lunedì 7 ottobre 2013

AFORISMI PAVESI


Ciao, tu che stai leggendo ora. lo so, ho rotto i coglioni. Abbi pazienza

Per ingannare l'ansia ho brainstormingato un oretta e ne è venuto fuori questo.
Spero vi strappi due risate


Ho conosciuto uno con la sindrome di Tourette. Tra un “Vaffanculo” e un “Testa di cazzo” si è rivelato una persona straordinaria.

Dovessi dare una valutazione alla mia attuale condizione esistenziale, penso che “Birra” renda l'idea.

Quì c'è tanta gente; c'è stata messa per farmi sentire ancora più solo.

Sta arrivando l'autunno.
So che non è colpa mia, eppure la sto prendendo sul personale.

M fa male la pancia e continuo a scoreggiare.
Chissà cosa sta cercando di dirmi, il mio corpo.

Ogni lasciata è persa.
Ogni persa è andata.
In tutto questo: dove cazzo sta la Democrazia?

Nonostante il mio egoismo sono una persona generosa.
Quando sto da solo.

Gli anni passano.
Anch'io.
È una delle cose meno carine che potevo farmi.

Chi non ha la patente usa i mezzi.
Io ho la ptente e uso tanti mezzi per stordirmi.
Vuol dire che mi piace stare al centro dell'attenzione di me stesso?

La solitudine dei nummeri primi non è minimamente paragonabile alla solitudine degli zeri sul mio conto in banca... anche se sono convinto che sperimentino una sofferenza simile.

La prima volta che ho visto un carabiniere sono rimasto perplesso; dove cazzo ce l'aveva infilata la carabina?

“Giovialità” sarebbe la caratteristica principale degli abitanti di Giove, se qualcuno sentisse l'esigenza di andarci a vivere.
Ma è un pianeta disabitato.
Almeno, fino a quando i punk a bestia non decideranno di squattarlo.

“Message in a bottle”; perché, di tutte le persone al mondo che potevano trovarlo, proprio Sting?

Sulla ruota panoramica, più che il millantato panorama ho visto le mie vertigini.
Da vicino.

Sono educato.
Come un cane.
Attenti: potrei pisciarvi sulle ruote dell'auto.

Il mio approccio con la vita dipende da quanto ho bevuto.

Per ottenere una “Laurea” hai bisogno di genitori con un conto corrente “aureo”

Quant'è il valore di Pi Greco?
Vi do un indizio. Si avvicina al prezzo di un bicchiere d'acqua al centro di Milano.

Son' 7 giorni che sto a Pavia e ho conosciuto tanti pavesini.
Non sono biscotti come me li aspettavo.
Che mi abbiano preso per il culo?

Una volta avevo un'amica che per vivere faceva la cubista.
Ma in casa sua non c'era neanche un quadro.

L'attuale situazione siocio-politico-economica dell'Italia è come il mio intestino: sta per cagare nonostante l'abbia già fatto ieri, e l'idea che lo farà anche domani e dopodomani non mi fa sentire tanto contento.

Date a Cesare quel che è di Cesare; al limite torneremo a casa in autostop.

Ultimamente c'è tanto di quell'allarmismo che quando tentano di rubare un automobile quella non suona più, per protesta.

Ho deciso di comprare un manuale d'istruzioni per vivere una vita felice, soltanto ho pochi soldi, così ho deciso che lo comprerò se uscirà in edizione economica.
Considerando cosa davvero desiderano le persone, non penso che ne venderanno più di una decina di copie.
In tutto il mondo.

Oscar Wilde sapeva resistere a tutto, fuorché alle tentazioni.
A noi, come esseri umani, cosa cazzo ce ne frega?

Il trenino di Pavia è una bifida strategia adottata dal sindaco di Pavia per far sentire sbagliati i pavesi e gli ospiti – siano universitari o un'analoga categoria di fancazzisti perdigiorno.

Stamattina, al bar, sono andato al bagno e ho notato che le mattonelle del pavimento erano firmate Ralph Lauren.
Il pavimento è un qualcosa che la gente calpesta; in un bagno ci pisciano pure sopra.
Non penso che il signor Lauren abbia una grande autostima.
Però, il fatto di aver pisciato su qualcosa autografato da una persona famosa accresce la mia di autostima.

Ma il ministro dei trasporti è un tizio che viene pagato per guidare tutto il giorno senza meta?
Non penso che uno così ignorante conosca il concetto di “meta” (inteso sia come “punto di arrivo” che come “questione filosofica”).

