domenica 25 gennaio 2009








Prima sei lì che scopi felice, poi muori in pace, ma di morte violenta, poi ti ritrovi il cazzo sotto formaldeide, la più semplice delle aldeidi.

Come direbbe il dottore di Idiocrazy: Spiccichi come un frocio, cazzo, guardati, stai di merda.
Stamattina volevo il sole ma non c'è.
Io sono il vostro grande fratello, voi mi guardate.
Mi fa piacere, almeno questo.
Porca troia lurida mbeshtata luridona della madonna? confuso e confuso, pensate che alle cinque del mattino mi sono mangiato una seppia ripiena grande come la mia mano, 'catroia, mi gira ancora nell'intestino. Il guaio è che sto per fare pranzo, senza aver fatto colazione, il cane è venuto a farmi le coccole, ha la capacità di sentire quando qualcuno soffre, così viene lì e ti consola, piangere coi Baustelle non pensavo fosse nelle mie corde, invece eccomi qua, sentivo alla tv serenata rap e le canzoni di jovanotti, anch'io ho sete di denaro, sulla scia del positivismo, agito la gamba, mi rendo conto che non connetto, non sono un modem, voglio solo sbrigarmi a scaricare una versione decente di QUINTO POTERE.
Mi sento svuotato, brutte notizie insieme, speriamo non peggiori.
Allora a 'sto punto vi dico: ho trovato il lavoro della mia vita.
Mi pagano (1600€ a settimana) per creare i quiz di Facebook. È un bel lavoro, posso sbizzarrirmi, giocare con la mente delle persone che, quando hanno due minuti liberi, vanno a scoprire la propria personalità, se è giusto o sbagliato essere mancini ma farsi le seghe con la destra, quanto sei bastardo, che film sei, quale personaggio della letteratura saresti dopo una scarica di diarrea post atomica.
Adoro il mio lavoro, sto seduto al computer, il creatore di facebook mi ha detto che devo scavare dentro me stesso per fare dei bei test, ho scavato e mi sono ritrovato le interiora in mano, mi sono sporcato il vestito della comunione, mamma si arrabbierà, tanto non andrò mai via di qui, è una provocazione, scusa, scusa non volevo.
Ecco, questo è l'iter col quale creo i testi di Facebook.
Ok.
Con voi voglio essere onesto.
Oltre che pagarmi per fare i test di FACEBOOK il direttore di FACEBOOK mi ha anche detto che ogni volta che menzionerò FACEBOOK o scriverò anche solo FACE seguito da BOOK che come risultato dà FACEBOOK mi darà cinquecento delle vecchie lire (non servono a un cazzo ma almeno per prendere il carrello al supermercato...) .
E mi sovvien' l'eterno, ma non mi si porta via, così vi racconto di quando mi era venuto in mente di truffare i supermercatisti d'Europa.
Era appena entrato l'euro, come voleva la massoneria gli stati dell'Euro inizialmente erano tredici, numero magico, che tra l'altro su FACEBOOK gli sono diventato FAN.
Mi venne in mente una perversione piacevole: cinquecento lire erano grandi come due euro.
Prima che l'euro entrasse in vigore mi bastava fare una bella scorta di cinquecento lire, andare nei vari centri commerciali, prendere un carrello, mettermi nel parcheggio e aspettare qualcuno che volesse prendere un carrello. TANTO E' UGUALE. - Mi scusi, le do il carrello, mi dia i due euro - . Uno scambio equo: loro si beccavano il carrello con le cinquecento lire, io i due euro liquidi come diarrea destate d'estate.
Faccio giochi di parole perché mi sto allenando per preparare test di un sito molto in voga tra i giovani e i meno giovani, non so se lo conoscete. Va be', ve la butto lì.
FACEBOOK.
È un bel sito, ti dà la possibilità di incontrare nuovamente, come la prima volta, tutte le persone della tua vita, puoi fare test (ve l'ho mai detto che mi pagano per fare i test di FACEBOOK?) e con la scusa di tutto questo, oltre a diventare fan di varie cose, su FACEBOOK ti controllano meglio, metti i tuoi dati e te lo mettono nel culo senza dati. Conosco un tizio, che conosce un tizio che conosceva un tizio che si era prima iscritto, poi loggato su FACEBOOK, e ci ha messo di mezzo gli avvocati, per farsi SCANCELLARE DA FACEBOOK, parlava di pràivasi, di cazzi vari e non voleva che i suoi dati rimanessero impressi nel cuore della rete, tanto meno tra gli archivi del perfido FEIsBOOK (non mi pagano più, quindi storpio il nome, così poi pensate male, non ci andate più e gli fate perdere due euro al giorno, il prezzo di un carrello riconvertito in faisbuk).
Si potrà pagare il paradiso a rate?
Io non ci credo, cioè, per quanto puzzino, mettetevi nei miei panni.
Mi hanno appena licenziato da quel sito là fatto per controllare la gente, ho i nervi a pezzi, ho bevuto praticamente dodici ore di fila (dalle sei di sera a quelle del mattino, seppia ripiena incorporata), mi è stato annunciato che nella vita non combinerò niente, sex en de siti non lo fanno più, con chi cazzo mi posso confrontare, adesso che non lavoro più nella redazione di niù iork del telefilm che sponsorizzava sex en de siti?
Sto veramente male, mi avevano detto che col bicarbonato di sodio tutto sarebbe passato, ci ho provato, mi sono ritrovato con la cornea abrasata come abraxas che vuol dire l'anagramma del nome di quello lì coi baffi che poi faceva il padre di dilan god il dio cane e poi moriva con gli zombi perché doveva scegliere tra salvare il figlio, la busta, o i premi, ha scelto i premi alla bancarella e poteva vincere cinquecento mila lire euro e gli è uscito il prosciutto, allora ha detto porcodioavolo, io sono il padre di quello che sembra il frocio Everett dei fumetti, mi sono scordato l'ubicazione delle parole, aiutatemi, non faccio più parte del tim e dello staf di feis' quello là per controllare la gente massonica che si è pentita, sto male, voglio i farmaci, mamma, portami via con te, anzi no, ritiro tutto, con te sto male, la mamma è sempre la mamma ma se è una troia allora sono solo cazzi tuoi che non lavori più e non becchi più 1600 eurolire per lavorare nella redazione di niu iork di sex en de siti per fare i test dei siti di feisbuk e di quelli lì.
Con nonscialans mia padre dice che qualcuno ha preso un trauma cranico, se tu vai a cento trenta, che fai una cosa e poi riscendi, è andato molle, tu a cento trenta metti gli sci così e è venuto proprio così, o ci hai la protezione oppure.
MA stavano parlando di scopere? Protezione, venire... campo semantico perverso.
Loro andranno all'inferno, ha ha ha ha, io no.
Ci sono già dentro, come nell'eppi auar di ligabue, pittore massonico anche lui.

domenica 18 gennaio 2009

COSA DOBBIAMO FARE, RESTARCENE CON LE MANI IN MANO MENTRE I CRIMINALI GOVERNANO LA CITTA'?







Scendo le scale e vedo un bambino che sta mimando un bazooka improvvisato con una paletta per raccogliere i rifiuti, il telefono squilla, gli ubriaconi sotto casa squillano anche loro, arriva la polizia, i poliziotti non ci capiscono un cazzo, non sanno se li hanno chiamati per via degli schiamazzi, per non dire rissa epocale, o per il bambino che col bazooka sta distruggendo il mai esistito ordine pubblico.
Fa freddo, anzi no fa caldo, c'è il sole, anzi no piove, boh, non so, forse che mi sono eccitato troppo per la festa di sant'Antonio tanto che ci sono ben sette bancarelle dietro casa mia, si farà festa, i santi che ti portano a bere, dopo quando gli sbirri ti fanno il palloncino, se gli dici che eri con sant'Antonio a bere, ti ritirano la patente perché ti dicono: - Com'è sta storia? A me il santo citato non ha detto un cazzo, e un amico che fa una festa e non mi invita, vuol dire che ho finito le batterie al cellulare.
Di fatti sta squillando, fa freddo, fa caldo.
Voi non potete immaginare quanto sia dura la strada del dandy, pensare che ieri sera non abbiamo pagato un cazzo al Barcode, mi sa che quando ci ritorno saranno cazzi, ma non è un problema, vi giuro che il barista è amico mio, nonostante mi utilizzi come valvola di sfogo per le sue frustrazioni, speriamo non legga il mio blog, anzi, sono sicuro che non lo farà, ma qualcosa mi dice che con la fortuna che ho inizierà proprio oggi, leggerà la notizia e mi farà pagare tutto, e io speravo si fosse scordato no no no non si fosse accorto che neanche ieri sera abbiamo pagato.
Mi sono iscritto ad un corso per subacquei, ma ero troppo ubriaco al momento dell'iscrizione, così, quando ho visto che il corso aveva a che fare con l'acqua gli ho detto che nessuno mi aveva avvertito.
L'acqua non è il mio elemento feng shui, non sono un segno di acqua (sono ariete, come Alex che interpretava Alberto Tomba nel geniale film di Damiano Damiani... da film coi coglioni a questa monnezza, Damiano, ti prego, torna tra noi e salda i miei debiti al Barcode); se non sei un segno d'acqua non puoi fare il subacqueo, a meno che non decidi di guardarti tutta la filmografia del girone dei golosi, tipo commedia sexy, che porca troia l'altra sera in sala prove non abbiano suonato per una buona mezz'oretta perché stavamo a guardare uno di quei pietosi film di Pierino con il ciccione toscano, che porca troia c'erano delle battute che non sono riuscito a capire, erano talmente intelligentemente basse che è stato un problema entrare nella mente di Umberto Lenzi, regista di capolavori di tutti i generi ma era un mercenario, faceva ciò che andava di moda; non capisco perché si abbassò a tanto, boh, è anche toscano come i miei parenti, ma in quel film gli è mancata la verve dei gialli e dei poliziotteschi, allora penso che in questo mondo non ci sia giustizia, porca troia, dopo settantadue edizioni non puoi farmi un altro grande fratello, ma mia madre lo guarda, le piace spiare gli altri, e allora, visto che stiamo a parlà di commedia sexy, non capisco se lei provi gusto a fare come Lino Banfi, spiare la professoressa che si spoglia, dal buco della serratura, il buco del culo è un misero antro, come direbbe Richard Benson, quel che dice Richard per me è religione, quindi penso che diventerò presto raeliano, una di queste religioni fiche che porca troia scopano come i ricci, la prima regola del circolo di Rael è: per allontanare le negatività e smussare l'aggressività carnivora che ti gravita nel cuore, la prima cosa da fare al mattino è una sega, così da poter stare tranquillo, e quando ho letto 'sta cosa mi sono reso conto che involontariamente sono raeliano da quando avevo dodici anni, una sega al mattino è sempre la prima cosa che si fa, a volte capita che neanche apro gli occhi, appena sveglio mi faccio una sega, prima provo a cambiare canale, ma quando vedo che nessuna presentatrice televisiva ha la gonna non ce la faccio, voglio le scarpe coi tacchi e le calze nere, anni fa c'era quella bionda che ancora c'è mi pare su rai tre che fa il programma con Frizzi (ma stimo solo suo fratello) e con quella ci farei una cavalcata degna di un fantino professionista, amo le donne, amo i loro orifizi ma non uso i cotton fioc, non sono cazzi miei, guardi, signor giudice, al momento dell'omicidio ero sul mio letto e mi stavo facendo una pippa con uno zoccolo col tacco alto che mi ha lasciato in eredità la mia ex, ne ho uno solo perché l'altro gliel'ho regalato a natale dell'anno scorso, insieme a un libro di Ammaniti, pensavo lei apprezzasse l'umorismo, pensate che addirittura ci ho schiaffato (dentro alla scatola di scarpe che costituiva la confezione regalo) un angioletto attaccato con la colla, aveva le mani giunte in preghiera, ma poi ho pensato non fosse abbastanza raeliano, così, Tuo onore, mi sono onorato gli organi genitali, quest'anno pensò che sarà una buona annata per la raccolta del grano, uno stronzo sta bussando al mio sfintere, non so che fare, quando scrivi, se ti alzi, sei perduto, ma con l'abbondante dose di stronzate che sto sparando non vedo il motivo per cui Kakà non debba rimanere al Milan, io, che sono una persona educata, IO, je dico, “se figuri, non c'è problema”, il mio sogno è sempre stato fare l'amore mentre Maurizio Merli mi guarda negli occhi, col suo sguardo glaciale, e mi chiede cosa dobbiamo fare, dobbiamo starcene con le mani in mano mentre i criminali governano la città?
E allora IO, eroe, nonché persona educata, smetto le mie folli, quanto sessuali pratiche, mi metto il trench di pelle, giacca e cravatta, e dico che la città non sarà mai più in mano ai criminali, la legge ha le mani legate solo quando non sono io in circolazione, IO sono il detective Shaft dei bainchi, sono bello forte e fico, ma non si sa per quale motivo ho tutti i miei casi polizieschi sotto casa, bevono dalla mattina alla sera, una vocina nel cervello mi sta dicendo di smettere di essere commissario, di togliermi giacca, cravatta, di scendere le scale, di andare a bere con loro, alla faccia dell'ordine e della legge.
Ma ho paura perché, oltre che una caciara immane, sotto casa c'è una rissa in corso, è pieno di sbirri.
E sopratutto potrei esplodere in miliardi di pezzi.
Il bambino con la paletta bazooka non ha ancora smesso di sparare.
Talvolta ho paura.
Ma col potere di Merli e di Sartana al mio fianco, penso che riuscirò a vincere la crisi economica di questo secolo.
Sempre se dopo ci ho il tamburello della pistola a quattro proiettili con le carte da poker scalfite sopra.
A buon intenditore poche parole, così con questa scusa può stare zitto e non enunciare giudizi affrettati.
Penso che si ma che no, in India è sempre un buon partito.
Ciò non toglie che il trans mi ha baciato e mi ha detto che è stato indimenticabile.
Io non lo sapevo, me ne sono accorto quando ho visto che le sue mani potevano contenere ben quattro volte la capienza della mia testa, e IO, che sono una testa di cazzo sì, ma educata, gli ho detto che si doveva figurare.
Non esistono persone con degli ideali; ci sono soltanto persone piene di paure.
L'ho letto dietro alla bustina dello zucchero.
Ma sono diabetico.
Quindi ho deciso di smettere questo post e di andare a cagare.
Mi sa che ho sgommato le mutande; non sono un motociclista, ho i miei limiti.
E li valicherò, con l'aiuto di tutti.
Tranne del bambino, che ha combinato un casino col suo cazzo di bazzoka.
Fatto.
Non aggiungo altro; vi dico solo che puzzava di fiori marci, tipo quelli vecchi del cimitero.
Dopo venti minuti, il tempo di pranzare, ho corretto (spero bene) questa massa di stronzate.
Ecco.
Ora le pubblico.
Grazie Sara, senza le nostre frequenti unioni sessuali non sarei qui così di buon umore.
Grazie.
Grazie.
Grazie.
Grazie.
Grazie.
... ti ho ringraziato?
Allora rimangio tutto; un commissario Betti e un commissario Tanzi e un detective Shfat non ringraziano mai, tanto meno le donne.
Però siamo così educati... che ci vuoi fare?

