domenica 17 ottobre 2010

UN SABATO EMPIO


FILMINI, METAFORINE SOCIALI; UN CAZZO.
IL FUTURO E' QUESTO.
GUARDATE QUESTO FILM COME SE STESTE VEDENDO UN DOCUMENTARIO AFFIDABILE SU NOSTRADAMUS.
PREPARATEVI A RISPARMIARE I SOLDINI, COSI' AVRETE LO SCHERMO PER GIOCARE PURE VOI.









QUANDO BESTEMMIATE DIO PENSATE A LUI COL NASO SUINO.
LUI E' IL VERO DIO, ESISTE, HA 60 ANNI ED E' UN NAZISTA MEGALOMANE DI MERDA.
PRESTO LO AMERETE, LO ADORERETE COL SUO NOME.
RAY KURTZVEIL.









Per alcuni popoli del mondo, perennemente in lotta tra loro, Gesù è stato lo storico salvatore dell'umanità.

Non mi domando chi li ha salvati prima della sua venuta.

Erano condannati a essere condannati per mancanza di salvatori al momento disponibili?.

Comunque.

Ha fatto un sacco di miracoli, sfamando gli affamati, curando gli ammalati, integrando i disadattati.
Esso poteva tutto e potendo, avendone il potere e la benedizione di sé stesso, ha fatto quello che ha fatto.

3 giorni, 3 chiodi... e l'hanno NEU-TRA-LIZ-ZA-TO.
Annientato.

Per preparare la pasta al forno per due persone mia madre ha esigito 1000ml di besciamella.

1 litro di besciamella per due persone.

1 Kg di besciamella.

Una pinta di besciamella.

½ litro a testa.

Gesù è stato lo storico salvatore dell'umanità, tutto poteva e quel che ha potuto, in suo potere, ha eseguito.
È stato neutralizzato da tre chiodi.
Non hanno usato neanche un etto di chiodi.
Non so quanto pesassero ma la leggenda è labile, le religioni sono inverosimili.

Rimane il fatto che, sulla carta, e gastronomicamente parlando, mia madre è più pretenziosa di Gesù e l'ha superato.

Fa la pasta al forno utilizzando ingredienti in quantità superiore a quelli impiegati nell'atto della crocifissione.

... la classe non è acqua.

... un ginocchio non è lo sternocleidomastideo.

Oggi mi divertirò parecchio, col mio cervello.
Per farlo, devo riportarlo (il cervello pesa niente) alla giornata di ieri, sabato l'abito.

Venere la cenere.

Giove le ove.

Mercole le nesopole.

Marte le scarpe.

Lune la fune che fine non avrà.

Va la Rosina bella al mercà'.

Trecentomilalire annue, spese durante i tre anni obbligatori, per gli obbligatori testi, per poter frequentare le obbligatorie scuole medie hanno portato a questo.

Ci impararono quella canzone.

Mentre la intonavamo, mi affascinavano gli ipotetici milleusi che avrei potuto fare con la fune di lune.

Lo psichiatra mi tarpò le ali, così smisi di fantasticare.
Mi convertii alla religione che venera il Ritalin in una ghiacciata serata di fine agosto.

Siccome ieri era sabato, non c'era un cazzo da fare e Camillo mi aveva già avvisato il giorno prima, quello della cenere, quello di Jason Vhoories, ci siamo recati al lussuosissimo Palacongressi di San Maledetto del Tronto, provincia olivafritta di Ascoli Piceno (AP).

Sì, provincia “di” dove vivono quegli esaltati sgrammaticati ignoranti dalle microscopiche vedute viventi nel medioevo, celebranti tale stile di vita facendo la Quintana ogni fottuta estate.

Office segna errore sia “sternocleidomastideo” che “esigito”.
Quintana no.

Softwareuncolo fascista ignorante.

Ma soccombo.

Nonostante i suoi quarantanni, Camillo si è comportato correttamente, ha avvisato i genitori che non sarebbe rincasato per l'ora di pranzo.

La madre gliene fu eternamente grata, girando una pagina della settimana enigmistica, cercando di non pensare a suo figlio da solo in un mondo di perdizione e droga troppo cara.

Entrando dalla porta principale (solitamente entriamo dalle uscite di emergenza per non pagare) ci siamo proiettati in un mondo estraneo al nostro particolare modo di concepire la vita.

Per usare una metafora eufemistica del cantautore Samuele Bersani, “succhiamo la vita dagli angoli”, cosicché ella non ci denuncia per “Molestie da risucchio abominevole”.

Mastodontica la reception d'arazzi carezzata, tutt'una con l'ampia sala d'attesa pianoforte munita.
Mi sarebbe piaciuto assaggiare la poesia di tal' grazioso strumento, eppure desistei, conscio che in certi ambienti l'arte, quella vera, e i vari campi semantici attigui, fungono esclusivamente a scopo ornamentale, utilizzarli sarebbe un insulto contro il conformismo voluto dall'ottusità conservatrice caratteristica/caratterizzante alberghi di un certo livello stellare (**** per essere scientificamente giusti).

Come se adesso vengo a casa tua, vedo una poltrona e la rovino sedendomici.
Ma siamo matti?

La voce impostata del mio amico regista ci ha fatto subito accettare a tutti gli effetti come due del settore, sicuri e fieri, mentre salivamo le scale senza curarci della risposta del receptionist, il cui eco della voce, dietro le nostre consapevoli spalle, ricordava vagamente un “la conferenza è al secondo piano”.

Noi sapevamo.

La richiesta era una pura, mera formalità per restituire il colpo di non esserci potuti musicalmente trastullare con l'oggetto dell'odio di ogni allievo di Shopen.

Lo scrivo come cazzo mi pare, d'accordo?
... vabbè, non mi ricordo come si scrive Chopin, 'mporta 'n fico, tanto è SOLO un blog, siamo in rete, l'ignoranza è stata accettata, perdonata, integrata, ora anche pluri premiata, in quanto strabordato dilagata, perciò sbrigati a girare la rotellina del mouse, avanza la pagina verso il basso dabbasso, senza troppe domande.

L'Ignoranza è Forza.

Alla seconda rampa, colto da un micidiale fiatone, ho incrociato (Gesù?) lo sguardo con un'anziana signora di vent'anni, finita, vecchia dentro, morta inconsapevole, viva per miracolo stipulato in comune accordo con le superate antiquate leggi della mortalità fai da te.

Grazie ai computer si è arrivati a poter patteggiare col nostro destino.
Non lo sapevate?
Andate su wikipedia, cercate “Come morire senza sporcare troppo”.

Vistosamente segnato dall'esperienza intrasensoriale, per smorzare i toni lugubri dell'infausta salita Camillo m'informa che oggigiorno, se non sei nessuno e vorresti diventare regista, anziché il canonico 10% il tuo agente ti si ciuccia il 40 senza contrattazioni fattibili.

Ti devi adeguare come alle orge di superdotati, anche se sei visibilmente sotto la media del comitato sanitario.

... puoi sempre comprare i libri di Macro Edizioni per rimetterti apposto l'autostima in un secondo, terzo momento.
Occorre solo grande forza di volontà e cieca fiducia nel personal coach Roy Martina.

1 Dvd 1000 speranze.

... e siamo parecchio al di sopra la messianica media dei 3 chiodi; ecco cosa vuol dire “la progredita razza umana si è ulteriormente evoluta”.

Arrivati di fronte al portone dell'infernale sala conferenze (stronzo, abbassa quella cazzo di radio, abbiamo capito che hai lavorato gli ultimi sei anni solo per comprarti un impianto stereo a norma Nasa; non ce lo fa' pesà a noi, e che cazzo!) Camillo ha risfoderato il tono baritonale da manager della galassia per persuadere la feroce vigilanza, atavici walkies talkies munita (anche gli english plurals li scrivo come mi pare).

Per essere un convegno di editori era un posto molto controllato.
Molto sicuro.

Due boing747 contro il WTC, un aereo contro un'ala del pentagono, un quarto aereo contro il distretto di Somerset non sono riusciti a bloccarli.

Noi rischiavamo di essere stoppati sul nascere.

Quattro edifici, dieci buttafuori e siamo ancora sopra la media del Signore.

Visto?

Col tempo, ciò che ci stupiva ha persino perso valore.

Entrati, ci assalgono imponendoci di registrarci. Subito penso “Già che mi devono incidere, a saperlo prima mi portavo dietro la chitarra”, in quanto mancino per vocazione, non per scelta, impossibilitato d'utilizzo di strumenti destrimani.

È stata la rima volta in vita mia in cui mi sono firmato Rod Serling.

E la prima di quel giorno; alla galleria d'arte subita la sera stessa mi sono firmato Rod per una seconda volta, dopo aver notato che tutti partecipanti firmavano prima con l'indirizzo mail (o myspace), poi con nome cognome in stile semi/per nulla leggibile, tipo gli scarabocchi del dottore.

Una laurea in medicina serve a questo: conferirti il potere di inventarti che uno scarabocchio sei tu, nome e cognome su carta non riciclabile.
Alla faccia dell'ambientalismo.

Come a scuola, da buoni birboni escogitatori di succose marachelle, abbiamo preso posto in fondo alla sala, addobbata di quadri di dubbissimissimo gusto, di inesistente valore, tendente al rasoterra umano, eccetto un delizioso finto trittico acrilico del dio Zeus intento a lanciare una palla (il globo?) contro un'imbarcazione, in quell'esatto momento in cui si svolgeva la vicenda navigante proprio sotto il giaciglio sul quale egli, epicamente muscoloso s'ergeva, vigorosamente battendo ai punti il concetto di concretizzazione/razionalizzazione/messa in atto pittorica delle proporzioni umane esistenti.

Ma egli ERA (parlo al passato in quanto divinità caduta in disuso, eccetto a Capodanno quando viene invocata da bambini e adolescenti piromani) un dio.

Se lo poteva permettere.

In penultima fila, di fronte ai miei rossi vitrei occhi di sonno, un panciuto rampante manager semi obeso sulla cinquantina. Di tanto in tanto si girava sorridendoci, nel tentativo di instaurare un rapporto tra la vecchia guardia e le venture neo nuove generazioni da educare e preservare, riuscendo nell'impresa con risultati simili a quelli ottenuti dal volere far passare un cammello geneticamente modificato attraverso la cruna di un ago senza l'ausilio di un nano assemblatore.

Non è stata indolente indifferenza da parte di Camillo o scortesia da parte mia; la mia attenzione viaggiava sulla lunghezza d'onda della nota musicale bianca, un'illusoria imperfezione di cotone formatasi per caso dietro la giacca di suddetto rampante, prossimissimo alla morte da esplosione del miocardio, cravattato, automa in cerca di giovanili attenzioni.

Una nota senza taglio addizionale.
Il tizio era uno che sa ciò che vuole anche quando non si sa di preciso cosa il menu abbia da offrire.

Non fosse stata per un'innocente gomitata elargitami dal mio compagno d'avventura sarei rimasto a fissare quella macchia di pelucchi da errato lavaggio a secco cercando di comprenderne la tonalità (mentalmente l'avevo già collocata all'interno di un fruttuoso pentagramma).

Non per questo scrivo libri sulla musica come Maurensig.

“Lo vedi quello lì, quello due file avanti?”.
Non capivo.
Per intuito intuii che si riferiva alla sorta di hamburger umano molliccio collocato nella fila più triste e meno variopinta di tutta la sala.
Ricurvo su se stesso, come sacralmente impegnato a riversarsi sull'anima di sé stesso, l'omuncolo scrutava i frutti di anni di sbagliata alimentazione, rimirandosi il prominente pancione, apparendo agli occhi dell'osservatore poco attento come... un hamburger umano.

