lunedì 28 gennaio 2008

2008 a.C.








Nella chat dove sto io (netlog.com) stanno bannando un sacco di gente.
Mamma mia quanto cazzo è bigotto netlog.
Ma com'è sta storia??
Bannati per un nudo artistico, poi la gente si fa la foto agli addominali del buco del culo, parlano come dei cazzo di codici fiscali (tvb tvukdb 3msc; queste targhe, transitano nei giorni pari o dispari??) rovinando la grammatica distrutta, della nostra amata penisola, bagnata per tre parti dall'immondizia.
OOOOOOO PORCO DIO SIAMO NEL 2008 CHE CAZZO è ST'OSCURANTISMO CLERICALE DEI MIEI COGLIONI?
"La morale"; ma porca madonna se è più morale la cagata insanguinata di un tossico lebbroso che netlog, che cazzo fate!?!?! Cazzo ci avete in testa? Io spero che 'sti "moderatori" (termine del cazzo) siano soltanto persone dispettose, non dei cazzo di ignoranti che si fanno turbare da un nudo artistico poi, quando nessuno li vede, si fanno le seghe con la scarpa col tacco della zia.
Non voglio credere che nel 2008 esistano ancora delle menti del medioevo; porcaccio dio, non siamo in medio oriente; se bestemmiate, mica venite murati vivi o sgozzati in piazza... CI SARà UN MOTIVO NO?
"Evoluzione mentale" è il primo termine che mi viene in mente.
Libertà un cazzo; una cosa ti da fastidio?Non guardarla, non leggerla, non comprarla.
DOBBIAMO DARCI UN TAGLIO CON STO CAZZO DI GUSTO PER IL PROIBITO; PORCO DIO, CHI TI CREDI DI ESSERE PER DIRMI QUEL CHE DEVO VEDERE O LEGGERE?
Se vuoi vivere col paraocchi, te lo regalo io a natale ma non venire a impormi di metterlo.La vita è sempre più di merda, più va avanti più diminuiscono le cose belle. Se porcaccia madonna puttana aiutate ad accelerare questo processo, siete dei cazzo di criminali. POi non venite a dirmi GUAI A CHI MI TOCCA GLI ANIMALI, PEDOFILI AL ROGO, VOGLIO IL PAPA ALLA SAPIENZA.
GUAI A CHI MI TOCCA GLI ANIMALI; se vi regalano una pelliccia da 20000€ voglio vedere se la bruciate in piazza.
PEDOFILI AL ROGO; fight fire with fire, porco dio, torniamo al medioevo così se avete una voglia su un braccio verrete bruciati vivi; che vi piaccia o no, quello è il marchio di satana (e al catechismo ci hanno insegnato che è cattivo il demonio, è lui a spaccare il cervello della nonna con una martellata perchè non ci ha dato i soldi della pensione per andare a giocare al videopoker, non siamo stati noi coi nostri vizi amorali e disumani).
La colpa è di satana, di marilyn manson e dei pedofili, non è colpa nostra se il mondo sta andando a puttane

IO? MA CHE, STAVO TRANQUILLO IN POLTRONA A COMPRARE QUALCOSA SU MEDIASHOPPING, NON POSSO ESSERE STATO IO.


LA COLPA è SEMPRE DEL FIGLIO DEGLI ALTRI.

PAPA ALLA SAPIENZA; è fondamentale che il santo uomo ci vada; quando il papa va da qualche parte, automaticamente il posto si migliora, guadagnando 40 punti carisma, +14 in attacco, +37 in difesa, +50 punti resistenza.

INTERNET NON USATELO SOLO PER ANDARE A KOMMENTAR L FT TRP BEL E A SCRIVR. I MEX AGL AMIC SEI TANT CARIN HA MSN?

LOL.


POROC DIOOOOOOOOO INFORMAZIONE INFORMAZIONE INFORMAZIONE; LA TECNOLOGIA DOBBIAMO USARLA PER EVOLVERCI NON PER I MEX TVUMKDBOEPOIWRO E CODICI FISCALI ALLA MORTE.
Ok; direte: - E tu, che stai tanto a parlare, non sei loggato anche tu in chat?


Porco dio; è l'unico modo che ho per conoscere gente di tutta italia; dove sto io (abruzzo terronia di merda schifosa) se poco poco esprimo un concetto, mi danno del "noioso, intellettuale, professore".


Se apro il cuore rendendo qualcuno partecipe dei miei sentimenti "divento palloso".


Se però ho i rayban può essere che almeno fanno finta di ascoltarmi, dandomi la possibilità di gonfiare la mia autostima, sentirmi più figo, scrivere più mex e scopare il cadavere squartato di mia nonna.


Se lo meritava; così impara a non darmi i soldi per andare a ballare.


ESSERE GIOVANI, AL GIORNO D'OGGI, COSTA PARECCHIO ECCHIO ECCHIO.
"Suicidio di massa" è il secondo termine che mi viene in mente.


Il mondo caga e tu sei la sua merda.


Il mondo gira, non si ferma, e tu continui a corrergli dietro.


Il mondo va in malora e tu “dici la tua” spingendo un tasto del Quizzi.


Il mondo si sta sciogliendo e tu stai scegliendo i tuoi nuovi pantaloni.


Il mondo puzza e tu ci spruzzi deodorante di marca.


Il mondo e finito e ti chiedi come sia potuto succedere


E non credete che sono un presuntuoso che tenta di fare l'emuletto di Palahniuk; la pensavo così anche prima di leggermi tutta la sua roba.