domenica 11 gennaio 2009

CONFUSIONARIO POST POST SBORNIA




Certo, la massoneria non sta anche nella destra e nella sinistra e ovunque.

Nelle foto qui sotto, in ordine:

1) Io che rido quando non c'è niente da ridere.

2) Il mio cervello in un'ampolla di plastica.







Per dirla con le parole di un grande poeta: porca troia lurida mbeshtata luridona.
Queste vacanze ho.
Ho.
Nell'ampolla, aiuto, non so nuotare e vado a fondo, porca troia, faccio certe scoregge che definire impestanti è riduttivamente ridotto ai minimi termini.
Nebbia e poi ancora foschia, mai stato tanto appannato.
Tanto, oggi pomeriggio si beve ancora.
Sono tornato a casa or ora e c'è un preoccupante odore d'incenso, non so, mi sa tanto di tossica morte narcolettica, per quel che possa significare. So solo che tra il lato apollineo e quello dionisiaco scelgo l'opzione più economica; per farla breve, quella che mi ci dà dentro compreso nel prezzo il pacchetto sky cinema, perché ci crediate o no ci sono novemila canali e non c'è n'è mai uno che trasmetta qualcosa di interessante, a parte nella fascia oraria che va dalle tre del mattino alle tre e zero cinque del mattino, ma ci si deve abituare, come disse il tizio inchiodato alla sedia a rotelle per colpa dell'autostoppista ubriaco che gli aveva assicurato che a Fidesvita oltre a trovarti un lavoro onesto ti trovavano la compagnia giusta, e allora sotto a sentire il predicatore, tutti a prendere gli appunti, la strada verso il divino non è mai stata così fica, viva questo, viva quell'altro e intanto, a furia di esultare il tetraplegico si era consumato le poche forze che gli erano rimaste, così si infilò il catetere in un occhio e morì annegato dal suo stesso fetido piscio, avvelenato nel corso degli anni da psicofarmaci e antidolorifici, quel che l'industria farmaceutica chiama “salvezza in pillole”, allora sono andato al mare e ho pensato che tutto sommato era uno spettacolo visto e rivisto, così ho deciso di tornare a casa ed eccomi qua, l'incenso mi sta davvero facendo sentire male, per chi non lo sapesse “male”, il gruppo che sto sentendo, suona bene e mi sta facendo sentire male, come se dentro l'ampolla di vetro riuscissi a sentire male fisico e contemporaneamente il gruppo sanguigno e musicale dei male.
Quando metti una camicia una volta, poi la devi rimettere bene sennò dopo poi c'è da stirarla, non riesco più a stare dietro a quel che dice mammina, ma certe cose è meglio stargli dietro, perché chi è davanti è il soggetto predisposto alla penetrazione anale, mi è anche venuta un'abrasione da sfregamento al lato sinistro del cazzo e ci ho continuato a dare che ci ho dato che ci ho dato che ci ho dato e ora non posso neanche farmi una sega in santa pace, Onan era il mio dio e l'ho tradito non masturbandomi più come una volta, ma scopare è bello se non è litigarello, non è roba per me, la roba per me non la vendono neanche i tossici sotto casa, quasi quasi li invito quassù per un caffè CORRETTO sia politicamente che eticamente, l'etica mi ha sempre fatto pensare ad una lenticchia dai contorni frastagliati e disgreganti, una volta sono stato brigatista ma poi ho smesso, alle loro riunioni si mangiavano soltanto cose eque e solidali, mentre invece io volevo gli ogm di mcdonald col pagliaccio satanico che che cazzo ci ha da ridere non lo so ma forse posso capirlo, era partito con un carretto che faceva panini e adesso il suo faccione da cazzo è un pochino dappertutto, per vivere bene bisogna schierarsi politicamente e calcisticamente, sennò dopo che cazzo fai tutta la domenica con le mani in mano... e starsene letteralmente con le mani in mano mi sa di cosa da maniaco ossessivo compulsivo, è tipo “oddio, fatti tenere le mani sotto controllo prima che facciano qualcosa che non voglio o che addirittura me le portino via”, così sono andato a segnarmi ad un corso in dodici sedute per smettere di fumare, ho mollato dopo la terza lezione perché, oltre che a fumare il triplo di prima, ho iniziato a capire il lato comico delle droghe pesanti, l'eroina è una donnina che compie atti eroici, la cocaina è una coca cola piccola di quelle gommose che si vendono alle bancarelle di dolciumi, l'hashish era il premio che il re dava ai suoi assassini che uccidevano gli uomini cattivi, il trip è un pancione a cui piace la trippa in scatola della Simmental (e mi sa che qui in mezzo la Simmental è la più letale delle droghe) poi che altro c'è rimasto non lo so e non posso mettere punti interrogativi sennò poi perdo il filo del discorso... ma mi state seguendo?
Ecco, ora l'ho messo.
Sapete perché?
Perché mi sono agitato, ho visto che mi seguivate e non è mai bello essere seguito, non sai chi ti sta venendo dietro e non è certo per parlare, voi volete volere e osare osare l'osé e altri piccoli giochi di parole che forse un giorno riuscirò a far stare zitta mia madre che, in coro con mio padre, mi chiedono se nel riso ci voglio i piselli, meglio i cori razzisti da stadio che quelli familiari culinari, di fatti ho il culo un pochetto arrossato, ma se devo confrontarlo col cazzo allora sì che sono cazzi da cagare.
Cagare cazzi; non sono un prestigiatore; per questi trucchi devo attrezzarmi.
Mi piacerebbe essere un illusionista, così da potermi dare l'illusione che le cose vadano bene.
Ma non è così.
Anche Materazzi ha delle giornate no; la giornata no di Materazzi prevede soltanto tre orge e risibili quantità di vitamine liofilizzate.
Il calcio non fa per me, ma neanche il fosforo, di fatti sto perdendo la memoria e non mi ricordo più come si fa a vivere.
Tiratemi fuori di qui.
Ne ho bisogno.

