lunedì 28 novembre 2011

ELLO' WORD, DIS IS MI







MA TI DICO LA VERITA’, GUARDARMI IN GIRO PER LA STANZA, E DARE AUTOMATICAMENTE PER SCONTATO CHE TUTTO IL RESTO DEI PRESENTI SIANO MENO CONSAPEVOLI DI ME, O CHE LA LORO VITA INTERIORE SIA IN QUALCHE MODO MENO RICCA, MENO COMPLICATA O PERCEPITA CON MENO INTENSITA’ DELLA MIA, MI RENDE UNO SCRITTORE MENO BRAVO. PERCHE’ SIGNIFICA CHE LA MIA SARA’ UN ESIBIZIONE PER UN PUBBLICO SENZA VOLTO, INVECE CHE IL TENTATIVO DI FARE CONVERSAZIONE CON UNA PERSONA.

Basta questa frase per estrarre dal portafogli, a Quor squartato 18,50€ e comprare le prove, la testimonianza, che per una bella manciata d’anni abbiamo calpestato il suolo terrestre contemporaneamente a una delle più grandi, belle, esorbitanti, amorevoli, geniali teste fluorescenti della storia conosciuta dell’umanità.

Il testo è la trascrizione di 5 giorni di interviste on the road fatte da David Lipsky (scrittore iper acculturato e intelligente, del quale non è stato tradotto ancora niente) al mitico DFW, durante la tournee in giro per l’America per promuovere quell’imprescindibile, monumentale capolavorone della narrativa (e non) che è “infinite jest”.

Viene fuori un auto ritratto… boh.
Come poterlo raccontare?
L’ho letto in 2 giorni… ci sarà un motivo, no?
Se leggi 400 e rotte pagine in 48 ore può essere per variii e piii motivi.
I miei sono: è un libro divertente, commovente, profondo, geniale, riflessivo e fottutamente semplice, caratteristica che alla maggior parte dell’opera wallassiana manca; non so se avete presente…

Dietro quella geniale bandana mi aspettavo una persona diversa.
Leggendo racconti, soprattutto saggi del vecchio DFW mi ero fatto un idea diversa, rispetto a come Egli si percepiva, come interagiva nel mondo dei mortali.

Ok, non la tiro alla lunga.
Fate in modo di leggerlo.
Fatevi un regalo, anche se non avete mai letto niente del compianto david.

Detto questo: perché volete mettermi a credere che un numero, moltiplicato per zero, dia come risultato zero?
Dal basso della mia ignoranza penso: se ho un numero (x) e lo moltiplico per 0, cioè per niente, MOLTIPLICO PER NULLA, cioè non lo moltiplico, il numero (X) dovrebbe rimanermi lì tra le mani, no?

Mettiamo: ho 1 cazzo.
Se non lo moltiplico mi rimane in mano un cazzo… solo che ho sbagliato paragone, non avere in mano un cazzo significa = 0, quindi avvaloro la teoria che un qualcosa, moltiplicato per zero dia come risultato zero.

…?

Ste cose mi tengono sveglio la notte (poi critico gli psicofarmaci).

Riprovo a spiegare.

Se possiedo qualcosa e lo lascio lì, rimane invariato, no?


Il punto è: cazzo me ne frega del punto?
Perché la nostra vita è una maratona verso l’auto complicazione reiterata di sé?

Perché l’ego è così stronzo?
Presumo: perché se inizi a scioglierlo a lui girano i coglioni… e ti tenta.
Ti tenta in mille modi diversi… o è quel che credi: sei tu che percepisci un “diverso” tranello, in realtà l’ego agisce con una sola modalità chiamata: TIENITI VIVO.

E sta parlando di sé, no di te.

Non è come il pupazzo di Chuck norris che ha due modalità, cioè “uccidi” e “distruggi”.

Non so se avete capito; se qualcuno ha capito me lo faccia capire; che faccia capire a uno che non ci ha capito un cazzo.
Ve ne sarei molto grato.

Sono passato da 900 lettori alla settimana 160.
Se non è incomprensione questa!

Sono assente da “quel” film collettivo sociale.
Come procede?
Che dice Berlusconi?
A che punto è la crisi?
Chi è che comanda adesso?

Non mi interessa, grazie.
… allora cazzo lo chiedi a fare?
Significa che in realtà ti interessa.
No, ma che, ma de che.

Scusatemi, sono tornato un attimo in me, c’era scritto sul foglietto, alla voce “effetti collaterali” che sta roba sarebbe successa, farsi domande e rispondersi nelle veci di un altro che non esiste.

Se succede anche a te che non prendi farmaci per curarti il cervello allora è grave.

Inutilmente criptico è il primo aggettivo che mi viene in mente.

Poi acqua.
Poi seitan.
Poi fanculo la salute.

Su questa trinità potrei costruirci una mia personale religione, da divulgare alle masse, così da lucrarci e controllarle.
Non dovrebbe essere così difficile; se c’è riuscito quello dei mormoni ci riesco anch’io.

http://www.youtube.com/watch?v=diYVEgDfOws
io e Camillo abbiamo dato vita a questo duo per celebrare la bellezza dei radical chic.

L’apice della genialità in questo idilliaco quadretto dell’universitario di provincia medio è il potere che ha di farti immaginare una fila, tipo al supermercato, di gente che aspetta il proprio turno per potersi fare una canna CON gimmorrison, sulla sua tomba a perlashès.

Perlashès = PER l’ascesso?
Di chi?
Chi ha l'ascesso.

E' la domanda sbagliata.

Perlashès = X l’ascesso.

Se lo moltiplico per zero...
No, ancora matematica personalizzata.
Altamente sconsigliato.

La settimana prossima vado a vedere Antonio Rezza a teatro.
Non vedo l’ora.

Per ora, vado a farmi una corsa, però prima voglio lasciarvi in compagnia delle preziose verità di un maestro illuminato a me carissimo: SALVATORE MARINO.

http://www.youtube.com/watch?v=5dlVbj8yr9A

… e la verità vi renderà liberi.

lunedì 21 novembre 2011

EYES WIDE VENICE







Accedere a word è impossibile, davvero un software del cazzo.
Non dovrei iniziare un post con un giudizio, tantomeno con la fottuta negazione all’inizio di questo periodo sintattico.

Villafranca, posto idelae per invecchiare, per rimanerci, in tutti i sensi.
Favorisce un certo tipo di meditazione motoria (si può fare camminando).

L’altro ieri siamo andati a Venzia.

Gran posto, soprattutto per pagare le cose.
25€ per il privilegio di posteggiare la macchina la dice lunga sul metro di giudizio applicabile ai tutt’altro che ridenti indigeni autoctoni della zona.
In compenso c’è.
L’acqua c’è, quanta cazzo ne vuoi.
La paghi, in vari modi.
Però c’è.

Venezia è una gran città perché ci sono tanti negozi.
Vuoi fare shopping all’aperto perché non hai voglia di rinchiuderti in un centro commerciale?
Tolto il fatto che il mondo è diventato uno stramegaiper centro commerciale all’aperto (per come lo percepiamo noi ottimisti), è davvero come diceva il compianto Bill Hicks: IL MONDO E’ IL TERZO CEN TRO COMMERCIALE DAL SOLE.

Atmosfera è mooolto suggestiva; se guardi ad altezza uomo vedi negozi, cinesi, vie e maschere. Poco poco alzi gli occhi – e te lo concendi – sei catapultato ad almeno 300 anni addddietro.
La bellezza fondamentale di Venezia risiede in una alzata di sguardo, la metafora del perché ci siamo incarnati ora, qui, in questo corpo/veicolo per vivere l’esperienza che chiamiamo “vita”.