DIAMOCI UNA MOSSA

lunedì 21 gennaio 2008

ELOGIO A NONNO FIORUCCI E AL SUO IMPECCABILE STILE




AVVISO: NELLE PAGINE CHE SEGUONO SONO PRESENTI BESTEMMIE; SE SIETE CONTRARI NON LEGGETE, NON SEGNALATE IL BLOG E DATEMI L’ILLUSIONE CHE IN QUESTO MONDO OSCURANTISTA CI SIA ANCORA QUALCUNO CHE TOLLERA.
ANCHE UN PEZZO AL GIORNO, LEGGETELO TUTTO; NE VALE LA PENA.
SONO 5 PAGINE DI WORD.
Mi raccomando; prima guardate i filmati un paio di volte poi leggete.
Lo conosciamo tutti. Ci ha regalato (ci regala) momenti di gioia estrema, delirio e pazzia.
Nessuno: benpensanti, preti, cattolici.
Nessuno può odiarlo.
Nonno Fiorucci è l’uomo che è riuscito nell’impresa: ha fatto diventare la bestemmia un arte. Ha infarcito le sue bestemmie di figure retoriche, pathos, energia vitale. Mosconi, Magnotta, Lugaresi sono bestemmiatori medi; dicono le loro bestemmie e via, senza enfasi, senza stile.
Ora analizzerò dal punto di vista stilistico i video più celebri del nonno; li linko perché, come già successo, i video del tubo spariscono dal mio blog.
Ok; iniziamo.
http://www.youtube.com/watch?v=Mwlci89s3xU Questo video racconta di come possa scaturire la poesia blasfema del nonno. Il testo è: Lorè, dio tubercoloso. Shtu maiale porco avvelenato del signore con tutti i santi. Dio svergognato, ma ci ho l’unghio incarnito, dio serpente bove, m t ve a cò a pestà ntò i piedi. Mannaggia a tutti i santi apostoli co stà sverginata della madonna, sta maiala sta troia assassina. Dio cane.
Si parte con l’attribuzione di una terribile malattia a nostro signore. La tubercolosi, a Betlemme era una malattia frequente; realtà alla quale neanche il salvatore è potuto scampare. Si continua tramutandone le fattezze; un maiale porco, quindi ancor più disgustoso, e per giunta avvelenato. Chi avrebbe il coraggio di circondarsi di esseri simili? E qui viene fuori l’implicito stato di emarginazione nel quale il Cristo era obbligato. Ma non è proprio così; il signore si è concesso la compagnia di tutti i santi, gente che per qualche soldo non guarda in faccia a nessuno, neanche alla situazione venefica del loro capobanda. Dio viene anche privato della vergogna, viene definito sia serpente che bove. Ora la maledizione è rivolta direttamente ai subordinati; tra santi e apostoli non c’è distinzione: sono tutti sulla stessa barca e la madonna è stata deflorata a bordo, da questi ultimi (viene definita “maiala”, quindi non si può parlare di stupro; era consenziente). Presa dalla foga sessuale che oserei definire desadeiana, invasa dallo spirito della crapula, si è anche concessa qualche omicidio, diventando “assassina”. Dio poteva fare qualcosa ma è stato a guardarsi questo perverso snuff movie a metà, di conseguenza si accaparra il titolo di “cane”, animale domestico tenero ma che può rivelarsi una bestia. Qui notiamo una sorta di “sensibilità” del nonno, attribuendo fattezze gentili.
Passiamo la video della racchettata:
http://www.youtube.com/watch?v=9Zs1n6FQDaU&feature=related
Porca bestia della madonna; o che ci hai un figlio imbecille o tu m’hai rotto li cojoni pe sembre, bestia della madonna, shta brùta puttana della madonna sta maiala della madonna sta troia della madonna.
Lo stato quietoso e beato del nonno viene stravolto da una terribile racchettata, riecheggiante per gli infiniti antri di Villa fiorucci.
Si parte con un insulto rivolto direttamente alla bestia della quale la madonna era padrona. Si va avanti con una considerazione: a 70 anni nonno ha dovuto ammettere che suo figlio è imbecille. Il “rompere i coglioni per sempre” rappresenta una delle figure retoriche più devastanti. Quando a qualcuno rompi i coglioni, è un conto; quando li rompi “per sempre” è definitivo; danno permanente, totale.
Senza ritorno o possibilità di redenzione.
Si conclude enunciando i vari lavori part time svolti dalla madonna affinché il bilancio economico della capanna di Betlemme quadrasse ogni mese.
http://www.youtube.com/watch?v=bREQAVzGb3c&feature=related Abbiamo ora le scorze di fichi; la rabbia poetica scaturisce dal mancato rispetto del nipote Lorenzo.
Ecco te lorè, io penso che, io me sbaierò ma tu secondo me non capisci gniente. Io dio cane me sbaierò, dio serpente me sbaierò però te ncapisci gniente. Ecco .Mauà… io dio, dio salvatico, dio sbudellato, dio sto porco dio, sto maiale, zozzo lurido porco… puttana maiala della… lorè, nun m venì vicino dio diavolo te do no sganassò tutti i denti. Iscà, ispà riscè. Dio maiale: m t ve a a astriscià le scorze? Turutò.
Nella sua onniscienza omnia, il nonno dimostra dell’umiltà: sottolinea ben 3 volte che potrebbe sbagliarsi riguardo alla situazione intellettuale di suo nipote, scandendo di tanto in tanto qualche fattezza del salvatore.
Si stava trattenendo dalla torrenziale raffica blasfema ma le risate irrispettose del nipote gli hanno rammentato i suoi doveri; “da un grande potere derivano grandi responsabilità” è un po’ anche questo. Nel video cominciano a comparire i tratti che distinguono il nonno da tutti gli altri bestemmiatori, minori e anonimi. Il diavolo è l’altra faccia della medaglia; “dio diavolo” vuol dire questo. Essendo contadino, dio viene identificato con la figura del serpente; figura pericolosa e nemica dell’uomo. Dio, in campagna, si tramuta in selvatico; non più curante della propria situazione igienica. Dio è senza budella. Si torna a ribadire l’analogia tra la figura sacra e il maiale. Si prosegue con l’elencazione di pseudonimi della madonna. Il nonno sconsiglia il nipote; è meglio non avvicinarsi. La telecamera inquadra il vate, comparso sulla scalinata, a braccia aperte, che dice “dio maiale”. Ricorda vagamente la scena di Scarface dove Tony Montana non vuole accettare la caduta del suo impero, sparando ai nemici col suo mega fucilebazookacoltellodiMcGuyver.
Qui accade il miracolo: il nonno comincia a parlare “le lingue”. Le persone prescelte, in estasi mistica, cominciano a parlare correttamente antiche lingue che neanche conoscono: Iscà, ispà riscè… turutò.
http://www.youtube.com/watch?v=xZJO5XszNLk&feature=related L’incipit di questo filmato è la misteriosa sparizione di una spillatrice.
Piàlla giù, Dio sbudellato, e allora nduartrovala, porca madonna sta maiala. Mo costa 25 milalire, ma madonna puttana, io vo a comprà la roba pè falla buttà via da vo’altri? Porca bestia della madonna? Ma che, davè davero? Dio cane. Ma allora sei stupido. Sei stupido! Porca madonna. E arporta giù la spillatrice; dimme dove stà. No? Eh: lorè, dio maiale. Eh, scusa, eh. Eh! 25 milalire l’ho pagata e ascolta bene. Se la spillatrice è di dao i-in coso che nun l’arpiàte, io l’arpìo ma dio diavolo nun l’artòcchi nde le mani. Non ascolto niente arvojo la spillatrice, ecco. Porca mariana della madonna. Perché non è uno spillo che se butta via.
Questo è tra i più alti lavori del nonno. La spillatrice è sparita ma non è detto che non si possa piallare giù. Dio, come al solito si ritrova con le interiora rivolte verso l’esterno, in perenne cronenberghiana posa à la Videodrome; il nonno ama anche citare le opere d’arte minori. Il nonno si interroga: può passare la vita a fare il benefattore, comprando roba che, oltre a non essere apprezzata viene anche irragionevolmente gettata via?
Si chiede se sia vero per davvero; metaverità.
Sentenzia, appurando a malincuore, la totale inettitudine del nipote. Ribadisce il concetto chiamando sul banco dei testimoni la madonna, tramutata per l’occasione in un suino. Un attimo di calma, e ritenta: prova a farsi dire l’esatta ubicazione della sopracitata spillatrice.. Si termina con un'altra illuminante prova di lingue sacre parlate; il bolle è che, rendendosene conto, parte con:
- Ascolta bene. - Ogni parola deve essere interpretata correttamente!!! La spillatrice “di dao i- in coso”, se non verrà più toccata, potrà essere nuovamente comprata ma dio (che nelle ore buco tra una lezione e l’altra si diverte a impersonare il suo acerrimo nemico di forcone dotato) non dovrà più toccarla. Si conclude con una madonna proveniente da culture (ai più) sconosciute; la madonna “Mariana”, presunta compagna di attività ludiche.
http://www.youtube.com/watch?v=xZJO5XszNLk&feature=related Questo è il video più estremo, il masterpiece. Vvelenata, tubercolosa mille volte, dio serpente avvelenato. Dio cane allora. Bebbebiababebescinacoscia? Porca troia lurida mbeshtata luridona della madonna? Sthà vigliacca della madonna, sta troia, puttana maiala. Sht’avvelenata, dio maiale.
Non si sa quale sia la causa della furia; probabilmente una “strenta nda la coscia”.
Compare qui il fenomeno della moltiplicazione esponenziale delle malattie da desquamazione; “tubercolosa mille volte”. Una, due, tre volte, potresti anche operarti, fare delle cure e salvati. Quando si viene esposti per ben 1000 volte all’agente patogeno della tubercolosi non si può scappare. Si ritorna col serpente avvelenato: un entità venefica avvelenata dal suo stesso veleno; in pochi sanno che esistono organismi autoparassitari, in grado di essere sia parassiti che ospiti.
Il nonno questo lo sapeva.
“Dio cane allora”. Quell’ “allora” sta a significare che non ci sono possibilità di controbattere i concetti appena presentati. Per calmarsi dallo shock, il nonna tenta di cantare i primi versi della canzone iniziale della fortunata serie animata giapponese “Bia”: Bebbebiababebescinacoscia?
Nonostante il nonno sia vecchio, ha ancora un forte desiderio carnale nei confronti delle donne e, alla fine della canzone si chiede se mai Bia “mostrerà una coscia”(“scinacoscia?”).
Lei non la mostra di conseguenza segue l’ introduzione di un altro prezioso elemento fiorucciano: la bestemmia domanda. Finire una bestemmia col punto di domanda, dà speranza; sta come a significare: “potrebbe anche essere diversamente”.
Alla madonna viene data della vigliacca e dell’avvelenata; chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
La gestualità, in questo video è importante tanto quanto il contenuto poetico. Quando comincia a interrogarsi, il nonno apre una mano verso l’esterno come a voler cantare a tutto il mondo la sua meravigliosa canzone e tutta la poesia fonetica che ne scaturisce. Dopodiché mette teneramente la stessa mano in mezzo alle gambe; sembra un bambino che sta recitando una poesia e addirittura ondeggia, autoipnotizzato dalla sua stessa musica.
Un artista.
http://www.youtube.com/watch?v=kieKbAVJBkQ&feature=related Eh dio cane go gohh e quaggiù loree? Eh, hannaggia alla madonna ma hesicalclcl col coso qua… ma dio diavolo me vo pure mparà a taja? Eh ma come fe maccamadonna puttana, ma davè davèro? Ma come fo' cioè dio maiale taiatela te, maccamadonna puttana me vengo a taja il prosciutto i quaggiù? e ma ora e che l'è no? EH! Porca madonna! Sta puttana! Allora!
Nella fase aurorale del video, si vede un dio benevolo, fedele e compagnone: “cane”. Un po’ di aramaico, in una domanda al nipote, e si arriva ad un altra figura retorica: l’aggiunta rafforzativa dell’ “H” di fronte all’imprecazione. Il nonno domanda se il nipote si senta talmente esperto e qualificato al punto da potersi permettere corsi di aggiornamento, sul taglio del prosciutto, nei suoi confronti. Si chiede come faccia, se sia vero. Alla fine, arresosi, consiglia al nipote di auto eseguirsi un taglio di suddetto affettato. Altro po’ di lingue e una rincuorante bestemmia riferita alla madre delle madri. L’ “allora” finale (altro elemento fiorucciano per eccellenza) dona più speranza per il futuro, più di quanto ne fosse capace la canzone “We are the world” di quel tizio che, in seguito a un forte shock emotivo è diventato bianco dalla paura.
http://www.youtube.com/watch?v=41U_BHUTTZM&feature=related :Mannaggia alla madonna mpèssionata della madonna. E sta fermo dio serpente, e sta fermo è na cudeghèia e sta fermo. Te dico nun me toccà perchè DOPCHEHSEHSDIAVOLOMESSI alla messaccia, PUFTANA MADONNA... Ascolta mòra...E Nun ne SENTITE DIOCANE NENDRè, PORCA PUTTANA MAIALA TROIA DELLA MADONNA. SHTA SIFILITICA. DIO MAIALE, DIO CANE, DI-HO BESTIA.Si sente male veramente de una malattia sul serio seria.Ma va.Dimme te che faresti.
Il nonno ha un tasto (“play”) sulla fronte; nei primi secondi si vede una mano che lo preme. Il nonno parte, fino a che non lo si spegne. All’inizio notiamo una grande figura retorica: “trivialità ambigua degli elementi”. La madonna “mpessionata” ha più significati racchiusi all’interno: è “pensionata” in quanto vecchia e stanca, “impressionata” perché non dotata di stomaco forte e “appassionata” perché, glielo si deve pur concedere, è una che fa le cose con tutto il cuore, mettendo tutta sé stessa nei lavori svolti.
Arriviamo alla “cudegheia” che dovrebbe essere una specie di affettato simile al cotechino che il nonno stava creando in laboratorio per combattere il problema della fame del mondo. Il nonno è morto, portandosi con sé nella tomba questo prezioso segreto che avrebbe cambiato la storia dell’umanità. Si continua con altro aramaico antico e compare una strana frase. Cosa sarà una “messaccia?” Una messa mal celebrata? Parte poi una raffica; il nipote deve aver accidentalmente spinto il tasto “F.Forward” del nonno, accelerando i processi catartici della sacra arte bestemmiatoria. La madonna si è ritrovata con una delle malattie veneree più temute: la sifilide.
Infine offende dio in un climax misericordioso e discendente: si parte dal maiale, si scende verso il livello del cane e si conclude con bestia, cercando di risalire in una parabola ascendete mistica.
Ho riportato anche il testo di ciò che dice la moglie perché, col tempo, è stata quotata, diventando parte integrante dei lavori del nonno; in “a raffica” era quella che, per gasarlo, gli urlava di “farsi sentire”, enfatizzando il tutto con: - Guarda, ci sta fièta che ti ripia, - come a dire: “siamo tutti con te, elevati, sempre più in alto, fino alle stelle”.
Gran finale
http://www.youtube.com/watch?v=Ii_tWTnM99Y Dammi cinquemila euro solo.
È un po’, eh? Dio serpente avvelenato, è ‘lpò. Fatteli da da mammeta no, eh? Dio lupo manajo. Fatteli dà da mammeta no? Nsèi mica orfano. Fatteli dà da loro rio maiale. Lorè, madonna tubercolosa. Che oggi, dio maiale, dio scannato sto porco de Gesù, Giuseppe e Maria co tutti gli angeli in compagnia.
È un cinquemila: per ME.
Purtroppo, essendo questa una versione fuori sincrono, è andata persa la mimica artistica (che oserei definire “espressionistica”) del nonno, la sua rabbia avvelenata e indignata.
Da notare gli occhiali, à la Terminator, dal nonno indossati
Il video parte con del sarcasmo minimalista: 5000€ non sono pochi per la gente comune. Consiglia a suo nipote di farseli dare dalla madre; i genitori di Lorenzo, è vero, sono morti ma quelli adottivi sono vivi e vegeti, pienamente in grado di potergli fornire tale somma insanguinata. Il“Dio lupo manjo” al quale il vate fa riferimento, è “l’uomo nero” degli indiani navajo, carismatico “boogeyman” degli indiani d’America (gli indiani per eccellenza, più di quelli indiani indiani dell’India, terra di Apu e misteri).
Avrete certo notato che ogni volta che il nonno bestemmia, l’attenzione delle persone che lo circondano non viene neanche suscitata; tutti continuano, noncuranti, a svolgere le proprie attività. All’inizio si sente qualcuno (voce off) dire che “è congelato”; molto probabilmente si riferiva al cuore del nonno, in seguito alla richiesta irragionevole e non accontentabile del nipote. Si sente successivamente, in breteastonelissiana indifferenza empatica: - Và a pià a purchetta, - e la moglie che dice che “non si sa chi”, in foto è venuto bene.
Proseguiamo con le ultime quartine immortali del sommo poeta.
Compare un’offesa al Brasile, riguardante un’antica sconfitta ai mondiali. “Rio maiale”; qui il nonno se l’è presa con la capitale, patria di favelas e delinquenza minorile, magistralmente presentata nella pellicola “City of God” ma questa è un’altra storia.
La madonna è tubercolosa; questo già si sapeva. “Che oggi dio maiale”: quel “che” lascia sottintendere che il nonno, per quella giornata, aveva ben altri programmi, completamente diversi dallo stare a sentire il nipote farneticante (indebitatosi con l’usuraio locale, in seguito a un’ingente perdita alle corse dei cavalli).
Il nonno, alla fine, lo avrà salvato?
Ci si avvia alla conclusione, gli “end credits” dove il nonno cita una trinità del tutto personale (Gesù, Giuseppe e Maria) e, per non lasciarli soli (in questo mondo buio e triste), e onorare un pochino tutti quanti lassù, ci schiaffa gli angeli da compagnia; non quelli selvatici ma quelli ammaestrati che difficilmente si rivoltano al padrone.
Il video termina (e, con esso, questo capolavoro di fine millennio) con il ribadimento del concetto che la somma sia “per Lorenzo” e non per un altro venuto dal nulla.
Penso/spero di essere stato esauriente, approfondendo dove la mitica “nonciclopedia” ha peccato (seppur essendo un critica molto più illustre della mia).