domenica 4 gennaio 2009

CAPODANNO IN PILLOLE

Come al solito inizio dicendo che non mi dilungherò e poi succederà.
O forse no.
Già comincio male.
Le prime ore della sera di capodanno le trascorro al cesso con una diarrea fulminante (ha richiesto tanti di quei fazzolettini che ad un certo punto mi sono ritrovato col culo sanguinante e io che mi ripetevo che la diarrea è solo uno stadio mentale, che la puoi governare e che lei potrebbe addirittura arrivare a chiamarti "padrone").
Nel giro di un ora (siamo ad un mega cenone dove conoscerò dieci persone su trecento) la parte del nostro tavolo si fa fuori dodici bottiglie di vino rosso da 13,5° e nessuno sente niente.
A fianco a me c'è Mike love dei beach boys (è uguale) e ci mettiamo a parlare di musica (anche lui chitarrista). Intanto le bottiglie continuano a finire.
Scatta la mia sindrome da asociale pesante (è una serata un po' di merda e sono incazzato), mi metto le cuffiette, ascoltando musica felice per l'occasione; Cinecittà dei baustelle; se vuoi farti del male io posso indirizzarti sulla strada del dolore.
Ancora bottiglie, il mangiare sono milioni di portate con il difetto che, di ogni portata, è una microporzione da Puffi (due olive, quattro e dico quattro carotine fritte tagliate alla giullliieeennneee ecc) e ho il demone marrone dentro di me da domare, torno al bagno e torno al bagno. Tutti parlano di qualcosa, io non ho niente da dire, sono incazzato con la tastierista (con la quale mi sono carnalmente riappacificato ieri pomeriggio, a casa mia, alle 17:53, dopo aver tentato di visionare "il grande silenzio" con scarsi risultati; non sono uno che riesce a guardare un film intero se sul letto c'è una ragazza) e c'è Coffin Joe in persona che la sta molestando. Lei non sa che si è appena firmata la condanna a morte e gli dà corda, parlando di architettura, con scarsissimi e confusi esiti da parte di Joe.
Torno al bagno e mi metto a ridere, perchè di tutti i giorni dovevo proprio sdiarrearmi un giorno che era di merda già di suo.
Arriva la mezzanotte, tutti corrono fuori per brindare e scambiarsi gli auguri.
Io vado a rifugiarmi al cesso, tutta quell'immotivata allegria potrebbe nuocere alla mia salute già provata (nel frattempo sto ascoltando "noi ragazze non abbiamo scelta" o qualcosa del genere, sempre dei baustelle). Non riesco più a bere, sono gonfio come un'otre, ma ho bisogno di tazzare, allora vado al bar e mi sparo sei sambuche, devo dire con ottimi risultati. Sono completamente ubriaco, una signora con una minigonna inesistente mi sta ballando col culo a un metro dalla faccia. Sono seduto sul mio amplificatore fender, da qui le posso vedere l'intestino attraverso quelle mutande bianche quanto inesistenti. Lei è abbracciata al suo uomo e mi fa gli sguardi da troia.
Perplessità.
Vado ancora a bere, stasera posso bere solo Sambuca.
Viene il nostro turno di suonare, non so se riuscirò anche solo a mettermi a tracolla la chitarra, ma mi tocca, abbiamo scroccato la cena e una somma pari a tre milioni di euro convertiti in sostanze alcooliche. Suoniamo discretamente bene, sono fatto perso e non posso guardare la gente che è più strafatta di noi o inizio a ridere e non becco più una nota. LA GENTE STA BALLANDO CON LA NOSTRA MUSICA.
Piccola nota di redazione: suoniamo IPOTETICHE COLONNE SONORE DI FILM DI SERIE B ANNI 70/80 CON INFLUENZE DI ROCK PROGRESSIVE TENDENTE AL DARK.
Non so se in sala ci sono esperti di musica ma solo a vederlo scritto, il genere che suoniamo, puoi pensare a suicidio morte e tristezza. Tutto tranne il vocabolo "ballo" e tutte le sottotrame che comprende questo variegiato seppur contorto campo semantico.
Poi il vuoto: mi sono fatto altre sambuche.
Mi riportano a casa alle sei del mattino, vado a dormire e mi risveglio.
Al pomerigigo, pronto per bere ancora, chiamo la tastierista per uscire, andiamo in un bar e lei mi racconta IL LATO OSCURO DELLA SERATA, CIO' CHE AVEVO RIMOSSO.
Non mi sono inquietato (non mi è mai capitato di rimuovere quattro ore di una serata, mai mai mai) perchè sentite che cazzo mi è successo.
Ultimamente ci sono andato parecchio sotto col poliziottesco, in particolar modo con tomas milian. Il ruolo da lui interpretato che mi ha lasciato di più (in tutti i sensi) è il gobbo di "roma a mano armata", personaggio nel quale mi rivedo parecchio.
Facciamo un passio indietro.
Sono alla festa, ho appena finito di suonare e mi vado a fare una Sambuca.
Prendo la tastierista e cominciamo a discutere (ultimamente abbiamo avuto un non rapporto pessimo). Io ho ciminciato ad urlare (tenete conto che tutto questo mi è stato raccontato) e a dire che eri il gobbo.
Cammino, vado in giro, unica meta il bar del ristorante, sono piegato come se avessi la gobba, con la faccia quasi tocco per terra (la forza centrifuga mi attira verso il suolo) indosso il trench di pelle nero e la cosa fa molto senso. Cioè, a parte i miei amichetti, che sanno che quando mi fisso con qualcosa è nera per tutti, nessuno sapeva che stavo facendo il gobbomoretto. Di conseguenza duemila persone vedevano questa persona che fino a qualche ora prima era normale camminare come un invasato, urlando in romanaccio frasi del calibro (9) di: A ZOZZI MISERABBILI INFAMI, QUANDO C'E' IL PRIMARO CHE STA A OPERA' 'NA CREATURA, JE SE DEVE CHIEDE "DISTURBIAMO, PROFESSOR MORETTO?" E ALLORA IO, CHE SO NA PERSONA EDUCATA, IO, JE RISPONNO "MA SE FIGURI, NCE' PROBBLEMA".
Potrebbe essere una scena geniale se non fosse che tutti hanno paura, perchè ad un certo punto inizio a prendere a pugni il muro, poi prendo la tastierista e inizio per finta a darle gli schiaffi stile poliziottesco, con tanto di sonoro SDOOOSH.
Nessuno prende la scena per quello che è, tutti sono terrorizzati e si scansano. DOPO TUTTO QUESTO, CHE FACCIO? RITORNO GOBBO PER IL MIO PUBBLICO, MI TIRO FUORI IL CAZZO E INIZIO A FARE: "A ZOZZI, VE PISCIO ADDOSSO, TIE' TIE' TIE' TIE' " E HO ANNAFFIATO UNA BUONA PARTE DI PORTICATO, MENTRE LA GENTE GUARDAVA SCONVOLTA.
Non vado pazzo per il carnevale maquest'anno, precisamente l'ultimo giorno dell'anno, sono stato il gobbo moretto.
Se tomas mi avesse potuto vedere sarebbe stato orgoglioso di me... o si sarebbe tolto il rolex e reciso una vena per non farsi pestare daquel miserabbile del commissario tanzi.
Buon anno a tutti e andateci piano col bere.
La befana è più lontana di quel che possiate credere.

domenica 28 dicembre 2008

SAGGIO DI FINE ANNO SUL PRESEPE







Cazzo, è andata via la luce, fortuna che avevo scritto poco.
Fortuna che merdoffis ha il ripristino documenti (con un unica pecca: il foglio te lo ripristina bianco, il che serve poco al cazzo e niente a me quindi un cazzo globale, ma sono no global e globalizzare per il globo è accettabile come tentare di infilarsi un mappamondo su per il culo e quando ti manca l'ultimo pezzo d'Oceania ricordarti che il ferreo regime di dieta macrobiotica che ti sei imposto da due settimane a questa parte te lo vieta, così come gli islamici non possono andare da Mc Donald se non per diventare loro stessi dei Big Explotion mac).
Senza offesa per i mangia kebab; lo mangio anch'io, soltanto che deflagro di meno e soltanto dal culo, non tutto intero come certa gente che si ostina ad andare allo stadio per fare a botte (e poi per ricordare la tabellina del due hanno ancora bisogno ditino aiuto)
Come il sottoscritto; a mettermi in difficoltà sono le seguenti tabelline:
6 (dal 6x 7 è un po' nu burdill)
7 (ma troppo troppo)
8 (fino al 48 fila liscia come l'acqua ma poi quando non si parla più di guerra perdo interesse)
9 (la so a menadito, precisamente il dito che meno è l'indice della destra, operato tre volte e riattaccatomelomi per miracolo in seguito ad un brutto incidente... e SUONO ANCORAAAAAAAAAA)
Queste feste di natale.
Queste feste.
Strane, molto strane; forse un giorno ve le racconterò; sicuramente la prossima cosa chi scriverò sarà un saggio su Marco Masini perché porca troia penso sia da Guinness dei primati (l'ho riascoltato ieri sera dopo una vita; in macchina di Enzo, non c'era altro e avevamo voglia di farci due risate... amare).
Un'esperienza unica, da ascoltare in modo critico.
Ok, come promesso 'sta settimana pubblico il saggio sul presepe.
L'ho regalato STAMPATA DA ME STESSO MEDESIMO IN QUASI PERSONA E PER GIUNTA FIRMATO ad un po' di gente ed è stato parecchio apprezzato... ogni tanto un pochino di benzina all'ego ferito fa sempre bene (se poi, come me, non hai mai posseduto un ego/autostima allora sì che puoi passare un natale sverminato).
Spero vi piaccia/spero vi interessi/spero lo leggiate tutto/spero...
BASTA: COME HO GIA' DETTO UNA VOLTA (wow, è senza stima eppure si auto cita, alla faccia del cazzo bernardo) UNA VITA PASSATA A SPERARE E' UNA VITA VISSUTA COL CULO e purtroppo so che ci piace il culo perché è la versione non capezzolata delle tette e anziché fungere da muccaerogalatteaibordidellastradachecon50centesimitidannomezzolitrodilattefrescoperòèpreferibilefarlobollireprimasennòforsetifamale serve a sparare la merda, gli scarti di quel che hai mangiato, e mi chiedo perché, se il vino è rosso, quando lo ricaghi la poltiglia polentosa è nera tendente alla tenebra totale?!
Ok; lez tuis eghen.




