare tre mesi, prima che il test dell’HIV mi dica la verità.
Periodo di incubazione.
Sapete che vi dico?
Vivere o morire non importa.
Oggi mi sento forte perché ho capito che la vita è bella.
Se c’è bene.
Se non c’è non importa.
Il male dell’uomo moderno, oltre al non accettarsi, è che va a cercarsi l’odio.
Così, per passatempo.
Abbiamo tanto di quel vuoto dentro, e attorno, che per colmarlo abbiamo bisogno di qualcosa che ci disgusti, che ci faccia schifo.
Passiamo tutto il tempo a odiare per riempire un puzzle.
Fa ridere ma è così.
Girando in rete, guardando youtube: chi li va a vedere i filmati di Borghezio?
I comunisti.
Chi va a vedere i discorsi di Prodi e di Che Guevara?
I “nazisti”; parlare di nazismo in Italia è come parlare di “mandolino” nello Zimbaue.
E insomma, eccomi qui, di fronte alla tastiera, una delle ultime volte.
Ho letto che il virus dell’HIV può rimanere “innocuo” per molto tempo; guardate tutti ‘sti pseudo cantanti del cazzo, ci vanno avanti una vita.
Anzi, no; quelle sono scuse per vendere di più; Michael Stipe dei Rem è dal 1942
che ha l’aids.
A me non importa.
Oggi mi sento forte perché davvero
(non è che “HO CAPITO”)
PROVO, a pelle, che tutto è relativo.
La vita è una serie di azioni nell’attesa dei vermi; può sembrare banale, scontato, stereotipato, Tokio Hotel, bla bla bla bla bla bla
È così; puoi capirlo soltanto quando guardi la morte negli occhi.
Mi sorride.
Compri una casa, fai un mutuo, metti su famiglia, lavori per mandare avanti la baracca, i figli crescono, invece di esserti grati si tagliano e ti odiano, senza che tu gli abbia fatto niente (nella maggior parte dei casi).
E allora?
Figuratevi la vostra vita come un foglio su un tapis roulant; passa il tempo, state lì a scriverci, disegnarci, colorarlo come vi piace
(o almeno ci provate)
Mettete agli angoli qualche graffetta o puntina colorata per adornarlo di più.
Alla fine, il foglio si inceppa negli ingranaggi, perché è arrivato alla fine.
Si disgrega.
Potevate essere bravi a disegnare e scrivere quanto cazzo vi pare; alla fine vi siete inceppati negli ingranaggi e siete deceduti.
Passi una vita a programmare, realizzare, costruire; è roba che, ai posteri, non potrà fregare di meno.
Quanti schiavi sono morti per costruire le piramidi?
Quanta sofferenza è stata impressa nella coscienza della storia, per portare fino in cima a quei cazzo di grattacieli egiziani i mattoni?
E allora?
Tutta quella sofferenza, tutte quelle lacrime, tutte quelle rinunce, tutto quel sangue è servito affinché qualcuno di voi risparmiasse tutto un anno per potere andare lì a fare un paio di foto.
Tutto quel “tutto” si è ridotto a cinque fottuti secondi della vostra conversazione con gli amici, dopo la cena del “ritorno dalle vacanze”.
Vale la pena vivere per questo?
Secondo me no.
E allora sapete che vi dico?
Che oggi mi sento forte perché non ho più paura della morte; non serve.
Muoio.
E allora?
‘sti cazzi; qualche mese per i miei familiari, qualche settimana per i miei conoscenti… sarò solo una foto su di una lapide tra tante; un qualche significato me lo daranno quelli che si alzeranno tutto l’anno alle sei del mattino, andranno a lavorare otto ore, per pagare i fiori che, di fronte alla mia foto, appassiranno dopo un paio di giorni.
Voi che leggevate
(cazzo, già parlo all’imperfetto; il passato difficilmente è una cosa buona!!!)
il mio blog, bene o male, mi conoscevate meglio di chiunque.
Persino meglio dei miei genitori; vi giuro, il mio blog ero io, come mi racconterei allo psicologo.
Sapete come sono; vi voglio bene e vi dico che, davvero, non me ne frega un cazzo.
Non me la sto cucinando, suonando e cantando.
Quando ho guardato dentro allo specchio, ho sorriso; è così.
La morte fa paura perché, così, ci si può speculare sopra.
Cure mediche, controlli, check up: ma gli antichi, come facevano???