Perché i giapponesi preparano degli stronzetti di riso simili a cacca di barboncino, ci schiaffano sopra una scaglia di pesce morto e lo chiamano “Sushi”?
Comunque, se gli spagnoli prendono gli avanzi della settimana e li cucinano insieme al riso, e poi lo chiamano “Paella” penso serva come attenuante.
In tutti i modi, sono fortemente convinto che nel riso in sé ci sia qualcosa di fottutamente sbagliato e intrinsecamente perverso.

Una volta un indovino mi disse: - Con gli altri sì, con te... non ce la faccio.

Una sana e corretta alimentazione è un modo trandy e alternativo per sentirti diversamente male.

Se Battiato davvero non sopportava i cori russi, perché ha fatto la musica che ha fatto?

Chissà se il cinema “sperimentale” piace anche agli scienziati.
Sì: figurati se quelli staccano da lavorare e poi c'hanno voglia di continuare pure a casa?!

L' “Amore” è quel qualcosa che ti suggerisce il biglietto dei Baci Perugina.
Comunque, gni volta che ne mangio uno vado subito in diarrea.
Se tanto mi da tanto... mi sa che l'amore non è poi tanto salutare...
Più che altro, penso sia qualcosa da salutare sì, ma da lontano.

Quando ho finito di vedere “Lezioni di Piano” mi sono sentito triste e depresso.
Sopratutto, non ho nemmeno imparato a fare gli accordi maggiori.

Beethoveen era talmente sordo che credeva di essere muto.
Mozart talmente pelato che portava una parrucca indecente.
Sempre la stessa.
Quella che si vede nelle fotografie.

Chi va a Gardaland spende quasi 30€ per farsi terrorizzare a morte.
Chi va a Gardaland spende quasi 30€ per andare a vomitare.
Sotto tutti i punti di vista.

Se nella vita non v'è nulla di certo perché ci siamo inventati i “concerti”?
Andatelo a dire alla certosa di Parma.

Il Parlamento è un posto dove si va a Parlare.
Ma ai cittadini servono fatti, perciò, perché non piazzarci una bella bomba?
Ce la mettessero davvero, penso che dopo cinque minuti passati a sentire tutte quelle stronzate senza senso la bomba si auto disinnescherebbe volontariamente, dopo aver fatto (più o meno) questo ragionamento: La morte dona sollievo, libera l'anima dall'involucro corporeo. La vita è dolore, miseria e sofferenza. Perché privare questi ladri di una simile punizione, accorciando il loro periodo di permanenza su questa landa desolata? Che vivano. Che soffrano.

Da quando c'è internet frequento un sacco di siti porno.
Ho imparato che esistono un sacco di perversioni sessuali.
Non ho ancora capito cos'è l'anarchia.

Il finale di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” significava che è meglio darsela a gambe dal pianeta Terra?

Non credo agli alieni, ma se mi guardo attorno non posso fare a meno di notare che è pieno di alienati che, invece di rapirti, ti rompono i coglioni.
… forse è questo che intendono quando dicono che gli alieni, con gli umani, ci fanno gli esperimenti.

La macchina a idrogeno è un'alternativa valida.
Però, quando vado a piedi mi percepisco ancora meno inquinante (tolti i giorni quando mangio pasta e fagioli).

Ora anche l'ozono ha un buco bello grosso; anche lui non ha saputo resistere alla moda del piercing.

Quando ho deciso di “darci un taglio” con la cocaina, era perché un po' me la volevo rivendere.
Tranquilli; non l'ho tagliata col bicarbonato.

Se finisci con l'eroina e poi inizi con il campionato di calcio, non era meglio startene con quei quattro guai?

Chissà come se la passa un sommelier, il giorno dopo che ha lavorato tutta la notte...

Qual'è il colmo per il Vaso di Pandora?
Esser colmo di speculazioni-vuoto a perdere.

E qual'è l'altro colmo per il Vaso di Pandora?
Trovarci il Panettone.

… chissà che s'erano presi, il giorno in cui si inventarono l'epistemologia...

… sicuro qualcosa meno pesante di quell'altra serata, quando s'inventarono l'acido adenosintrifosforico.

Quando è Tutto al 50% di sconto significa che il valore della vita umana vale l'esatta metà di prima.
Non c'è tanto da stare allegri.

Quando ci sono i saldi vai a saldare il debito pubblico (anche se non potrà mai essere estinto).
L'estinzione è un compito che spetta ai panda.
E a quelli che mi stanno sui coglioni.

Perché dare 100€ a uno psicologo quando puoi vomitare le tue stronzate su chiunque, oltretutto gratis?