PRESEPE: RAPPRESENTAZIONE ASSURDA DELL'ASSURDO
Molto spesso (anzi, quasi sempre) la gente fa le cose tanto per.
Sarà necessità di riempire i vuoti spazi della vita o bisogno impellente di passare il tempo in
maniera pseudo costruttiva senza sentirsi troppo in colpa verso il “dio x” delle razionalizzazioni?
Certe cose si fanno per non indebitarsi moralmente con la vita che ci hanno insegnato, ed è proprio
per questo che la società ci ha programmato.
Vivere come loro comandano, dandoci l'illusione che il nostro sia libero arbitrio.
Se non lavori sei un fallito, un peso per la società, un inetto, devi sentirti in colpa.
Se non produci arrechi male a te stesso (se non tieni “attivo” il cervello e il corpo è male) e alla
società (non hai i soldi per fare andare avanti l'economia, e intanto 'sta storia della crisi l'hanno
inventata loro e noi abbiamo fatto sì che diventasse una realtà tangibile).
Tutte cazzate strumentali.
Sono le 5:23 del mattino, secondo i miei standard ho dormito pure troppo (certe notti la macchina è
calda e vi giuro che dormo tre ore frammentate, manco di fila) e sono un pelo rincoglionito ma non
è importante.
Quello che è importante è che sto scrivendo.
Il mio riempi vuoti, il modo che ho per giustificarmi con me stesso e la società, scusarmi e sentirmi
produttivo in questa situazione permanente da disoccupato. Primo Levi non è mai stato tanto
attaccato alla vita.
Io un po' di meno.
Quando hai la pancia piena e il culo al caldo fai meno caso a certi aspetti dell'esistenza.
Quel che mi spinge a scrivere è quest'incombenza natalizia, la rappresentazione puppazzoica di uno
degli eventi più inventati e mobilitanti della storia dell'uomo.
Ieri sono andato a casa del mio amico Enzo, una persona che, non riuscirò mai a capire perché, ha
sempre la giusta opinione su ogni cosa.
È uno che non sbaglia mai (almeno per quel che ho visto io; vi assicuro).
Ieri a casa sua c'era qualcosa che non andava.
Ma poi mi sono chiarito coll'universo e coi tarocchi.
Lo aveva fatto il fratello, questo dannato presepe.
Il presepe, per me, una volta era una passione, un evento catartico atto a mettere alla prova il mio
talento, misto alle sacre arti religiose. Un presepe ben fatto, ai più, dà una certa sorta di piacere,
indipendentemente dal credo politico e calcistico; se tifi (o come si dice “porti”) l'Albinoleffe o il
Cerignola footbool club (squadra minore della “dàdenz liggue” inglese di Bari) un presepe è.
Un presepe.
Il presepe è la rappresentazione del natale del male, come direbbe il grande Benson, l'urgenza
spirituale di rappresentare la più grande favola mai raccontata.
Questo, almeno inconsciamente, lo sanno tutti, soltanto che molti non fanno caso ai particolari, ed è
proprio di particolari che parla questo saggio.
Quando fai il presepe stai mettendo alla prova la geometria oscura che segretamente regola le leggi
matematiche del mondo, stai scherzando con la giustizia divina e l'atavico coraggio dei santi burloni
che la notte di Halloween ti rispondono: “Hallo... che? Io sono San Gennaro, questi linguaggi non li
spiccico”.
Il fratello di Enzo e sua madre, dopo, hanno capito cosa volevo dire.
Almeno spero.
Allora, mi rivolgo a voi.
Sicuramente anche a voi piace il presepe (o comunque adesso, a casa vostra... ci sta).
Dài, che lo so!
Non so se avete rispettato le sacre proporzioni reali e la logica mistica di questa catartica quanto
trigonometrica e pupazzoica rappresentazione mistica.
Prendo come esempio il presepe di Enzo perché tanto lo so (sono anni che vedo di queste cose) che
un po' dappertutto è andata così.
Mettetevi una mano sulla coscienza e ditemi se è il contrario.
Mi farete risapere.
Bere un angelo azzurro al pomeriggio è qualcosa di impagabile.
Ma solo se sei già ubriaco.
Nella realizzazione di un presepe anatomicamente corretto, uno di quei famosi dettagli ai quali la
gente non fa caso sono le proporzioni.
Tutti pensano di essere assolti dal divino tribunale del buongusto soltanto perché stanno spendendo
tempo (e forse anima) nel rappresentare la nascita di Gesù. Che vi piaccia o no, nel presepe, come
nella vita, ciò che fa la differenza sono i dettagli.
Se dico dettagli uno pensa subito a minuzie, cose piccole.
Ed è qui che casca l'asino col bue, perché siamo di fronte a una delle più grandi antitesi della storia,
ossimori religiosi non voluti perché non pensati ma che... ci sono.
Ci stanno eccome.
Uno non può fare cose del genere: ma come cazzo fanno Giuseppe e la Madonna ad essere grandi
quasi quanto la capanna?
Se ci pensate, in ogni presepe Giuseppe e Maria stanno in ginocchio. Una persona che sta in
ginocchio, e quasi con la testa tocca il soffitto di casa sua... cazzo, questo si chiama “gigantismo”.
“Giuseppe e la madonna, a 'sto punto,” penserebbe un estraneo di un altra religione avversaria,
“erano due freaks.”
Il che potrebbe starci: le religioni hanno bisogno di magia per creare/formare più fedeli, di
conseguenza nessuno si era inventato una religione coi freaks; ci abbiamo pensato noi, noi e il
nostro gusto per il “sempre più grande” (simpatica caratteristica presa in prestito e fatta nostra dalla
cultura americana).
Un altro dettaglio presente in tutti i presepi è l'espressione affranta dei due genitori del padrone di
casa.
Giuseppe è ancorato al bastone come un vecchio decrepito e i suoi occhi dicono: “Già dormivo
poco, mo che questo piange tutte le notti sarà la fine; col cazzo che mi alzo io. Lei lo ha voluto lei
se lo culla di notte.”
La madonna invece, con le mani giunte in preghiera in realtà sta dicendo: “Perché a me, che cosa ho
fatto di male? Dove ho sbagliato? No, non voglio, ci ho ripensato, voglio tornare indietro.
Ma è troppo tardi; mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa.
Parola di Ezechiele.
I genitori del creatore dell'universo...
L'universo esisteva già da un botto di tempo... ma il suo creatore è nato un botto di tempo dopo, da
due giganti macrocefali e... in una catapecchia.
Va bene che l'umiltà è la carta vincente dell'essere umano nei confronti dei suoi simili ma qui mi sa
che l'altissimo ha giocato un po' troppo coi sentimenti della gente, solo per farsi pubblicità.
Cioè, non dico l'Hilton, però se sei il creatore del mondo... penso non ti manchino le risorse
economiche. Cioè... creare il mondo in sei giorni e addirittura avere tempo per riposarsi... quanta
mano d'opera?
Quanti contratti part time?
Quante...
Quanto tutto?
Anche se aveva assunto i costruttori dell'universo a cazzo, cioè in nero (come il re magio di cui vi
parlerò dopo, quello sempre incazzato) qualche soldo avrà dovuto pur spenderlo, no?
Ed è nato in una mangiatoia di freaks.
Il deserto è famoso per le sue escursioni termiche: temperature equatoriali nelle ore diurne,
temperature polari alla notte, si sta parlando di sbalzi di quaranta e passa gradi atmosferici.
Nel presepe molta gente gira a mezza manica, alla faccia dell'atermia terminale.
E sono pure felici.
Il sottoscritto è uno che non sente molto le temperature, anzi, è famoso per andare in giro a mezza
manica da fine marzo fino a metà ottobre.
Vivessi nel presepe... non me la sentirei così tanto.
Voglio dire, cazzo, guardati: stai di merda.
Ma come ti viene in mente?!
E poi, alla faccia dell'apparenza e delle buone creanze: stai andando a portare i tuoi omaggi al
datore di lavoro più famoso della storia e ti presenti come un pezzente?
Voglio dire, anche se hai pochi soldi e vai a trovare che cazzo ne so, il presidente della repubblica
(ma quello nella mangiatoia, che vi piaccia o no, indipendentemente dalla natura rustica e povera
nella quale ci viene presentato è il virtuale governatore supremo) andate in ciabatte e canottiera?
Quello potrebbe dirvi: - Dove cazzo sta andando, al mare?
Voi potreste rispondere che dal '92 siete dei fan accaniti di Baywatch, che dopo le tette di Pamela
Anderson l'espressione “finis Africae” ha avuto davvero significato, quando pensavate che era
soltanto letteratura troppo alta e pallosa per essere seguita (non puoi farmi quaranta pagine che
parlano della facciata di quella cazzo di abbazia, questo si chiama autopunizionenonocatartica, cario
mio Umberto Eco).
Oltre a questa mezza manica cafona teramana, da gente sprezzante delle regole, un dettaglio che mi
fa ribrezzo e mi lascia pensare non poco è la situazione di semi invalidità degli agnelli.
Quanti pastori in quanti presepi, alle due, le tre del mattino, con diciotto gradi sotto zero, sono
costretti a portarsi l'agnello sulle spalle?
Un sacco.
Vedete tutti 'sti cazzo di pastori con gli agnelli sulle spalle e non vi sorgono spontanee un sacco di
domande?
Ma che, ci stava un'epidemia tetraplegica?
“L'agnello pazzo”, cugino embrionale della nostra vacca psicopatica alias mucca pazza?
Torniamo sempre all'esempio del presidente della repubblica: quello vi dà udienza e voi vi portate
con voi, che ne so, il vostro animale domestico?!
Il presidente vi direbbe: - La prossima volta (che mi impegnerò a far sì che non avvenga mai) che ci
vedremo le darò dei soldi, così potrà permettersi un cazzo di dogsitter. E ora fuori dai coglioni.
Una cosa simile.
Vai a trovare il sacro creatore e invece di portare, che so, una Viennetta o un vassoio (almeno da
dieci euro) di pasticcini porti il tuo animale?
Oltretutto zoppo?!
Sì, perché se se li imbarcavano sulle spalle vuol dire che erano mezzi invalidi e mutilati. Il pastore
ha sempre l'agnello in spalla e le altre bestie del gregge camminano con le loro forze.
Un'epidemia che colpisce un animale su cinque (la spiegazione di questa precisa e dettagliata
statistica a dopo).
Poi c'è il top: per risparmiare tempo e denaro i costruttori di pupazzetti presepici hanno inventato la
“catena religiosa zoomorfa”: le anatre sono sempre tre, attaccate al piedistallo. Le galline sono
sempre tre, anche loro in fila indiana.
Three is a magic number.
Ora nota la situazione di forte povertà ai tempi della Betlemme della belle èpoque: non c'è un
gregge che superi le cinque unità.
Ogni pastore non ha mai più di cinque elementi nel suo gregge.
Se dico gregge ti figuri una serie di animali, tanti tanti animali.
Quelli solo cinque.
... molto strano.
Strano e inquietante.
Bene, ora fate un bel respiro con una mano sulla coscienza e proseguiamo.
Per farvi riposare e per farvi un quadro meno frammentario della situazione faccio un breve
riassunto.
Betlemme, 2009 anni fa.
Nonostante le bombe, la televisione, malgrado Belgrado, America e Bush, con una bic profumata
d' attrice bruciata la guerra è cominciata nella mangiatoia di una casetta di freaks macrocefali.
Nonostante sua madre impazziva, suo padre pensava “Come ci sono capitato quaddentro?”
Era molto molto freddo, eppure queste spiacevoli e sfavorevoli condizioni climatiche non
impedivano ai contadini della zona di sfoggiare i loro completini estivi, facendo diventare il
deserto la succursale ufficiale di un'assolata spiaggia di Miami alle tre del mattino. I pastori (e
questo è un titolo nobiliare acquisito) andavano a rendere i propri omaggi, in divisa del tutto
informale, avendo per giunta la presunzione di portare con sé i propri animali domestici, senza
risparmiarsi quelli zoppi e mutilati.
Il salvatore vedeva questi mezzi surfisti a mezza manica con tanto di bestie mutilate al seguito e
pensava: “Va be', almeno loro sono usciti spiriti scaltri, invece guarda me che ho i genitori affetti
da gigantismo, talmente morti di fame che in vece dell'aria condizionata hanno comprato un bue e
un asinello che soffiano e soffiano di continuo... chissà se sono zoppi anche loro... sai che risate a
vedere babbo Giuseppe che si deve incollare sulle spalle il bue... sì, col cazzo.
Il monologo del SIGNORE potrebbe avere un seguito non male, ma devo andare avanti con l'analisi
analitica della sacra pantomima.
Torno sempre sulle mie orme perché sono nostalgico e perché voglio farvi capire di quanto siamo
abituati a prendere la realtà per quel che è soltanto perché ce l'hanno raccontata/insegnata/inculcata.
E come l'abbiamo digerita bene, oh, sì!