Andavano avanti e basta; sapevano che era così.
A che serve rimandare la morte?
A far fare i soldi a gente che si gode la vita, invece di alzarsi tutti i giorni, farsi un culo così e arrivare a malapena a fine mese con le pezze al culo.
Poeti, filosofi, ad analizzare; a che serviva?
Per fare soldi.
Insomma… serve “spiegare la morte”, dal momento in cui arriverà un giorno in cui la sperimenterai e non avrà più senso?
Boh; io la vedo così.
Vi giuro, in questo momento mi sento come si sentiva Gesù.
Come si sentiva Gesù?
Ma che cazzo ne so; probabilmente, il mio stadio psicofisico ora è simile al suo, ma non “quando era nel giardino dei Getsemani, aspettando la morte”.
Sto parlando di quando era all’inizio, e stava per fare carriera.
Escalation al potere; un po’ come Scarface, come Blow, come il cazzo che vi pare.
Sicuramente il mio romanzo, “Trasmigrazione Urbana” verrà pubblicato e venderà un sacco di copie; quando sei morto vali di più.
Cederò i miei “diritti” alla mia famiglia; almeno, i loro ultimi anni sulla terra, glieli farò godere.
Andranno in tv a dire “quanto ero bravo, quanto ero buono, quanto ero…”
Io.
Dite la verità; anche voi, che state leggendo, già vi sentite parte della leggenda.
Oh, almeno in punto di morte, un pizzico di megalomania, concedetemela.
E' l'ultima che mi rimane.
E va be’; non mi sto a dilungare… tanto non leggerete fino in fondo.
Il vostro tempo è per altre cose.
Ma questa cosa mica mi fa incazzare; lo accetto perché è così: non mi dispiace, perché ho capito che la vita va avanti sempre e comunque.
Il mondo gira, corre, perché neanche lui trova un posto dove vivere felice.
Guardate: vi ringrazio di tutto cuore, per le soddisfazioni che mi avete dato, per le critiche che mi avete fatto
(servivano a crescere).
Quando ti trovi la morte di fronte, capisci molte cose.
Ma è troppo tardi.
O forse no; sempre lì si casca.
Femminismo, maschilismo… se sei donna e cessa, prima o poi,(più prima che poi), una caterva di cazzi li trovi; la donna è troia.
L’uomo è imbecille.
Ragiona con la testa di sotto.
L’uomo, se è cesso, morirà solo.
Il fascino, il sex appeal, esistono solo perché se l’è inventati qualche pubblicitario.
Se sei brutto morirai solo.
Se sei brutta, fidati che tra qualche minuto sarai riempita.
Le cazzate che ci propinavano i nostri genitori, “… e ma se hai fascino farai la tua figura”, sono una caterva di cazzate.
Non siamo bestie; le bestie prendono ciò che capita.
Noi scegliamo.
Porco dio, è tutto un supermercato: ci hanno messo a credere che possiamo scegliere.
Sì; possiamo scegliere, ma soltanto se abbiamo i mezzi.
OVVEROSIA: SOLDI, FAMA, SUCCESSO, BELLEZZA.
Io non me lo posso permettere; non posso scegliere.
Qualcuno, non so chi, ha già scelto per me.
Non so quanto mi rimanga.
‘STI CAZZI ANCORA.
Prometto che, nel sonno vi apparirò, vi darò numeri al lotto VERI, e non come fanno quei cazzo di cartomanti che ci azzeccano come un metereologo ubriaco; neanche Cristo sa “che tempo farà domani”.
Figuriamoci tra una settimana.
Presuntuosi che siamo!!!
Con quei numeri, quelle vincite, vi farò fare la vita che meritate. Una vita senza sveglie, senza orari, senza impegni, senza rinunce, senza “ma”, senza motivazioni.
Senza queste cose, la vita allora sì che la vita sarebbe degna di chiamarsi così.
VITA!!!
Ripeto; faccio un discorso che già non mi compete più.
Ma non mi perdo mai d’animo.
Questo era il mio unico pregio.
Vi giuro, sono andato a vedere bene.
Non era sangue.
Era pizza.
CHE UBRIACONE DI MERDA, PORCO DIO

2 commenti:

Nicolò ha detto...

dissento su molte cose, ma sei amico mio quindi va bene

Mari ha detto...

(...sto leggendo tutti gli arretrati che non ho potuto leggere causa studio!)
....tutto vero.....
concordo!
in ogni caso..piccola parentesi!pensavo ti fosse seriamente successo qualcosa.
e tutto ciò conferma la mia ipotesi che sei un genio!