martedì 15 gennaio 2008

SE NON TEMI QUESTA POTENZA... COMBATTI!!!






AVVISO: VI STATE APPRESTANDO A LEGGERE UNA PAGINA DI WORD.
UNA MISERA PAGINA; REGOLATEVE


Dopo tanto, posso godere e gioire delle azioni sovversive dei sinistroidi canne, bonghi, bolas, attività ludiche alternative da campo, centrosocialeoccupatoautogestitopropagandisticotrasversalismopaniconomadismoschizzoide.
Da buon figlio di troia contorto che sono, devo ammettere che sono un po’ rammaricato; può essere che ogni azione sociale debba sempre necessariamente essere rivendicata da una fazione politica?
Destra, sinistra, centro, anarchici, comunisti, fascisti; nel 2008 sono cazzate difficili da credersi ancora.
Una volta si credeva in queste cose come tappa buchi.
Come cazzo facevano senza playstation 3?
Ecco il risultato.
… e se per una volta agissimo semplicemente come cittadini esseri umani che si sono abbondantemente rotti i coglioni di sottostare a mere cazzate da due soldi autoimposte dall’alto?
Un “alto” che esiste solo grazie a noi; “alto” inteso come porci in giacca e cravatta ai quali paghiamo (ecco le famose trattenute sulla busta paga dove finiscono) scorte di gorilla, auto blu con champagne (annata 1234 a.C.) e cocaina a montagne.
Ok; dopo la solita digressione, dove puntualmente sottolineo e ribadisco la mia totale indignazione riguardo le scarsissime (e sotto media) dimensioni del mio pene, comincio questo post felice.
Ma secondo voi, il vecchiaccio che assomiglia orribilmente a Max Pezzali e guida il Mazinga zeta, nonostante gli abbiano tolto tutti i punti dalla patente, cosa cazzo si è messo in testa? Governare il mondo, parlandogli con una lingua incomprensibile ai più, essere servito e riverito, non avere la sveglia tassativa al mattino, non gli bastava?
IL PAPA VUOLE ANDARE ALLA SAPIENZA.
C’è una cosa che non quadra.
COSA CAZZO SI è MESSO IN TESTA?
Pensavo avesse inteso che, tutte le persone istruite, che studiano e si informano, siano leggermente al di sopra di cazzate da psicotici del calibro di farsi l’amico immaginario che veglia su di te, ti protegge e ti perdona anche quando hai fatto il criminale di guerra.
PERCHE’ ALLA SAPIENZA?

Sappiamo tutti dell’avversione della chiesa, nei confronti di Galileo e della scienza in generale.
In chiesa pensano che un hippie, nato bianco da famiglia negra, in terra di negri (è questo il vero miracolo della novella verghiana) abbia creato tutto con una bacchetta magica, in sei giorni.
Il settimo è andato all’Ikea.
Anch’Egli, in tutta la sua sconfinata e infallibile onnipotenza possedeva debolezze estetiche.
Vorrei chiedere al papa: - Ma se è veramente come dite voi, perché non prova a buttarsi giù da quella cazzo di finestra dove, ogni domenica si affaccia, a farneticare a quel pubblico di pecore matrixiane?
Se è come dite voi, non dovrebbe schiantarsi al suolo, con le budella, l’intestino fuori dal culo e gli occhi completamente strappati dal loro caro nervo ottico?
Se, per assistere ai comizi del papa si dovesse pagare anche solo 1€, ci sarebbe anche solo la metà degli zoticoni che presenziano regolarmente?
Ok; stavolta post breve… poi non me lo leggete, e che cazzo.
OGNUNO è LIBERO DI FARE E PENSARE CIO’ CHE VUOLE.
SEI NEGRO? SEI FASCISTA? SEI COMUNISTA? SEI COPROFAGO?
SEI QUEL CHE SEI?
SEI LIBERO DI ESSERLO, MA NON DEVI FARLO PESARE AL PROSSIMO.
LA TUA LIBERTA’ FINISCE DOVE COMINCIA QUELLA DI UN ALTRO L’HO SENTITA MILIONI DI VOLTE MA MAI CHE L’ABBIA VISTA RISPETTARE.

martedì 8 gennaio 2008

VISIONATO HALLOWEEN DI ROB ZOMBIE








Dopo queste distruttive (mai così devastanti) vacanze natalizie, fatte di fegati piangenti e romanzi conclusi, ci si ritrova faccia a faccia con il plasma.
Il titolo parla chiaro; sono qui per ammorbare i miei lettori con le lamentele da settantenne pagante, insoddisfatto della visione della pellicola parrocchiale passata dal convento.
Rob… ti prego, non ci abbandonare.
Ok, ci hai dato due film uno meglio dell’altro, erano secoli che non veniva fuori un esordiente pieno di talento al punto da regalarci una grande opera prima e un capolavoro come seconda.
RIGHT; dobbiamo solo inchinarci.
Ieri sera, però, uscendo dal cinema, ho fatto questa considerazione: “House of 1000 corpses” è il remake non ufficiale di “The texas chainsaw massacre” e “The devil’s rejects” è il suo sequel ibridato di western.
…CHE ROB ZOMBIE SIA UN ALTRO TARANTINO, OVVEROSIA UNO SENZA IDEE MA TALENTUOSO NEL PLASMARE PREESISTENTI CONCETTI?
Vi spiego meglio.
Ieri gasato come una bottiglia di diet cocke piena di Mentos indiavolate, sono andato al cinema per “Halloween: the beginning”.
La locandina non l’avevo mai vista; non m’ha ispirato.
Il classico teschio infuocato con dentro dettagli della vicenda, e in primo piano un Michael Myers di spalle con la sua mitica maschera nella mano sinistra.
Va be’; per un attimo smetto di essere il solito figlio della MTV generation e non mi baso sulla copertina “del libro”.
LEGGIAMOLO.
Iniziamo ad andare giù di birra, io e il mio amichetto, visto che la distanza temporale che ci separa dal massacro è di ben 60 minuti tondi; arriviamo sempre in anticipo, vuoi per la nostra maniacale esigenza di posti a norma di CEE, vuoi per il nostro totale fancazzismo perpetuato.
Un quarto d’ora prima che il film cominci, prendiamo altre due birre ma, questa volta, è stata una vicenda strumentale; se ti porti la birra in sala, te la versano nei bicchieroni di carta destinati alle bibite analcoliche alla spina.
Perché?
Perché così avremmo potuto pisciarci, senza doverci allontanare infaustamente dalla sala (come è già successo con altri film; che vi piaccia o no, la birra fa evacuare più di un incendio in un grattacielo).
Dai trailer capisco che sarà un bel 2008 all’insegna dell’horror e non potrei essere più contento.
Ci siamo; il film comincia.
Adrenalina a mille, gioia del fatto che il mitico “main theme” di Halloween non ci sia (scontatamente!!!) e si parte con la carneficina.
Il bambino che interpreta il piccolo Michael Myers è davvero inquietante. La sua forza sta nell’essere una figura completamente androgina.
Ne carne ne pesce.
IPRITO.
Grandi occhi chiari fissi nell’oblio, i capelli biondi dell’anticristo e nessun dettaglio che ti farebbe venir voglia di prenderlo per il culo.
Davvero inquietante.
Vediamo subito la sadica natura del piccoletto quando comincia teneramente a squartare il suo criceto con un puerile bisturi medico.
La famiglia (e te pareva!!!) è disastrata: la madre (quel gran pezzo di madonna di Sheri moon) fa la spogliarellista, la sorella è una zoccoletta con un culo da poster, il patrigno è uno sporco ubriacone che si vuol scopare la figliastra e massacra di botte il figliastro (Michael) pigliandolo per culo di continuo (“Frocetto, frocetto”!!!) e mortificandolo appena può.
Vi chiederete: perché tutto comincia?
La sera di ognissanti, la madre di Michael va a lavorare, il patrigno sta in poltrona ubriaco lercio, dormiente come un cadavere semivivo e la zoccoletta della sorella (atroce motore della catena di montaggio degli eventi), invece di portare il fratellino a fare “trick or treat” (dolcetto o scherzetto un cazzo), come aveva promesso di fronte alla madre, se ne va di sopra a farsi infiocinare da quell’hippie balordo sporco e sudato del ragazzo.
Capito?
Siamo cresciuti con questa figura mastodontica, che ha popolato tutte le nostre notti d’incubi… e se ne viene fuori che era uno sfigato anche lui.
Non mi porti fuori? Mo ti faccio vedere io.
La prima parte è carina; Michael in manicomio e il suo psichiatra (uno spassoso Michael “Alexaranciameccanica” McDowell).
In manicomio avviene un altro truce delitto tramite forchettata su gigulare (tenero Michael) e il nostro piccolo demonietto si è appena conquistato la permanenza, in questo posto ludico, a vita.
Passano 15 anni; l’attore che lo interpreta ora, sarà stato preso da Chernobil; è alto 12 metri e novanta: una cosa spropositata; Denny Trejo (che fa una piccola parte, quella dell’uomo delle pulizie) di fronte a lui scompare, sembrando il nano Semerara (il piccoletto azzannatette di “Zombie Horror”aka “Le notti del terrore”).
Dopo questa parte del manicomio, dal quale ovviamente Mick fuggirà (e si sapeva), ricomincia ne più ne meno, il primo film di Carpenter.
LE MUSICHE SONO LE STESSE IDENTICHE; NIENTE ARRANGIAMENTI.
A me il film non è piaciuto più di tanto; che senso aveva prendere un capolavoro perfetto come quello e rifarlo?
“Hills have eyes” di Alexandre Aja sta diciotto gradini sopra al film di Craven; quello era un remake motivato… ma questo?
Rob l’avrà fatto di sua spontanea volontà o per soldi? Mi devo informare, sta di fatto che la seconda parte è identica all’originale, senza però tensione.
È quello il guaio.
Nell’originale Halloween, Carpenter gettava le basi di quella che poi sarebbe stata la principale caratteristica del suo cinema: L’ORRORE SUGGERITO.
Nei primi film di Carp (questo, Fog, che è il più bello di tutti i primi, e via dicendo) non si vede mai niente.
La storia e semplice e i veri protagonisti sono le musiche, i rumori e le location.
Il primo Halloween faceva cagare sotto tutti dalla paura e ancora adesso ha il suo bel fascino. Guardatelo bene… cosa succede? NIENTE, eppure tiene per 90 minuti lo spettatore fuso tutt’uno con la poltrona.
Rob si è impegnato, addirittura ha usato le stesse identiche location del primo e anche delle inquadrature sono scopiazzate per omaggiare il maestro, ma il risultato è debole.
Guardare per credere; fosse continuato sulla falsariga dei primi trenta minuti sarebbe potuto diventare un film interessante… ma sarebbe come ricreare un capolavoro d’arte; potrebbero dirti: - Bravo, complimenti, bella tecnica.
Ma nulla di più.
ROB TE PREGO, TORNA DA NOI, NUN CE LASSA’.
Nota positiva; gli attori sono quelli dei precedenti lavori di Rob (anche se la maggior parte svolgono qualche piccolo cammeo, nulla più).
Da vedere ma senza pretese… o finireste con l’uscire dalla sala delusi… come è successo a me.