All’inizio non puoi non rimanere affascinato et conquistato dalle centinaia di maschere che dolce prepotentemente invadono tutto il campo visivo (181° se non sbaglio).
La vera magia avviene quando non ci fai più caso perché ne hai i coglioni pieni.
Come tutte le cose, è bello per un po’, poi basta, echeccazzo.

Buttandola sulle psicopippe direi: quando non guardi più le maschere, o credi di non vederle più, esse iniziano ad agire sull’inconscio.
Cioè su te.

Siamo abili, semi consapevoli travestimenti.
Chiamiamola maschera, chiamiamolo ego, non cambia niente.
Perennemente mascherati (con gusto, e CHE gusto).
Giriamo, facciamo, diciamo, sperimentiamo, blabla blabla blabla.
L’esperienza è filtrata attraverso i buchi degli occhi, eppure pensiamo E’ COSI’!

A volte ce lo ricordiamo ma… anche il ricordo viene filtrato tra gli spazi di plastica.

Camminare per le strade di Venezia è un promemoria fisico, diretto, semi palese del senso della vita.

Quando credi di non vedere più maschere in realtà le stai guardando, solo che ti illudi di non volerle più guardare, perché le hai già viste, perché sono tutte uguali.
In realtà sono lì, ti guardano.
E le vedi.
Porca troia se le vedi

Ogni angolo, ogni anfratto, un promemoria simbolico diretto.

I simboli hanno il potere di parlare DIRETTAMENTE all’inconscio. L’inconscio è la modalità mentale che ha il sopravvento, sebbene crediamo che sia la mente conscia a fare tutto il lavoro.

Bella illusione nell’illusione.

Venezia è un continuo dialogo diretto con te stesso…
Ance se credi di non accorgertene.
Anche se credi che comprare, bere, guardare, camminare distolga l’attenzione da un fondamentale discorso.
Compra, cammina, osserva, illuditi di rimanere nel “conscio”.
L’inconscio prende il sopravvento, ha tutto il potere di vibrare a ruota libera e, anche se fai quel che fai, fidati che non sei mai sto più conscio di sognare di adesso, che cammini per ponti, nebbia, turisti, canali.

Le voci unite formano un gran boato.
Il boato è il metro di giudizio che hai di te stesso.
Confusionario?
Proprio ciò che pensi di te stesso.
Un ampio specchio.
A cielo aperto.
Tu sei quello.
Io sono quello.
E quando toglieremo il velo della “separazione” (io sono, tu sei, egli è, noi siamo, voi siete, essi sono) tutto apparirà com’è: il NON essere.

Venezia è pura illusione, come il resto.
Soltanto che è più facile percepirlo, tra un gondoliere, una bestemmia e un negozio di maschere.

Le maschere ti fissano e parlano.
“Guardami, non sono qui, sono una proiezione. Mi vedi sullo scaffale, sull’espositore… ma sono sul tuo viso. IO SONO TE”.

N.d.r. A Venezia ho bevuto ma non stavo sotto cartone, seppur è stato un trip.
Ora che mi sono giustificato, ricomincio quest’altro trip, mentre scrivo sul cesso di casa.
Tavoletta e coperchio abbassati.
… la curiosità di sprofondare mentre tiro l’acqua è tanta.

Per chi legge le mie intriganti cazzatelle, è palese che uno dei miei 409.853. film preferiti (li ho contati) è Eyes Wide Shut.
Immaginate quante volte rivedevo/rivivevo fotogrammi di quel film, un passo dopo l’altro.
Da buon essere socializzato, dotato di inconscio formato prevalentemente da film celluloidei era impossibile non avere davanti le massoniche, rituali scene di quel cazzo di pellicolone.

Io tu egli, noi voi essi, percepiti esterni, incorporei, artificiali, a guardare io tu egli, noi voi essi, dal basso di uno scaffale, dall’alto di un piedistallo.
Una metafora post moderna dell’ego: “io” che mi guardo attraverso me stesso percepito esterno, anche se lo so.
Anche se non so.
Anche se non c’è niente da sapere.
Anche se lo sai.
Anche se non te ne importa.
… ma anche no.
Venezia è la città esotica per eccellenza; il 90% degli asiatici presenti sul pianeta terra vive e lavora a Venezia.
O gestiscono un locale (subire PASSIVO) o vi lavorano (subire ATTIVO).
Il cliente assapora ciò più o meno consapevolmente.
A discrezione dell’usufruitore!
Per quel che significa.

… non significa niente?
La tua vita sì!
Guarda un po’ che presuntuosetti!!!

L’abbondante uso di punti esclamativi è dovuto al fatto che devo sempre, comunque giustificarmi.
Perché non ho le palle di ammettere che sopra al cesso si sta fottutamente bene, anche se non ho le braghe calate.
Sto facendo un uso sconsiderato dell’invenzione comunemente chiamata WC (in realtà, se voglio usare correttamente l’aggettivo “comunemente” dovrei parlare di “cesso” o al limite “luamàr” per rimanere nel circoscritto campo semantico veneto… dipende da quanto sia sporco l’ambiente; per chi non lo sapesse, “Luamàr” significa “Letamaio” in cirillico).

Il cirillico è la lingua di quale popolo?
So un sacco di paroloni nel senso che conosco pronuncia e ortografia ma, all’atto pratico non pratico.
Il buddismo fai da te lo lascio agli schiavi della soka gakkai.
DAMMIOOILRECCHION, DAMMIOOILRECCHION.
Ripetilo cento volte.
E vincerai il premio.
Chiamasi “iperventilazione”.

Un altro parolone che conosco senza saperlo.
Il gioiello della cultura appena pre internet.
La rosa purpurea del Cazzo.

Cammini, ti ritrovi in un vicolo e non puoi proseguire.
Perché c’è l’acqua.
E ci godi.
UAUU, SONO A VENEZIA: DOV’E’ CHE C’E’ IL VETRO?
Devo andare a Murano.
Mur-ano: un muro di culo.
Un muro nel culo.
E c’era tanto di chiesa con piramide con l’occhio che tutto vede.

Gli elementi fondamentali sono TERRA, FUOCO, ARIA, BANCOMAT.
Venezia rappresenta l’acqua, ciò di cui sei fatto al 70%.
Non so se la percentuale è giusta, la scienza ufficiale sostiene che siamo fatti al 70% di acqua.
Venezia è lo specchio nello specchio e il tuo corpo riconosce l’abbondanza di questo elemento riproposto “esternamente”.
Metteteci che era freddo, avevo le mani ghiacciate, sono entrato in un bar, poi in un altro, ero a Venezia ed ero composto al 70% di Vodka, Ceres e Kilkenny (astutamente ne ho ordinata una in due ma l’ho bevuta quasi tutta una in uno).
Non abbiamo nemmeno pagato le patatine al pomodoro, così imparano ad avere cento gusti di patatine tutti alla carne, tipo pollo e limone.

Io sono vegetariano; se mangio la carne Ehret mi si incula.
Sai che dolori?!
No, no, no, non si fa.
E non devi lasciarti fare.
È la sacra legge mistica del culo.

Il nocciolo del discorso è ANDATE A VENEZIA.
Vi consiglio di prendere il treno perché i parcheggi costano come l’affitto mensile di un appartamento al centro di suddetta città.

Suggestioni, simboli, dialoghi diretti col sé, masturbazioni dell’ego a go go.
Venezia è questo e altro.
Un tuffo nel passato che non esiste.

Ad un certo punto ho persino avuto la presunzione di escogitare l’artificioso stratagemma del convincermi di percepire un Deja vu secondo il quale la camminata che stavo facendo l’avevo già fatta circa 300 anni prima, nello stesso posto, sulla stessa strada dove stavo camminando quando ho avuto l’impudente bisogno di escogitare l’artificioso stratagemma grazie al quale mi sono convinto di percepire il Deja Vu, un termine che conosco anche se non so un cazzo di francese.