La nostra logica va a puttane perché dei signor nessuno, tanto tempo fa, hanno stabilito che le cose
sono così.
Così e basta.
Ora mi spiego meglio.
Deserto, freddo, bla bla bla.
Tu dimmi, come cazzo fa a starci la neve nel deserto?!
Quante volte vi è capitato di mettere la neve sul presepe?
Boh, c'è qualcosa che non va, non penso che una testa funzionante faccia cose del genere. Anche un
bambino sa che nel deserto non ha mai nevicato, semplicemente perché non può nevicare.
Non nevica mai dove sto io, qui al mare, figurati se adesso nevica nel deserto.
Voi direte “miracolo della santa notte.”
Scusate, ma se il creatore aveva i genitori giganti, una casa scassata senza neanche riscaldamento e
le prime cose che avrebbe visto (e già lo sapeva perché era onnisciente) erano dei surfisti con
appresso mini greggi mutilati... FIGURATEVI SE ADESSO STAVA A PENSARE A FAR
NEVICARE!!!
E ANDIAMOOOOOOO SU, DAI.
Non è possibile; qui abbiamo fuso in un ibrido meteorologico assurdo il mito del lappone albero di
natale con la pantomima dei soldatini sacri, perché vi piaccia o no, il presepe non è altro che una
partita a Risiko persa in partenza, dove al posto dei soldatini ci sono delle persone molto strane.
In mezzo a tutto questo meraviglioso idillio...
Il laghetto sotto alle palme non è ghiacciato.
... sarà che ho perso la capacità di sognare molti anni fa.
La logica è il veleno dei popoli.
La religione è la strada verso la conoscenza.
Forse sarà così... devo informarmi meglio.
Ci sono un sacco di cose che non quadrano nel presepe, tra queste spicca la stella cometa.
Va bene che il binomio puro e casto più famoso della storia, quello che generò il salvatore che
aveva fecondato sua madre (se dio è lo spirito santo, dio, Gesù e spirito santo sono la stessa cosa, e
lo spirito santo ha ingravidato la madonna, Gesù è figlio di sé stesso, si è scopato la madre, quindi è
nato da un incesto), era molto grande (questo binomio sacro) in senso di statura morale, ma una
super nova come fa ad essere più piccola di due esseri umani, per quanto sacri possano essere?
Ok, che è tutta un'allegoria e bla bla bla, ma se non si fossero rispettate le proporzioni ora la
cappella sistina sarebbe diventato un cazzo sistino, nel senso che sarebbe crollato, se non fossero
state rispettate le proporzioni..
Bisogna rispettare le proporzioni e il presepe non le rispetta mai.
Potete dirmi il cazzo che volete, che “è per fare il gioco di profondità/donare prospettiva,” “per dare
il senso di spazio ecc.” ma se in quell'ospedale manicomio che è il presepe uno deve stare a pensare
a queste cose allora siamo apposto.
Una stella cometa più piccola delle persone.
... sarà questo il mistero della fede?
Vado avanti.
Faccio un rapporto tra il giorno d'oggi e la rappresentazione del giorno d'oggi di allora, riproposto ai
giorni nostri.
Ora c'è crisi, almeno dicono.
C'è poco lavoro.
A Betlemme il lavoro non mancava mai.
Quanti persone che alle tre di notte (prendo sempre questo orario come punto di riferimento, le tre
di notte, per un fatto di praticità e poi perché fate due calcoli: quello è nato a mezzanotte, dagli il
tempo alla madonna di ripulirlo dal sangue vaginale, dalla placenta e da tutte quelle porcherie che i
nuovi nascituri si portano addosso; ecco, almeno un tre ore dovevano essere passate, no?) lavorano?
Bene: sempre a mezza manica, quante professioni ci sono all'interno del presepe?
Nel presepe di Enzo c'è una donna che vende pomodori, c'è il panettiere, quello che vende i pesci, i
pastori (va be', quello è scontato), il martin pescatore e c'è anche uno che è inginocchiato.
A Betlemme lavoravano più dei cinesi.
L'inginocchiato, questa figura è molto strana.
Provo a descrivervela.
Nella testa del fratello di Enzo (quello che ha fatto il presepe) la sua personalissima logica ha
collocato questa strana figura ai bordi del lago miracolato (quello che nonostante la neve e il gelo
non si è ghiacciato... cazzo, una notte piena di miracoli).
Questo personaggio ha la faccia ultra addolorata, la cosa fa strano perché l'addoloramento si sa che
è il mestiere della madonna, nessuno sa svolgere tale professione meglio di lei, eppure lui ci riesce
egregiamente. Ha un cappello rosso in mano, sembra uscito da un film del vaudeville (che all'epoca
doveva ancora essere inventato, mi sa) e ha l'aria di una persona alla quale la giornata è andata
molto molto male.
Con la MIA di logica sono arrivato a questa conclusione: è un elemosinaio che, incazzato con le
condizioni atmosferiche e quelle economiche
(le sue)
prende il cappello e lo lancia ai quattro venti, mandando 'affanculo il mondo, perché in quel
cappello avrebbero dovuto esserci degli spicci e invece niente.
Bontà, bontà e nessuno che ha pensato a lui.
Ogni presepe, come stiamo vedendo, scaturisce dalla becera logica del costruttore/assemblatore,
non c'è cosa più soggettiva di un presepe.
A confronto i quotidiani ragionamenti sono una cosa standard.
Escursioni termiche ma anche temporali.
Le lucine si accendono e si spengono; sta a rappresentare il giorno e la notte.
Nel presepe di Enzo le ore diurne sono pari a 25,43 secondi (li ho cronometrati, vi giuro) mentre le
ore notturne sono 10,54 secondi (li ho cronometrati anche questi, vi rigiuro).
Ora, lasciando perdere l'assurdità di tale concetto, voglio analizzare questa pippa mentale umana del
dover fare prevalere sempre la luce sulla notte. Che quest'allegoria, questa dualità di bene contro
male, luce contro notte, ying e yang esiste da sempre.... ma può essere che si debba inserire sempre
ovunque?
Ora potrei divagare come Foster Wallace, ma note a piè di pagina lunghe il doppio del testo stesso
sono pesanti e, in proporzione, è come Giuseppe e Maria grandi quanto la casa e più grandi di una
supernova, quindi vado avanti senza avvelenarmi più di tanto.
Nella storiella che ci hanno raccontato i re magi arrivavano alla befana (è ora che i termini iniziano
a farsi intricati; re magi, befana... ma che è???).
In ogni presepe i re magi sono presenti sin dall'inizio.
Si mettono subito, come le altre statuette.
Adesso, io non so che vita facessero i re magi, ma già che erano re vuol dire che soldi e fica non gli
mancavano mica.
Nella storia i re magi arrivano, danno il dono, fanno qualche apprezzamento di circostanza (“che
bella casa,” “cazzo il bambino com'è cresciuto,” “bello il bue, che gli date da mangiare?” ecc) e poi
ripartono per tornare a farsi i cazzi propri.
Se i re magi, già dall'otto dicembre arrivano alla capanna, che cazzo fanno tutto il tempo restante, in
attesa dell'epifania?
Alberghi non c'erano, la capanna era piccola perché... va be', lo avrete capito, il bambino si dice sia
nato il ventiquattro... che cazzo ci sono andati a fare così in anticipo?
Volevano auto punirsi per qualcosa?
Spiego meglio.
Se ad un vostro amico dite: “ci vediamo, non questa settimana, l'altra” il che vuol dire che vi
vedrete tra due settimane, che fate, andante a trascorrere quel tempo a casa sua?
Oltretutto il vostro amico non c'è; che cazzo ci andate a fare?
Con chi parlate, coi genitori?
Sarà... ma dovrete avere un sacco di cose da dirvi, sennò come lo passereste il tempo?
I re magi erano re con castelli e harem connessi... che morti di fame.
Sì, perché con tutti i soldi che avevano, che cazzo gli hanno portato?
L'oro posso capirlo, è sempre bene accetto, sopratutto dal clero.
Spiegatemi il peso emotivo dell'incenso e della mirra.
L'incenso non costa niente, non vale niente, è pure tossico (a parte gli Hauro shinka che dicono non
siano tossici ma io non ci credo) e la mirra la trovi in ogni bagnoschiuma, anche in quelli della
compagnia delle indie.
Farsi una traversata a piedi nel deserto notturno per portare cazzatine del genere al boss?
Secondo me è lì che il salvatore ha seriamente iniziato a prendere in considerazione l'idea di
scatenare l'apocalisse.
Un bambino che a natale si vede regalare praticamente un cazzo è una cosa grossa, che ti leghi al
dito tutta la vita.
Se poi ci metti che questo bambino era pieno di poteri magici... fate voi.
In molte case il re magio negro è stato abolito, da quel che so è perché la gente non si fida ad avere
esseri di colore che vagano liberi in giro per casa.
Questa è un'abitudine molto in voga nelle case del profondo nord, dove i re magi sono Gaspare,
Melchiorre e Umberto.
Ora proverò ad analizzare flora e fauna di Betlemme, perché vi piaccia o no, questa storia è
talmente miracolosa che non potete immaginare.
Giorni e notti che durano pochi secondi, nani, surfisti, macrocefali, neve nel deserto, laghi resistenti
alla glaciazione, re magi spilorci che fanno mille miglia per portare briciole al governatore del
mondo.
In mezzo a tutto questo ci sono un sacco di prati.
MA QUANTO CAZZO DI MUSCHIO CRESCE NEL DESERTO?
E non voglio dire altro su questo argomento; secondo me nei documentari di national geografic non
ci dicono e non ci hanno detto il vero.
Ogni anno sento il bisogno morale di andare nel deserto solo per vedere se veramente lì le
montagne sono fatte di cartapesta.
Secondo me è possibile, perché la neve cade in maniera controllata e non ce pericolo che i monti
franino a valle.
Rivedere le priorità; questo non lo ha fatto nessuno, tanto che v'è una statuetta che, in mezzo di
strada, sta cucinando qualcosa contro una parete di legno.
In mezzo al deserto, quando meno ve lo aspettate, potreste incontrare pareti di legno con angolo
cottura annesso.
I miracoli non finiscono mai, come non finisce mai l'erba, alcuni mettono il muschio, altri mettono
proprio il prato.
Si vocifera che il salvatore, di tanto in tanto, non disdegnava una partitina a golf, sfoggiando il suo
prezioso set di mazze preferito Tiger Woods (quel negro sì che gli aveva fatto un regalo fico...
incenso e mirra... puah!)
Si vocifera che ami anche l'omonimo videogioco per Playstation 3.
In mezzo a tutto questo degrado urbano, mai che si sia visto uno spacciatore o un tossico.
Non è una cosa normale: il problema tossicodipendenza è ovunque; vuoi che non ci fosse anche lì?
Norvegia, Svezia, sono i paesi col più alto tasso di suicidi del pianeta, questo perché avendo poche
ore di luce, le persone sono più portate geneticamente alla depressione cronica.
L'organismo, per produrre le endorfine e la serotonina, ha bisogno di luce solare, proprio come le
piante. Se i giorni durano pochi secondi come le notti, immaginatevi quanti depressi dovevano
starci all'epoca... e alla fine che fa il depresso? O si spara un colpo in testa o si spara una dose in
vena, non ci sono altre vie d'uscita.
Come facevano i tossici senza spacciatori?
Forse mi sono risposto da solo... ecco spiegati quegli angoli cottura sparsi in giro quando meno te lo
aspetti.
Ora i conti cominciano a tornare.
Ma la più grande innovazione è stata la presa di coscienza da parte di uno dei personaggi.
Questa me la sono lasciata per il finale.
Vi ricordate il tizio elemosinaro del vaudeville?
Era al lati del laghetto, sotto alle palme e urlava di disperazione, col cappello in mano. Non vi ho
raccontato tutta la verità; era ai lati del laghetto sì, ma era rivolto verso di me, verso il pubblico del
presepe.
Aveva visto che il presepe era una superficie, sopra ad una superficie, in una certa dimensione.
Urlava spaventato, aveva capito che loro non erano soli nell'universo e che il suo mondo era solo
una bugia, una creazione di un creatore senza neanche una vaga cognizione di proporzioni logico
spaziotemporali.
Aveva capito che la sua realtà non era altro che una piccola piattaforma, lo spettacolo per qualcun
altro, e che lui come gli altri freak di quella messa in scena erano soltanto pedine, gente che vive per
divertire altra gente.
Era triste perché si sentiva usato e sfruttato, dover stare per un mese e passa in riva ad un ruscello
con quelle cazzo di temperature e neanche un po' di luce solare per farlo deprimere di meno.
Il tizio del vaudeville mi ha fatto riflettere; non è anche per noi la stessa cosa?
Buon natale a tutti
Ps: occhio alle proporzioni.
E alla logica; non fate si che i filosofi siano morti invano