venerdì 21 dicembre 2007

POST NATALIZIO
















Buon natale, figli miei.
We are the world, we are the children.
Se “siamo i bambini”, perché ieri sera stavo al night, ubriaco lercio (e mi sono pure addormentato) ?
Il night, per chi non lo sapesse, è come un McDonald (di qualche paese dell’est, vista la varietà di carne proveniente da suddette nazioni).
L’unica differenza che intercorre tra i due, miei piccoli “no global” che non disdegnano, di tanto in tanto, un noleggio da Blockbuster, è che al night, il corrispondente di un Big Mac menu, costa dai trecento euro in su.
Non scherzo.
Siamo entrati barcollando, come patetici esseri della notte che, per vedere un po’ di fica, hanno bisogno di spendere venti euro.
Poesia economica.
I buttafuori sono sempre pelati e muscolosi; con un buttafuori con i capelli, la situazione potrebbe essere diversa, ma questo non è l’argomento del post.
L’argomento è… non lo so’; scrivo perché la tristezza che mi ha divorato in quel posto di merda, è arrivata nel midollo spinale infangandolo, e travolgendo quel poco che andava bene dentro di me.
Al night (oh,cazzo, non sono abituato ad andare in ‘sti posti!!!), ogni uomo ha la fede al dito.
È una sorta di mantra/talismano portafortuna.
Hai una famiglia che ti ama.
Splendidi bambini e una vita soddisfacente (o più probabilmente è il contrario); mentre ti fai fare una sega, da una che potrebbe essere tua nipote…
Serve a non farti sentire in colpa.
È un gesto che ammiro, roba del calibro di: - Ok, ti do’ il malloppo (pari a tutta la tredicesima),
succhia bene, ingoia come se fosse il nettare degli dèi, ma non farti venire strane idee, eh!?!?!?! Sono un uomo sposato; niente complicazioni sentimentali, ok baby?
… e ancora non capisco perché dei cantanti italiani si ostinano a dire “bèibe”.
Siamo l’unico paese al mondo che, porco dio, ancora non ha imparato l’inglese; in tutto il globo l’inglese lo si conosce meglio della “lingua madre”.
Da noi, la lingua madre è il russo… anche se non lo parliamo.
A me, le donne magre, statuarie e zoccole, non tirano molto.
Sì, sono belle da vedere e rispettano tutti i canoni di bellezza CEE che la tv ci ha insegnato ad amare, ma non è roba per me.
Prefazione; non sono uno di quelli che si arrapa soltanto se gli cagano in bocca (poco ci manca!!!), ma vedere quella carne da macello, sculettante a pagamento, mi mette tristezza.
Le luci del night hanno del marcio incorporato.
Tutti vanno lì come se fosse una cosa epica, da tramandare ai posteri. Gasati, felici, pompati, entrano come a dire
“cazzo, stasera gli faccio vedere io alle zoccole di ‘sti paesi comunisti, come si mangia la pastiasciutta”.
Si siedono, si guardano intorno, come avvoltoi di memoria waltdisneyiana, puntano la preda, si gonfiano e…
Pagano.
Col denaro, tutti abbiamo il cazzo grosso, gonfio di vita.
La zoccola arriva, ti seduce con lo sguardo, ti dice qualcosa, sgrammaticando in maniera grottesca, ed è fatta.
È tua man; respect, muthafacca!!!
… ora anche tu sei entrato nel fantastico mondo del gangsta rap.
Bastano poche centinaia di euri.
“Euri”, per chi non lo sapesse, è un neologismo che sta ad indicare il plurale del sostantivo “euro”. Siamo in Europa, ok!!, ma a me sembra che il fulcro di tutto siano la Russia e la Romania.
In Romania ci stanno gli zingari; ci hanno dato Vlad Tepes III (al secolo “Dracula”) e i Gipsy King, immancabile colonna sonora di ogni capodanno che si rispetti (con trenino e cotechino con le lenticchie etc etc).
In poche parole: un contributo, degno di un cesto di affettati e bottiglie di svariata natura, da regalare sotto le feste che, guarda caso, stiamo per subire/sorbirci.
La Russia ci ha dato Lenin, Stalin, Rasputin e il quarto cugino di campagna, del quale non ricordo il nome (mi pare quello con la parrucca cotonato/bionda) ma non disperate; provvederò a colmare tale terribile lacuna.
Un privè costa parecchio (e non è manco sicuro che ti fanno smanettare liberamente).
Autoerotismo un cazzo; farsi una sega è come pugnalarsi senza lama (per chi non lo sapesse, il “lama” è un mammifero tagliente, frutto della mente perversa di quelli della Gillette (e le lamette (cuccioli femminili del lama) “Mach3” tagliano pure la croce di Cristo).
Non so’ se le parentesi dentro le parentesi si possono fare; saranno corrette grammaticalmente?
Boh, ma se puoi spenderti lo stipendio per entrare dentro alla corrispondente (dell’est) di tua nipote, che vuoi che siano due grafemi dentro un altro agglomerato di grafemi?
Puzza di più l’ombelico o il buco del culo?
… e la gente, quando va dai maghi, si ostina a chiedere fortunamorelavoro.
Gli interessa veramente?
Secondo me no; è solo un passatempo tra una scopata e l’altra.
Perché tutto questo accanimento?
Perché porco dio siamo una nazione di analfabeti che campa di rendita e stiamo a fere i megalomani; Sì, se non ci fosse stato il "rinascimento", i turisti non sarebbero venuti a portarci soldi.
Immaginate una bomba nucleare su Roma e Firenze (pari alla distruzione di tutto il nostro “patrimonio culturale”).
Ci ritroveremmo senza entrate.
Nel giro di due anni ci sperpereremmo tutto il malloppo.
... e ci ritroveremo in Senegal, a vendere i Cd fuori dalla Coop (che da loro si chiamo “Goob”)
Nella convinzione comune, i negri parlano come se fossero dei raffreddati perenni.
“Negri”.
Sì, avete capito bene.
E se mi date del “razzista” sparatevi.
“Negro” deriva dall’aggettivo “negroide”.
“Nero” è razzista; “negro” è diventato razzista da quando Mtv ha cominciato a mandare in onda i video di 50Cents e Puff daddy.
Quello si che è nero; ho sconfinato.
Fuck you muthafacca.
Ok, smetto di scrivere; i miei lettori vogliono tutto e subito.
… ora che ci penso… invece di perdere tempo a leggere ‘ste cazzate, perché non ve ne andate al night pure voi?
Perfetto; ora pubblico la mia immortale storia di natale, il mio “canto di natale” dickensiano, happy refrain di ogni natale che si rispetti.
Lo inserisco; se lo leggete bene… sennò buon natale lo stesso.
Vado a farmi un paio di tiri di trielina… ci avete mai fatto caso che, se tiri la trielina birettificata scoreggi il doppio di quando tiri quella pura???
Mistero della fede; annunciamo la tua morte signore.
Proclamiamo la tua resurrezione.
Nell’attesa della tua venuta.