Tornare al baratto?
Lo vedo possibile come salvare il pianeta dall'intervento dell'uomo.

Una volta sono entrato in una casa del popolo.
Pensavo di trovarci tanti Compagni.
C'erano solo persone sole.
Scompagnate.

Quanto costa un barile di petrolio?
M''interessa di più sapere perché dobbiamo usare la benzina.

Dicono che gli OGM sono dannosi per la nostra salute.
Da quando in qua un acronimo è capace di rovinarti la giornata?

Il calcio fa bene alle ossa, contemporaneamente impoverisce la mente di chi lo guarda ogni domenica.

Qual'è il mio sport preferito?
Il Borghetti.

“E = MC²”
Per essere diventato così importante, chissà che cazzo ha combinato il conducente del motorino con quella targa.

Cosa sono le “veline”?
Delle barchette che puoi anche scoparti.

Feuerbach sosteneva che “siamo ciò che mangiamo”.
È vero.
Ma non ditelo a quelli che vanno da Mc Donald's.
Lasciate che si sopprimano da soli.

Quelli che lanciavano sassi dal cavalcavia avevano tanto, tanto, tanto tempo libero.

Io sto bene, io sto male, io non so come fare. È una questione di qualità.
Significa che non ti senti bene per una questione di etichetta?

Infilarti piume nel culo non fa di te una gallina, ma a carnevale rappresenta una valida alternativa per crearti un costume economico ed originale.

Anche quelli che praticano body building possono considerarsi “massoni”?

Oggigiorno sono sempre più frequenti i casi in cui studenti denunciano i professori.
Un ragazzino di sei anni è andato dai carabinieri perché la maestra di geografia, di fronte alla cartina d'Italia, durante l'interrogazione gli ha detto: - Indica Milano.

Molestie sul posto di lavoro?
Un modo come un altro per ammazzare il tempo in ufficio.

Sostengono che il Medioevo sia stato il periodo più buio della storia.
All'epoca non esisteva l'elettricità.
Noi – che ce ne abbiamo pure troppa – brancoliamo nell'oscurità di noi stessi.
Ora: chi è il più coglione tra i due?

Talvolta, una minigonna fa di una donna una macrotroia.

Stare d'autunno, sugli alberi, le foglie, mi fa pensare a un gruppo di diciassettenni che dopo il quarto acido, calato nel bel mezzo di un rave gli è preso male, così sono andati rifugiarsi nel bosco attiguo.

Chanel N°5: perché, gli altri 4 erano venuti male?

Ma il "Barolo" è un vino o un necrofilo sofisticato?

Se uno non ha un buon rapporto con il suo corpo, a chi deve rivolgersi per ottenere il divorzio?

Quando uscì nei cinema "La Dolce Vita" i critici ne sconsigliarono la visione ai diabetici.
Io non sono diabetico e l'ho visto; sono diventato iperattivo e iperdepresso.
Mi sa che lo zucchero c'era veramente, peggio che nella Coca Cola.

I veri "vegetali" non sono quelli che stanno in coma; camminano per strada e sono persino capaci di usare il bancomat.

Se il fumo nuoce gravemente alla salute, perché a me fa ridere così tanto?

Perché si chiamavano "Banda Bassotti", se erano alti come tutti gli altri?
A prescindere che Walt Disney farcisse i suoi cartoni animati con messaggi subliminali satanici, doveva essere proprio un pirla.
Una leggenda metropolitana sostiene che si sia fatto ibernare e che il suo corpo si trovi in un sotterraneo segreto nel sottosuolo sottostante il celebre “Disneyland” di Parigi, in attesa che gli di essere riesumati dagli scienziati incaricati di trovare il modo per riportarlo in vita.
Data la sua idiozia, vi dico io com'è andata: un giorno Walt Disney voleva farsi un giro a Disneyland ma il parco divertimenti era stra pieno di gente, tanto che prima di poter salire su una qualsiasi giostra eri costretto a fare un botto di fila. Così Walt escogitò un metodo geniale per ingannare il tempo senza annoiarsi...

Una mela al giorno toglie il medico di torno perchè al dottore fa schifo l'alito di chi mangia la frutta.

Chi lascia la strada vecchia per quella nuova non ha aggiornato il software del proprio navigatore satellitare.

Ma quando un “coglione patentato” si ubriaca (anche se va a piedi) perché non gli ritirano la carta d'identità?

Mi sono comprato una borsa; ora posso andare a Wall Street.
O no?