domenica 21 dicembre 2008

CHARLES DICKENS, ANCHE QUEST'ANNO... BECCATI QUESTA

E' il secondo natale che questo blog esiste. L'anno scorso ho scritto una mia versione di "canto di natale" che non c'entra 'na mazza con quella di dickens; volevo creare urbani miti natalizi.
Penso di avercela fatta. Quest'anno ho scritto la continuazione.
Per chi non avesse letto la vecchia storia http://odiotarantino.blogspot.com/2007/12/post-natalizio.html
La prossima settimana penso di pubblicare un saggio che ho scritto sul presepe.
Buon divertimento... e per chi ci crede "Buone feste".
Non bevete troppo e evitate la carne alla vigilia; quello potrebbe incularvi!!!


Sopratutto, grazie a tutti per le soddisfazioni che mi date.

Siete in tanti che apprezzate i miei deliri e la cosa mi fa piacere... almeno non sono del tutto gratuiti, no?
... in inglese questa si chiama "question tag" ma non penso serva molto se sei senza lavoro e abiti in italia.
E più passa il tempo più si vocifera di quella legge berlusconiana per la quale i blog diventeranno fuori legge e potranno averli solo commercianti con partita iva e potranno parlare solo ed esclusivamente di pippe commerciali.
Ma non importa; finchè ci sarà alcool ci sarà speranza.
E molta più rassegnazione.
Venerdì sera sono tornato a casa e ho provato una delle più grandi emozioni della mia vita.
Il mio romanzo era sul letto.
L'ho fatto stampare per poterlo spedire a qualche casa editrice.
Non me capacitavo; ho scritto un mattone.

200 fogli A4 carattere times new roman 13.

Porca troia, e io che pensavo di aver scritto poco.
E' stato come vedere mio figlio appena nato.
Obeso, ma simpatico
Davvero bello.
Non lo leggerò mai più, a meno che non me lo pubblicheranno.
L'ho letto 13 volte.
Quasi lo odio.
Ok, basta, c'è un sacco da leggere.

Enjoy.