È un hamburger, non per questo la società gli ha proibito di avere una possibilità per farsi strada nello spietato mercato della vita.

Il tizio era (“E'”, se non è morto nel corso della notte) un antropologo sposato con una minuta signora tailandese non presente in sala.

Anni fa si recò in Polinesia per studiare una tribù Maori rimasta agli albori della sudicia ipertechnopsycho industrializzazione in voga sul pianeta.

Passò sei mesi in compagnia di quel popolo sottoponendosi a una moltitudine di “prove di dignità”, così da potersi accaparrare la fiducia, il consenso della tribù per farsi esaminare al microscopio.

Sei mesi di lotte con bestie feroci (hamburger lotta con la tigre?!), infinite traversate nella giungla selvaggia (hamburger nell'insalata?), test di resistenza fisica (hamburger sofferenti?) e niente, nulla, i maori non trovavano quel feeling necessario a concedergli il lusso di vivisezione.

Big Mac viviseziona tribù maori.

Già vedo i titoli dei giornali!

Scoraggiato, l'antropologo creato in laboratorio al Mc Donald (non sono bravo a trovare metafore/similitudini appropriate per indicare in maniera stilisticamente accettabile l'hamburger a cinque metri da me) stava per andarsene per sempre dall'isola di non ricordo il nome quando...

Un segno degli dei.

Un segno dagli dei

L'antropoburger ha potuto esaminare al microscopio, sezionare minuziosamente la tribù maori, le sue primitive abitudini, col completo benestare del capo tribù dopo un chiaro, inequivocabile atto manifestante la volontà del signore dei Polinesiani.

Seduto sotto una palma, l'antropologo si è sentito scoppiare la testa, quando una noce di cocco gli è caduta in testa.

Era il segnale con cui il signore del tatuato popolo dava il Suo di benestare, affinché il progresso dei centri commerciali invadesse la ridente tribù di Once Were Warriors più primitivi di Jake “la furia”.

Un anno di vita coi maori non è servito a farlo dimagrire, anzi, chi lo conosceva prima dell'esperienza sostiene che fosse un prestante, nerboruto Indiana Jones de noantri.

... poi dicono che l'abbondanza è riservata al razzista popolo d'occidente...

I conferenzieri erano un pugno di rappresentanti delle più prestigiose case editrici italiane.

A una manciata di maori metri dal mio naso gocciolante di moccio generato dall'assunzione reiterata di derivati da graminacee (il muco non è sono batteri, Pasteur è superato, mettetevelo in testa o nell'hard disk che vi hanno impiantato nella corteccia cerebrale) c'erano i portavoce di Minimum Fax, Mondadori, Einaudi ecc.

Con una semplice bomba artigianale potevo mettere fine all'editoria spazzatura d'Italia solo che al momento non ci ho pensato, stavo facendo l'associazione Pianoforte al piano di sotto/maori di fronte a me.

Lezioni di piano è un film da rivalutare.

Oh, sarò l'unico maschio Alfa al mondo che ha sognato, si è commosso con Holly Hunter recitante la muta spastica malinconica che attaccata al suo pianoforte, si lascia andare giù, in fondo all'oceano dopo essere stata mutilata dallo stronzo che faceva l'agente Smith in Matrix, irato a mille per i rapporti extraconiugali tra sua moglie e il finto maori cattivo tenente Harvey Keitel che anche stavolta mostra l'uccello (ne andrà fiero) ma non me ne vergogno.

Pensate che a casa di Sara non esiste più televisore in sala da pranzo (motivi economici) e, al posto di essa, risplende rigogliosa la copertina della Vhs proprio di questo magnifico film.
Infonde un po' di pace alla burrascosa condotta esistenziale dei genitori della mia ragazza fidanzata amica vicina di casa (una persona può essere TUTTO per un'altra persona, è possibile, lo penso quando mi sento solo e non ho i fazzoletti per ripulirmi il petto sporco di figli miei mai nati).

Le vecchie, antiquate voci si susseguivano in loop nella pessima acustica della sala semi vuota, caso editoriale dopo ricerca di marketing editoriale.

Dopo cinque minuti capii che, se l'editoria è in mano a gente del genere, tanto vale offrirsi come cavie per i già in corso esperimenti sull'impianto di nano tecnologie negli esseri umani.

Questo, più una sensazione di nausea da indolente banalità perpetrata a terzi.

Nessun secchio per riversare il cibo del giorno precedente.
Ho resistito con grandi sforzi.

Putridume, trivialità, criptica ambiguità (uno parlava a 1byte al minuto, arrivava in differita di tre secondi senza l'intralcio del microfono), pressappochismo, ignoranza sulla condizione umana.

Non dirò nulla di ciò che ho sentito.
Il risultato è che ho capito come ci percepisce la classe dirigente.

Da casa, coi computer, pensano di capire/comprendere il mondo al di fuori delle proprie abitazioni, e decidono il da farsi, arci convinti di essere altamente qualificati per sapere cos'è meglio sapere e cosa è meglio lasciare nascosto in polverosi angolini dell'immaginario collettivo.

IL 55% DEGLI ITALIANI NON LEGGE MAI.

L' 11% LEGGE UN LIBRO AL MESE.

IL 2% LEGGE 30 LIBRI L'ANNO.

IL RESTANTE VIVE NELLA FABBRICA DI WILLIE WONKA.

È stato lì che ho esaminato l'idea di recarmi al bagno per masturbarmi (espellere debolezza) oppure visitare le incustodite stanze dell'hotel (il palacongressi dispone di 110 camere, neanche una ben abitata).

Succube figlio della MTV generation quale sono, ho optato per il passivo, perpetuo stato di quiete, non spostando il culo dalla sedia manco d'un pico millimetro.

Parlavano, parlavano, articolavano frasi senza senso, banalità dopo atrocità, il tempo s'era cristallizzato e, passata la fase contemplativa di tale fenomeno scientifico/spettacolo cronologico, ho assistito al processo di deterioramento e ammuffimento dell'orologio biologico del mio organismo arreso alle leggi naturali.

Intanto passavano la parola “a”...

Non fossero state le alte scarpe dal tacco 72 di una bionda brufolosa avrei abbandonato la sala gridando all'attentato bomba terroristi fate qualcosa inoffensivizzatevi le bocce per l'amor di dio negato annegato!!!

Ci vuole poco per tenermi buono.

Un tizio gustava la scena, me che squadravo i circensi trampoli della bionda.

Una triade malsana al centro di una sala esotericamente marcia.

Al momento del congedo, in preda alla commozione (cerebrale) ho prodotto uno spontaneo applauso partito dal cuore, sentitamente donato ai miei aguzzini per avermi risparmiato altre due ore di monologhi non filosofici sul concetto di nulla assoluto in contrapposizione al vuoto cosmico.

Il centro dell'atomo è vuoto, la realtà è un'illusione creata dal cervello/spedita agli occhi che la percepiscono come reale e al resto del corpo, il quale la registra e accetta come tangibile, solida, grazie al nostro personale software che sarebbe l'acido desossiribonucleico (“DNA”, se lo cercate su facebook per chiedergli l'amicizia o se semplicemente vi piace questo elemento).

Tanta consapevolezza, niente più sorprese, eppure sono rimasto allibito di fronte a tanto inquantificabile vuoto, mi sono sentito come Silver Sufrer perso tra milioni di galassie, appiccicate all'elettrico manto stellato dell'universo.

Senza neanche un distributore del caffè.

Ecco perché poi Silver Surfer si è ammalato, la sua corazza ha iniziato a putrefarsi insieme all'organismo (fuso tutt'uno con essa) ed ha cessato di esistere in questa dimensione, adagiato su di un letto posto al centro del suo amato Zenn-La.

Scappati dal centro nevralgico del potere nullo ci siamo recati al self service della Coop per sedare l'angoscia, la frustrazione, l'insoddisfazione, con un'abbuffata pantagruelica.

Il cibo è diventato la versione “naturale” degli psicofarmaci.

Prendiamo pillole per sorridere.
Assumiamo burro per serotonizzarci e sintonizzarci su frequenze cosmiche benevole, così da poter sopportare, sempre se il sistema ce lo consente, altri 30 anni in un call center o nel nostro amatodiato ufficio.

Ufficio?
Ufficioso di cosa?
Mi state/vi state prendendo per il culo?

Bene, continuate pure, tanto sarà ancora per poco.

Camillo ha optato per uno strategico bombardamento alle transaminasi, immettendosi nel piatto ben 644g (pesato da competente bilancia digitale) di olive ascolane fritte (“quintana”, “ignoranza”, “olive fritte”; dietro a tutto questo scorgo un complotto di proporzioni infinitejestiane, perché “bibliche” mi pare troppo piccolo, sopratutto ora che abbiamo appurato quanto mia madre, in termini di besciamella e non, riesca con nonchalance a battere i record del Signore), crocchette di patate e verdure fritte.

La parte riguardante una sana, coscienziosa pulizia della coscienza risiede nel contorno, cotto a vapore, di piselli e carote di plastica.

Anche questo è un tema che ritornerà nel corso del post, sempre se perseverate nel leggere i cazzi miei, amabilmente spiattellati sotto gli occhi di miglia di curiosoni voyeuristici amanti di snuff moviesi socialmente accettabili.

Personalmente, ho optato per una sana dose (525g) di verdure cotte al forno di Bergen Belsen, per bilanciare l'apporto calorico proteico di un organismo dedito a massicci consumi di alcool a livello Eurospin (medio basso rasentante il suolo).

Masticando, guardavo intorno a me rigenerandomi, reinterpretando l'apatia generale dei commensali rivolti verso lo schermo Lcd 12000 pollici che raccontava cosa succedeva nel mondo.

Un tizio voleva flirtare con me, non so cosa significhi “flertare” perciò gli ho fatto capire che avremmo potuto fare insieme tutto ciò che voleva a patto che tenesse i pantaloni alzati, nel frattempo Camillo si giustificava dicendo che a casa sua mangia “normale” per questo, quando si trova a consumare pasti esterni al/dal nucleo familiare, è propenso ad abbondare di consolatori eccessi fritti.

Lo capisco bene.

Utilizza il fritto come io utilizzo le triplo malto.

Saliti in macchina, diretti a casa mia per darmi modo di espellere gli scarti del processo di sintetizzazione del cibo (dovevo cagare di brutto), abbiamo gustato la sana arte tecnotronica dei buoni, vecchi, amati Prodigy in quel capolavoro senza tempo che è “Il ciccione della terra”.

Da sobrio non tollero la drum&bass; i Prodigy sono un libro a parte, Fat of the land ne è l'unico, formidabile capitolo da 52 min – 21 s (quello che ho io, originale, dura così, poi non so il vostro e non mi interessa).

Arrivati sul lungomare abbiamo goduto del prelibato nascondino del sole, nemico non indicato per cianotici, rettiliani come noi.

Sono per il letargo ragionato.

In questo calderone di finte palme mal nutrite e scarichi fognari sfocianti nel nostro bellissimo mare da bandiera azzurra (infatti l'acqua di Martinsicuro è azzurra anche quando la si estrapola dal contesto marittimo per riporla ad esempio in un bicchiere; chi ha detto che “l'acqua non ha colore, è trasparente e il mare è blu perché riflette il cielo”? Venite, ve lo dimostro. Ricordatevi le maschere anti contaminazione nucleare, altrimenti nisba, non voglio passare guai per voi) Camillo ha illuminato sulle scoperte di un personaggio ancora da inquadrare bene.

Avete presente Ozymandias di Watchmen?