A pagamento


SANTO NATAL

Adoro il Santo Natale, Cristiddio.
Chi non lo ama?
Fino a qualche anno fa pensavo cose molto tristi e negative riguardo a questa meravigliosa e secolare festa. Ci sono bambini, nei paesi sottosviluppati, ai quali uno non si sentirebbe di raccontare roba tipo “alla cena di natale ho mangiato fino a scoppiare”.
Quei poveri stronzetti non mangiano neanche metà cenone in un anno intero.
Solevo anche riflettere su babbo natale; il natale o parte di sé, muore con la scoperta di una delle più dolci e tristi bugie, raccontate dai genitori ai propri figli.
Uno si impegna a fare il buono tutto l’anno, sa che babbo natale porterà tutto quello segnato sulla lista.
Poi un giorno ti svegli, e i tuoi genitori dicono di doverti parlare.
Alcuni la prendono alla larga.
Altri “
babbo natale siamo io e la mamma”.
Figli di puttana senza cuore.
Dopo questa cosa vergognosa, l’unico dettaglio rimasto a bruciare, nell’ormai affievolito fuoco del natale, sono le vacanze scolastiche.
Inizia la scuola, a settembre.
Come ci si fa forza?
Ci si proietta a tre mesi dopo, il periodo delle vacanze (già non è più il “periodo di natale”).
Finita la scuola, il disastro è completo, il fuoco si spegne sotto una doccia gelata, apri gli occhi e
“benvenuto nel regno delle responsabilità, benvenuto nel mondo degli adulti”.
In base alla professione svolta, si ha diritto a delle ferie.
Se fai il cameriere, col cazzo che Natale lo passi a casa.
Natale lo passi a sorridere a gente a spasso.
“Prego”, “grazie”, “non c’è di che”: grazie a voi, patetici stronzi, il natale lo passo da servo ma con i due euro guadagnati, potrò scolarmi una buona bottiglia per dimenticare questa sudditanza di merda, e ad ogni brindisi, una macabra dedica nei Vostri signorili confronti.
Vi venga un tumore, vi venisse un intossicazione alimentare, possiate andare a sbattere contro una madre con la carrozzina, e possa morire solo il bambino, e all’alcool test lo sbirro pronunziasse le fatidiche parole: - Signore, col suo alito potrebbe andare a Taiwan a gonfiare i palloni, nonostante sia un compito TASSATIVAMENTE riservato ai bambini di età inferiore ai tre anni - .
E si torna sempre a fare i conti coi paesi sottosviluppati
Controlla il dizionario: paesi dimenticati.
Dunque, non c’è speranza; passi per strada, facce sorridenti, musica ovunque e neanche un briciolo di quella gioia e quell’atmosfera di quando aspettavi il momento in cui scartavi i regali sotto l’albero, con la coda dell’occhio scrutavi i genitori sorridenti e stavi attento a non tradire nessuna emozione, perché eri grande e i grandi non sorridono per le sciocchezze come quelle.
Tutt’al più, i grandi bestemmiano e picchiano i bambini, che pesano solo venti chili.
Per le partite alla tv.
Quello che voglio fare quest’anno è molto semplice: voglio ritrovare l’allegria e lo spirito perduto dei natali passati, un po’ come in “Canto di natale” di Dickens.
Per far cambiare idea a quell’emerita testa di cazzo di Scroodge, ci sono voluti tre fantasmi per farlo cagare addosso.
Scroodge era il capo avido, era vecchio e viveva solo.
Il suo impiegato no.
Voleva metterlo in culo a quell’uomo, che non desiderava altro che tornare a casa, mangiare come un porco, mettere il Valium nei bicchieri dei figli, aspettare che il medicinale facesse effetto e pomparsi la moglie fino all’ora in cui il sole fosse sorto (e l’effetto del farmaco finito).

Non mi abbottono il cappotto, vista l’abolizione dell’inverno da parte del buco nell’ozono, un buco grosso come quello che la gente comune si ritrova nel cervello. Esco di casa e dalla porta dell’appartamento di fronte al mio, si ode un cd di sacri canti di natale… sottofondo alle bestemmie e ai pugni, scagliati ripetutamente in maniera ossessiva, sul muro.
È il mio vicino e sta maledicendo Dio e suo figlio che “ha rotto i coglioni con quella cazzo di musica di merda e se non si sbriga a fare i compiti si toglie la cinta”.
Questa è la vera atmosfera, lo spirito giusto per apprestarsi a trascorrere le sante feste.
Scendo le scale e noto dei fantastici componimenti di arte moderna sul muro.
“Sangue rancido dal naso su marmo”.
Diciotto per dieci.
Il catarro deve provenire da dei bronchi in avanzato stato di decomposizione.
- Ma che fai, sei scemo? Non vedi che ho dato lo straccio? Mi sono proprio rotta i coglioni di fare le scale, pare che vi mettete d’accordo per non farmi finire mai, - gracchia la simpatica nonnina natalizia del primo piano.
- Mi scusi e buon natale, - rispondo.
Anche al bar sotto casa, natale è una festa importante, che non va presa tanto alla leggera.
“Natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi”.
A pensarci bene, non sono dei trasgressori, mica è detto che la "famiglia" debbano essere necessariamente “la moglie e i figli”.
C’è anche la famiglia del bar.
Con chi si passa il Natale?
Si passa con la famiglia
; sulla carta costituzionale dei “patti lateranensi”, non è specificato “quale famiglia”, (ndr.).
Qual’ è l’attività principale della santa festa?
Mangiare
.
A parte il divieto di consumo di carne, tuttavia, non viene specificato quali tipi di pesce la Bibbia proibisca di friggere, (ndr).
Cosa si fa dopo la Cena?
Si gioca coi parenti.