NATALE QUI, SULLA TERRA
La luce non c'è più, si sta facendo notte. Ogni volta che vado al bagno accendo la luce del corridoio
per vedermi a malapena, non mi piace molto la mia brutta faccia. Piscio col navigatore satellitare,
sperando di far centro. L'incontro con lo specchio servirebbe solo a finire di peggiorare una giornata
partita guasta in partenza.
Natale è tornato anche quest'anno; è solo colpa di chi non gliel'ha impedito.
Eccoci qui, più avvelenati, vecchi, stanchi e impauriti dell'anno precedente, quando avevamo fatto
capire al vicinato che ci vuole poco a scatenare l'inferno sulla terra, e che quello che pensi sia il tuo
migliore amico può diventare il peggiore dei demoni vendicativi e fastidiosi.
È stato un anno strano, passato tra sensi di colpa e colossali bevute ma non è stato come l'anno
scorso. Qualcosa, forse il sempre più vicino e mordace senso di vecchiaia
(a ventiquattro anni)
ci ha impedito di vivere come in passato.
Parlo di quello stare male controllato che ci piaceva, era ovattato, ed era piacevole nuotarci in stile
libero, una meraviglia, territorio conosciuto. Come Foster Wallace, giocavamo circondati, se non
immersi, dagli handicap atmosferici e da quelli propri del campo di battaglia stesso, eppure
eravamo felici, li sapevamo usare a nostro favore, a discapito di avversari che pensavano di poterci
sopraffare in partenza, causa evidente superiorità di mezzi.
A primo impatto.
Quest'anno.
No, dobbiamo replicare una clamorosa vittoria nei confronti della comunità; non cambieremo di
certo il mondo, ma forse ci aiuterà a stare meglio, perché alla fine il mondo è il microcosmo che ti
circonda e nulla più; se gente in Africa muore di fame ti rattrista soltanto perché te lo hanno
insegnato.
Spiego meglio. Il più delle volte, quando per caso passi di fronte ai necrologi e scopri che è morto
qualcuno che conoscevi:
A) Pensi/dici una frase di circostanza
B) Soffri un attimo, così per fare
C) Passi senza curartene; “io priorità di me stesso,” per dirla breve.
Ecco; se questo succede con persone che avete quasi vissuto in prima persona, figuriamoci quanto
ve ne può fregare di gente che non avete manco visto dipinta, neanche provata a pensare per
sbaglio.
Mi faccio una spremuta d'arancia di salvataggio, gli anni si fanno sentire nella zona biliare, non
avrò mai tanto bisogno di vitamine come adesso, è logico che non potremo fare ciò che faremo da
sobri. Prima cosa ci perderemmo metà del divertimento (a furia di bere identifichi, e poi confondi il
divertimento con il bere; nel nostro caso non l'abbiamo confuso, lo abbiamo trasformato senza farlo
trasmigrare) e poi perché non abbiamo abbastanza palle per compiere da sobri malefatte del genere.
Non mi sento un super eroe ma neanche un vigliacco dell'ultima specie... potrebbe succedere che
nel momento x del ripensamento saggio venga a farci visita, più pigrizia, più stanchezza ecc.
Meglio tagliare la testa al toro.
Prendo il telefono e chiamo Tommaso, sperando di trovarcelo.
Anche quest'anno è come l'anno scorso; natale, parenti, bla bla bla.
Sai che novità?!
È la vigilia, è arrivata senza darci tempo di prepararci almeno un pochino. Ho un po' di paura. Non
dovessi trovarlo, andrebbe a puttane il mio annuo esperimento sociale. Ho bisogno di un complice,
una muta spalla involontariamente comica che mi sostenga e che mi faccia sentire una persona
migliore. Lo so, sono un figlio di puttana. Ma che ci vuoi fare? Everybody need somebody for feel
better.
Devo ripassarmi un pochino d'inglese.
Una manna dal cielo.
Un'anglofona sensazione di trionfo patinato esce dal televisore che trasmette imperatività
commerciale.
Ecco un altro messaggio da non so chi di lì da qualche parte; se Tom mi dà la sòla passerò questa
sera, in mezzo ai parenti, ancora più triste e non ci saranno catartici giochi per riscattarmi.
La tombola dovrebbe essere catartica ma la catarsi in sé non è mai pallòsa.
Almeno la mia.
– -Non ti preoccupare, dieci minuti e arrivo, - il suono dell'ottimismo dall'altro capo del ricevitore.
Per un attimo mi torna il sorriso, i miei denti tornano a vedere la luce solare.
Peccato che è sera.
Stappo un'Atlas e ne ingollo metà con un solo sorso. I ricordi che matematicamente (so io perché)
dovrebbero affiorare appassiscono, e una natura morta così piacevole non penso di averla mai
ammirata. Una breve botta di caldo e ancora sorriso, quello beffardo e artificioso della gioia auto
indotta mediante sostanze.
Mi viene da pensare a “tutto fumo niente arrosto/ tutta apparenza ma niente sostanza.”
Quelli che formulavano proverbi avranno fatto male i loro conti; mai sottovalutare le sostanze.
Le sostanze appaiono; eccome.
... per quel che possa voler significare/importare, e altri verbi di coniugazione prima che vi vengono
in mente.
La storia non è mai di chi la raccontata.
È di chi la.
Quanto cazzo ci mette ad arrivare... sto impazzendo.
Quando non riuscivo a dormire, l'anno scorso, pensavo fossero le preoccupazioni e cazzi vari.
Era il troppo alcool.
Neanche ora dormo molto soltanto che so cos'è
(di chi è)
la colpa.
Per sicurezza finisco l'altra metà del mezzo litro di oro rosso rimasto ad implorare sul fondo della
lattina.
Devo trovare un altro nome battesimo per la birra; “oro rosso” si addice più a sangue mestruale,
comparso mediante visione sciamanica, nella mente di un emoglobinofilo.
Ci siamo, ecco il citofono.
Mi stupisce; me n'ero dimenticato persino io, cervello bruciato.
E lui.
Li ha portati.
D'istinto lo abbraccio.
Ride.
La natura della sua risata non m'interessa.
Non ora almeno.
Rincuorante.
E usciamo a braccetto, amanti impossibilitati dalla propria assoluta quanto insicura natura sessuale.
Un cazzo di deja vu; nonnina natalizia sta dando lo straccio per le scale.
Secondo me c'è un disegno sotto, una cospirazione massonica o che so; è impossibile che ogni volta
che decido di uscire questa qua passa lo straccio, DI SERA, poi...
– Sto passando lo str... - , dice, mentre cerco di pensare a qualcos'altro, conoscevo la spiegazione
scientifica dei deja-vu ma non me la ricordo e non ho voglia di starmi a spremere il cervello per
una spiegazione che non mi porterà soldi o benessere psicofisico.
Quest'anno ho capito che il benessere fisico è più importante di quello mentale; se stai male
fisicamente col cazzo che puoi stare sereno.
Sto già pensando ad una tappa al bar.
Il mio benessere potrebbe scaturire dal loro malessere. Non so.
Eppure ci provo.
Tommaso ultimamente è eccitato, sarà che, sarà che, boh.
Sempre a cercare spiegazioni.
Non so se mi faccia piacere o meno, non ce lo vedo, LUI così felice.
Torniamo sempre lì.
Fa caldo, molto caldo, il costume deve essere almeno un paio di taglie più piccolo (almeno quello
che indosso io) e il cappello provoca un effetto stufa infernale intorno alla testa. Per non parlare di
'st'ingombro musicale che mi tocca a portare a tracolla, con unico inconveniente che non c'è una
cinghia che mi permetta di lasciarlo appeso come un salame al collo. Tom se n'è accorto e ride
come un maiale, il bastardo, ha un costume su misura e non è caloroso come me, la barba deve
fargli anche piacere.
Pensate, ci siamo impegnati bene, abbiamo frequentato un corso di due mesi per suonare questo
stramaledetto coso.
Solo a pronunciarne il nome mi vengono i brividi.
Sarà mancanza di amore o migliaia di micro ferite sommate insieme e cosparse di sale, in parte dal
destino, in parte da noi stessi e dal mondo?
No; il destino è un'illusione.
Il piano
(ha, ha, umorismo inglese; capirete a suo tempo)
l'abbiamo ripassato, ci manca solo farci i cinque Montenegro e bitter Campari giusto per essere un
pochino meno patetici e più convincenti.
Quel che si chiama “credenza popolare”.
Tom ride (basta, cazzo, mi stai facendo agitare) ma ha gli occhi socchiusi, si è calato perfettamente
nel personaggio, a me viene da vomitare, li ho bevuti troppo in fretta, come se questa volta mi
voglia sbrigare a concludere quel che devo fare.
... comincia a puzzarmi di lavoro e necrosi dovuta alla vecchiaia.
Dio mio inesistente, che brutta cosa che è.
Il barista non ci ha riconosciuto, possiamo cominciare il nostro giro.
Nella tabaccheria facciamo irruzione a rallentatore come fiacchi e imbolsiti terroristi pronti a
premere “on” sul dispositivo converti infedeli (al secolo “bomba casareccia”) che hanno attaccato
al corpo e cominciamo a suonare, il bastardo va a tempo, la cosa mi fa felice, significa che tutti i
pomeriggi passati a fare le prove sono serviti a qualcosa. “Astro del ciel” non è mai stata così folk
mista neo jazz, la gente è sbalordita e anche un po' spaventata, stiamo soffiando in queste cazzo di
zampogne fino a farci esplodere i polmoni dalle orecchie, serve a creare panico, inquinamento
sonoro estremo, da molti anni non girano gli zampognari elemosinai qui nel nostro felice e, soltanto
di facciata, quasi tranquillo paese. Il bello arriva quando vedo che tutti sono stufi della canzone
(oltre che essere un pezzo sentito e risentito non lo stiamo facendo finire mai, serve a creare ancora
più sgomento), io parto con un assolo, un blues in sol (visto che la stiamo eseguendo in questa
tonalità). Non riesco quasi più a suonare perché Tom ha cominciato a suonare le settime in ritmo
funky e sembra quasi che il pezzo sia stato profanato da Jamiroquai in ferrarofila persona, ora uso
anche io le note blues e ci guardiamo, intesa musicale, non smetterei mai. Mi va di traverso la saliva
ma non posso smettere, un attimo che ci fermiamo e scoppia il putiferio, suonare attraverso questa
barba finta da mezzo babbo natale è quasi impossibile, ho tre quintali di peli sintetici in fondo alla
gola, Tom si ferma. Non posso aspettare neanche una frazione di secondo o ci linciano.
BUON ANNO, BUON ANNO, GENDE, AUCURO A TUTTI UN FELICIE ANNO NU'OV E LA
NEASCITEA DI GGESU'!!!
Tento di scimmiottare un pastore analfabeta dislessico anche nel parlare. Questo serve a farli
calmare, la pena nei nostri confronti è aumentata di molte tacche. Sebbene siano tutte donne
anziane, sono molte, potrebbero sgozzarci quando vogliono, e qui dalle nostre parti non è una cosa
proprio ai confini della realtà.
CONTROLLA SUL VOCABOLARIO: “Quotidianità”
CONTROLLA SUL VOCABOLARIO: “Buona media di casi analoghi al minuto”
CONTROLLA SUL VOCABOLARIO: “Sempre”
Altro deja-vu; dimostrare a me stesso che le cose possono cambiare.
Quest'anno farò a meno della solita elencazione di parole da cercare nel vocabolario.
Devo inventare...
Mi avvicino pian piano (è per non barcollare) alla cassiera dell'esercizio, sfoggio il massimo sorriso
che riesce a concedermi la barriera artificiale barbona che mi sono dovuto attaccare al mento per
assicurarmi un anonimato totale. Devo aspettare qualche secondo, temporeggiare, non posso far
partire subito lo show; il barista non ci ha riconosciuto ma non fa testo, era mezzo ubriaco.
Se questa ci riconosce non posso permettermi il lusso di rompere i coglioni come vorrei, qui ci
vengo tutti i giorni a comprare le sigarette, e che cazzo.
Dico le prime cazzate che mi vengono in mente su Gesù, la madonna, i pastorelli
(dubito esista uno zampognaro che nella storia abbia detto cose del genere)
e tutti gli altri personaggi di quella pièce teatrale che si svolge nell'unico deserto nell'universo dove
ci sono verdi e fioriti prati vasti, la neve soffice soffice e i laghetti sotto alle palme non ghiacciano.
CONTROLLA A CASA TUA: “Presepe”
VEDI ANCHE ALLA VOCE: “Presepio”
Sono anni che vengo qui, sono stato sempre squadrato con lo stesso sguardo da inquisitore.
Ora non sta succedendo, è il segnale.
Posso scatenare l'inferno... giusto il tempo che queste vecchie del cazzo giochino la loro pensione
nella speranza che i due, massimo tre numeri sulla ruota x escano e buonasera a tutti.
Intanto pesco un Mon Chérì d'emergenza dal mucchio nella bolla di vetro, lo scarto e lo divoro,
sento l'alcool che sta svanendo, ho bisogno di un richiamino, se il cervello iniziasse a farmi notare
ciò che sto facendo sarebbe davvero l'orrore.
L'anno passato abbiam fatto casino con i cani, mentre ora, visto che la tv si è inventata questa “crisi
economica estrema” vogliamo fare i soldi.
La volta precedente è capitato che ci davano i soldi senza che noi li volessimo, ora è il contrario.
Eppure anche 'sta botta abbiamo un altro scopo.
... e che noi abbiamo un concetto diverso di moneta...
Via libera, diamo fiato alle trombe, tanto a sfiatarsi non saremo di certo noi.
– Signora buonasera, - già il mio cambiare tono di voce la sta facendo stranire; ha ottant'anni
eppure è ancora abbastanza sveglia per inquietarsi dei mali della vita, ma non tanto da non farsi
lavare il cervello da tutte quelle porcherie che trasmettono in televisione.
Destra sinistra; schiavitù non giustificata.
Pena?
La massima.
La fisso negli occhi tentando di emulare Bela Lugosi che si sta sforzando di non fare vedere che è
un vampiro che finge di essere un attore pagato per impersonare un vampiro misantropo, - questa
qui è una copertura. Non siamo veri zampognari. Siamo in incognito.
Lei sospira, come dovrebbe ipoteticamente reagire se venisse a sapere che la persona a lei più cara è
morta di morte violenta, e che lei è l'unica rimasta, tutti i suoi conoscenti e parenti morti, e la sua
pena da scontare sulla terra è “ultimi anni di vita terrena in solitudine,”
(titolo da romanzo post apocalittico di serie Z)
senza neanche qualcuno che di tanto in tanto le vada a cambiare il pannolone.
Mamma mia maledetta, quanto adoro il natale.
A differenza degli altri tira fuori il meglio nascosto in me.
Adesso fa la faccia di chi non capisce: - Cosa significa “inco” quello che ha detto lei?
Cerco di darmi un tono, il tono di chi si sta sforzando a rivelare l'irrivelabile, segreti che ne vanno
della vita di miliardi di persone, tutti felici e inconsapevoli equilibristi sopra un filo di bugie. E sul
fondo, travestita da tela protettiva una fitta ragnatela per intrappolare, aspettando che la grande
tarantola venga a consumare il suo macabro pasto.
– Noi facciamo parte del comitato, - e ci penso su. Come dicevo prima, non sono più quello di una
volta, improvvisare diventa sempre più difficile. Devo capire se dipende dalla pigrizia mentale o
che veramente devo darci un taglio con tutte queste sostanze mal tagliate.
Altro umorismo inglese; prima o poi devo fare un viaggio in Inghilterra.
Magari lì troverò qualcuno che mi capisce.
Riprendo fiato: - Il nostro comitato è formato da una elite di, be', sì, diciamo di “guardiani” che
tutto sovrintende.
Scanso la barba per fare vedere la bocca, è talmente rapita che potrei anche smascherarmi, tanto non
se ne accorgerebbe, è precipitata nella morsa tarantulotica. Indico l'esercito di sigarette che c'è
dietro alle sue tremanti spalle: - Le vede? Dove pensa che le producano? E domanda più importante:
CHI pensa che le produce?
È chiaro che non ci aveva mai pensato, come tutti gli altri sarà abituata a prendere tutto per quello
che è, a non indagare e a mangiare tutto quel che le viene messo nel piatto.
TANTO L'ADDETTO AL RANCIO E' BUONO E CI SI PUO' FIDARE, ANCHE SE NESSUNO LO
HA MAI VISTO E NESSUNO L'HA MAI CONOSCIUTO.
– Mi sta dicendo che voi producete sigarette?
– Non solo. Ci assicuriamo che le sigarette vengano subdosinaptizzate correttamente, affinché voi
umani possiate godere appieno dei pregi e dei benefici che scaturiscono da una semplice inalata
cardiopolmonare, perché che le piaccia o no siamo NOI a fare la vostra felicità. Non ci ha mai
fatto caso? Nonostante malattie e complicazioni varie, i fumatori sono sempre più felici e
rispettosi dell'ordine rispetto ai non fumatori, e non mi venissero a dire che il fumo fa male più
di una passeggiata in centro, con tutto quello smog. Lo smog intossica, il fumo rende più
malleabili e più ben disposti verso una condotta morale pregna di principi valorosi, durante il
cammino di tutta la vita terrestre... della vita nello Scafaraiàntorrà non posso parlarle. Non ora
almeno, non è ancora pronta.
NB: il nome di quello strano posto che mi sono inventato ricorda vagamente qualche provincia
campana (n.d.r.).
Troppi concetti e paroloni, mi sono perso anch'io. Si vede chiaramente che non ha capito niente,
eppure è troppo rapita, probabilmente non ha mai sentito tante “stramberie” tutte insieme.
Mi concedo, come un messia benevolo: - Io sono un rappresentate, purtroppo, e vedo che non ha
capito, ma non si preoccupi. Quel che dovevo dire per prassi l'ho detto, è l'etica professionale che