Esiste.

Ha 60 ed è un perfetto stronzo.

È un dio reale.

Crea, distrugge, trasforma a suo piacimento.

Ray Kurzveil è un tipo vagamente somigliante a Enrico Ghezzi.
La differenza tra i due risiede nel contributo dato all'umanità.
Il secondo la fa ridere e riflettere.

Il primo la ristruttura plasmandola in stampini.

In pillole riassuntive (e cibarie; lo stronzo si nutre di capsule come vederemo di seguito).

Ray Kurzveil, da buon fascista, ragiona per ventenni.
Vent'anni dopo vent'anni.

I proprietari della nostra vita (Stephen Jobs, Bill Gates etc. etc.) gli fanno una telefonatina quando sono insicuri sul da farsi.

Ray è un esperto DI TUTTO, scienziato e inventore.
Con perfezione matematica riesce a predire ciò che succederà.

Sapete perché?

No, non se la tira perché si è letto tutti i libri di David Icke, o perché sente di averlo più grosso di Roy Martina o perché possiede tutti i “figli illeggittimi”, cartacei e video, di The Secret (e ho qui terminato tutti i luoghi comuni sulla nuova pseudo ACCERTATA ONNISCENZA circolante/acquistabile on line).

Egli prevede PERCHE' EGLI CREA.

Avete presente quegli orribili cartoni animati degli anni sessanta dove c'era uno stronzo che infilava un mattone ( o qualcos'altro) in una macchina di metallo che scoppiettava, saltellava qualche secondo, e poi BUM uscivano scarpe, automobili, televisori e oggetti simili?

Il nano assemblatore è una delle cose a cui Ray sta lavorando.

Così, per dirne una.

“Predisse” che avrebbe creato un computer in grado di sconfiggere l'uomo a scacchi.

Fatto.

Kasparow a casa, con la coda tra le gambe.

Sta testando su se stesso nano tecnologie auto senzienti.

Hai un cancro?

Ti basta un'iniezione.

Le nano cellule si recano da sole, senza “accompagno” umano, dov'è situato il carcinoma, se lo magnano eliminandolo e poi, una volta finito di svolgere il lavoro, senza neanche una lettera di licenziamento, vengono espulse dall'organismo con una bella cagata.

Prostitute robot?

Oggi ce ne sono poche e imperfette, riservate solo ai facoltosi uomini d'affari dalla vita disastrata; utilizzando quei soldi, gli scienziati sotto il controllo di Ray faranno in modo di continuare la ricerca, fin quando ne potranno produrre in massa, a prezzi economici, affinché tutti noi ne potremo possedere uno, come già succede in Corea con cani e gatti meccanici REALI, sempre di sua invenzione, fin quando il mondo sarà popolato (mi pare che questo l'ha “predetto” per il 2020 e non è uno stronzo che sbaglia!) da esseri umani e macchine umane senzienti dotate di sentimenti.

Quando guarderemo una persona ci chiederemo se è un originale o un taroccato.

FANTASCIENZA?

Vi dico la mia.

Da quello che ho potuto appurare, ciò che definiamo “Fantascienza”, “scienza fantastica” in realtà è quella scienza che, nel momento in cui viene ipotizzata, scoperta, risulta troppo complessa per essere compresa, messa in pratica, apparendo esagerata, se non ridicola.

Perciò è “scienza fantastica”.
Sci-Fi.

Perché non si chiama “Scienza impossibile”, “Impossible Science”.

Prendete un australopitecus afarenesis: parlategli dei caratteri mobili di Gutenberg o di microchip RFID impiantati negli esseri umani.

Vi risponderà con una clavata, seguita da un UH UH UH che, tradotto dal linguaggio scimmiesco al linguaggio umano significa...

FANTASCIENZA.

Cazzo, stiamo qui a grattarci i peli delle ascelle scimmiesche, a stordire le femmine con clavate in testa, cercando di capire come scheggiare una pietra per ucciderci così per passare il tempo e tu non solo mi dici che i nostri pensieri possono essere messi per iscritto, prima con disegnini del cazzo, poi con grafemi, stampati in grandi quantità e divulgate al mondo talmente evoluto da doversi difendere da sé stesso assicurandosi pure il buco del culo, ma anche che dio non esiste?????

Be', per una domenica mattina nel pleistocene è un pochino ino troppo.
Dici fandonie.

Ora, se permetti, vado a vedere se mi è possibile creare un aratro.

... qualche passettino più in là, l'umanità è a questo livello, perciò non stupitevi di niente.

Dick, Gibson (no Mel, quello è un cristiano fascista di merda) Huxley, Matheson, Serling, non erano visionari dalla fervida geniale immaginazione che “ci hanno azzeccato”, ne le fonti d'ispirazione dei progettatori, costruttori di mondi e realtà.

Era gente che sapeva guardare avanti senza la tanto millantata VISIONARIETA' CLASSICA DEL CAZZATARO SCRITTORE DI FANTASCIENZA.

Così come Orwell.

Per il 2040, al massimo 2050 ognuno di noi avrà (altro che microchip; 'na pippa) un hard disk nel cervello e, come in Johnny Mnemonic del già citato Gibson saremmo delle cazzo di chiavette USB ambulanti.

Tutto questo, come al solito, con tutta la nostra benedizione.

Ipotizziamo.

Quando avremo gli androidi senzienti, più umani di noi (in Korea hanno licenziato un sacco di insegnanti d'inglese e al loro posto ci hanno messo robot... sapete perché? Perché i robot erano più pazienti!!!) figuratevi la tecnologia che avremo in casa.

Ora come ora, con detersivi e cazzi vari che hai in casa puoi fare napalm e bombe varie.

Puoi diventare un McGyver provetto.

Nel futuro, IMMAGINATELO SOLO (è solo fantascienza, come quando dissero e accertarono con estrema precisione che la terra era piatta; all'epoca credevano ciecamente questo; chi diceva il contrario veniva fottuto avanti e dietro senza godimento, se non quello eterno), quanta tecnologia ci sarà, DI QUALE ALTA QUALITA' essa sarà.

Un comune quindicenne frustrato potrebbe fare uno scherzetto costante la vita diciamo a qualche migliaio di persone.

PANICO: TUTTI POSSONO COMMETTERE UN GENOCIDIO CON UNA FORCINA PER CAPELLI!!!!!!!!!!!!!

Allarme nucleare mondiale, ALLARME UMANI IMPAZZITI.

Saremo noi a farci forare il cranio per immetterci qualche aggeggio tipo quelle stronzate di purificatori d'acqua che si installano in casa i patiti della new age per purificare l'ultra fluorizzata acqua del rubinetto, PER LA NOSTRA SICUREZZA, COME AL SOLITO.

Che c'entra la sicurezza?

Quando inizieremo a produrre pensieri anti sociali e cattivi, cioè il famoso “Psico reato” di cui blaterava Orwell in 1984 (tanto è fantascienza come la playstation3 su un rogo medievale), a sorvegliarci avremo tipo i “Precog” di Minority report, i quali cagheranno il bigliettino con su scritto “colpevole” e verremo giustiziati senza processo (se uno pensa male una volta può farlo sempre!), per il bene dell'umanità LIBERA DA OGNI AFFANNO, la quale non avrà più bisogno di lavorare, in quanto le macchine saranno in grado di lavorare auto programmandosi e...

No, non vado avanti, già mi sono dilungato oltre misura, devo continuare il racconto del sabato folle.
Ricordatevi che è tutta fantascienza, sono tutte stronzate ed è impossibile perché...

Perché lo dite voi e perché lo dico io.
Perché ci fa comodo.

Perciò guardate tutti gli elettrodomestici INUTILI che avete attorno (un frullatore serve alla razza umana come la razza umana serve alla madre terra), ridete di loro, in quanto GIA' SORPASSATI, e ridete di quei patetici operaietti degli anni '50 che avevano un solo televisore in bianco e nero ogni dieci famiglie.

Negli anni '40 era fantascienza che gli umani creassero una luminosa scatola parlante in grado di trasmettere immagini a distanza.
C'era da combattere la guerra e basta.

Negli anni '50 era fantascienza che ogni famiglia avesse in casa una Tv; c'era da pensare alla ricostruzione post guerra, che èèèèèèè meeeeegilo, come direbbe quattrocchi.

Andate da Leonardo da Vinci e ditegli: “Tu che fai tanto il capiscione, conosci i Puffi? Be', allora 'fanculo te e le tue diavolerie, barbone da best seller di Dan Brown/Gerry Scotti (se guardi la foto ti accorgi che Dan è Jerri con 2 Tera quintali di lardo in meno... e come direbbe lui, “che dio vi benedica”).

Siamo andati a prendere Sara sulle galoppanti note di Johnny Cash e un suo mirabolante greatest hits acquistato per la modica somma di diecimila lire, quand'era fantascienza possedere una macchina luminosa a intermittenza che ti fa avere gratis tutta la musica desiderata in pochi minuti.

Camillo ci ha deliziato con la narrazione del suo ultimo lavoro su commissione.

Camillo è un regista di film e del resto.

Alla porta di casa, gli si è presentata la madre superiora di un arcaico convento.
“Mi manda il fotografo”.

Camillo ha subito pensato a un complotto oftalmo/clericale (gioco di parole scemo tra il fotografo e la casta dei man in balck pedofili di clausura) ma poi s'è rincuorato quando la madre superiora gli ha consegnato le fotocopie di tre passaporti di suore filippine, cosicché avesse potuto inserire i loro nomi scritti correttamente nei vari menu del dvd, sul quale riprodotta un ora di messa cantata per celebrare l'assunzione di tre suore, appunto, filippine.

Oggi come oggi ti assumono solo in chiesa.
Lo svantaggio è un altro.
Se ti licenzi (o se parli) ti fanno il culo.

E non è bello.

Mentre era in chiesa, il popolo SI COMMUOVEVA PER LA SANTITA' DELL'OCCASIONE, visto ch'erano 46 anni che nel suo paese non celebravano un rito di tale spessore, tanto da aver scomodato un cardinalvescovocamerlengo indossatore di un cappello il doppio più grande di quelli che di solito si mette Jamiroquai, possessore di un dorato trono vescovile delle dimensioni di una Panda nuovo modello, Camillo si dedicava alla corroborante attività di doppia ripresa, DOUBLE SHOOT (non in senso pornografico), avendo intuito la reale grandiosità umoristica dell'avvenimento, avendo deciso di avere una sua ripresa personale da vedere e rivedere con gioia briosa nell'intimità della sua cameretta, lontano da vigili occhi ammonitori, per burlarsi delle medievali stronzate che i cattolici vanno facendo ancora oggi, ora che siamo alle soglie di una pan tecnologizzazione dell'essere umano, per non dire Die Mensch Maschine dei crautosi Kraftwerk.

La messa consisteva in una prolungata litania dove venivano citati tutti, uno ad uno (non però in ordine di influenza, importanza, potere esercitato) e dico tutti i santi presenti nel calendario, uno per giorno, 365 (366 se bisestile), più i martiri santi apostoli e chi più ne ha più ne metta via perché ho lo stomaco pieno di bile.

Le tre sorelle filippine, spalmate sul pavimento, offrivano la propria castità al signore.

Nel contratto non era specificato “quale” buco offrire al signore confinandolo nel bieco universo della castità, e quale da adibire ad utilizzo/scopo hobby e tempo libero (anche il clero ha diritto di svagarsi, sennò poi se la prendono coi bambini; ah, già che mi ricordo, prima che mi scordo, nella società del futuro daranno (già lo fanno, non ricordo in quale paese) dei bambini meccanici per far sfogare i pedofili; pensate che HANNO LA TESTA INTERCAMBIABILE, COSI' LO STUPRA CULETTI AVRA' L'ILLUSIONE DI VARIARE L'OGGETTO DEI PROPRI ABUSI, altro che quella puttana di megan gale che sostiene che il mondo è intorno a te, col cazzo).