La sopracitata costituzione, non specifica “quali parenti” o “quali giochi”, (ndr.).
In poche parole: un allegra banda
(famiglia)
di persone di tutte le età, pronte a passare un “non conventional christmas”, come recita la pubblicità di una nota ditta di bigiotteria per ragazzine sceme.
Un cane mi si struscia sulle gambe e vorrei tanto dargli un osso, ma se lui lo mangiasse, i ben pensanti mi fulminerebbero.
Il mio quartiere è pieno di cani randagi. Nessuno li vuole, tutti li detestano.
Controlla sul vocabolario: “carità cristiana”
Controlla sul vocabolario: “fare delle offerte ai poveri”
Controlla sul vocabolario: “elemosina”
Baldanzoso, mi sto dirigendo a casa di Filippo, per l’ ”aperitivo della vigilia”. Questa è una tradizione nata molti anni fa, sgorgata dal bisogno di doversi sballare e nutrire, prima che le sopracitate cose avvengano.
Odiamo il pesce sotto qualsiasi forma esso si manifesti.
Non giochiamo a tombola.
Avremo pure il diritto di nutrirci e divertirci, durante la notte più lunga dell’anno, no?!?
Abbiamo il diritto/dovere di uscirne illesi.
Non è colpa nostra.
- Pronto, allora? - , mi fa Filippo, battendo le mani. Ha gli occhi lucidi, deve aver cominciato senza di me. È un ragazzo molto sensibile. Lo so: stasera soffrirà più lui che io.
Controlla sul vocabolario: “catarsi”
Controlla sul vocabolario: “autopunizione premeditata”
Controlla sul vocabolario: “ischemia cerebrale”
Controlla sul vocabolario: “stato comatoso neurovegetativo”
Controlla sul vocabolario:
“rimozione del soggetto”
- Anche quest’anno è giunto il santo Natale, - recito con una voce che dovrebbe essere quella del “fu” babbo natale. - Cosa ti ha portato babbo natale? - , svaccando tutto; Babbo Natale sono io, e se non so “io”, che cazzo gli ho portato, devo essere proprio fulminato.
- Un atrofia sulla punta del prepuzio - .
Controlla sul vocabolario: “alta sensibilità”
Controlla sul vocabolario: “psicosomatico”
Controlla sul vocabolario: “
neuroni indipendenti”
- Te l’avevo detto che, se non ti davi una calmata, finiva in merda. Tanto è stato, - lo ammonisco. Nel cuore ho il senso di gioia/vittoria, provato da tutti quelli che sono in condizione di dire, o almeno pensare, “Te l’avevo detto!!!”.
Un modo sintetico per dimostrare al prossimo i propri poteri di preveggenza.
Questa è la parola magica.
- Penso proprio che sarà un natale meno più meglio degli altri, - sgrammatica l’ignorante.
- Non si dice “più meglio" - .
Controlla sul vocabolario: “te l’avevo detto”.
L’ho solo pensato, non gliel’ho detto.
- Dai, su, non ti scoraggiare, - gli abbono, come se lo stronzo col pisello da buttare, fossi io. - Siamo noi, a farci troppi problemi. Siamo noi, a far camminare il cervello, - in realtà lo sto dicendo a me stesso per convincermi. - Quanto dura tutto? Non più di qualche ora. Adesso ce ne andiamo tranquillamente in prognosi riservata con queste magnifiche flebo, - agitando le boccette di liquore che ho in tasca, - Dopodiché saremo in grado di affrontare il demone del parentado, ok?
Ok.
Al quindicesimo campioncino, la realtà comincia a fluttuare, come se vivessimo nell’ampolla del pesciolino rosso che, anno dopo anno, abbiamo vinto al luna park.
E poi e morto.
Certo non di cirrosi epatica
Controlla sul vocabolario: “ulcera perforante”
Controlla sul vocabolario: “delirium tremens”
Controlla sul vocabolario: “dialisi”
- Ho avuto una visione, - sussurro come lo sciamano dei sofficini Findus.
- Dobbiamo compiere una buona azione, è pur sempre natale, no? Mi sistemo le basette: - Tutto quello che i randagi di questo quartiere ci chiedono, è solo una scintilla, una piccola scintilla che doni loro coraggio - . Le parole che sembrano, all’incirca, uscire dalla bocca di Filippo sono: - Ghe cazzo dici, broprio non di capisco quando stai di fuori - .
Sciatto pagano senza coglioni.
Dall’alto del trono del mio sapere, continuo il discorso interrotto: - I randagi non vincono perché non sono uniti. Hanno bisogno di un leader che li conduca al palazzo della libertà, - e sorprendo Filippo accasciato al suolo.
- Dobbiamo fare insorgere i cani, dobbiamo farli impazzire. Solo così, potranno farsi valere, dopo anni di fame e schiavitù, - ed è qui che Filippo comincia a collassare producendo, ai lati della bocca, della schiuma da Tennent’s 0,5 alla spina. - Eecome pensi di fare, li dici:
impazìte, fàte casìno?
In un'altra circostanza, lo avrei fatto impazzire io, ripetendo all’infinito
“Come? Non ti capisco non ti capisco non ti capisco non ti capisco non ti capisco”.
Non è il momento.
Controlla sul vocabolario
: “incomprensione”
Controlla sul vocabolario. “autolesionismo”
Controlla sul vocabolario: “ignoranza”
Senza spiegare, a chi non vuol capire, qual è il mio piano, prendo di peso il mio amico alcolizzato e lo trascino alla fontanella dove lo faccio rinvenire con dell’acqua ghiacciata come i monti da cui proviene. Lo obbligo ad effettuare gargarismi degni di una lavatrice all’ultimo grido e gli dico: - Adesso vieni con me, non una domanda e stai al gioco. Ci penso io.
Già, ci penso io.
Controlla sul vocabolario: “training autogeno”
Controlla sul vocabolario: “programma formativo per manager”
Controlla sul vocabolario: “megalomania da parrocchia”
Din don, faccio fare al campanello, con la forza di una sola falange.
Dio, che bella la tecnologia.
Dallo spioncino si vede l’occhio dell’anziana signora Cervantes. Ci ragguaglia sulla propria situazione economica, aggiungendo che non le serve niente.
L’enciclopedia ce l’ha già.
Le dico che siamo soltanto un coro di natale, giriamo di casa in casa per esibirci.
Cede e ci apre. Potrei spaccarle la testa con un martello, come si sente al telegiornale, e rischiare l’ergastolo per 50 € di pensione.
Controlla sul vocabolario: “vandalismo indotto da tossicodipendenza latente”
Controlla sul vocabolario:
“gioventù allo sbando”
Controlla sul vocabolario: “coro natalizio formato da due persone”
Non è nelle mie intenzioni fare del male a qualcuno.
Almeno per adesso.
Ci esibiamo in due classici natalizi, che la signora applaude e ci fa sedere per una tazza di tè.
Questo volevo, entrare in casa.
La signora va in cucina a mettere il bollitoresul fornello. Mi dirigo alla vetrina degli alcolici.
Vi siete mai chiesti come mai i vecchi, astemi e non, abbiano una vetrinetta che vanta immancabili presenze super alcoliche del calibro di “Vat 45” “Creola Baldoni” e l’intramontabile bevanda “spiritosa” alias Varnelli, quando a casa, un ubriacone come me, non possiede neanche la coca cola?
Io sì.
Sbrigandomi, mi riempio il gargarozzo con metà bottiglia di Varnelli.
Filippo è in stato comatoso sul divano.
Sospiro, cercando di trattenere un potente conato di vomito all’anice e vado al citofono. - Bravi, bravi. Siete stati davvero bravi, - ci sorride la signora. - I giovani di oggi non se ne importano del natale e delle tradizioni. Sto per risponderle “verissimo”, quando Filippo emana del gas dal di dietro, quasi mandando in fumo la nostra copertura.
- Il tuo amico, come hai detto che si chiama?
- Filippo, - e non l’ho mai detto.
-… che cosa gli è successo?
Più scale un musicista conosce, meglio improvvisa.
- Siamo studenti e non abbiamo i genitori. Sono morti, - azzardo.
La signora mi si avvicina, gli occhi umidi dalla tristezza.
Proseguo per la mia strada.
- I miei e i suoi erano amici, sin dall’infanzia. Sono andati sempre a scuola, tutti insieme. Mio padre, mia madre, suo padre e sua madre. Fecero anche la prima comunione insieme, e si sposarono lo stesso giorno, nella stessa chiesa. Andarono a vedere, sempre insieme, dei mobili per arredare la nuova casa. La ditta prometteva, a chiunque spendeva oltre le trecento mila lire, un giro sull’elicottero aziendale. Dopo cinque minuti, inspiegabilmente, il carburante finì, facendo precipitare l’elicottero, e arrostendo le nostre due famiglie, più un pilota aziendale.
Controlla sul vocabolario: “onora il padre e la madre”.
- Così dobbiamo lavorare per pagarci i corsi universitari. Lavoriamo in una torre di controllo e passiamo le notti ad osservare dei radar. Filippo non dorme a sufficienza da un mese, fa anche del volontariato alla “Caritas”, e ora si trova così come lo vede. La signora si alza e mi abbraccia. Mette mano al portafoglio e mi elargisce una banconota da euro venti, consigliandomi di non essere imbarazzato, “me li merito”. Accetto, sentendo un po’ di disagio, subito svanito nel pensiero di una bottiglia di scotch reale, non quello schifo dei discount.
Controlla sul vocabolario:
“Master John’s”
Controlla sul vocabolario: “Old country”
Controlla sul vocabolario: “nomi nostalgici da patrioti irlandesi alcolizzati”.
Alzare dal divano lo stronzo, non è facile; riusciamo comunque a telare via.
Nell’appartamento a fianco, ci apre questa simpatica signora.
- Vi ho sentiti cantare prima. Avete delle belle voci, anche se il tuo amico qui, mi sembra un po’ su di giri, - mi fa, indicando Filippo che ammicca un sorriso da foto ricordo per la lapide.
La performance è la stessa, il compenso un po’ meno. Per entrare, mi invento che adoro visitare le case; sto facendo una ricerca, per l’università, sulle
case popolari comparate a dimore storiche settecentesche appartenute a divi del cinema muto.
La signora abbocca e posso portare a termine la mia missione anche qui in casa Sapori.
Controlla sul vocabolario: “cognomi italo americani in Abruzzo”
Controlla sul vocabolario: “veridicità nazionale”
Abbiamo ancora molte case da visitare; in questo palazzo abbiamo finito.
Le case nelle quali dobbiamo ancora portare il nostro mirabolante show, altro non sono che quelle poste sul perimetro della piazza.
Il tempo per un goccio lo trovo, così andiamo al bar.
Ricordate?
Il bar della “grande famiglia speciale”.
Intanto Filippo si è ripreso; ora la recita può andare avanti senza intoppi.
Astro del ciel, pargol divin, e un'altra casa è fatta.
Per strada già si odono i frutti del mio piano.
Ora, ad aprire è un uomo sulla cinquantina, brizzolato e muscoloso.
Avete presente il padre palestrato/sinistro del timido ragazzo membro dei Wanderers?
Quello lì.
- Io non so cosa cazzo vi siete messi in testa, ma non azzardatevi a cantarmi qui sul pianerottolo, - proprio come nel film. - Ci scusi, signore. Noi non vogliamo soldi, - e mi pento per aver detto la tipica frase di chi è in cerca di gente da rigirare come un calzino. Arriccia il labbro, sta per esplodere: - Quindi che cazzo volete?
Tento un percorso oscuro e tortuoso.
C’è una teoria, la Mia, che dice:
“quando sei nella ragione, o vuoi averla a tutti i costi anche se non ce l’hai, sii invadente, strafottente, e fai pesare agli altri il tuo immaginario passato triste e torrido, facendoti strada, a furia di insulti, nel cuore della gente”.
Inizio: - Senta, noi siamo qua, fa freddo, - (ci saranno trenta gradi!!!), -… senza una casa, senza una famiglia da cui tornare, senza una tavola alla quale sederci e deliziosi pranzi gustare, - per poi venire interrotto bruscamente: - Checcazzo vuoi dire, siete venuti qui a chiedermi se vi posso ospitare a cena, insieme alla mia famiglia? Inquadrato il quoziente intellettivo nullo, zero al quoto, di questo orango palestrato pronto a pestare qualsiasi cosa respiri, camminando sul filo del rasoio con le piante dei piedi imburrate, azzardo l’ultima stronzata, quella decisiva, che forse mi salverà dall’imminente pestaggio.
- Dovevo soltanto andare al bagno -
- E hai montato tutto questo cazzo di casino solo per andare a pisciare?
- Sì, anche se la storia è vera.
- Entra, poi subito fuori dalle palle.
L’appartamento è un tempio del fitness: medaglie, coppe e poster di divi del body building e del pugilato. Sento una mano grande come una pala sulla spalla.
- Aspetta, - dice la voce.
Mi squadra, soffermandosi sui pettorali e le braccia.
- Quanto alzi alla panca?
- E’ già tanto se, una volta che mi ci sono sdraiato, riesco a risollevarmi.
- Non è la risposta che volevo sentire.
Odore di guai, odore di ormoni.
- Non mi piaci, comincio a pentirmi di averti fatto entrare. Senti un po’, - cominciando ad accarezzare in maniera inquietante, uno dei mille manubri sparsi in giro per la stanza, - adesso mi fai vedere quanto riesci a sollevare, e poi potrai andare al bagno.
Mi sono messo nella merda.
Tento un approccio diplomatico: - Non posso. Ero un patito del body building, - mettendomi eretto come un palo, come a voler accentuare un fisico mai avuto. - Un giorno, in palestra stavo alzando, proprio alla panca, cento venti chili. Ho sentito come uno strappo proprio quì, - battendomi un pugno sullo sterno, - e se non era per il mio compagno che mi stava seguendo, sarei morto col collo spezzato dal pesantissimo bilanciere, all’epoca, poco più che una manciata di piume, per me.
In silenzio sepolcrale, il sangue si ferma nelle vene, forse l’ho convinto.
- E che cazzo era successo?
Oddio, che mi invento?
Faccio mente locale, entro nel mio vocabolario medico mentale, della lunghezza di sei righe circa, e me ne esco: - Insufficienza di acido adenosintrifosforico.
Speriamo che non sia uno di quei palestrati che hanno l’impudenza e la presunzione di informarsi sugli effetti che hanno tutti quegli sforzi sovrumani… sul corpo umano.
Tace.
Col braccio destro indica la via del bagno.
Non mi segue più come un segugio.
Missione compiuta.
Altra casa altre cose.
“jingle bells, jingle bells, jingle all the way, oh what fun it is to ride in a one horse open slaight”…poi l’assurdo.
- Entrate, cari.
Quella che ho davanti, è una delle più belle donne mai viste.
Zoccole televisive comprese.
Alta all’incirca un metro e settanta, capelli neri come la notte più splendente della storia del creato.
E il sorriso, la sua luna.
La mia.
Entriamo sbalorditi, Filippo è concentrato come salsa di pomodoro in tubetto.
L’appartamento è simile ad una di quelle ville settecentesche di cui millantavo poco fa, annoverandola tra le mie ricerche universitarie virtuali. - Prego, sedetevi, - ci fa il serafino incarnato.
Controlla sul vocabolario: “te l’avevo detto”.
Non capisco; una così bella ragazza, non può vivere da sola, è anticostituzionale.
Infatti…
L’uomo comparso magicamente sulla soglia che divide il soggiorno, dal resto dell’appartamento vittoriano è, (fa che sia il padre!) un uomo di media statura, leggermente stempiato, capelli neri, occhi fieri ma benevoli, vestito in maniera impeccabile.
Il sosia di Daniel Craig (quando compirà sessant’anni).
C’è un attimo di silenzio, cerco di non guardarmi troppo intorno, potrei dare l’idea di un ladro che si intrufola, come gli zingari, a casa della gente.
- Ciao, ragazzi. Io sono Samuele, e lei è Babele.
Non per creare pregiudizi, ma la gonna blu a pari di ginocchio di Babele…no, voglio dargli una possibilità.
- … mia moglie. Prego, accomodatevi.
Ho inteso; è guerra sia.
Si siede, negli occhi lo sguardo di chi la sa lunga, le movenze decise che ti insegnano al corso “lava cervello” svolto durante le adunanze.
Cento a uno questi sono testimoni di Geova.
Siamo qui perché lo ha voluto il destino.
Siamo qui per capire la verità.
Mi trasformo nel Dio Marte.
- Ho sentito che intonavate dei “classici” canti di natale, - e sulla parola “classici” reprime un risolino saccente del cazzo, da professore di Teologia Vaticana. Cerco di rimanere impassibile, Babele comincia a sembrarmi più un’esca, anziché un essere umano. Così bella solo per poter abbindolare, ai ragazzi, l’idea che un giorno, in paradiso (sulla terra!!!) i leoni giocheranno coi bambini.
- E’ natale, giusto? - fa lui ancora più spavaldo.
Sono contento che Filippo non apra mai bocca, il ruolo di suppellettile gli si addice.
Controlla sul vocabolario: “automa”
Controlla sul vocabolario: “
soprammobile”
- Perché devo aver bisogno di aspettare “natale”, per poter dimostrare ai miei cari quanto tenga a loro, facendogli dei doni? Tutto l’anno, è buono per fare dei regali. Nessuno ve lo impedisce. Fa una pausa e io lo metto a suo agio, facendo trapelare dal mio sguardo, come della comprensione e dell’insicurezza nei “banali dogmi” con i quali sono cresciuto, torta di compleanno dopo torta di compleanno…
Pagana.
Ok, ora crede di avermi in pugno ma voglio divertirmi un altro pochino.
- Signore, - sfotto dal basso della mia giovine età, - Ha ragione. Perché cedere alla consumistica e banale tradizione volgare di donare, ai propri affetti, scontati gingilli di vanità, - e quasi stavo per tradirmi, tirando fuori un aggettivo tabù come “pagana”.
Non posso farmi scoprire, devo fargli abbassare la guardia, farlo stancare e poi metterlo nell’angolino.
- Quale religione professi?
Cazzo, arriva subito al sodo. Di solito i suoi colleghi, che ti vengono a svegliare alle sette e mezza di domenica mattina, ci girano intorno molto più a lungo.
Sparo la fatidica carta, quella che gli darà il via libera per stuprare il mio “cervellino da giovine” come meglio vuole.
- SONO ATEO.
A-T-E-O, mica cazzi.
È diventato uno scontro di calcio.
Sono cristiano non praticante; in questa situazione mi trasformo in un hooligan della curva nord del Jerusalem football club.
Azzardo: - Però mi sono sempre fatto un sacco di domande su molti argomenti riguardanti le religioni, - sto vincendo (inizia ad essere mio) : - Ad esempio: i vostri comandamenti sono uguali ai nostri? - facendo tremare la voce, denotando insicurezza da interrogazione dove non si è studiato assolutamente.
Sorride: - Sì, i comandamenti sono identici, però la vostra Bibbia non è l’ originale. Sto bruciando come una fiamma ossidrica su metallo: - In che senso? - rispondo, mettendomi a sedere in perfetta posizione eretta, da studente di aramaico antico. Tamburellando con le dita sul poggia gomiti della poltrona, mi illumina: - Nelle nostre sacre scritture, ci sono dei particolari omessi dalle vostre, in quanto alla chiesa facevano e fanno scomodo.
Vittoria! A vedere le sue movenze, l’ho messo a disagio, iniziando a percorrere sentieri oscuri.
Dico: - Quali?
Abbassando la guardia risponde: - Molti. La salvezza è soltanto nel regno di Geova, - che vuol dire che non sa più che cazzo si deve inventare.
Delle ricerche molto accurate, hanno dimostrato che il novanta percento degli aderenti a questa setta da due soldi, non sono altro che ignoranti ad alti livelli, convertitisi al testimonidigeovaismo(.com), in un momento di forte dolore. Molti non hanno superato la terza media; non che il titolo di studio faccia la differenza, ma qui da noi, se sai qualcosa. è perché sei stato obbligato a marchiartelo a fuoco nel cervello, durante le ore di scuola, badate, non per cultura personale ma soltanto per moda.
Che te ne fai di una cultura quando hai Sky?
Così li fanno vestire in giacca e cravatta (le donne con gonne da festival della birra bavarese), e li mandano casa per casa a predicare un verbo di cui non sanno niente… manco sapranno “i verbi” in generale. Così, ad ogni domanda specifica, come quella che ho appena fatto, la risposta, esplicita, o sottintesa, è: ”E’ COSI’ PERCHE’ E’ COSI’”.
Provate a negarlo; vi sarà capitato almeno una volta nella vita…
Parto deciso, dall’alto della mia cattedra filo teologica conseguita presso la Sorbona di Ripatransone: - Dunque, lei mi sta dicendo che, per secoli e secoli ogni singolo foglio della vostra bibbia è rimasto insieme ai suoi fratellini cartacei, senza perdere un briciolo della propria originalità? Può essere che neanche un misero fogliettino sia andato perduto o sostituito durante spostamenti o che so io?
- Sì -
- Allora devo presumere che all’epoca avevate già i floppy disk.
Ha iniziato a sudare, ha abbassato la guardia e finito le cartucce al suo MK47 mistico.
- Sei per caso venuto qui per insultare?
- Veramente pensavo fosse stato lei ad invitarmi ad entrare. È solo che non ci vedo molto chiaro. Capto che vorrebbe interrompere subito la conversazione; orami è obbligato dal sacro vincolo della “Torre di guardia” a continuare.
Vedi anche: “Svegliatevi”
- Su cosa? - fa lui.
- Beh, stavamo parlando dei comandamenti e lei ha deviato il discorso su “questa religione è meglio di quest’altra.
Non sa più che dire.
- Non le sembra che ci sia qualcosa di strano in “Non desiderare la roba d’altri”e “Non desiderare la donna d’altri?”. Non le sembra un comandamento troppo dettagliato? Allora avrebbero dovuto scrivere milioni di comandamenti per regolare ogni singolo caso giuridico/teologico: “Non desiderare il cane di Saul, oppure “Non desiderare l’odalisca di Nabucodonosor e così via…per non parlare dei comandamenti “baby”, riservati ai più piccini. “Non desiderare la bicicletta di Mauro”o” non desiderare il Liquidator di Luigino”. Il punto è che il comandamento mancante è “non adorare false icone”. Mi alzo in piedi, sembro Orson Welles nel finale della signora di Shangai (un giustiziere onnipotente).
Indico, come un avvocato in aula di tribunale, nel momento della massima auto celebrazione, il crocifisso affisso alla parete.
- Quello, cos’è ? È una preziosa reliquia scesa dal cielo per portarle fortuna? Lei si deve inginocchiare innanzi ad essa e pentirsi? Di cosa? Quella lì è la creazione di un artigiano, non di Dio o chi che sia. Lei l’ha pagata del denaro. Quel denaro è andato alla Unicef for Jerusalem? No…forse quell’artigiano, con i soldi ricavati da quel terribile gingillo terrestre, c’è andato a puttane, nonostante abbia moglie e figli, di cui, uno affetto da carcinoma vissinticus, e l’atro nato con un caso terminale di osteoporosi babtica.
Adoro inventarmi paroloni, di fronte a dei cazzo di ignoranti che si sentono in dovere
(diritto)
di insegnare agli altri, quando loro stessi sono i primi a non sapere.
Babele è corsa in un'altra stanza, distrutta dai singhiozzi. Samuele (il Sig.) rosso in faccia, ci caccia fuori, sparandoci addosso che i giovani di oggi sono “
degli ignoranti senza dio e senza rispetto per nessuno”.
Gli ignoranti siamo noi…
Missione compiuta egualmente.
Altra tappa al bar, mi sento carico ed energico.
Forse lo spirito del natale mi ha conferito dei poteri da ridimensionatore di esseri umani…un guerriero natalizio.
Altro inaspettato.
- Ti rendi conto delle cazzate che hai sparato?
Uscendo dal coma, Filippo mi allieta con la sua presenza. Cominciavo a preoccuparmi, pensavo che fosse davvero riuscito a staccarsi la spina del cervello.
- Neanche voglio risponderti… piuttosto, continua il tuo lavoro.
- E quale sarebbe il “mio lavoro”?
Controlla sul vocabolario: “suppellettile”
Controlla sul vocabolario: “statua d’argilla”
Controlla sul vocabolario: “guardia svizzera”
Controlla sul vocabolario:
“Filippo”
Non rispondo; gli do una pacca sulla spalla, dicendogli che lo sto prendendo per il culo.
Guardo l’orologio; inizio ad avere il cervello sovraccarico. A furia di interpretare tutti quei personaggi ( l’orfano sfigato, il ragazzo del coro natalizio, il palestrato alla deriva e il ninja di Dio), inizio ad avvertire, dal profondo del cervelletto, una scossa di richiamo.
Controlla sul vocabolario:
“disturbo dissociativo della personalità psichica”
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“personalità multipla”
Controlla sul vocabolario: “schizofrenia”
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“Xanax”
Devo resistere, è rimasto solo un appartamento.
Poi, penso possano bastare.
Le scale di questo palazzo sembrano quelle di una zigurrat infinita.
Verso il cielo, vicino alle stelle.