… perché, i francesi sanno qualcosa del francese?
Presunzione.
Come fai a sapere qualcosa riguardo qualcosa che non c’è?

Non c’è nessun liffuori.
Non c’è nessun io, tu egli noi voi essi.
Non c’è nessun LORO.
Il “c’è” c’è perché ci siamo auto educati affinché esista, così da poterlo percepire e…

No.
Basta dare perle ai porci.
Questo giro mi illumino.
Giuro.
Non posso tornare un'altra volta su questo cazzo di pianeta, mi sono anche rotto i coglioni.
Basta.

Mi aiutate?
Se volete che Andrea si illumini questo giro, telefonate al numero in sovrimpressione o mandate un sms al numero 5432/5435343464.
Vota e vinci.
In palio prendo quello che ha preso quell’altro.

… ci sono ricascato.

lunedì 14 novembre 2011

DISILLOGICITA'






Penso che ora ci vorrebbe un bel nuovo ordine mondiale.
Ci servono un po’ di nuove, belle regole, che dite?
Come si fa ad essere liberi senza regole?
Appunto!!!

Danzando sull’orlo della follia la folla si disperde in sabbiosi cumuli di nulla, per lasciare il passaggio libero al niente, amico di zero, cugino di -100.

… se si riesce a trovare senso nella pop art si può tutto.
Inizierei con “c’è il sole” ma, oltre che sarebbe banale (quando mai non c’è il sole? È che a volte pensi di non vederlo), sarebbe un inizio a cazzo per (vedi la parentesi prima, non questa).

C’è il sole, è una bella giornata però vedo un sacco di nebbia nera.
Non abito vicino a un inceneritore.
Sono io che mi sto bruciando.
Sono io che sto andando in cenere.
Auto combustione spontanea.

E ragionata.

Morire come gli stregoni compagni di merende di Castaneda - anche se lui, per uscire da questo gioco con stile ha scelto la “carta tumore” - potrebbe essere una buona soluzione, solo che sarebbe impegnativa, richiederebbe molta concentrazione e io non amo far’ fatica.

Non muoio perché non mi applico.

Oggi si muore per gioco, come in Iraq.

Ti piace l’uomo sulla Honda biondo da strasmettere, la la la?
I Baustelle fanno male.
Ma fanno anche bene.
Forse no, l’ultimo disco decisamente no.
Aspettiamo il prossimo.
Dai, ce la potete fare.

Nirvana è il paradiso dell’India o un gruppo di Seattle?
Certe domande tengono svegli milioni di persone, per questo si suona il clacson, si impreca, si da la colpa allo stronzo davanti che non si da una cazzo di mossa (considerando che il clacson è stato suonato in estrema contemporaneità col cambio di led luminoso).

E i led sono lucine colorate o il prefisso degli Zeppelin?
Sapevo che il dirigibile non c’entrava.

Come quel saggio a cui chiesero di scrivere un saggio sulla saggezza e lui, in quanto saggio, rispose cordialmente di andarsene a fare in culo.

E sotto la finestra un “dio stracàn che t’ha stracagà” riecheggia chiaro come cristalli d’acqua gettati in faccia a (inserite Voi a piacere, io non ne ho voglia).

Mi avevano detto che presto Gesù sarebbe tornato.
Sono qui con l’orologio in mano.
Aspetto.
Mi sa che è una sòla anche stavolta.

Posso consigliarvi un gioco.
Nell’oscurità della cameretta premetevi il cuscino contro gli occhi, cercate delle forme negli spazi del nero.
Identificatele.
A me è capitato di vedere il capo dei Transformers.
Era proprio lui.
Poi un occhio massonico.
Poi un Cristo (non è del tutto mancato all’appuntamento).
Poi un ragno.
Infine il simbolo di Batman.

A cosa serve questo gioco?
A me è servito a capire che devo darci un taglio con la cultura del mondo.

Chi è senza peccato può acquistarne uno chiamando il numero in sovrimpressione.

Si vendono anche di seconda mano.
… come se ci fossero “nuovi” modi per sentirsi in colpa senza motivi.

Come trovare l’ispirazione?
Inspirando.
È possibilissimo.

Tempo fa ebbi un intuizione.
Però non seppi che farmene.
E la scaricai nel cesso.
Bye Bye.

L’apatia è la caratteristica predominante degli abitanti di Sim City.
Questo quando giocavo io ed ero il sindaco.
Forse è per quello che non mi hanno rieletto.

La simpatia non è la caratteristica predominante dei personaggi di “The Sims”.

Apatia e simpatia coabitano nei Simpsons.

Office segna errore “adenosintrifosforico” perché non conosce il termine, eppure conosce i Simpson.
Anche office dovrebbe discostarsi dalla cultura del mondo
Gli nuoce gravemente alla ram.

Penso che la “rom”, anziché una donna zingara sia l’ego del Pc.
La ram è più uno svago per il computer, tipo la bottiglia per me.

Ubriacati di ram, anagrammalo, poi tuffatici.

I giochi di parole sono la risorsa di chi ha sofferto da piccolo.
E che ancora soffre.
Ciò non vuol dire che non sia cresciuto.
Tutti prima o poi ingrassano.

Se la nebbia ha gl’irti colli, quante irte teste avrà?

I capelli, saranno anch’essi irti?

Quando il Costanzo Show era più serio, riuscivo a trovare risposte a simili domande, ora invece devo accontentarmi di Zelig.
Se woody allen sapesse…

Quand’ero piccolo tutti mi scherzavano per le dimensioni del mio pene, ed io stavo bene;
già sapevo leggere l’invidia di non essere asessuati; sai quante responsabilità in meno?!

Quandocazzovai?
Qua, ndo cazzo vai?!
Q, an do cazzo vai?

Apprendo ora che la lettera Q in realtà è un occhio con una sbavatura di rimmel.
Che narcisista.
Che Qualità triste.

A volte ho come la sensazione di non sentire.
Se però mi rendo conto di avere una sensazione, vuol dire che mi sto mentendo, perché non dovrei avere nessun “sentire”, e comunque, fosse vero, non dovrei sentirlo, no?

Ditemi che ho ragione.

SENSAZIONE = SENZA AZIONE; praticamente tutto l’attuale cinema italiano che tra l’altro non genera nello spettatore nessuna sensazione, a parte la noia.

Siamo l’unica nazione che ancora produce film muti.
Sarà perché la presenza (e relativa influenza) del vaticano è talmente forte che la nostra impellente necessità di essere sempre e comunque tradizionalisti perpetuamente trionfi sull’amore per le belle cose?

Per uccidere il cinema italiano non dobbiamo fare altro che smettere di scaricarlo.
Se scarichi da internet film italiani non stai commettendo l’atto della pirateria, stai solo dando valore a merda che non ne ha.
Smettendo di scaricare film italiani li privi del loro potere distruttivo e li fai sparire da questa dimensione.
Se non li calcoli cessano di esistere; così uccisero Freddy Kruger.
Solo che lui continuava a tornare.
Perché continuavano a chiamarlo.
Se smetti di credere in qualcosa, questa svanisce.

Facciamo vedere a Moretti di che pasta siamo fatti.
Lui ci ha imposto “la stanza del figlio”?
Noi gli imponiamo “la casa dell’anonimato”.

I miei attori preferiti sono Robert Delirio, Al Bacino e Leonardo Di Ocapra, anch’essi italo americani come i semi omonimi (da non confondere con gli iponimi, tantomeno con gli iperonimi).


L’omonimia è un'altra malattia dell’anima.
Mi pare riguardi la mancanza di globuli stanchi.
E di globuli fossi.