L'effeminato trentenne prete vecchio dentro, con fare effeminato tendente all'omosessuale a 367,45° cantava da cappone castrato ricordando l'ormai dimenticato primo cantante dei Dream Theatre, quand'ancora si facevano chiamare Majestic e scassavano le palle il triplo di adesso (anzi, fino a poco fa, Portnoy se n'è andato perché nelle sue ville non aveva più spazio per nascondere il soldi che non riusciva a far entrare nelle strabordanti banche svizzere), alzando l'indice auditel di commozione generale tanto da far venire l'idea a una navigata suora veterana di estrarre dalla propria borsetta una piccola telecamera a mano per rendere eterno l'attimo fuggente.

Qui si entra nel territorio del meta cinema.

Camillo stava riprendendo la suora regista.

Il braccio della suora fuso in una grottesca tzukamotesca craetura telecamerizzata girava, eseguendo una magistrale panoramica della sala gremita di vuoti a perdere dagli occhi gocciolanti sali minerali per Cristo, con Cristo, di Cristo e siamo a tre, più il guidatore, sul motorino mistico (manco a Napoli vanno in 4 su un motorino; visto a che serve il potere divino?) fin tanto che è finito lo spazio fisicamente disponibile ed ella s'è vista intrappola nell'obbiettivo di Camillo, puntato sulla suora che stava decodificando l'immagine di Camillo con la sua telecamera, nel quale obbiettivo giravano cinetici movimenti della tetsuoesca casta sposa di cristo, fissa a riprendere la telecamera di Camillo fissa su di lei.

Una volta rivisto il suo filmato personale, ha potuto stabilire che quell'automa fides vita dipendete è stata per ben 40 secondi, con l'espressione di un androide smagnetizzato stampata in volto a riprendere Camillo che la riprendeva.

È stato coraggioso, il mio fido compagno di scorribande, non ha abbassato lo sguardo (della telecamera) neanche di fronte al potere dell'onni(IM)potente in (non) persona, figurarsi di fronte a una sua perfida emissaria.

Libera associazione junghiana: mi dici “emissario” io rispondo “tana delle tigri”.

Ecco a cosa porta la teledipendenza in età prepuberale.

Avessi saputo...

Tramortiamo la macchina in un parcheggio di fortuna, visto che è sabato e tutte le brave pecorelle si sono recate al corso (nostra meta) a fare le vasche avanti e indietro, alternando la routine delle quotidiane visite ai/nei centri commerciali.

Lunedì centro commerciale.
Martedì corso.
Mercoledì centro commerciale.
Giovedì corso
Venerdì centro commerciale

Sabato pieno.

L'estro creativo dell'uomo moderno!!!!!!!

Ci ri rechiamo di fronte al palacongressi per visitare i molteplici stand sotto cui vari autori tentano di vendere i propri cartacei figli, i loro preziosi romanzi, le loro immortali raccolte di poesie.

15€ un libro di 50 pagine di un autore sconosciuto e quel figlio di troia di editoruncolo si lamentava che non legge più nessuno.

Perché lo fai, disperata ragazza mia?
Costa meno dell'ultimo di Pynchon.

E poi, perché ti ho conosciuto.

Detto questo debbo dire dell'invasata di Fides Vita.

Abbiamo conosciuto una folle barbona per scelta.
Ricca di famiglia.

Questa ragazza gira con uno zaino zeppo di cibarie, coperte, ricambi, per addormentarsi dove capita, quando tutti i conoscenti le negano il posto in macchina.

“Posso dormirti in macchina?”, è una delle frequenti domande da ella poste ai più, auto muniti e non.

Ci ha raccontato della sua ultima impresa, un viaggio a piedi scalzi di Km25, fioretto fatto al Signore per far sì che il suo amato tornasse insieme a lei.

Il suo amato è un gigante, esperto coi nunchaku, terrorizzato dai rapimenti ufo (in una ripresa effettuata da Camillo per il suo ultimo film, fatta in un campo di grano, il Nostro regista stava dando delle istruzioni affinché sembrasse che un ufo, virtualmente aggiunto poi in fase di montaggio, lo stesse rapendo (mentre quello agitava i nunchaku) col suo raggio laser; egli ha mutato espressione, si è rifiutato di proseguire la personale avventura nel mondo della recitazione) e possessore di vari aggeggi come il purificatore d'acqua di cui parlavo qualche cinquantina di righe sopra.

Sono stati insieme sette mesi poi lui l'ha mollata perché non ne poteva più.

Ora lei lo spia, lo segue a distanza, si mette a dormire fuori il portone di casa sua e svolge maratone a piedi scalzi per compiacere lo sconfinato potere del nostro buon dio, affinché compia un incantesimo che faccia tornare l'ufofobico nerboruto ninja tra le sue cattoliche braccia.

Con questa non si scherza; a dei carabinieri che volevano interrompere un concerto, lei ha chiesto se disponessero dell'opportuno decibelometro; dopo un quarto d'ora loro scappavano mentre lei correva dietro alla volante urlando insulti.

Finito di sentire le Sue di litanie, riguardanti l'adorazione del praticante new age, siamo andati in una piccola galleria d'arte dove esponevano gli ineccepibili capolavori di non ricordo il nome, quello che crea composizioni di ortaggi realizzati in poliuterano, li mette dentro una teca di plastica e li vende a 22.500,00€ (quelli grandi), 10.000,00 quelli piccoli.

Appena entrati si ha subito l'impressione di soffocamento, vuoi le minutissime dimensioni della sala, vuoi l'inutilità della prima opera a balzare nel campo visivo di questo “purtroppo compreso” artista.

I sassi del maestro.

Prima di pranzo abbiamo fatto una ripresa, dall'esterno della galleria, di quest'opera battezzata appunto “I sassi del maestro”.

Io fungevo da voce fuori campo, decantandone le inesistenti virtù, mentre tre muratori napoletani ci guardavano in cagnesco, chiedendosi a che ora di preciso saremmo sgattaiolati lì dentro per fotterci 'a mercanzhiijia d' 'o maèstr.

Di tutte le teche quella che mi ha colpito di più era quella coi cavolfiori.

Erano sei.
Uno che sembrava l'occhio onniveggente presente sulle banconote da un dollaro americane (non dico “L'occhio degli Illuminati” sennò poi mi andate a leggere di cospirazioni, diventate paranoici, mi perdete tutti i capelli e venite a cercarmi col revolver perché prima di leggere quelle stronzate convivevate pacificamente sia coi rettiliani di Nibiru che coi Venusiani di Venere.... ancora cenere).

La mostra è stata un successone per tutti noi e nove gli spettatori.

C'erano le immancabili patatine al sapore di formaggio artificiale, le pizzette a forma di cacatoio per le coltissime mosche gravitanti nell'angusta saletta adibita a galleria d'arte mondiale, e la fecola di patate/nuvolette di drago malato.

C'erano i Crodini ma quelli li hanno boicottati tutti (l'arte è SEMPRE alcolica) e c'era il Berlucchi.

È stato a lui che ho dedicato tutta la mia attenzione, dopo essere emerso dalla trance ipnotica generata dal piacere di guardare un'insalata da 22.500€ attaccata al muro.

Mi sono fatto mezza bottiglia di Berlucchi dopo essermi bevuto altrettanti litri di birra in un bar dove m'ero recato per pisciare, per non dire essere scappato, dopo che la fidesvitiana, non si sa come, ci ha raggiunto in galleria, ridendo come... una matta... è il caso dirlo.

Camillo l'ha intervistata mentre io ho deciso di fare un'altra intervista.

In un angolo (la stanza era tutta un angolo) c'era una scrivania, alla quale seduta la figlia della direttrice della galleria (lo scoprii solo svariati minuti dopo).

Al centro del tavolo da lavoro (per non scrivere “scrivania” due volte di fila; non sta bene) c'era una sorta di portacenere adibito a porta caramelle.

Mi sono seduto, ho fissato la figlia della direttrice e le ho detto: “Facciamo una cosa. Guardando le caramelle mi è venuta in mente la mia infanzia, quando andavo dal dottore e lui mi pungicava con la siringa del vaccino e poi mi dava le caramelle; facciamo così. Tu sei la dottoressa e mi chiedi cos'è che mi fa male, così io ti rispondo come in un'intervista, il contrario di quella che sta facendo Camillo”, indicando proprio Camillo telecamera munito.

Devo aver risvegliato in lei qualche trauma sepolto in oscure scatole nere ai confini della psiche, incubi fatti di zii dai gusti particolari con propensione per il “giochiamo al dottore?”.

Si è fatta bianca in volto: “NO, QUESTO GIOCO NON LO VOGLIO FARE”.

Prontamente ho risposto: “Non è un gioco”, poi ho fatto il collegamento e sono stato zitto.

Che è meglio.

Verso l'ora di chiusura, di nove che eravamo ne rimanemmo in tre, con le pive nel sacco, per citare la poetica maxpezzaliana d'altri tempi.

La giornata è terminata in un tristissimo bar dove mi sono fatto un'esame di coscienza e ho capito che non ero io il bisognoso di analisi, bensì tutti gli altri morti giovani vuoti dentro brindanti il non so che/non c'è motivo di brindare/non si prospetta nessun futuro alcuno.

E fissando i fondi di caffè di questa umanità, portavo alla mia bocca amari bicchieri.

“Amari bicchieri” non era una metafora; al barista ho chiesto un cocktail a piacere e quello stronzo mi ci ha infilato il bitter.

Bashtardo.

Così, si conclude questo tour de force della domenica mattina.

Sono le 13:46. Sto inchiodato qua dalle 10:29 (lo so di preciso perché al cesso c'era l'orologio).

Ora mi tocca ricorreggere tutto.

Non sarà facile ma penso ne sia valsa la pena.

Scrivere della giornata di ieri mi ha fatto capire che la vita di ognuno di noi, se viene analizzata per quello che è, risulta talmente complicata e piena da farsi fare le pippe da una sceneggiatura del calibro di “Fuori orario” o “Ore 11:14 destino fatale”.

Siamo ciò che mangiamo.

Per questo siamo dei cilindri fecali viventi.

sabato 2 ottobre 2010

DOPPIO POST: FERMATE IL FIGLIO DI TROIA MEGALOMANE PSICOPATICO" + "SAGGIO SU THE EXPENDABLES: I MERCENARI"


TRA I FILM PIU' CAZZUTI E CORAGGIOSI DEGLI ULTIMI DIECI ANNI.
DA VEDERE.
VISTO?
CHI E' IL CATTIVO?
ALLA FINE VINCE IL BENE?






SI E' FATTO DA SOLO DOPO CHE SE L'ERANO FATTO JA BUL ON E GELLI (SONO DI PARI SPESSORE).
MA IO LO STIMO, NON E' FACILE INSTAURARE UNA DITTATURA IN UN PAESE OCCIDENTALE DOVE SI PRESUME CHE LA GENTE SIA ISTRUITA E RAZIONALE.







QUESTA E' DEDICATA AI COMUNISTI: VISTO CHI ERA L'ISPIRATORE DEL VECCHIO DITTATORE CINESE?
STESSA POLITICA, STESSO SORRISO, EPPURE LO ODIATE.
PERCHE'?
COMUNQUE CI SI POTREBBE METTERE CHIUNQUE NEL FOTOMONTAGGIO, PERCIO' NON ILLUDETEVI DI STARE DALLA PARTE DELLA RAGIONE, OVUNQUE VI TROVATE.