Sono andato dal panettiere, gli ho chiesto se mi vendeva una panetta di fumo.
Sembrava non capire.
Mi sono sbagliato io; il nome sull'insegna non si riferiva a quelle panette.
Ma si sa, hanno cambiato significato alle parole, e se dici una cosa vuol dire il suo esatto contrario.
Prendete per esempio “Polizia”; che fanno quelli? SPORCANO.

La Terra non è piatta.
Semmai lo sono gli inquilini.

Ma quant'è geniale la scuola di pensiero che ha coniato il concetto di “distributore di sigarette”?
Pensateci.
I distributori di sigarette non vendono solo quelle, vendono anche altre cose, tutte strettamente collegate al campo semantico “sigarette”.
Vai al distributore, dal quale puoi aquistare una tessera telefonica. Chiami la tua fidanzata e le dici: - Stasera ti va di chiavare? - . Se lei risponde affermativamente, senza spostarti di un passo puoi comprare il chewin gum (per non avere l'alito che puzza di fumo), I preservativi (per far evolvere la serata in maniera del tutto tranquilla) e... a transazione eseguita, puoi finalmente fumarti una bella sigaretta.

Se la carta è igienica, perché le piace andare a lavorare dove c'è tanta merda?

“CowBoy”, Ragazzo mucca, e poi va a cavallo.

Cosa bolle in pentola lo decido IO.

Perché sono nel bagno del bar ma ho la sensazione di essere dal pescivendolo?

Perché quando vado al mare ho la sensazione di stare sopra miliardi di tonnellate di pianeti disgregati e disintegrati?

L'integrazione razziale è un problema.
Per questo non lasciamo integrare gli immigrati?

Alle elementari la maestra d'Italiano mi disse che ero molto bravo.
Mi montai la testa.
La seconda volta che mi disse che ero molto bravo le chiesi se indossasse mutande o perizoma.

Legno viene usato sia per indicare il materiale di cui è fatto il tronco degli alberi, sia come vezzeggiativo per l'organo riproduttivo maschile.
Che le piattole siano la “versione per umani” delle termiti?

Maradona tirava coca.
Io la bevevo.
Lui è diventato una leggenda.
Io no.
Poi ti dicono che la droga fa male mentre la Coca Cola è pubblicizzata ovunque.

Ci siamo addestrati a soffrire perché è più impegnativo che stare bene.
Daltronde, cosa vuoi aspettarti da una società basata sulla celebrazione del sacrificio?

Mi chiesero, se avessi avuto la possibilità di cambiare una parte del mio corpo quale avrei sostituito. Risposi, Nessuna. Casomai farei molto volentieri a meno di un'appendice del mio cazzo, in questo preciso istante rappresentata dall'attuale intervistatore.

Perché le borse peruviane le fanno i cinesi, in Italia?

Il segreto dell'eterna giovinezza?
Non avere segreti con sé stessi, ne con gli altri.
Ecco perché l'eternità è vecchia; è un concetto coniato dai dipendenti vaticani.

Per un italiano, Mosca è il nome di una città russa, ma anche l'appellativo per indicare tre chicchi di caffè annegati in un bicchiere di Sambuca (che, per la cronaca, non è il “Santo Protettore del Golf”).

Perché il cameriere, invece di darti le chiavi della tua ipotetica camera ti da un tramezzino con salame dell'estate scorsa?

Chi mi ama mi segua.
Prima di finir di pronunciare la “U” contenuta in “segua”, nell'enorme piazza già rimbombavano il respiro delle formiche e il battito d'ali di falene.

Quale potrebbe essere “il sale della vita” per un infelice cronico?
I cibi iposodici.

Perché quando uno si innamora non capisce più niente?
Perché già da prima capiva poco e niente; dopo che il suo cervello ha cominciato a produrre feniletilamina peptide, dopamina e norepinefrina... provate ad essere obbiettivi, dopo aver assunto 3 francobolli di Lsd, rpoi ne riparliamo.

Se a un chitarrista flamenco si spezza un unghia, il chitarrista è temporaneamente rovinato.
Se a un torero si spezza un unghia, al toro non frega un cazzo.
È così che va la vita.

Già da bambino dicevo un sacco di parolacce; essendo “proibite” esercitavano su di me enorme fascino. Così passavo molto tempo pensandole e dicendole.
Un pomeriggio, papà ed io passammo in una strada dove c'era un gigante cartello: “Pompe Funebri”. Subito immaginai mamma che faceva delle cose al cadavere di papà.
Da quel giorno in poi, al posto delle parolacce, quell'immagine girò nella mia testa in loop.
Penso che questa si possa considerare una sorta di “giustizia divina”, il che mi ha portato a sentire quanto possano essere bastardi lissù.