Bruce Lipton scriverà libri in bustina?

Oggi c’è il sole al contrario.
È un sole leso.

Qual’è la capitale di Marx?


Marx non era un mare con un incognita nel finale.

Marx non era un marziano eppure adorava mangiare il semi omonimo snack.
Ed è crepato male, dopo aver scritto un librone pieno di intriganti cazzatelle.

Se un albero cade nella foresta e nei paraggi non c’è nessuno, significa che a nessuno frega un cazzo degli alberi moribondi?

Invece di rompere le palle per le strade, che gli ambientalisti vadano a prendersi cura degli alberi caduti.
Se vi può interessare, quella è la solitudine.
Poveri alberi, andate a fargli compagnia, gli animali da pelliccia se la cavano bene anche senza di voi.

E poi, con tutta la crisi economica che c’è al giorno d’oggi, per un animale con un bel pelo, fare la pelliccia è un ottimo lavoro, stabile, sicuro.
Persino con contratto a tempo indeterminato.

Farei una pelliccia col visone di Giuliano Ferrara.
Borghezio, che più invecchia più sembra Peter Griffin lo ha già punito la natura.

L’analfabetismo è una corrente culturale che si ripropone in ogni epoca.
Eppure a scuola non si studia.
Chissà perché… sarà che per studiare bisogna saper leggere?
Fate come i greci, non tramandate oralmente solo baci e pompini.

Infondo, cos’è un pompino se non una pomiciata con la parte intima di qualcuno che ti ha pagato?

Il sesso ci lascia di sasso.
Così, molti di quelli che nella vita precedente sono stati stronzi si reincarnano in monoliti.

Penso che questo giro mi illuminerò e non farò più torno su questa terra di merda.
Casomai non fosse, vorrei reincarnarmi in un cyborg… solo che penso che farei tanti di quei danni da reincarnarmi il prossimo giro in un unghia incarnita.

Oggi la logica mi è nemica.

Quando penso al passato mi viene in mente un barattolo di pomodoro.
Io Odio la Pasta.
Levo la P, ci metto la B.

Se siete dislessici so di avervi messo in crisi.
Se non lo siete presto lo diventerete.
La dislessia è contagiosa come l’HIV, si contrae quando vi scopano il cervello senza preservativo cerebrale.

Praticamente succede tutti i giorni.

Siete stati contagiati.

Siete infetti.

Untori che non siete altro.

lunedì 7 novembre 2011

TE NE VAI SI O NO? ECHECCAZZO!


TU SI CHE TE LO PUOI PERMETTERE





LA DOMANDA E' UN ALTRA: E' PEGGIO CREDERE AL BIG BANG O CREDERE NEL PRODOTTO?
CREDERE "NEL" ; UNA CREDENZA CHE DIVORA DALL'INTERNO, APPUNTO.








TI PREGO, NON ORA.
NE ORA NE MAI.
BASTA.





D’accordo, lo ammetto.
Ho una fottutissima paura delle persone.
Ma è così divertente.
Senza paura il mondo sarebbe più palloso che il mondo senza nutella (cioè un mondo di gente magra senza brufoli).

Suonano alla porta, vado a vedere chi è poggiando i piedi come un ninja per non fare rumore. Guardo dallo spioncino.
Giacca, cravatta, muso di pietra.
Prova a tirare fuori uno smagliante sorriso da “siamo amici dalla vita precedente, perché non acquistare il mio sensazionale prodotto”?

FAN-TA-STI-CO.

Già, penso proprio che aprirò.
Ma anche no.
No .
No.
Ecco, no.
Non è il caso.

Sei sicuro d’aver bisogno di comprare?
Ti occorre ciò che vendono?

UN BRAVO VENDITORE DEVE CREDERE NEL PRODOTTO.

Se mi sto educando a smettere di credere in me stesso, dal momento in cui non esisto, posso credere a un aggeggio o a un idea semi solida?!

Pazzesco, quante pippe escogiti l’ego per tenersi vivo e vibrante come un diapason senza ritorno.

Stiamo compiendo il famoso “balzo quantico” di cui parlava Osho.

Checcazzo è un balzo quantico?
Soprattutto chiccazzo era Osho.
Boh, io non lo so.

So di non sapere.
… dunque qualcosa lo so.
Non è così malaccio come pensavo.

All right.

Steve vai diceva che nel “futuro” il ruolo della chitarra sarà ancora importantissimo, sebbene nutra dei dubbi sull’utilità dei virtuosi.
Una grande prova di sé, per sé, darsi una simile zappata sui coglioni.

Tranquillo Steve, i virtuosi avranno un ruolo chiave in questa nuova fase evolutiva, soltanto che non saranno come te li immagini.

Perché uso il futuro semplice?
È semplice sì, ma il futuro è ora.

Prendiamo Erik Mongrain o il più Jukeboxiano alieno disumano Ewan Dobson.
Sono orchestre ambulanti.
Gli basta una chitarra per riproporre un intera orchestra, arrivando dove neanche il pianoforte (mio strumento preferito) è riuscito ad ammorbare.

I virtuosi, i Guitar Hero non sono più corridori della 6 corde, bensì orchestre a dieci dita e due palmi di mano.
… i palmi sono la batteria!

Sentir suonare gente simile è… indescrivibile.

Prendiamo un Michael Angelo Batio.
60000 note al secondo e gli ci avanza pure il tempo per un caffè.
Guardarlo può affascinare, far fare due risate.
Però è inascoltabile.

Bllblblblblblblblblblbllbbllblblblblblblblbl: una “b” e una “l”.
Due lettere come i coglioni che ti si gonfiano ad ascoltare ‘sto barboncino italo americano per più di venti secondi.

Quei chitarristi si ascoltano con gli occhi.

Ewan, Eric, Andy McKee e compagnia chitarristicante sono perfetti per un viaggio in auto, come sottofondo quando vi accoppiate tra il primo e il secondo tempo della partita di pallone.
Vanno sempre bene.

Perciò comprate i loro cd.
Sì, faccio il rappresentate per la loro casa discografica, soltanto che il mio sorriso è autentico, mica come a quello là fuori alla porta che aspetta, suona, va in un'altra casa, ripassa, risuona, poi va altrove, poi porca troia ritorna ancora e ancora.

EEEEEVAAAAAAAASHTAAAAAAAAA!

NON TI APRO.
NON TI A-PRO.

Si può essere così insistenti?
Sì.
È un lavoro anche quello.

Loro credono nel prodotto.

Me li figuro di notte, prima di andare a dormire, mentre rivolgono una preghiera al prodotto.

In economia il “prodotto” è un insieme di attributi tangibili e intangibili volti a procurare beneficio a un utilizzatore.

Ma se io utilizzatore sto bene, perché devo aumentare il mio bene?
Guarda che è così che si ingrassa!

E poi “utilizzatore” ; mi piace vedermi come un essere umano, non un “cittadino”, tantomeno un “utilizzatore”.
Il bello dell’economia è questo: disumanizzare, rendere numero e statistica ogni cosa.
E pensare che ci siamo inventati che l’economia è una “scienza”.
Pensate che c’è gente la studia tutta la vita… per proteggere il sistema.

Economiaproblemicrisieconomicaboomdeficitpil?

Comincia con togliere il “costo” del denaro e relativi interessi, poi vedi se avremo ancora bisogno di infilarci nella testa tutte quelle puttanate progettate dai signorotti con la cravatta nera per difendere i LORO interessi.

Mi sto lamentando.
Il problema è dentro.
Il problema non è liffuori.
Forse sì.
Sì.
Il problema è liffuori.

Suona il campanello.

Non è un virtuoso. Non suona la chitarra ne il pianoforte.
Magari ha una laurea in economia ma sa suonare solo il campanello.