UNA FOTO DELL'ITALIA VISTA CON GOOGLE MAPS





Proprio adesso, mi stavo messianicamente montando la testa sopra una montagna alta 1118 visite in una settimana.
Sbalorditivo.
Commosso.

Giornate con duecento e passa lettori sguazzanti tra i miei delirii.


Il progetto per la villa sul mare stile Tony Montana (anzi, come Sandokan!)era già sulla scrivania dell'architetto, avevo trovato il modo di farla costruire entro un mese (se paghi bene i muratori lavorano col tele trasporto, ergendo la media di dodici piani all'ora!).

Se in Italia monti qualcosa e non sei mafioso o politico (praticamente massone) te lo fanno smontare a pedate nel culo, ti ritrovi in perdita, costretto ad affiliarti a questo o quello clan di merde (sub)umane.

Il post di oggi è doppio.

La seconda parte, dai toni decisamente più leggeri e nostalgici, è un saggio scritto di getto a due giorni dalla visione de “I mercenari”, 'na crema “a prova di giorni”.

Appena lo vedi piangi, pensi “è la fine, Sly si è fottuto il cervello”, poi se ci rifletti, operando del sano lavoro autoptico, t'accorgi della sua vera volontario/involontaria natura testamentale.


La prima parte, quella che inizia

ORA


tratta dell'oppressione svolta da un'organizzazione ben strutturata di pezzi di merda coalizzati contro noi, ignari povere pedine di pedine rimpiazzabili, presuntuosamente convinte d'essere tutelate, dalla parte del giusto.

La parte del giusto è la parte di loggia.
Il resto nel cesso, insieme ai rifiuti organici.

Facevi parte della natura.
Quando fai MENTALMENTE parte della società SEI IL SISTEMA.

Ogni cosa all'interno di un sistema NON naturale è un abominio, un insulto a quello che molti chiamano “dio”.

Non so cosa sia.

Da come lo raccontarono all'obbligatorio catechismo pro pre prima comunione (altrimenti non avrei ricevuto nessun computer in regalo) era un sadico, vendicativo, psicotico, schizofrenico figlio di puttana, figlio di sé stesso, generato dalla propria medesimità.

Caratteristica più unica che rara.

Per fortuna.

Gli déi sono una moltitudine.

Lotte contro divinità, non è il caso di combatterle tra le pagine di un umile blog scritto da una brillante, spumeggiante personalità intelligente e bellissima con un magistrale progetto di villa sull'oceano (la megalomania procede di pari passi col debito pubblico mondiale; stimo che per la fine del blog commissionerò a un artigiano di Carrara una statua a grandezza naturale di me sulla croce, affisso per sempre da chiodi di diamante).

La buona notizia è nella nostra pelle, sangue, cuore.

Ognuno di noi è dio.

Per chi se la sente, per chi ha le palle (e se ce ne vogliono; per me, ogni giorno son lacrime) la battaglia può disputarla nella mente, CON la mente, senza rischiare di sporcare per strada, dato che in Italia, sopratutto qui al sud, la pulizia stradale sta alla realtà come dio sta alla realtà.

0 = 0

Non è un'emoticon, ne un rudimentale disegnino di due ovaie legate da interrotte tube di Falloppio.

Zero uguale zero.

Da niente viene niente.

Lo so, non è vero. Da niente abbiamo creato molto.
Merda.
È pur sempre creazione, no?

Visto?

SONO, SEI, SIAMO DIO.

Il sessista bestemmiatore adoratore di divinità babilonesi (per chi non avesse letto gli altri post, tendo a precisare il mio totale rifiuto verso la promozione pubblicitaria di omuncoli insignificanti, omettendone il blasfemo nome) con tanto di dio Wotan scolpito nell'erba del giardino della villa ad Arcore (http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.redicecreations.com/winterwonderland/berlusconisreptile.jpg&imgrefurl=http://beyond-2012.blogspot.com/&usg=__iRsiCVwafgtn2bog4iRzs9fFWrk=&h=538&w=398&sz=55&hl=it&start=24&zoom=1&tbnid=hy8KWj8umfAqqM:&tbnh=124&tbnw=92&prev=/images%3Fq%3Dvilla%2Barcore%2Bgiardino%26um%3D1%26hl%3Dit%26rlz%3D1T4ADBF_itIT277IT277%26biw%3D1259%26bih%3D690%26tbs%3Disch:10%2C219&um=1&itbs=1&iact=hc&vpx=502&vpy=357&dur=31&hovh=261&hovw=193&tx=104&ty=190&ei=ik6oTN2hFof14Abd-bGYDQ&oei=hU6oTM6kMciQjAfK5Jz4DA&esq=2&page=2&ndsp=24&ved=1t:429,r:2,s:24&biw=1259&bih=690 )

ha il benestare per fare il cazzo che vuole con la nostra già carente, visionaria costituzione nazionale.

Può persino usarla per detergere il materasso o i muri di casa, quando le ragazzine lo avvisano che non può schizzare in zona viso (lo sperma appiccica un casino, se hai i capelli lunghi ti ritocca fare lo shampoo, asciugarli col phon, impiegando dai 45 min. in su, lasso temporale utilizzabile costruttivamente guardando metà partita del Milan e, indirettamente, adorare la divinità nana pedofila, però credendoti un ribelle fico padrone del proprio destino.

Quanto è bella la libertà, quanto è bella la democrazia.

Basta eseguire in silenzio.

La storia del federalismo puzza come l'utero marcio di un'ape morta intossicata dall'inquinamento atmosferico sul zozzo pavimento di un alveare popolare a Scampìa.

Il concetto di libertà stipato nel cervelletto del re è talmente risibile da sembrare geniale a tutti noi, bisognosi di continue vane rassicurazioni sul domani, SUL FUTURO.

Colleghiamo i punti, come quando siamo intrappolati in una sessione di defecazione particolarmente titanica e, per ingannare noi stessi, il tempo, imbrattiamo le pagine bianco nere de “La settimana enigmistica”, accorgendoci di avere gravi lacune culturali.


... ve lo darei io, l'enigmista.
Quello del film.
Avoja a piàgne!

A sentire in giro, troppo giovani e troppo vecchi esclusi, Berlu***** (che far rima con “massoni”) sta sui testicoli a tutti.
TUTTI.

Quando andammo a svolgere il simbolico atto di votare per, ancora una volta, palesare alla classe dirigente quanto siamo ignari del vero croupier, il reale uomo che gestisce il bancone, l'elargitore di fruscianti carte da poker, nessuno osò apportare la croce della vittoria sul suo triste logo,

Il poker è un gioco d'azzardo elitario.
I nullatenenti materiali sono esclusi.
Voi che cosa avete?
Eppure, siete costretti a vivere l'esistenza perennemente seduti al tavolo da gioco.
Io mi sono rotto le palle.
Voi?
Volete continuare a perdere denaro e beni che non possedete, pagando in energia vitale (di quella ne abbiamo a bizzeffe... ancora per poco) ?

Nessuno l'ha votato.

Magia delle magie, ha vinto le elezioni.

Più o meno significa: “Sì, mio maestro e signore, è da Lei che vogliamo riceverlo in tutta la sua Pia, mastodontica lunghezza et consistenza ottuagenaria. Il Suo regal' vaso dilatatore ci aggrada più degli altri, confacendosi alle sacre leggi mistiche dai suoi esoterici antenati inventate per tenerci buoni e impauriti”.

Perfetto.

Quasi nessuno si chiede come mai abbia vinto anche stavolta.

Passo indietro.

Due passi indietro.

Eh?

Non era una democrazia?
Non vivevamo dove governa il popolo?

Hanno votato LORO, giacca, cravatta, sorrisi falsi, migliaia di euro mensili di stipendio PAGATI DA NOI, culo parato ad vitam, mica noi poverini operaietti (opeREIETTI), costretti a lavorare tutta la vita in cambio di pacche sulle spalle, sospirosi, “Dai, passerà”, come cantava il malinconico non vedente Aleandro Baldi.

A lui non è passata.

Tra il cantare e il fare c'è di mezzo un viaggio a Lourdes a vuoto.
A perdere.

In differita, percepisco indignazione.
SE leggerete, quando avverrà, produrrete il medesimo sgomento indirizzato all'ignoranza di 'sto povero disilluso stronzo presuntuoso, che già riecheggia nei meandri della mia stanza, invadendola d'avversione.

Ci vuole chiarezza e cattiveria, verso se stessi prima di tutto, per aprire gli occhi.

“Decidiamo” chi dovrà scegliere per noi, pescando tra i Loro affiliati.
Una scelta sicura.
Non per noi.

Avete mai conosciuto un politico non “figlio o parente di” qualcuno di importante?

Impossibile.

Se sì, cosa faceva?
Puliva i cessi della sala comunale?

Una volta entrati nel palazzo del potere, si dimenticano dei loro begli ideali, delle frasi pompose, della compassione.

Lottano tra di Loro per i Loro interessi.

Per le Loro tasche.

Per la Loro auto stima.

Per i Loro valori di carta e nulla.

E il loro dio diventano una serie di cifre su schermi di PC bancari.

SANNO COME FUNZIONA MA NON LO VENGONO CERTO A DIRE A NOI, ALTIRMENTI IL CASTELLO CADREBBE E NIENTE BABBBA' PER I “MIGLIORI”.

Siamo pronti a dipendere da stronzetti che, per “lavoro”, svolgono la funzione di organo decisionale per l'esistenza altrui?

Ecco, la democrazia è questa: la facoltà popolare di avere un superiore che scelga per il popolo (subordinati sudditi servi schiavi).

No, un attimo. Quello è fascismo.

Chi l'ha inventata la democrazia?

Gli stessi che hanno inventato il fascismo!!!

BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU, FIGLIO DI PUTTANA IGNORANTE BASTARDO, POTESSI MORIRE DOMANI TU E LA FAMIGLIA TUA, LA GRECIA, I FILOSOFI, L'AGORA', I GRANDI PENSATORI, PANE E NUTELLA A MERENDA, VIVA GLI ANNI 80, VENGO DA UNA FAMIGLIA DI PARTIGIANI MORTI PER LA LIBERTA' DEI CALL CENTER LEGALIZZATI, IL MIO BISNONNO COMBATTEVA SPALLA A SPALLA CON GARIBALDI PER UNIRE I BAUSCIA COI TERRONI, MIO ZIO HA COMBATTUTO I TEDESCHI, LO HANNO FERITO, HA PERSO UNA GAMBA PER CONQUISTARSI LA POLTRONA SULLA QUALE, MENTRE SOLO ISOLATO ASPETTA DI MORIRE ANCHE FISICAMENTE, SI GUARDA “UOMINI E DONNE” NON CAPENDO LE IMMAGINI, MIA NONNA ERA EBREA, L'HANNO BRUCIATA E SPIELBERG HA FATTO I MILIARDI CON LA SUA STORIA, NON PUOI SMINUIRE LA MEMORIA E LE GRANDI AZIONI DELLE PERSONE CHE HANNO FATTO GRANDE QUESTA NAZIONE!!!!

Se nessuno fosse partito in guerra, NESSUNO...

... tutta 'sta merda, tutte queste porcherie... NON SAREBBERO MAI SUCCESSE.

TUTTI I COMBATTENTI COLPEVOLI.

EROI SI'; NON CERTO PER ME.

NON CI HO GUADAGNATO NIENTE.
CI HO PERSO, COME HANNO PERSO LORO E LE LORO FAMIGLIE.