Si sono fatte le sette e mezza ma ne è valsa la pena. Grossomodo abbiamo visitato tutte le case che mi occorrevano.
Missione compiuta.

Ps: Qual è la morale di questa storia?
È’ che non esiste la morale; se la sono inventati una massa di ignoranti impauriti dalle proprie scelte e dalla propria (appunto) ignoranza. Vi pare giusto che, uno venuto dal nulla, vi dica cosa è giusto e cosa non lo è?
È giusto massacrare l’arte censurandola?
Sono “gli altri”, in grado di sapere cos’è meglio per noi stessi?
Sì, e il solo modo che hanno per esprimerlo, e a furia di cinghiate (per i bambini) e guerre (per i bambini un po’ più grandicelli).
Mi raccomando, non fate vedere ai vostri figli il sesso e la violenza.
Picchiateli, così cresceranno sani forti e di pii principi come voi.
Per un futuro migliore.
Il mondo è intorno a te, Life is now

Pps: Vi è mai capitato di non rimettere il citofono correttamente al proprio posto?
Se la risposta è “no”, vi posso assicurare che gli ultrasuoni prodotti da questo terribile strumento, possono avere decorso apocalyptico.
Le onde sonore prodotte da un citofono riposto scorrettamente, sono devastanti.
Tutte le dimore, poste lungo il perimetro del quartiere
(quelle da noi visitate)
sono colpevoli dell’armonia mono nota, che ricorda un diapason impazzito, prodotto da quintali e quintali di decibel, fastidiosissimi per l’uomo.
Insopportabili per i cani.
Nessuno ha ancora rimesso a posto il proprio citofono, nessuno deve essersene accorto, o più probabilmente, nessuno associa quel casino al citofono.
IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIHHIHIHIIIIIIIIIIIIIIIIIIIHIHIHIHIH
Classico, nella natura umana:
“C’è casino? Io non sono stato, stavo tranquillamente seduto in poltrona”.
Sicuramente, l’ululare di tutti i cani, nel giro di cinque quartieri, deve dare un pizzico di fastidio.
Tutti sono affacciati alla finestra, nessuno capisce cosa stia succedendo.
TUTTI SI LAMENTANO, SCONTENTI, ANCORA UNA VOLTA, DELLE PROPRIE VITE.
Sono solo un ragazzo, buono ma senza una lira; non per questo volevo rinunziare al regalo di natale “perfetto/adatto” a tutti.
L’unico regalo che mi potevo permettere.
L’unico che vi meritavate.
Eccovelo.
Merry Christmas to you, Martinsicuro.

lunedì 17 dicembre 2007

SONO TORNATO DAL MIO ROMANZO





























Cazzo, è un po' che non ci si sente, eh?
Ho preso seriamente il mio romanzo, accantonando questo fantastico blog.
Grazie per le visite; so' tante.
Movente di questo nuovo post, sono gli haiku, e gli infelici che li compongono.