Devo fare come Patrizia, installare un bottone che permetta di staccare il campanello.
Anzi, scollegare direttamente i fili.

HAI BISOGNO DI ME?
TI SERVO?

BUSSA.

Cazzo, bussate.
Niente dlin dlon.

Magari un cartello: “I GENTILI UTILIZZATORI DEL MIO SPAZIO VITALE SONO PREGATI DI NON AVVALERSI DELL’INAPPOSITO CAMPANELLO”.

Troppo lungo come cartello, la porta è piccola, la gente non ha voglia di leggere.

Come posso fare?

La carta “appellarsi a divinità per chiedere aiuto” la scarto, perché dovrei chiedere aiuto a me stesso, essendo io un dio distaccato dalle convenzionali diocesi ruba soldi lava cervelli.

Un dio ha il potere di staccare la testa a un miscredente, figuriamoci staccare il campanello.
Intanto suona.
Rivedo le mie personalissime convinzioni sulla terapeuticità della musica e sulla mia divinità.

Forse si, forse no.
La verità non sta mai nel mezzo, per quello ha freddo.


Utilizzare Vivation, riappropriarmi di tutto il potere energetico in me sarebbe una buona alternativa, peccato che non riesca a concentrarmi nel bel mezzo di simili concerti.

CONCERTO IN “SI MINORE” PER IDIOTA E CAMPANELLO.
Dirige l’orchestra il Maestro Ego.

Date fiato alle trombe, che riecheggino gli ottavini.
I fiati vanno bene tutti.
I campanelli… dio.

Sto ossessionandomi.
Mi sto ossessionando.
Sono ossesso.
È ufficiale.

Quando arriva la depressione post sbornia è difficile porsi in un ottica ottimista.
Be’, io potrei se…
Ho paura.
Sto dando la colpa a.

La colpa squilla.
Ora anche il telefono.
Ma porcodio.

Lunedì, giorno di luna.
Sapevo che non era giornata.

lunedì 31 ottobre 2011

NE VIENI FUORI?

Sto dal dottore.
Non sto male.
Sto sto sto…
… ‘sto cazzo, no?

Ma anche sì.

Che dici?

Troppe domande; che mi sia beccato la “sindrome da sbirro”?

No, sto solo nella sala d’attesa del dottore.
Non attendo il dottore, attendo la dottoressa.
Per chi sa è chiaro.

Veramente neanche io so, ma vabbè, alla fine boh non so insomma.

Se avete la sensazione che non so cosa dire, è perché ho avuto la presunzione di mettermi nella vostra testa e sentenziare cosa state pensando.

Quant’è megalomane questo pensiero?

Pensate a uno psicologo: gli racconti i cazzi tuoi e lui ti dice cosa “non va” spiegandoti la radice del tuo male.

Tutti questi pronomi e aggettivi possessivi li utilizzo semplicemente per maggiormente evidenziare maggiormente la ridicolezza delle presunzioni che ci concediamo.

“Dunque, lei ha fatto questo e quello, vissuto quest’altro… perché sua madre/suo padre le fecero questo/quello e a lei non le piacque affatto, e nonostante le bombe vicine, la fame, malgrado Belgrado, America e Bush” per citare baustelliane divinità.

In questi giorni mi sono visto di fronte agli occhi questa MIA grandissima, iper egoica presunzione.
Ci permettiamo di “entrare” nella testa, nelle emozioni degli altri e di spiegarle…

SECONDO IL NOSTRO PUNTO DI VISTA.

… cioè, io MI (“a me”)spiego la TUA condizione, secondo il MIO PUNTO DI VISTA.

Sai che vuol dire?

CHE DIRO’ SOLO, ESCLUSIVAMENTE CIO’ CHE A ME FA COMODO, per confermare il MIO punto di vista a ME STESSO!!!!

È’ come quando frequentavo le scuole medie (e non mi passava manco per il cazzo di fare i compiti di matematica).
Ci caricavano di “espressioni” che non riportavano mai.

Se il mondo della globalizzazione non mi inganna, sul libro, in basso a destra di ogni espressione c’era, tra parentesi, il risultato.

Facciamo finta - come se fosse possibile fare qualcosa “per davvero” - che un espressione avesse come risultato [8].
Finita l’esecuzione capitale dell’esercizio, il risultato che ottenevo poteva essere un qualsiasi numero ; non coincideva MAI col risultato inbassoadestratraparentesi, perché ero una pippa.

Necessitavo dell’ausilio delle dita anche per calcolare la tabellina del 2 (che poi non si calcola; la si subisce).

LE ESPRESSIONI NON MI RIPORTAVANO MAI.
O forse sì.

IL CAZZO DI RISULTATO ERA 8?

METTIAMO CHE I MIEI CALCOLI MI LASCIASSERO CON UN 7 TRA LE MANI.

COME FACEVO A FAR FINTA CHE L’ESECUZIONE FOSSE CORRETTA?

Dunque…. Mi ridà 7… però, Se sommiamo il riporto della divisione fatta al secondo passaggio, che GUARDA CASO ERA 1…


7+1=8!!!

RIPORTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Non so se mi sono spiegato bene.
SO di non essermi spiegato bene.
Non si capiva un cazzo.
Il punto è proprio questo… ma anche no.

PRESUNTUOSO, PRESUNTUOSO, PRESUNTUOSO.

… sto anche presumendo.
Visto che robbba?

E io che pensavo di mancare d’auto stima.
Me la suono, me la canto, me la condisco, me la giro, me la rigiro come mi pare.

Solo un maestro può tanto.

Ecco: stamattina sono un maestro.

Le “espressioni” riportano perché le faccio riportare.
Comunque “riportano”, perciò, che problema c’è?

… non sono solo io a concedermi tanta perversione, so che lo fate anche voi (visto? Ci risiamo; SO!).
Anche voi ve le facevate riportare, sia nel contesto matematico che esistenziale.

PERCIO’ ACCETTATI COME SEI: SEI UN MAESTRO: COMPORTATI COME TALE.

Un maestro non legge certe stronzate tipo il blog che state leggendo.
Desisti, concediti mali più stimolanti.

RUSSIA PRONTA ALL’AIUTO… di chi?
Di che?
Non mettono mai in conto che qualcuno, che non sa un cazzo di niente, desideri sapere come procedano i piani del mondialismo?

Presuntuosi pure loro.

Loro chi?
I frammenti di noi stessi.
Proiezioni.

Non c’è nessun “liffuori”, solo uno specchio semi solido della merda che hai dentro.

LICENZIAMENTI SACCONI: RISCHIO TERRORISMO.
Porcoddio: adesso se diventi disoccupato non puoi che diventare terrorista.
Perciò: ogniqualvolta qualcuno verrà licenziato, verrà automaticamente giustiziato sul posto, così da prevenire il terrorismo e continuare a combattere la lotta al terrorismo… no?

Ci vuole poco a fare 2+2, anche se ho dimostrato che con la matematica ho un rapporto che definire “aberrante” sarebbe come dio che inizia a esistere sul serio solo per incarnarsi sul serio e chiedere scusa sul serio senza farci passare l’esistenza a sentirci in colpa sul serio.

SUL SERIO = SOPRA IL SERIO.
Quindi è una cosa importante, no?

A Piacenza è morto “Capitan uncino”.
Io pensavo che manco esistesse.
Se esiste capitan uncino allo esiste pure dio.
Scusami, dio.
Fate finta che le righe oltre lo spazietto quassopra non siano mai state scritte.
Avrei potuto cancellarle.
Avrei.
Ma non l’ho fatto.
Volete sapere perché?

Ecco il vostro problema… avete troppe domande da fare.

Non ci sono domande perché non ci sono risposte.
Cazzo significa?
Fate conto che l’abbia detta qualcuno che ammirate.