Avete visto mai un politico, un dittatore, sui campi di battaglia?

Chi combatte le guerre?

GLI ANIMI, GLI IDEALI, LA COSTANZA, L'IMPEGNO,
BLA BLA BLA.

Continuate a campare di ideali, fate pure.

Gli ideali sono rossi e neri come sangue e oblio.

CHE FRASI DA MAGLIETTA CHE MI VENGONO OGGI, QUANTO SO BBRAVO!!!

Un attimo, cazzo ci arrivo, ci arrivo, CI ARRIVO.

Sceglie chi non lavora tutta la vita.
Chi non ha mai lavorato.
Cosa ne sanno del lavoro?
Come può un incompetente senza nessuna esperienza, scegliere per gente che di esperienza ne ha fin troppa (nei coglioni) ?

Analizzate questa frase... è aperta a tutti, tutti i politici.

PORCA TROIA, STO PROPRIO DICENDO QUESTO.

Non c'è distinzione.
Colori, ideali.
Non ci sono “migliori”.
Non ci sono diversi.
Una farsa.

Lo sanno, sanno quel che fanno.

LO PSYCHO HOBBIT HA VINTO PERCHE' LIDDDDDENTRO SANNO CHI E' IL PIU' FORTE PER LORO LORO LORO.

Mettendolo in culo a una nazione puoi fare arricchire i “migliori”.

OLIGARCHIA.

Non mi veniva il termine.

Siamo sotto oligarchia, perciò, fin quando non ci prederemo le nostre responsabilità precipiteremo sempre più in giù.

Quando precipiti hai bisogni di... come si chiama quella parolaccia schifosa?

SICUREZZA.

Nel frattempo che il cavalier re duca conte ci tranquillizza, sostenendo di agire nell'interesse nazionale, ecco un nuovo filmato di Bin Laden.

Quando sta per succedere o è successo un avvenimento importante... terremoti, terrorismo, epidemie.

Porca puttana, si mettono d'accordo?

Non sto insinuando niente.

Intanto...

Quel pagliaccio addetto alle relazioni estere, con grande maestria e faccia da pesce bollito: “Il messaggio non è indirizzato all'Italia. Era per l'Europa. L'Italia è a rischio ma non corre nessun pericolo”.

... devo nascondermi nel bunker anti atomico o no?

La prego, padre, me lo dica, voglio stare tranquillo!

Oggi, domenica 3 ottobre 2010 dicono che l'Italia è a rischio.

EH?

Come fanno a saperlo?

Perché orchestrano tutto loro.

Il pesce bollito, occhi da cowboy allarmato: “C'è da stare calmi... ANCHE SE IL PERICOLO E' MAGGIORE DELL'UNDICI SETTEMBRE”.

AHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

Vorrei essere il dottore incaricato di consegnare a quel burattino stronzo il test dell'HIV.

“Dunque, vediamo... Ah sì, il test è positivo. Sì, non corre nessun pericolo”.

“Test positivo non significa malato?”

“Positivo significa non negativo”.

“Quindi ho il virus?!”

“E' sieropositivo ma è positivo perché potrebbe campare altri quarant'anni”.

“E dov'è la positività”.

“Nel test”.

“Quindi è positivo?!”.

“Si lei è sieropositivo. Morirà, ma succederà tra molti anni, quindi c'è da star sereni”.

Creano, fomentano, giocano con l'agitazione popolare, poi rubano sempre più grandi porzioni di libertà individuale in nome della sicurezza.

La sicurezza non esiste. Lo sappiamo tutti.

TUTTI.

Potrebbe venirci un embolo al cervello.

ADESSO.

Oèait4hjèoiajrgtioharèiogtjaèeriojgtèarjgtèaijtr.

Visto?

Quello era solo un piccolo infarto condito con Alzheimer in salamoia.

Sono incazzato come una bestia perché dalle mie parti, precisamente nell'istituto profilattico di Teramo, stanno già spingendo il microchip.

http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2010/10/01/news/microchip-controlla-i-dipendenti-2441276

L'altra mattina a momenti mi viene un colpo.

Leggete l'articolo.

È per la sicurezza.

In caso di incendio.

Sarei favorevole anch'io al microchip se l'edificio fosse pieno di handicappati non in grado di scovare l'uscita d'emergenza.

Notare come l'articolo inizia col fuorviante, orwelliano “Innovativo”.

Sarebbe innovativo smettere di comportarci come bambini sciocchi, mettere tutto nelle mani di dio, degli altri, RIAPPROPIANDOCI DEL POTERE DECISIONALE SUL NOSTRO DESTINO, PORCA PUTTANA TROIA.

Lavoro in un'agenzia di volantinaggio.
Per un breve periodo ci obbligarono a tenere nello zaino un GPS (è un microchip).
Ogni tanto, dal quartier generale della ditta, a chilometri e chilometri da dove eravamo noi, iniziarono ad arrivare decine di telefonate da chi ci controllava.

PERCHE' SEI IN MACCHINA?

PERCHE' TI SEI FERMATO?

MANCA UNA VIA, TORNA INDIETRO E FALLA.

LI' NON CI SEI PASSATO.

HAI SALTATO UNA CASSETTA.

VAI TROPPO LENTO.

Calcolano persino la tua velocità.

Immaginatevi in un ufficio di comuni impiegati, ad esempio quello di teramo.
Dipendeti obbligati a tenersi addosso il microchip.

Pausa caffe.

15 minuti di riposo.

Succede qualcosa, un imprevisto, una cagata durata più del previsto, un'improvvisa voglia di sigaretta accidentalmente finita qualche istante dopo il tempo consentito.

La vostra pausa si protrae a 16, 17 minuti.

LETTERA DI RICHIAMO.

Dopo la terza siete fuori.

Non è fantascienza.

SICUREZZA SUL LAVORO?

LAVORO SICURO, E BASTA, NO?

Prendete una macchina del tempo, andate in Polonia nel 1937, raccontate cosa agli ebrei cosa succederà.

Ci crederebbero che presto 6 milioni di persone verranno bruciate, gasate, torturate in nome del nulla?

Eppure è successo.

Succederanno cose peggiori se non smetteremo di fantasticare, dare agli altri il potere di decidere per noi.

Il collegamento con tutta la pippa tirata fino ad ora?


Tra i vari abomini criminosi contro l'umanità, il piano di Berl****** prevede il microchip RFID sottocutaneo (tra pollice indice, all'incirca nel metacarpo) obbligatorio per ogni cittadino.

Ranto denaro, tanto controllo = potere illimitato per il nano marionetta megalomane.

Sarà un gioco attuare le perversioni di dominio dei quattro pagliacci vecchi, visto che la costituzione E' DI SUA PROPRIETA'.

Può usarla a piacimento.

In più possiede tutti i bombardanti media per farci cagare addosso col terrorismo e le altre stronzate di sempre.

La ripetizione è immancabile fedele compagna del dittatore.
Fa rassegnare i sudditi al volere del sovrano.

Tra poco sentiremo parlare di terrorismo con maggior frequenza. Attentati sventati. Sospetti. Rifugi armati sventati dalle eroiche forze dell'ordine.

Il solito gioco di sempre, da sempre.

Dal nulla, così, per puro caso, un omuncolo qualsiasi proporrà l'innovativo meccanismo di sorveglianza per tranquillizzere i cittadini, proteggere i bambini ecc.

Cosa faremo?

Vorremo stare tranquilli?

EH, PERCHE' LUI/LEI NON VUOLE METTERSELO?
HA PAURA? HA QUALCOSA DA NASCONDERE?
NON VUOLE ESSERE CONTROLLATO PER FARE QUELLO CHE VUOLE?
E' UNA SPIA TERRORISTA SATANISTAAAAAAA.

In maniera pagliaccia, è questo ciò che succederà.

Perché millanto la presunzione di saperlo?

Succede da una vita.

Una volta è un'operazione false flag (attacchi il tuo paese, facendo credere alla gente che sono stati altri) che fa entrare una nazione in guerra.

Una volta è un'epidemia inventata che fa vaccinare milioni di persone (milioni per le industrie farmaceutiche, morte per noi, visto che i vaccini sono pieni di merda come il mercurio).

È scontato come reagisce la gente a certi “allarmi” a certe “esortazioni” quotidiane.

Perché siamo dei bimbi impauriti.

Lo sparacazzate nazista Cazzingher ha oggi ripetuto per l'ennesima volta (come tutti i suoi colleghi attuali e defunti, usa la solita tiritera da sempre) : “Il vero cristiano costruisce la vita sulla roccia.

Anche l'Aquila era costruita sulla roccia.

A chi non avesse visto l'illuminante “Draquila: l'Italia che trema”, dico questo.

I poveracci aquilani riusciti a rimanere lucidi, vigili, dopo il terremoto, hanno detto alle telecamere della Guzzanti: “La protezione civile, i militari, ci trattano come bambini. Vietano ogni spostamento o movimento in nome della sicurezza. Ci sembra che questa sia un'occasione ottimale per sperimentare la provvisoria sospensione dei diritti della popolazione”.

Secondo me hanno colto la palla al balzo per imparare a gestire pecorelle smarrite, recintandole definitivamente.

Quanti riescono a rimanere lucidi nelle situazioni di panico?

Dopo il terremoto un burlone fece uno scherzo dicendo che la zona dove abito era a rischio.

Per strada più di cento persone, impazzite, urlanti.

Avrei preso un lancia fiamme.

Cazzo urli, voi contrastare la scossa?

Pensi che agitandoti come uno stronzo il buon dio ti risparmierà?

In mezzo a una folla in delirio, completamente soggiogabile in nome della sicurezza, ero l'unico lucido.
Osservavo una scena da film.
Film un cazzo.
Era uno scherzo.
Nessuno si è fermato a riflettere, a domandarsi “Chi l'ha detto? A chi l'ha detto? Chi gliel'ha detto? Come fa a saperlo?”

Ecco ciò che siamo.

Ecco cosa mi fa stare con le orecchie tese e... fantasticare su cosa “potrebbe” succedere.

L'uso del condizionale fa ridere.

Grammaticalmente è un condizionale presente ma, all'atto pratico, lo vedo come un imperativo.

Spero di sbagliarmi.

Il bar sotto casa, il mitico di cui parlo spesso, ora è chiuso definitivamente, dopo la terza "lettera di richiamo".

Per legge "IN UN ESERCIZIO PUBBLICO NON POSSONO STARE PIU' DI 3 PREGIUDICATI INSIEME".

... cazzo dobbiamo fare, la selection all'ingresso di tutti i bar col buttafuori che controlla la fedina penale dei clienti?

Il mio paese fa schifo, è una merda totale, retto dal crimine e dalla corruzione.

Si tornerebbe alla preistoria senza eroina, senza trans (come se fosse un crimine volere cazzo e tette insieme).

Sicuro come la merda: in ogni singolo esercizio ci sono molti piu' di 3 pregiudicati contemporaneamente.

Alcuni li chiudono.

Altri no.

Il proprietario si ritrova a 55 anni rovinato, coi fornitori da pagare.

La moglie voleva prendere il bar a nome suo.

Non glielo fanno fare.

Perche'?

Vallo a sapere.

Rimane solo certo che tutti i figli di chi decide queste cose (e anche loro stessi, i mandanti), sono dipendenti dal caos, dalla droga, dalla prostituzione, perciò non giocassero col fuoco facendo i difensori di qualche sporco vecchio dio mai esistito.

Se non ci fosse più merda morirebbero d'astinenza.

Ed è ciò che gli auguro.