me lo impone, tutti quei paroloni strani, - ora sorrido, il satana dei buoni, - e adesso tenterò di
spiegarle tutto con parole più consone al suo vocabolario. Nelle sigarette viene inserita una sostanza
chiamata Brainslave. Sarebbe molto complicato spiegarle che tipo di sostanza è, e da cosa si ricava;
le dico soltanto che è per il vostro bene, non siete in grado di gestire la situazione qui. Senza di NOI
sarebbe il caos. Le posso dire soltanto che la produciamo sul nostro pian... - , e qui mi blocca
dandomi soddisfazione selvaggia, stava seguendo (e io convinto di stare facendo un monologo di
preparazione di fronte ad un manichino morto come il polistirolo).
– Stava dicendo che questa roba qua la fanno sul vostro... pianeta?!
Esattamente, signora. Proprio così.
– Scusi, ma voi non siete di qua?
– Assolutamente signora, questo travestimento ci è stato fornito dalla nostra multinazionale, o per
meglio dire, la ditta nella quale lavoriamo.
– Ma cosa intende con “pianeta?!”
– Ha presente il sistema solare? Mercurio Venere Terra Marte Giove Saturno Urano Nettuno e
Plutone? Questo non è l'unico sistema in circolazione, ve ne sono di infiniti. NOI, con la nostra
progredita tecnologia, non ne abbiamo scoperti che 264 e siamo ancora all'inizio.
A bocca spalancata respira con la gola, solo con la gola, il naso tappato e gli occhi che cercano
rifugio dentro alle orbite, pagherebbe oro al suo dio per poter chiudere gli occhi, risvegliarsi sudata
nel suo letto e vedere che tutto questo è un incubo, che la vecchiaia gioca ben alti scherzi, più brutti
che svegliarsi bagnati o zuppi di merda.
Faccio quel che devo fare con molta teatralità, inizia ad urlare, cade dallo sgabello.
Mi avvicino.
L'abbiamo fatta svenire.
Mi copro le dita con la manica della giacca, abbasso la maniglia per uscire e cerchiamo di scappare
senza correre, roba che se...
No, non mi ci fate pensare.
Eppure, MISSION COMPLETE.
Piccola e consueta tappa al bar, ma prima ci nascondiamo in angoletto buio, devo risistemarmi il
trucco. Tom non deve pantomimare più di tanto, non è truccato, mentre invece io sì, porca troia
lurida impestata luridona.
Climax ascendente di insulti.
Contro me stesso.
Ci metto un paio di minuti, viene un trucco alla buona; non sono una cazzo di donna.
Queste strane guance rosse potrebbero tranquillamente passare per arrossate dall'alcool e dal freddo
(che dentro al mio costume non è mai entrato, e penso mai entrerà).
Dài, che sono ancora credibile.
Dài.
Scegliamo con cura il prossimo bersaglio (fortuna che avevamo pianificato tutto; devo smetterla di
illudere anche me stesso; con gli altri va bene, con me no).
Senti che pensieri... secondo me... è da curammi il cervello, pensato in un dialetto più vicino
possibile alla scaltra natura delle nostre agresti zone limitrofe.
C'è poco da scegliere, questa cazzata può funzionare soltanto in botteghe di vecchi, nessuno si
spaventa per cazzate carnevalesche come queste.
Di fatti quelli vogliamo colpire, i vecchi.
Loro non possono fare male a nessuno o sbagliare, perché stanno in casa ad aspettare la morte.
Potrebbe starmi anche bene.
Noi dobbiamo punirli perché gli sbagli, tantissimi sbagli, li hanno commessi in passato.
CONTROLLA INTORNO A TE: “Società alienata e alienante”
CONTROLLA NEL TUO PICCOLO: “Monitorizzazione omnia”
CONTROLLA NEL TUO CUORE: “Finti valori morali castranti”
CONTROLLA NELLA TUA MENTE: “Vuoto non colmabile auto resettante ogni attimo”
La colpa è nostra, abbiamo permesso tutto ciò senza opporci, anzi, godendo di tutto questo.
Ma è anche la loro.
Con gli scarsi mezzi di cui disponiamo possiamo farla pagare soltanto a loro.
Sarà che mi sto calando troppo nel personaggio marziano che mi sono preposto di interpretare?
L'anno scorso era la volta del ragazzo del coro, il palestrato fallito e il ninja di dio, stavolta io e il
bastardo Tom ci siamo evoluti, siamo rivoluzionari come i Rockets che ai loro tempi se ne escono
conciati come dei cazzo di sturacessi scintillanti producendo dell'indiavolato elcetrorobopop.
Dire “rivoluzionari e coraggiosi come David Bowie” è un'iperbole; quello era solo un frocio che si
mascherava da checca per fare ancora di più il frocio... e il film “Le ragazze della terra sono facili”
la sua bibbia postuma.
La bottega de “Gli antichi sapori di Norcia” è antica tutta, sia per i prodotti (questo dover
continuamente accostare il concetto di bontà a quello di tradizione antica non lo capirò mai) che per
la gestrice. Quasi mi dispiace dover stravolgere l'esistenza a 'sta signora.
A parte questo negozio, e un altro ancora, non mi sembra vi siano altri gerontoesercizi in zona.
Quando si deve compiere un'azione dimostrativa chi viene colpito viene colpito.
CONTROLLA SUL SAPIENTINO: “Impossibilità di discriminazione”
CONTROLLA SGLI APPUNTI DELLE MEDIE: “Legge del taglione con qualche decennio di
ritardo.
Un'altra jam session improvvisata mi rianima, ho l'adrenalina a mille, quasi quasi me ne voglio
andare via, quando la signora ci fa l'applauso chiedendo il bis.
Questo negozio è sempre vuoto, lo posso capire.
Questi prodotti sono un lusso e “lusso” al giorno d'oggi significa futile moltiplicato all'inverosimile,
esigenze che nascono ed esistono dal momento in cui l'uomo capisce che sono stati inventati beni in
grado di colmare tali bisogni.
Che schifo.
Inizio il discorso con una presentazione simile a quella di prima ma non attacca, la signora è
altamente recettiva, capisce quel che le sto dicendo. Mi inquieta il suo non reagire con stupore,
come se fosse una cosa che le capita tutti i giorni.
CONTROLA NELLA CRONACA LOCALE: “Marziani zampognari”
CONTROLLA SU EVENTUALI TABLOID MINORI: “Rappresentati musichieri e barboni”
Tento di improvvisare una fantomatica storia di formazione sulla genesi dei suoi preziosi salumi.
– Ha mai conosciuto il suo proprietario? Voglio dire, il padrone della ditta che produce i suoi
affettati?! Si è mai chiesta chi sia costui, perché conosce il suo nome... o almeno così crede.
Potrebbe anche essere che ha visto la sua foto. Eccola, addirittura stampata su ogni prosciutto. E
lei pensa davvero che quell'anziano simpaticone stia dalla mattina alla sera a macellare bestie e
a renderle affettati per le tavole delle famiglie di “come si chiama questa nazione”, ah, sì,
italiane? Se è così, le assicuro che si è sbagliata.
L'onnipotenza eccola, mi avvicino, lei si fa indietro, l'inquietudine che ti morde il collo e quando
stai per massaggiartelo ti morde anche in altre parti del corpo, facendoti capire quanto galera sia
l'esistenza all'interno di un corpo mortale.
– Tutto questo è un esperimento, un progetto. Il signore che vede stampato sui prosciutti è
Hazlanvagnigovczsx Massaraxapagliiuteratis, supremo signore di Vagdamacavermort, la
NOSTRA sacra galassia. Vi studiamo da quando siete comparsi su questo pianeta che a noi
sembrava così insignificante, eppure guarda dove siete arrivati. Vi curiamo da sempre. Abbiamo
riso di voi sin da quella civiltà che costruiva le piramidi, e ogni tanto venivamo a farvi visita,
portandovi qualche souvenir. Non vi abbiamo mai distrutto perché ci adoravate, ma ora siamo
tornati per vendicarci, perché ci ridicolizzate.
Sempre più vicino, la tigre stringe all'angolo la formica: - Se io le parlo di alieni, lei che fa? Si
mette a ridere o fa ciò che di più scontato esiste. Non ci crede. Lei e tutti voi terrestri dovreste
essere soltanto riconoscenti: se l'apocalisse di cui voi parlate in quello schifoso e inventato libro non
è scoppiato è perché ci servite ancora. Mi segue?
Ha le lacrime agli occhi: - Sì... ma... scherza, vero?
Allora lo faccio, come dalla tabaccaia, e si butta per terra, la faccia nascosta tra le mani. Urla il
rosario, preghiere su preghiere.
Usciamo a razzo, qui sono cazzi.
Al bar iniziano le risate, anche da ubriachi lerci ci stiamo rendendo conto della spassosa inutilità
delle nostre azioni, un vezzo, una oscarwildata dandyana esagerata all'ennesima potenza negativa.
Se il conte Sperelli e Des Esseintes potessero vederci.
... ma saranno mai esistiti?
Boh; se esistiamo noi alieni, perché loro no?
Ecco il momento in cui Tom, da suppellettile, si trasforma in dispensatore di verità assolute.
CONTRLLA NELLA TUA VIDEOTECA: “Silent Bob amico mio”
CONTROLLA NEL TUO ARCHIVIO VIDEO: “Ciccione muto che quando parla parla”
– Non è che ci passiamo i guai per questa qui? Sto ancora pensando alla tabaccaia. Non aveva un
bell'aspetto.
– Ma che cazzo te ne frega?! Gliene frega al mondo di te? Figurati se gli frega di una che stava
per schiattare. Se si sente male, cazzi suoi. A quell'età il cuore che cede è più facile di una
scopata fatta imbottito di Viagra e cocaina boliviana quasi pura al cento per cento.
– Se lo dici tu...
– Non è che lo dico io.
È COSI' E BASTA.
Non sono proprio un figlio di puttana, un po' in colpa mi ci sento. Ma se non ci divertiamo, che
cazzo lo abbiamo fatto a fare?
Guardo negli occhi il mio grillo parlante che non serve, il mio gufo saggio solo in determinati
momenti, il mio animale Disney di natura massonica e satanista.
CONTROLLA NELLA MENTE DI TUO FIGLIO: “Messaggi subliminali anche ne “La
sirenetta”
CONTROLLA NEL FUTURO DEL TUO PARGOLO: “Simboli massonici e citazioni
esoteriche ovunque”
CONTROLLA NELLA TUA QUOTIDIANITA': “Sottovalutare l'innocuo sempre e comunque”.
Il male non necessariamente ha le corna e il forcone.
Al limite ha la barba finta e suona la zampogna.
Offro da bere a Tom e a tutti quelli che ci sono al bancone; almeno non finirò all'inferno nel quale
non credo.
... come se ci fosse un inferno peggiore di questo.
Ci è rimasto un solo negozio da visitare e poi anche quest'anno avremo saldato il nostro debito con
la novella dickensiana “canto di natale”
E con Charles Dickens stesso.
Evelyn me la sarei fatta ma poi quando ho appreso che negli anni settanta è uscita dalla sua tomba
ho cambiato idea.
All'accettazione totale della necrofilia ci devo ancora arrivare.
Per ora sono fermo al dangling e al feticismo dei piedi in generale.
Lo scato penso sia la fase successiva.
Qui caschiamo male, è pieno di gente. Certo che siamo proprio sfigati. È la vigilia e ti pare che
all'ultimo momento il fioraio non si riempiva? Quanto odio questo dover regalare per forza. State
rompendo i coglioni con questa cazzo di crisi e che fate? Spendete i soldi per qualcosa che non
campa più di qualche giorno. Va be' che l'attimo è da cogliere ma cogliete l'attimo, non i fiori.
Un attimo può essere eterno.
Un fiore è una colonia di pidocchi agglomerati.
Eppure entriamo, ho voglia di suonare, un bell'assolo in sol, questa volta usando la pentatonica e la
scala minore armonica, figurandomi Malmsteen che tenta un solo di Ocarina su un pezzo tragico
degli Impaled Nazarene.
Uno a caso di Tol cormpt norz norz norz, tanto il disco è tutto uguale.
Bella la parte dove la bestia satanica si incula il bambino piangente, tra le urla del gallo e dei
dannati torturati per l'eternità.
Come ora, mai stato tanto natalizio.
Il loro disgusto è chiaro, tanto che il fioraio cerca di cacciarci a pedate in culo. Tento la falsa strada
della cordialità ma non vengo accettato, ci stanno odiando dal profondo dell'animo, almeno trenta
persone che sono rosse di odio, poveri straccioni schifosi alieni che vengono a guastare le feste
della gente perbene.
Faccio grugnire la zampogna, neanche John Zorn c'è mai riuscito così bene e togliamo il disturbo,
soltanto dopo esserci goduti la faccia schifata (e a tratti spaventata, di alcuni di questi terrestri
omologati patetici e consumisti, quando l'unica cosa consumata che vedo quiddentro è la loro anima
mai esistita).
L'anima è una scusa redditizia, per questo che la venderei al diavolo.
Ma neanche a quello credo.
Al giorno d'oggi non credere è una bella rottura di coglioni; come fai ad illuderti, sennò?
Dal fioraio a casa nostra è tutto un ridere alternato a qualche minuto di silenzio.
Leggera inquietudine.
Prima di entrare da quel vecchiaccio non mi ero rifatto il trucco; meglio così. Mi controllo nello
specchietto che mi sono portato
(fottuto a mia madre)
per vedere quanto ero riconoscibile.
Ho vinto, malgrado il verde squame.
Ci salutiamo e andiamo ognuno a scontare la nostra condanna familiare.
Domani si vedrà.
Ci incontriamo al bar, io e il bastardo. Neanche tentiamo di raccontarci qualcosa di ieri sera,
sappiamo benissimo com'è andata.
NON è andata.
È rimasta, e rimarrà come un immenso fardello, sempre così, ogni 365 giorni che passano.
... ma se vogliamo vedere per forza chi sta peggio... prendi le vittime di guerra...
... no, almeno loro non dovevano giocare a tombola.
... almeno non con i fagioli come segna cartella.
Il caffè mi smuove lo stomaco ancora pregno di tutto lo schifo che ci siamo bevuti ieri prima
durante e dopo l'alien tour.
Non vado a cagare per pigrizia.
– Chissà come sta la tabaccaia, - dice Tom
– Che cazzo me ne frega. L'importante è che la sua famiglia abbia passato un natale di merda, -
sbadiglio io.
– Ma da quand'è che sei diventato così cattivo? - chiesto con voce molto soap opera.
– Da quando il mio culo s'è ricolmato di cazzi malati.
– Io tutto questo mondo contro di te non l'ho ancora visto, - dice con voce da bimbo pentito.
– Ma scusa... non ti ricordi cosa ti ha fatto il figlio della tabaccaia? Con la scusa che eri ubriaco,
per uno piccolo segnetto che gli hai fatto sullo sportello dell'auto si è fatto rimettere la portiera
nuova a tue spese, quel bastardo pieno di merda.
– Forse hai ragione, ma non ti sembra... troppo?
– Mi sembra troppo come la reazione che ha avuto tuo padre, reazione che non avrebbe mai avuto
se non fosse mai esistita quella cazzo di portiera leggermente rigata.
– Lo sai che la gente si fissa con la macchina e cose così.
– So solo che tutti hanno un perché e relativa scusante. Tutti tranne me, alla faccia di fare la
vittima quattordicenne in lotta con questo e l'altro mondo. Anzi, ecco. Ieri sera venivamo da un
altro mondo; siamo giustificati.
– E bravo, come al solito; te la suoni e te la canti.
– Sennò perché cazzo avremmo dovuto spendere soldi e due mesi di lezioni di zampogna?
Ridiamo e ci abbracciamo.
Non cresceremo mai e lo sappiamo.
Comincia il secondo round, pranzo/continuazione dell'accadimento culinario obbligatorio di ieri
sera.
Ci si risaluta e le strade si dividono (lui ha i parenti a casa sua mentre invece io devo andare a casa
di mia nonna).
Ho lasciato l'auto.
Dove?
Occazzo.
Faccio mente locale, una mente dentro ad un locale, un locale, ci passo di fronte, è l'unica strada.
Questo locale.
Ci siamo stati ieri sera.
È natale, ma non è chiuso per natale.
Fuori dalla tabaccheria un cartello.
CHIUSO PER LUTTO.
Ho un brivido che mi fa sentire sorpassato; ho soltanto 364 giorni per pensare a cosa potremo
inventarci l'anno prossimo per movimentare un altro po' di vite piatte.
PS: Per caso vi siete chiesti o non vi siete chiesti cos'era quel trucco che mi sono dovuto applicare
un paio di volte, mentre Tom il silenzioso no (e la cosa si può pure capire perché con barbone e
cazzi vari chi ci riconosceva)?
Ma è normale e ovvio, monsieuer Poirot de li miei cojon.
Dovevamo mettere un bel rosa acceso per coprire il verde squamoso che c'era sotto.
Eh, sennò come facevamo?
Puoi dire a chiunque che sei un rettiliano, ma fino a che non ti strappi la faccia e mostri il tuo
subepidermideo verde e squamoso come fai a farti prendere sulla parola?
Secondo me è stato questo che ha fatto fermare per sempre il cuore della tabaccaia religiosa.
Il suo cuore non ha retto che, anziché il suo cristo sulla croce, il mondo è governato da dei cazzo di
lucertoloni che hanno come attività ludica principale alcool&zampogne a gò gò.
Di fatti siamo stati proclamati gli ZZTOP del nostro pianeta.
Come mi ero inventato che si chiama?
E chi cazzo si ricorda.
Poco importa, mai credere a queste cazzate.
... ma se Morgan dei Bluvertigo ci ha assicurato che esistono altre forme di vita e ci ha preso pure
un premio importante... la cosa m'inquieta non poco.
Vado al bagno a scuoiarmi; magari da qualche parte un microchip ce l'ho.
Magari.
Forse.
... chissà se su Google da qualche parte c'è l'indirizzo di Tom Cruise o di John Travolta.
Mai sentito tanto il bisogno di farci due chiacchere... a parte dopo aver visto “Risky business” o
“Codice Swordfish.”
Il cinema costa un bel po' e se vai a vedere una puttanata e pensi che sono soldi buttati...
... va a finire che ti incazzi.
... ma è solo colpa tua.



AUGURONI LURIDONI A TUTTI, CI VEDIAMO SETTIMANA PROSSIMA COL SAGGIO SUL PRESEPE.



GRAZIE ANCORA