RIFORMULO.
Chiudete gli occhi.
Sgomberate la mente.

Pensate qualcuno che ammirate, che stimante intensamente.
Qualcuno che dice tante cose giuste.
Figuratevelo mentre apre la bocca amorevolmente.
Le parole che dice sono: NON CI SONO DOMANDE PERCHE’ NON CI SONO RISPOSTE.

Visto che adesso questa cazzatella assume un senso?
Non sono i messaggi a fare la storia, sono gli stroronzi interlocutori a dargli un senso.

Questione di recitazione.
Ecco perché ci piace il cinema.

Quante verità assolute sto proclamando, per essere un lunedì mattina dal dottore.

Cassano migliora, non è grave.
Fosse stato grave avrebbe fatto il tenore, mica il calciatore.

Io sono a favore del nucleare.
Ci vogliamo dare una mossa a compiere l’ultimo passo, o no?
Siate a favore del nucleare.
La prima centrale che esploderà sarà più che un motivo valido per concederci il lusso di ammettere: STAMATTINA NON HO VOGLIA DI FARE UN CAZZO.

Perché si chiama risorgimento quando Gesù, che storicamente non è mai esistito, è risorto qualche mesetto prima di tal periodo storico?
La storia ci pone sempre grandi dubbi sui quali riflettere.

Per questo esiste l’eroina; l’eroina è una risposta a nessuna domanda.

Alla mezzanotte termina la missione nato; trovate armi nucleari.
DITEMI UNA NAZIONE CHE NON POSSIEDE ARMI NUCLEARI.
AVANTI!!!!
SU.
DITEMELA.

Il guaio è che non posso più aspettare; quand’è che si decideranno a spingere quei cazzo di bottoni magici?
Basta un dito su un bottone per porre fine a tutto questo sbattersi per nulla.
Non percepite la morte come una “tragedia”, come un “Peccato” come una “soluzione”.
Guardate la morte per quel che è, soprattutto nel fallimentare periodo storico in cui ci troviamo.

Cos’è la morte?
Necessità del pianeta terra.
O no?

Quanto tempo è che noi umani siamo sul pianeta terra?
C’è chi dice tot mila anni, c’è chi dice che eravamo qua prima del big bang, c’è chi dice che non c’è stato mai nessun big bang è che la terra s’è originata quando Marzullo proiettò nel cosmo tutto l’odio verso se stesso e una grande perversione originò la prima cellula che poi generò altri tumori che diedero vita ad un agglomerato di merda pulsante che chiamiamo TERRRA TERZO PIANETA DAL SOLE.

Comunque è troppo che siamo qui.
Anche se nonci siamo.
Che ne dite di un break?

Ricorreggendo mi faccio ancor più ridere: COS’E’ LA VITA/COS’E’ LA MORTE: ,mi sto facendo le domande che si faceva Ze Do caixao all’inizio dei suoi film di Coffin joe.
Allora sì.

Sto involvendo.
Ed è un bene.

Parliamo di “evoluzione” e gli affibbiamo una connotazione “positiva”.
Parliamo di “involuzione” e lo percepiamo come qualcosa di “negativo”.
Positivo e negativo sono solo giudizi dell’ego.

Evoluzione è evoluzione.
Se una situazione “degenera”, “regredisce”, diciamo che è “involuta”.

Non è “involuta”; è evoluta in qualcosa che non ci fa comodo, ma è pur sempre un evoluzione.

No?

Festeggiano i 125 anni della Statua della Libertà, e noi che pensavamo che la regina Semiramide fosse una pippa babilonese!!!
Quanto siamo ingenui, o poveri noi.

Mi sto piangendo addosso… sarà perché non ho il coraggio di pisciarmi addosso direttamente, che è una perversione che ci piace un po’ a tutti solo che ci sentiamo in colpa perché sennò poi Gesù piange?

Se gesù piange, si fotta.
Che impari a digerire le sconfitte della vita.
CHE CRESCA!

lunedì 24 ottobre 2011

SANGUINI COME MAI LI QUANDO L'HO POSSEDUTA


QUESTA E' LA SCENA DELL'ILLUMINAZIONE.
VAN DAMME BUCA LO SCHERMO E IL FILM CESSA DI ESSERE SOLO UN FILM, TRASCENDENDO L'ESPERIENZA



Da cosa nasce l’ispirazione?
Da dove arriva?
… esiste?

Traccerò a grandi linee l’iter di una briciola d’energia che esplode (evolve) in quella che chiamiamo “ispirazione”.

Quando ci troviamo a contemplare i primi film di Van Damme – nel dettaglio faccio riferimento a “Senza esclusione di colpi” - , sorge spontaneo un quesito egoico di forte impatto emotivo: una storia così lineare, limpida, pura, cristallina, acquacea, da dove è spuntata, per illuminarci nell’atto celebrativo del disarmante rallenti in cui Gian Claudio dà il calcio volante girato ponendosi armonicamente in simbiosi con tutte le palle che lui è - fondamentalmente (e lo sappiamo) i chakra sono le palle che tu sei, e se non sono equilibrate sono cazzi tuoi - ?

Applicare quotidianamente la filosofia vandammiana all’esistenza dona una briciola di energia karmica fortissima.

Una briciola è “briciola” perché tu la percepisci tale.

In realtà è l’oceano.

Sabbia e oceano rientrano nel campo semantico di niente, però…
Dài, che mi capisci.
No?

Se non hai capito significa che lo hai.

… cosa?

Appunto.

L’ispirazione non è quando immetti aria, ne quando la crei per proiettartela all’interno dell’apparato respiratorio.

Ispirazione è quando van damme vendica il suo maestro.

Estro armonico.

Non sono drogato, ne in uno stato di coscienza alterato - sebbene sia una testa di cazzo, comprendo appieno gli esiti positivi che Gian Claudio ha apportato al mio modo di percepire l’esistenza in questa gamma di frequenze che chiamiamo “vita terrena”.

L’energia non si crea ne non si distrugge.
Si vandammizza.

Non vi sto introducendo alla strada di Chuck norris.
Sto solo portandoti per mano nell’universo senza esclusione di colpi.

Quel film è la metafora della vita.

Tutti abbiamo un amico da vendicare.
Tutti vorremmo degli addominali da mostrare.
Non tutti abbiamo un ematoma sul (nel) lato sinistro della fronte di cui vantarci come lo ha Van Damme.

Ci proviamo.

Anche se non abbiamo sbattuto.

Leggendo un libro di Osho che non ho avuto il coraggio di leggere ho pensato: e se l’avesse scritto van damme sotto convincente pseudonimo per tirarci dentro anche gli occidentali in sovrappeso emotivo?

Per me è più che ragionevole come ipotesi.

Fondamentalmente, Van Damme sta a Osho come il karma sta a uno della soka gakkai.
Ci sta, ma anche no.

Il tabaccaio ha esposto le maschere di halloween perché siamo vicini al periodo di.
C’è la maschera di Scream (per identificarla, ormai “L’urlo” di munch è sorpassato).
C’è la maschera di Pippo (non è sorpassata; farsi pippe è il passatempo primario d’ognuno).
C’è la maschera di merda (è sorpassata anche la canzone che Elio NON canta).
C’è la maschera di Hello Kitty (roba anni 70 che evidentemente si è sorpassata ma, non si sa il perché è ancora qui).
C’è la maschera di Darth Vadre (altra roba anni 70 che non passa; prego perché avvenga).
C’è la maschera di Nanni Moretti (ci provano; fortunatamente ce la siamo abbondantemente scordata, come una chitarra lanciata dal finestrino a 160Km\h).

C’è la maschera di te stesso (basta accorgerti che vieni riflesso nella vetrina del tabaccaio).