Per chi non lo sapesse, l' "haiku" è un piccolo componimento poetico di tre versi, inventato da gente che voleva scopare subito, in poco tempo.
Per fare il galante con una donna, cosa fai?
Le scrivi una poesia.
Immaginatevi Leopardi; le donne cominciavano a leggere le sue cose e, al settimo verso vedevano la madonna.
... poi si andavano a far suore, lasciando il piccolo Giacomo con la piva nel sacco.
Dopo, grazie al cazzo che stava sempre depresso.
Era questo il problema; scriveva cose troppo lunghe, stufando le sue ipotetiche conquiste sessuali.
Non preoccupatevi; i giapponesi e la loro cultura minimalista hanno risolto questo problema: in quattro secondi, fai la figura del poeta.
In venti, sei già dentro.
Garantito.
Tra gli haiku degli infelici si nascondono molti sentimenti.
… e non li lasciano vedere; si impegnano a far sì che non siano neanche un pianeta remoto in un cosmo di ipotesi.
Devono saperlo soltanto loro.
Appoggiati contro al muro, la faccia corrugata in una smorfia di noia e disgusto, la certezza che nulla potrà mai più sfiorarli, figuriamoci scalfirli.
Ordinano da bere, tono deciso e dittatoriale; è così che esprimono sé stessi, senza dare all’occhio, nel senso che "una debolezza d’ego", al giorno d’oggi, significa mancata stima e considerazione.
Si fanno un bicchiere, due, tre, trecento e gli occhi rimangono sempre quelli.
Nella mente soltanto ancora voglia di scappare.
Nel cuore sangue infetto, mai pulito come prima.
La giostra va avanti.
Non c’è scampo per nessuno.
La soluzione è al bancone o dietro l’angolo.
Si siedono ad un tavolo e, quando pensano che di soluzioni non ne esistano più, un lampo di genio giunge a ravvivargli la serata oscura, che manco la selva dantesca è mai riuscita a dimostrare all’universo il vero e astruso concetto di “tenebra”.
Chiedono un foglio al cameriere che, seppur ancorato ad uno scetticismo professionale medio basso, non lascia trasparire (a sua volta) emozione alcuna, e porge block notes e bic.
L’illuminato disilluso si apparta in un angolo buio, neanche gli stimoli sonori della musica, martellante in sottofondo, possono scalfirlo, e questo gli assicura la totale anestesia nei confronti di qualsiasi cosa che abbia origine da quel calderone primordiale che è l’umanità.
E comincia a scrivere, sperando che serva a farlo svegliare senza dolori o rimpianti.
Che riesca, almeno, a farlo dormire.

Ero insoddisfatto.
Sono insoddisfatto.
Cambiare non costa.

Sull’orlo del precipizio
medito e rifletto.
Queste rocce, terranno?

Ho mangiato molto.
Ho ancora fame.
Carne umana basta.

Ho lottato
Ho sofferto
Rivoglio la mia Porsche

Il buon giorno
Si vede
Quando non vomiti

L’importante è
la salute
a pagamento

Non mi piaccio.
Forse colpa
del silicone marcio

Che ci faccio qui
mi avete rapito?
Non ricordo

Prima di venire qui
stavo bene.
Rimettimelo dentro

Il cinema è vita
me lo ha detto
quello lì

La droga
fa male
ma non smetto

Il cane
è il migliore
uomo.

Stupido è
chi dallo stupido
si fa fottere.

Un trans
è un uomo
che ha capito tutto

Si sta
come d’autunno
al camino

Volere è potere.
Scopare è malattia.
Amare è pagare.

Non sopporto
i cori russi.
So’ fascista

Tra il dire
e il fare
mi sono perso

Amor che a nulla amato
gli costa il doppio.
Le perversioni si pagano

Gli ideali
sono avanzi
di vomiti politici

Le malattie veneree
sono la prova
che l’amore fa male

Chi va
con lo zoppo
non ha amici

Una oggi
una domani
il risultato è meno due

L’informazione
nuoce
al pube.

El pueblo unido
Jamas…
A Cohelo il resto

Non penso che
il mondo…
Boh, lo spazio è finito

In Giappone
tanto tempo fa
i samurai…

Le cose più buone
sono quelle
che costano di più

Resisto a tutto
Fuorché ai
videopoker

Gesù Giuseppe
e Maria.
TERNO

Non capisco
la gente
che si ostina

La fica
è una ferita
redditizia

Il fannullone
ha la meglio
sull’ INPS

L’IVA
è la targa
dei santi

I politici
li paghiamo
per sorridere

Un sorriso
può costarti
una paresi facciale

L’ottimismo
è un voto
della seconda media

Da bambino
sognavo sempre
di avercelo grosso

I bambini
sono il futuro
delle colonie inglesi

I nativi americani
sono nelle riserve
e aspettano la chiamata

Se l’ora
è di un ora
Allora?

L’ermetismo
è una marca
di pentole a pressione

L’astrattismo
è una corrente
di estrattori del lotto

I più grandi romanzi
li ha scritti
chi prendeva di meno

Eva ha mangiato
la mela
perché si sentiva osservata

Adamo non glielo
ha impedito
perché era arrapato

Il giardino dell’eden
si trova
altrove

L’ignoranza
è un frutto
come l’arancino

La filosofia zen
ricorda tanto
un mero approccio

Il benzinaio
che ti serve
sta copulando

La madonna
piange.
Non capisco

Il riso abbonda
sulla bocca
dei politici

Duecento frustate
tre chiodi
e Jess sorride

Giuda tradisce
intasca il denaro
va alla SNAI

Il lavoro
nobilita l’uomo
masturba il proprietario

Il presepe
quasi rappresenta
il monopoli pre anno 0

L’ombelico puzza
perché una volta
era una cannuccia

Una canna sballa
un cannone spara
un cognac stona

Jim morrison
beveva sempre
perché era gratis

Non credo in Dio
l’ultima volta
non m’ha richiamato

La nebbia ha i torcicolli
l’Aulin gira
sui ceppi accesi

Nel mezzo del cammin
di nostra vita
mi ritrovai in autostrada

Una volta
un saggio disse
“Tre righe so’ poche”

Quando non sai
cosa fare…
toccati

Penso, dico, faccio.
Punto a capo.
Non me la danno

La vita è come
una scatola di
dolce Euchessina

Magnesia San pellegrino
è sinonimo
di bianche cagate

A vederlo
il cesso
piacerebbe ad una scacchiera

Le macchine di notte
da dietro
sono rane luminose

Una stella cometa
altro non è
che guai per qualcuno

Scarsa igiene
è sinonimo
di bolletta non pagata

La politica
è sarcasmo
in doppiopetto

Volevo credere
ho creduto
non me la danno

Isabelle Allende
piangeva
perché era frigida

La droga
è la risposta
a nessuna domanda

La domanda
è un invenzione
per far esistere l’economia

Il telefono squilla
qualcuno ti pensa
… e se fossero minacce?

L’amore è lussuria.
L’amore è passione;
me lo ha detto un cioccolatino

In due
senza casco
sembriamo statue

Il cimitero è
n’altro luogo
dove spendere soldi

Alla mattina
mi faccio una pippa
ma non sono Pippo

Mia madre diceva sempre
“non bere”.
Così muoio disidratato

Una volta il dottore
mi disse sorridente:
- T’è rimasto così poco… -

Pierino dice
alla maestra
- Perché sempre io?

Il Colosseo
non è altro
che un portacenere

Ma agli eschimesi
con tutto quel freddo
gli tira ancora?

La principessa
bacia il ranocchio
erotismo interspecie

Cenerentola perde la scarpa
il principe
sa già cosa farci

Il mondo gira;
neanche lui
trova un posto

Sentivo puzza di vomito
ho guardato bene;
me n’ero scordato

Quando ti gratti
e ti gratti
qualcosa non va

Dicevo:
- La tua macchina,beve?
- No; ora non più.

- Cosa ti piace in una donna?
- Che ti devo dire?
- Intanto mi tocco.

- Preferisco le mulatte.
- Perché?
- Costano meno.

Il falco va
senza catene.
È un comunista

Patria, onore
fedeltà:
l’accendiamo?

Con appena 1€
fai felice
un bambino morto

La necrosi
è uno stadio
di serie C

L’oroscopo serve
soltanto
ai chiromanti

Perché lo fai
disperata ragazza mia?
Perché t’ho conosciuto

Hanno ucciso l’uomo ragno
chi sia stato
è uno d’ ò sistèma

Sul cesso
ho letto
una merdalogia

La scarpetta
non si fa
solo col pane

All’asilo
la suora
odorava di candeggina

Il computer
è l’alternativa
al preservativo

A Scientology
non sanno
ch’esiste Pictionary

Le persone
che mi interessano
odorano di mestruo

Gli inglesi
bevono solo
Tè indiano

La mucca pazza
è una grassona
separata e con figli

Il millennium bug
è una canzone
di Alan Parson’s


Ormani
di Beatles
ne restano due

La gotta
nuoce gravemente
al macellaio

Le telenovelas
sono la flebo
di ogni nonna

L’anno prossimo
vado in Spagna
e ammazzo un toro

Le malattie
se l’è inventate
Bush

Gli americani
altri non sono
che OGM

Da grande
voglio fare
il proletario

Mi lavo;
la puzza
è kitsch

I tedeschi:
sandali, calzini
d’estate

Al corso
e gli altri
Poeti beat

3, 2,
1
BUON ANNO

mercoledì 21 novembre 2007

LUNAR PARK E ALTRI DELIRIIIII

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