QUALE SOLUZIONE PROPONGO PER RIAPPROPRIARCI DEL NOSTRO POTERE, DEI NOSTRI DIRITTI, DELLA GIOIA DI VIVERE UNA VITA DEGNA DI TALE NOME?

SEMPLICE.

LEGALE AL 101%

SARA' DIFFICILE SOLTANTO SE I "LAVORATORI" SONO FELICI DI CONTINUARE LA SOLITA MISERRIMA VITA.

E SE I DISOCCUPATI NON RIUSCIRANNO A TENERE A BADA IL BISOGNO DI ABBOTTARSI DI CIBO SPAZZATURA E CAZZATE TECNOLOGICHE PER SEDARE LA DEPRESSIONE CONSEGUENTE DALLA SITUAZIONE ATTUALE.

BASTANO SETTE GIORNI.

NON E' TANTO, IN TERMINI DI TEMPO.

RECATEVI DA UN CONTADINO, FANCULO I SUPERMERCATI TUTTI.

FATE LE PROVVISTE PER UNA SETTIMANA.

CHIUDETEVI IN CASA.

NIENTE AUTOMOBILE.

NIENTE LAVORO.

NIENTE TELEVISIONE.

NESSUN ACQUISTO STUPIDO (CIOE' TUTTO ALL'INFUORI DEL CIBO).

NIENTE INTERNET.

NESSUNA DI QUESTE COSE.

ZEN.

IN PACE.

PASSATE SETTE GIORNI A MEDITARE O A SCOPARE.

SE USCITE ANDATE A PIEDI, NON PRENDETE MEZZI PUBBLICI.

NON COMPRATE NULLA.

CROLLEREBBE IL SISTEMA.

IL PREZZO DEL PETROLIO.

I CONTI IN BANCA DEI COCAINOMANI MILIARDARI.

E NON POTRANNO FARCI NIENTE.

PROTESTI E TI SGOMBERANO.
PICCHI E VIENI PICCHIATO.
e non aspettano altro perché loro possono picchiare con la scusa della sicurezza, dell'ordine e di quelle puttanate lì.

INUTILE.

PROTESTARE E' FATICOSO E NON PORTA A NIENTE, LIVIDI E DENUNCE A PARTE.

NON FARE NIENTE NON E' FATICOSO, ANZI, TI RILASSA.

E GLIELO METTEREMO IN CULO.

... non è più facile, pratico, divertente, legale, possibile, ATTUABILE, rispetto ai vari "V for vendetta" o "Fight club"

In molti si gasano con le sopracitate opere.

VI FA COSI' SCHIFO/PAURA METTERE IN PRATICA I SACRI INSEGNAMENTI DI OPERE DEL GENERE?

STA A NOI



"Non ho retto".

"Come fai a cagare?".


SVESTO LE VESTI DEL RIFLESSIVO ESSERE UMANO CITTADINO PER CONDIZIONAMENTO, NON PER SCELTA, PUBBLICANDO IL SAGGIO SUL FILM “THE EXPENDABLES”, ORRIBILMENTE TRADOTTO IN ITALIANO “I MERCENARI”, VISIONATO LA SETTIMANA SCORSA CON SCARSO INTERESSE, POI RIVALUTATO.


I MERCENARI COLPISCONO PER L'ULTIMA VOLTA


La spinta ad immergermi nella mini fatica letteraria che avete sotto gli occhi mi è stata data dalle considerazioni fatte sulla positività del test anti doping a cui è stato posto il ciclista vincitore ell'ultimo tour de France.

Pare che il ciclista Alberto Contador sia risultato positivo perché avrebbe assunto carne
avariata.

Mi è capitato di mangiare carne andata a male.

Sono andato in diarrea e ho vomitato come un malato terminale per un giorno intero.
Non si sa perché non correvo più veloce.

Non riuscivo a muovermi.

Non ho vinto un cazzo di niente.

Sarà perché sono uno sfigato?

Nel frattempo ho visionato l'ultima fatica cinematografica di un altro tipo di sportivo, un'icona personale (e oltre) di tutto rispetto che del doping ne ha fatto non solo una ragione di vita, anche un'enorme fonte di reddito.

Il discorso finale de“I mercenari/The expendables”, intrinsecamente profondo, nello stesso
tempo adatto al “cinema” di oggi, saturo e saturato d'azione, svuotato di contenuti, sacrificio operato per lasciar spazio al ritmo fine a sé stesso in quanto non atto ad agevolare e arricchire lo sviluppo della vicenda, tutto il contrario di com'erano le vecchie pellicole interpretate dalle ormai storiche glorie del genere presenti in questa celluloidea sede, è stato la spinta alla spinta.

I Mercenari: film attuale, specchio del suo tempo, studiato e realizzato per un pubblico iper frettoloso senza tempo da perdere.
Azione, adrenalina.

SUBITO!

NOW!

La gara del lancio di coltelli tra la nuova icona degli spacconi action movie Jason Statham e uno dei più noti bad boys del periodo di Bret Easton Ellis e della sua infernale vita al college, è più di una bonaria scena paracula per accontentare lo spettatore tronfio, in piena overdose da un ora e mezza di sparatorie oltre limiti della moderna fisica.

Ancora mi chiedo se davvero esistano i proiettili capaci di staccarti il busto spappolandotelo mentre vola a 60km/h verso il nulla.

Avviene il diretto passaggio del testimone proteico macho.
La fine di un'era.
Breve ma epica.

Una generazione di vecchie star appende mitragliatori e pettorali al chiodo.

Nel conclusivo scambio di battute tra Statham (Christmas) e Mickey Rourke (Tool) si chiude un cerchio per aprirsene uno nuovo, probabilmente in HD (“Alta Definizione”, per chi ha deciso di rimanere nel passato e ignorare nuove inutili diavolerie; sono con voi).
Il simbolo del tempo passato, Rourke/Tool, interpreta un tatuatore abilissimo nell'arte di lanciare coltelli, ex mercenario compagno di squadra di Stallone (il capobanda). Sta facendo una gara contro il protagonista di “Crank” Statham/Christmas, nuova icona del nuovo cinema ormonale, anche lui raffinato accoltellatore.
Stanno lanciando lame contro un teschio tribale colorato con lo stile dei motociclisti di Harley Davidson (se ha un nome, non so come cazzo si chiama, Harley Style? Boh).

Stanno accoltellando la morte.

LA MORTE E' IL NUOVO INIZIO

Possiamo ipotizzare cosa ci sia dopo l'ultima lotta tra noi e le leggi naturali, il “tristo mietitore”, la “bieca mignotta falciata”, però non lo sapremo fin quando non suonerà la nostra ora.
Quando verremo a conoscenza di cosa davvero significhi uscire dal corpo per non farvi più ritorno se non, al limite, nel corpo di un neonato, passando attraverso le ovaia della nostra nuova futura mamma, sotto forma di energia,non avremo una bocca, un pubblico (stile “umano”) per raccontarlo.

E non sarà così importante.

La morte è il nuovo inizio; per chi?!

Nascosta nel minuto e trenta secondi di dialogo che sto millantando dall'inizio del foglio è presente una fitta simbologia.

Trascriverò suddetto scambio di battute per poi analizzarlo come farebbe un illustre accademico
in possesso di una facoltosa licenza media conquistata per merito e non per prosciutti donati al maestro.

A caval donato non si guarda in bocca; e se vi fosse una bomba?

Da tenere presente: un paio di battute le scambiano anche Stallone e Dolph Lundgren.
Dopo 25 anni ritroviamo Rocky faccia a faccia con Ivan Drago.
L'emozione è molto forte, ciò che si dicono è praticamente quello che si sarebbero potuti dire 25 anni fa il giorno seguente lo storico incontro, quando Rocky fece il culo (letteralmente a stelle e strisce) all'armadio sovietico di 2 metri X 100 e rotti chili iper tesi, steroidicamente drogati, auto celebrandosi al un punto da far spontaneamente alzare in piedi il presidente Russo Michail Gorbaciov, commosso e applaudente.

LEGENDA PER LA SODDISFACENTE COMPRENSIONE DEL DIALOGO, ANCHE SE
NON INDIRIZZATA A UN GRUPPO DI MINORATI (spero).
Silvester Stallone/Ross = R
Dolph Lundgren/Jensen = J
Jet Li/doppiato da Peter Griffin (scandaloso) = L
Non so chi/Milt = M
Mickey Rourke/Tool = T
Jason Statham/Christmas = C

... T ... C ... Timina e Citosina?
Cazzo, sono il dna del cinema roccioso, (T)ool e (C)hristmas.
Grande Sly, o illuso io che mi invento i significati delle cose... come del resto i critici, no?

T: “Dai, vediamo che sai fare”.
R: “ COSI' NON SEI MORTO?! COME STAI ORA?
J: “BENE... PER UNO CHE DOVREBBE ESSERE MORTO”
L: “Io ti perdono”
J: “Grazie”.
L: “Tanto avrei vinto”.
J: “Come no!”.
M: “Hey Gunnar, quello che non uccide rende più forti. È terapeutico.””.

Ora arriva la parte forte, il poetico monologo sulla definitiva fine degli anni ottanta, l'estremo sigillo che soltanto Stallone poteva porre sullo scatolone dei vecchi B movies ad alto tasso di adrenalina intramuscolare, destinato a finire tra i fondi di magazzino del nostro immaginario collettivo.

C: “ ASPETTA UN ATTIMO. VORREI DIRTI DUE PAROLE. TOOL E' UN GUERRIERO,
MOLTO CONOSCIUTO. PER ME E' L'EMBLEMA DELL'UOMO VISSUTO. COL
COLTELLO E' UN MAESTRO. CON LE DONNE E' UN DISASTRO. CREDEVA DI
BATTERMI. SOGNAVA DI SCONFIGGERMI. TOOL, MOLLA TUTTO. E VESTITI A
LUTTO”.

Parto dalla premessa che il personaggio interpretato da Rourke si chiama Tool, “Strumento” in inglese.
Appropriato: è il collante tra le due generazioni, il fulcro che regge il peso emotivo (visto che serviva alzare la panca?) di Stallone e Statham, tutti e due in piena crisi esistenziale.
Il vecchio tatuatore saggio, Strumento per agganciare due mondi, due stili di vita diversi.

Non quanto sembra.

Statham è Christmas... natale?

In molti paesi del mondo, ogni fottuto 25 dicembre c'è un ipotetico immaginario stronzo che
viene nel nostro mondo (non per fare le risse, però).
In questo caso nasce una stella, il futuro del settore che ha impedito a Stallone, alla gente come lui, di doversi per forza alzare tutte le mattine alle 6:30, per andare in fabbrica o a zappare la terra insieme ai rumeni.

Non a caso, per somiglianza fisica e somatica, Statham è l'erede naturale di Bruce Willis, anch'esso presente nel film in un breve, pagliaccio cameo.

Nella stessa stanza, nella stessa pellicola, abbiamo lo Strumento collante di due generazioni, in lotta col Neonasciuturo divo dei film che generalmente iniziano in giacca e cravatta e poi finiscono in canottiera sporca di sangue, col protagonista capace di salvare il mondo da solo, con mezza boccetta di aspirine e quattro sigarette acciaccate in tasca.

“Dai, vediamo cosa sai fare”. È il chiaro incitamento a mostrare la propria forza, prestanza, abilità nel combattere i cattivi per decine e decine di pellicole lasciando il segno nella mente e nei muscoli, regolarmente macerati in palestra, dei futuri cloni del moderno pelato action hero.

Ha inizio la battaglia tra la vecchia e la nuova guardia.

Cambio d'inquadratura.