Non c’è la maschera di van damme.

L’ho vissuta come un chiaro abuso di potere delle multinazionali.

La maschera è una metafora dell’ego.

Senza van damme illuminarti avviene più difficilmente.

Studi condotti in Tibet ( prima metà del 1400) dimostrano che la linfa grezza delle piante si elaborava nell’istante in cui van damme decideva che ciò sarebbe dovuto avvenire.

Vale anche per te.

TU decidi quando il cambiamento deve avvenire.

Il tuo corpo non ti appartiene, la visione che hai di te è niente.

Van damme è la vetrina di ciò che non sei.
Vorresti esserlo ma non lo sei.

Accettalo.

Senza ascia.

Gioiscine con moderazione.

L’abbondanza porta abbondanza di distrazione.

Per questo devi studiare “Senza esclusione di colpi”.

Ti diro come fare.


ADESSO.
Gira, gira, MUOVITI, possibilmente lasciando in pace internet (anch’esso necessita di quiete).

Per smuovere tutte le energie deve essere una ricerca fisica, anche se ho appena detto che il corpo non esiste, per lo meno come lo intendi tu.

Gira, gira, MUOVITI e…
Prima o poi una videoteca vecchio stile la troverai.

Diffida dai dvd, dai dvx, dagli mp4.

Procurati una videocassetta (è il nome delle VHS che esistevano, anche se non esistevano, fino a una decina di anni fa) della pellicola “Senza esclusione di colpi” o, al limite “Kickboxer – il nuovo guerriero”, da non confondere con “Kickboxer: vendetta per un angelo”.

I titoli italiani sono fuorvianti, denigrano il valore delle opere; in “Vendetta per un angelo” il protagonista vendica suo padre, che è uno stronzo, figuriamoci se è un angelo, in più van damme si vede poco e fa pure il cattivo, di fatto ti ho detto di non confondere il primo kickboxer (che cronologicamente è questo) con il secondo (che è quello che devi procurarti in vhs SOLO IN ALTERNATIVA, se non trovi “senza esclusione dei colpi).

Trovato Bloodsport in vhs (è il titolo originale di “Senza esclusione di colpi”), rimarrai di stucco appena spinto Play (non usare il telecomando, spingilo analogicamente sul videoregistratore; mantenersi in esercizio è essenziale).

Trascorsi i primi 5 minuti ti accorgerai che qualcosa in te sta cambiando.
Basterà la musichetta iniziale per innescare in te il processo di guarigione.

Godine a braccia aperte, senza sentirti in colpa, ignorando il dolore dell’acido lattico (molti di noi non sono abituati a stare a braccia aperte troppo tempo tuttodifila).

La fase in cui van damme , usando l’escamotage della doccia accesa per confondere il soldato che è venuto a prelevarlo, è dura da digerire.

Fa parte del percorso, come ne fanno parte la ricerca della vhs, il senso di colpa e l’acido lattico.

Fallo, senza ingannarti.
È una caratteristica prettamente cristiana pensare che bisogna per forza passare attraverso privazione e sofferenza per raggiungere l’obiettivo.
Liberati della paura, abbraccia Jean Claude.

È una cazzata bella e buona sentirsi in colpa perché si sta cercando l’Essenza, non sta in piedi, come non lo sta Chong Li quando a conti fatti implora “Matè” e parte l’altra musichetta che segna il finale del percorso vandammiano, con van damme che ha vinto il kumite (un torneo che si chiama “combattimento” non poteva che essere una stronzata occidentale, ma se chiamiamo “super mercato” un posto che no n c’entra un cazzo con un grande mercato tutto è lecito).


Superata la fase dell’escamotage\doccia accesa il film appare (tramuta) più chiaro, come il lago di Garda alle prime luci dell’alba estiva.

Da qui in poi è tutto un regalo che ti stai facendo.
Lo hai creato tu.
Siine orgoglioso.

Ora apri gli occhi, sorridi.

Ti sei illuminato.

Grazie van damme.

Ora posso dire di aver vissuto.

lunedì 17 ottobre 2011

SINCRONICITA', VALORE SOCIALE E ALCOLISMO RAGIONATO


Siccome sono impegnatello, pubblico qui ora un saggio scritto mesi fa.
I hope you enjoy




La velocità di un cervello biologico è di circa 100, 120m/s, una lentezza mostruosa paragonata alle macchine di computazione attualmente disponibili sul mercato, in continua via di sviluppo esponenziale.
Teniamo conto che la velocità con cui esse sono arrivate a evolversi,reingegnerizzarsi, ogni anno aumenta del doppio. Stiamo parlando dell'esponente che si eleva a un'altra sempre più inimmaginabile potenza.

Presto non riusciremo ad andare dietro a simili cambiamenti, veloci e complessi da non poter essere decifrati dai nostri limitati organi di computazione biologica.

Tuttavia ho avvertito il ragionevole bisogno di intralciarmi cervello, renderlo meno operativo degli abituali standard, ponendolo nel bel mezzo di un complicato percorso ad ostacoli, riscontrabili sottoforma di collegamenti inter neuronali resi temporaneamente difettosi, incapaci di comunicare, non pienamente capaci di comprensione e codificazione.
Tutto ciò per puro amore della scienza e dell'abbattimento della linea di confine dei nostri
orizzonti (perimetro del sapere accessibile).

Voglio spiegare e dimostrare la mia teoria secondo cui gli esseri umani “rallentati” da sostanze esterne (siano alcooliche o psicotrope) siano maggiormente vigili e acuiti dei simili della medesima specie (homo sapiens sapiens) non potenziati, non addizionati con additivi, tanto da far avvenire accadimenti ritenuti finora impossibili. Infine sfatare un mito molto in voga nell'epoca in corso (la quarta, a due ere dalla singolarità tecnologica), il quale vuole l'umanoide Addizionato posto uno o più gradini di funzionalità sotto il non addizionato.

Davvero gli ubriachi sono meno efficaci dei sobri?

L'esperimento partito prima dell'ora di cena (alle ore 18:00 a.m.), iniziato con un test diretto, atto a misurare i reali effetti della fusione di due sostanze ideali, appartenenti alla radice dell'etanolo (formula bruta C2H5OH, numero Cas 64-17-5) nell'organismo umano. Il primo ½ litro di sostanza consisteva in birra di frumento (definita dai produttori tedeschi “Weiss”) di marca ignota.

L'esperimento s'è tramutato in impellente necessità solo successivamente, quindi basato su dati mnemonici più che su esiti registrati passo per passo. Per il valore qualitativo della teoria che voglio dimostrare, tuttavia non sono necessari riscontri diretti; ho deciso di indagare nel fondo dell'animo umano, delle soggettive reazioni in situazioni di svago, il tutto lontano da strumenti di misurazione intracerebrali.

Da tener presente che oltre me, anche le cavie non erano al corrente della propria condizione; cavie ignare, guinea pigs in cattività fuori da un ambiente controllato.
La birra è assimilata in contemporanea con la lettura del numero di Maggio 2010 della celebre
rivista pseudo scientifica Forum, per aumentare il livello di dopamina. Tra le varie possibilità di apertura semi intellettuale, ho scelto di far mie informazioni contenute in un articolo riguardante il cervello di assassini seriali in relazione al rapporto con l'alcaloide benzoilmetilecgonina (nome bruto “Cocaina”, Codice ATC N01BC01). Ricordo di aver letto la media di 30 parole per sorso.

Considerando che trasportavo in me almeno 2L di alcool assunto il giorno prima, non opportunamente smaltito, che l'articolo era di 1063 parole/6436 caratteri circa, posso dire di essermi elevato al livello Ubriaco in 10 minuti primi e 23 secondi.

In un primo momento notavo che le parole assumevano una forma a me ignota. I concetti si
accavallavano tra loro seguendo uno schema preciso e incalcolabile.

Terminato il ½ litro di Etanolo di tipo “Weiss” ho aggiunto la seconda componente, ricavata
dalla fermentazione del frutto della vite, appartenente alla specie Vitis Vinifera. La versione di questo prodotto assunta era una chiara sintetizzazione di tal' sostanza, addizionata ad additivi di origine sconosciuta. Posso affermare con ragionevole certezza, ch'era formata dna artificale modificato.

La velocità di assunzione era adesso diminuita, alternata a conati di emesi (nome bruto
“Vomito”, numero Cas variabile a seconda delle parti da cui l'amalgama è costituita) creati dal sapore della seconda bevanda contrapposto al sapore della prima, versata sull'amalgama del giorno precedente (2/12/'10). Il senso d'estraniazione provato dal corpo era diametralmente opposto al diverso ambiente creatosi all'interno della scatola cranica, in particolar modo nella zona dell'ippocampo e dell'amigdala.

Contrariamente al mio volere, le molecole d'aria ossigenanti l'ambiente dov'è avvenuto
l'esperimento erano sollecitate da note musicali, propagate da alto parlanti (modello Sony)
traducenti in ordinato suono semi sensato un compcat disc contenente una raccolta dei migliori brani del popolare musicista afroamericano James Brown (Get 'appa: the best of James Brown, produzione Polidor, codice a barre 7/31454/32622, made in Italy).

A questo punto ho deciso di aumentare la posta in gioco, sottoponendo l'organismo a un
accessorio sforzo su multi livelli, iniettandomi una quantità di fumo pari a quanta ne può essere ricavata da 2,7mg d'estratto lavorato di Nicotiana misto a carbonio e ossigeno. Gli organi oculari si sono fatti incerti, vacillanti in una danza incerta simile a quella caratteristica della fase Rem, in questa occasione vissuta in stato di semi veglia.

Con uno degli umanoidi intenti a fallire all'esterno del locale, ho intrattenuto una ovvia
conversazione sull'economia della nazione Italia, sul suo altrettanto esponenziale debito
pubblico. Quando ho avvertito colarmi dalla corteccia cerebrale le lacrime e il sangue dei
neuroni scoppiati per il troppo sforzo commesso per sopportare la voce dell'interlocutore, sono scappato a casa, dove ho assunto 120g di Pizza margherita con broccoli e zucchine tagliate alla julienne, andando ad aggravare il già danneggiato organismo, non privandolo del piacere di un supplementare ½ L di birra modello “Ceres”.

Dopo la visione di 1h07m del celebre film “Blade Runner”, tratto da un complesso romanzo,
basato su ben 16 piste narrative differenti, dello scrittore Philip K. Dick sono uscito per
proseguire l'esperimento, 'ove potevo liberamente avere accesso a sostanze facenti parte della famiglia dell'etanolo.

Ho assunto una quantità ignota di succo distillato di melassa (nome bruto “Rum”) fabbricato
dalla multinazionale Cubana “Havana Club” (fatturato annuo medio 5,5 miliardi), mischiato a
una bevanda massicciamente composta da anidride carbonica ed estratto di pianta di Coca
privato dell'elemento alcaloide (nome Brutto “Coca Cola”).

Di qui in poi i dati si fanno ancora più incerti, vaghi, discordanti.

In circolazione avevo la media di 1,5g/L sanguigno, il che rendeva i miei movimenti incerti,
ondeggianti, abbassando non solo le difese immunitarie a livello rasoterra; rendendo i miei
sensori di movimento alquanto vaghi, per non dire tolleranti, tanto da farmi urtare
un'innumerevole serie di superfici solide, generando negli avventori del locale un forte senso di malcontento e dissenso nei miei confronti, ancorato alla ragionata scelta di mischiarmi coi miei simili per studiarli in uno stato di semi incoscienza.

Ricordo poi rumori sconnessi, offese contro divinità (canonizzate, non canonizzate, remote,
ignote e persino d'origine fantasiosa soggettiva).

Verso l'esaurimento di scorte energiche, ho ritenuto opportuno arrivare in fondo al cuore
dell'esperimento, amplificando i principi sedativi delle sostanze etiliche accumulate
acquistandone altre, d'origine psicotropa. Con €7 ho ottenuto una quantità non inferiore a 0,2g di amalgama chimica solida contenente delta-9-tetraidrocannabinolo (nome fico solo in
ambienti selezionati “THC”). Ottenebrato dalla condotta di questo viaggio nella mente, ho
ritenuto saggia la scelta di custodire l'hashish nel mio pacchetto di tabacco.

L'hashish è andato perduto in un tombino presente nei pressi del locale dov'ero andato a ristorarmi.

A quel punto anch'io mi sono rivolto alle divinità, manifestando apertamente il mio dissenso
tanto da interessare tutti i presenti, accalcatimisi tutti intorno per un periodo non inferiore a 10m.

Finita la bolgia, fatta pace con gli dei, sebbene essi non m'hanno restituito l'oggetto delle mie preoccupazione, il fulcro della diatriba, mi sono chinato per cercare di recuperare i 0,2g, convinto che vi fosse la possibilità che l'hashish fosse semplicemente caduto a terra, sebbene sapevo che sarebbe stato tutto vano, in quanto il numero di persone transitate nella zona di presunto smarrimento era di svariate decine.

In quel momento è uscito dal locale un tizio di cui non posso fare il nome, un anarchico sceso a patti con l'estrema destra locale per motivi ignoti, seguito dalla sua provvisoria compagna di vita.

Lei gli stava animatamente facendo notare quanto ci fosse piattezza sentimentale nel loro sterile rapporto consumato a stanchi bocconi sul viale del tramonto. Il soggetto di sesso maschile non sembrava essere interessato al discorso in corso, tanto che l'infuriata ragazza ha attaccato a disquisire ancor più animatamente di femminismo e di bassezza morale degli esseri di sesso
maschile.

Io ero ancora a terra, avevo ripreso la mia personale battaglia contro le divinità
nemiche, aumentando il livello entropico delle bestemmie, convertendole da modalità zoomorfa
a modalità eptomorfa (in un paio di occasioni anche ignominimorfa).

È avvenuto un fatto che va oltre la teoria sulla sincronicità e delle coincidenze significative multi dimensionali.

Nella stessa precisa frazione di porzione di tempo in cui ho abbandonato la mia ricerca
personale, concluso la battaglia contro esseri soprannaturali molto meno capaci di me, la
ragazza ha cessato l'interminabile monologo sugli aspetti negativi della schiacciante fallocrazia dei giorni nostri, il ragazzo ha smesso di ondeggiare come stava facendo da un periodo non inferiore a 15 minuti.

Nello stesso preciso istante c'è stato silenzio totale anche all'interno del locale.
Il fallocrate ha detto: “Ok. Addio. Vattene via”.
Ho alzato lo sguardo pensando che noi tre fossimo entrati in simbiosi empatica. Ero fortemente desideroso di confrontare la mia esperienza con loro, soltanto che la ragazza ha iniziato un altro monologo, a sua volta dando il via a una personale battaglia contro divinità più consone e reali di quelle da me precedentemente sfidate.

Con il presente saggio posso ritenermi soddisfatto nell'aver ampiamente dimostrato quanto
l'alcool sia indispensabile, imprescindibile, integrante parte attiva della vita delle persone, tanto da far avvenire sincronicità simultanee nello stesso luogo.
Un altro passo verso la totalità dell'essere umano.

Un altro contributo allo sconfinamento nel sapere onnisciente, fino al momento in cui creeremo una macchina in grado di creare altre macchine a suo piacimento, senza l'ausilio
dell'intelligenza umana.
Il futuro è già cominciato.