La telecamera evidenzia il grande vecchio Re, lo Stallone Italiano Rocky Balboa (tale per ben 6 volte... per ora), il duro Mario Cobretti in arte Cobra, il Falco della notte da Silva, lo scatenato Nick, il bracciodiferratore camionista con problemi familiari Hawks, il metodico poliziotto Tango, il malinconico detenuto Frank Leone, il per nulla credibile John “Demolition Man” Spartan, l'alpino Gabe, il dinamitardo Quick, il perculatore sicario Rath, il ratto di gallerie
esplose Latura, il vendicativo Carter, il pirata della strada Joe Tanto, il depresso alcoolizzato Malloy (mi sa che li ho detti tutti), faccia a faccia col suo acerrimo nemico di Rocky IV, il mitico Ivan Drago, il quale riuscì a convincere tutti che “Spiezzare in due” un altro essere umano sia divertente, per giunta fico.
C'è uno scambio di battute agrodolce pregno pregno.

Nel frattempo lasciano anche un paio di battute a Jet Li, mercenario per niente approfondito, come del resto gli altri interpreti.
È stato il grande difetto di quello che poteva diventare un capolavoro, il non plus ultra dei “duro-muvis”.

È un neologismo, mio.

Mica solo D'annunzio aveva il diritto e potere d'inventarsi le parole, e che cazzo.

Stallò', perché non hai caratterizzato i personaggi come al solito?

R: “ COSI' NON SEI MORTO?! COME STAI ORA?
J: “BENE... PER UNO CHE DOVREBBE ESSERE MORTO”

... come dicevo!
Siamo al 26 dicembre del 1985, giorno di santo Stefano.
La sera precedente, Ivan Drago è stato batorrato di mazzate da Rocky Balboa.
Questa frase è perfetta per riassumere tutto.
Ma Stallone è molto più profondo e, scavando, ci accorgiamo che gli sta chiedendo: “Hey, Dolf. Dopo Rocky IV hai fatto una marea di cazzate e, non contento, hai continuato fino ai giorni nostri, sfornando la media di due straight to video all'anno . Ancora sei in piedi?”.

Il granitico Hans (vero nome del perticone) dice che non si può lamentare, visto che si rende perfettamente conto che anche lui è riuscito a sconfiggere il sistema, senza essere costretto a fare lavori manuali vita natural durante, grazie al complesso di inferiorità, alla stupidità di milioni di persone intorno al mondo pronte a sborsare quattrini per vedere come ballano i suoi addominali mentre alza sessanta chili con una mano (e non era per salvare il mondo; i suoi film
sono più modesti).

L: “Io ti perdono”
J: “Grazie”.
L: “Tanto avrei vinto”.
J: “Come no!”.

Prende la parola Jet li, grandissimo maestro di arti marziali, sfruttato poco e niente dal punto di vista coreografico.
Per chi volesse appurare le doti di questa meteora (Jet Li c'è o non c'è è uguale; in occidente non ci appassioniamo agli asiatici, ci limitiamo a comprare la loro roba, TUTTA) consiglio il discreto remake de “Dalla Cina con furore” intitolato “Fist of Legend”.

IO TI PERDONO.

... ???

... ??? ???

Jet Li perdona Dolph Lundgren per avergli ingiustamente soffiato la scena durante gli anni novanta. Egli era ed è in grado di menare le mani sul serio (8h quotidiane di allenamento Kung Fu da quand'era bambino) mentre Dolph è un impostore palestrato campante di rendita altrui.

Ironica una coincidenza: il mercenario Li più volte chiede a Stallone un aumento di stipendio.
“Fatico il doppio di voi perché sono basso. Quando cado mi faccio più male di voi perché sono piccolo”.

In una scena Dolph sta per infilzare Li su delle travi. Non ci riesce perché Sly gli spara alla spalla.

Sly è sempre stato dalla parte dei buoni, anche lui convinto che Jet meriti di vivere più di Drago.
Verso la fine del dialogo, l'irrequieto Li: “Tanto avrei vinto”.
Hans Lundgren se la ride: “Come no”. Sapeva che gli asiatici non sono ben visti in Europa, in occidente in generale, perciò c'era da stare tranquilli, nessuno gli avrebbe portato via la sua dose di assegni intascati senza sudore (3h di palestra per 5 giorni la settimana a parte).

M: “Hey Gunnar, quello che non uccide rende più forti. È terapeutico.”

Un signor non so chi, “M”, ragguaglia il collega con una scontata frase nicciana divenuta presto di dominio pubblico, abusata da tutti gli insicuri che giocano a fare i duri dopo averlo perso in quel posto.

Il body building è affascinante ma ha una grande pecca.

Sebbene si possano allenare i glutei, cioè lo scrigno, il rubino celato all'interno non è allenabile, quindi soggetto a perforazione intensa.

Anche i body builders sono possono prenderlo in culo a lavoro, in amore, dappertutto, come i comuni mortali.

Serve essere dei colossi quando non si può evitare l'inevitabile?

Vale la pena ingrossarsi il fegato con proteine sintetiche per poi sentirsi deboli di fronte a una donna?

Evidentemente, a Lundgren non gliene è mai fregato un cazzo.

Il “è terapeutico” non toglie nessun dubbio sui fraintendimenti del palestrato medio, gonfio di tutte le sue assurde convinzioni tipo:

Tanta Carne/Tanta salute
Tanta Massa/Tanto benessere
Tanti Muscoli/Tanta sicurezza
Tanta Forza/Tanta resistenza.

... aggiungerei: Tanti Sforzi/Tante emorroidi.

Anche qui il body builder è vulnerabile, anzi, molto più esposto a certi problemi ai glutei rispetto al NON sollevatore di pesi.

Giungiamo ora al momento clou, la frase topica, il sigillo sul pacchetto.

“VORREI DIRTI DUE PAROLE. TOOL E' UN GUERRIERO, MOLTO CONOSCIUTO.
PER ME E' L'EMBLEMA DELL'UOMO VISSUTO. COL COLTELLO E' UN MAESTRO,
CON LE DONNE E' UN DISASTRO. CREDEVA DI BATTERMI. SOGNAVA DI
SCONFIGGERMI. TOOL, MOLLA TUTTO. E VESTITI A LUTTO”.
A mio umile avviso, Stallone è sempre stato un grande scrittore.
Oh, dite quel che volete.
Ha i tempi giusti, lo stile, l'immediatezza non scontata (e il suo terreno è scivolosissimo, ci vuole niente a precipitare nel vortice della banalità). Quando il film lo scrive Stallone, vai tranquillo che è molto sopra la media di tutte le porcate che recita (i fan vogliono il muscolo, anziché il sentimento, ed Egli sa quanto ciò influisca sul suo conto in banca).

Vediamo Jasom Statham cimentarsi in una poesiola culturalmente al livello del pubblico (quello nel film e quello in sala) esplicativa più di ogni proiettile o grattacielo esploso nella pubblicità della Coca Cola Zero.

Cazzo c'entrava?

Tutti sappiamo che un vero duro cinematografico è infallibile, sa quel che vuole da prima lo spermatozoo paterno frantumasse a vigorose testate l'ovulo che lo generò.
Quando il colosso INTRODUCE IL PROPRIO OPERATO, FACENDO UNA POETICA
PREFAZIONE non abbiamo che da inginocchiarci.

Anche per non essere menati.

A una ventina di minuti dal principio della vicenda mercenaria, per motivi amorosi, il depresso Staham viene battuto in un duello a coltelli dal veterano Rourke. J S non era al pieno delle proprie capacità, aveva il cuore spezzato da una donna.
... come sono umani questi super uomini!

Nella scena finale, a mazzate e detonazioni conclusesi, in perfetta forma smagliante Jason tira fuori questa piccola poesia, tutt'altro che leopardina, e, scagliando il suo fedele coltello a notevole distanza dal bersagli, la morte tatuata sul muro, senza neanche guardare, FA CENTRO.

Ha fatto centro.

TOOL E' UN GUERRIERO MOTLO CONOSCIUTO.

Ecco il capolavoro, il meta cinema nel meta cinema. Jason Statham, smessi i panni di Christmas e divenuto sé stesso di fronte la telecamere, sta parlando a Mickey Rourke, non al personaggio interpretato.

Poco prima dei titoli di coda è iniziato un film nel film!

PER ME E' L'EMBLEMA DELL'UOMO VISSUTO.

Vi basti guardare i vecchi film di Rourke per capire che non c'è cosa più vera. Nel bene e nel male, anche prima dei 18 anni, il suo ruolo, il suo personaggio è sempre stato quello dell'uomo vecchio e stanco (anche quando scopava come un riccio con Kim Basinger per nove settimane e mezzo consecutive).

COL COLTELLO E' UN MAESTRO.

Fino a qualche anno fa Mickey era su tutti i giornali scandalistici a causa della sua condotta immorale (dove cazzo siamo, all'asilo?).
Se non avete seguito i giornali gossippari, faccio un breve riassunto per spiegare cosa realmente sia questa presunta maestria col coltello.

Lontano dal set, il depresso gigante newyorchese era capo di una banda di pericolosi
motociclisti. Disputava i sanguinosi incontri di pugilato che gli resero la faccia da hamburger umano, come solo i proiettili del mercenario nero sono in grado di fare, fin quando non si sottopose a un delicato intervento di chirurgia plastica.
Uomo violento e un po' matto, picchiava le sue donne.
Da antologia un episodio domestico con la moglie.

“La prossima volta che mi picchi me ne vado”.

“Se te ne vai mi taglio un dito”.

Lo schiaffo successivo lei se ne andò.

Con essa partì anche il pollice di Rourke.

Se l'è staccato con un trincia sigari!

... peggio di un film drammatico.

Perfetta questa istantanea di vita familiare per riallacciarsi al proseguimento della
poesia/monologo.

CON LE DONNE E' UN DISASTRO.
Su questo non ci piove.
Ci picchia.

CREDEVA DI BATTERMI. SOGNAVA DI SCONFIGGERMI. TOOL, MOLLA TUTTO. E
VESTITI A LUTTO”.

In ballo l'onnipresente concetto di “prevalere su” , il passato in lotta col presente/futuro.

Ovviamente è ironico, volersi rubare lo scettro di action god, di super mega divo muscoloso.

I tempi sono cambiati, la stanchezza si fa sentire, le carni si sono corrugate.

Non quelle di Sly.

Sta più grosso a sessant'anni che quando ne aveva 25; è incredibile!

TOOL, MOLLA TUTTO E VESTITI A LUTTO.
Jason Statham ha afferrato il testimone/eredità spaccona, col benestare e la benedizione di tutti i più grandi divi del passato.
Già lo tiene serrato in pugno, pronto a non lasciarlo negli anni a venire.
Si gira di scatto, tira il coltello e fa centro, come sperava di fare Sly con l'ultima rimpatriata al sangue.

Non c'è riuscito del tutto.

... se sono stato due ore e passa a scrivere uno pseudo saggio sull'argomento è perché qualcosetta è rimasta nel mio cuore.

Molto più di un misero sorriso rassegnato in declino.

Appena terminata la visione ho pensato: “Solo ed esclusivamente per i mega attoroni messi insieme e il loro mastodontico peso. Senza i compagni dei miei pomeriggi d'infanzia avrei abortito il dvd a mezz'ora dalla fine, quando parte la noiosa, inverosimile, poco divertente carneficina finale.

Nei giorni seguenti, ripensando a “I mercenari”, non ho potuto fare a meno di sviscerarlo con inventiva e ironia.

Proprio come ha sempre fatto Sly coi suoi immortali pesonaggi.

Coi suoi scritti.

Col suo cuore.