Malizia, profumo d'intesa.
Con chi?

Voglio andare a vivere.
Dove?
In campagna.
Peggio per te, finto salutista

Yes, We Can.
Noi possiamo... cosa?

Dimmi quando tu verrai, dimmi quando, quando quando.
Mi fa male il dito medio.
Mi si sta slogando il polso.

Perché ho scritto tutto ciò?
Perché da piccolo maltrattavo la mia famiglia.



lunedì 30 settembre 2013

ARRIVO A PAVIA E NON MI FERMO UN ATTIMO

 


Sto scrivendo da un computer che non è mio. Si sta rivelando molto più complicato di quello che pensassi; per capire anche solo come respirare con Linux ci vuole  tempo.

Io non ne ho.
 
Sono le nove e mezza. Per le dodici e trenta dovrò recarmi (vestito elegante) in un locale - non bene precisato - 'ove si svolgerà la festa di laurea di una ragazza che non ho mai visto (e viceversa),  nella quale reciterò il ruolo di "postino", come in quell'orrido programma condotto dal marito di Costanzo  "C'è posta per te" (e per la maijiala della tu ma').  

Dovrò pantomimare una scenetta simpatica - perché gli universitari sono simpatici - di fronte ad amici e parenti di una persona non amica e non parente.

Lo faccio per amici di amici.

Qui a Pavia funziona tutto così. 

Esci di casa, ti reci in un locale.
Fai cose, conosci gente.
Finito di fare\conoscere le nuove conoscenze vieni invitato a casa loro, oppure ad andare con loro a casa di loro amici - che non sono amici tuoi, però che conoscerai e, forse, diventeranno tuoi amici e non saranno più soltanto amici di cononscenze (che  magari nel frattempo  sono diventati amici, il che li eleva dal rango di "semplici conoscenze" ad "amici".

Finito di fare e conoscere gli amici delle conoscenze può capitare che alcuni di questi perpetuino la catena di Sant'Antonio, invitandoti ad andare con loro a casa di amici di secondo e terzo grado.

E via.

Intanto, cosa succede?

Ti ritrovi a cibarti di patatine, noccioline, pizzettine, tutti cibi "ini" che, seppur siano di piccole dimensioni, a livello psico-gastro-intestinale rappresentano una minaccia paragonabile all'agente arancio usato dagli americani per portare la loro Democrazia in Vietnam.

Sono arrivato a Pavia questo venerdì alle 15; solo stamattina sono riuscito a fare la cacca. Ciò la dice lunga su come questo pulcino di 29 anni si senta un po' sperduto, in terra semi straniera, e con lo sfintere contratto (a tempo indeterminato).

Sommateci un'alimentazione non proprio macrobiotica ed eccomi: sono un silos pieno di merda che va in giro a stringere la mano alla gente.

Ricordassi metà dei nomi delle persone che mi sono state presentate\alle quali mi sono presentato, penso che dovrei comprarmi un hard disk cerebrale esterno per non andare in sovraccarico, perché nella mia testa ci sono giga di dati, di facce, di nomi, di voci, di associazioni. Tutti mischiati

E' tutto incasinato.

Presto registrerò il mio disco, farò concerti, interviste radiofoniche, parteciperò a raccolte fondi per sostenere la mia etichetta discografica, la "Red Plastic Label".

E stringerò la mano a tanta altra gente. 
Alla quale leggerò il proprio tema natale.

E' divertente; un ottima tattica per conoscere le donne senza sentirmi in colpa.
Non so se sapete cos'è il Tema natale; col cazzo che sto qui a spiegarvelo.

Posso solo dirvi che è collegato all' astrologia e - si sa - le donne sono attratte dal cielo, dall'Aria, dall'Oroscopo, da tutto ciò che riguarda i cazzi degli altri (non è un gioco di parole brutto; inteso come "fatti altrui").

Immaginatevi questa scena.
Arrivo in un posto (ovviamente) pieno di gente dove non conosco nessuno.
Come faccio ad attaccare bottone?
Utilizzo questo strumento; non riesco a fare altrimenti.
E C'è anche il lato comico:

 PROTOTIPO DI CONVERSAZIONE

- Ciao, sono Andrea.
- Piacere, (Nome  [che non ascolto mai, perché sono un fottuto narcisista]).
- Ti ricordi a che ora sei nata?
- Mi sembria... alle (ore:minuti)... perchè?
- Voglio vedere il tuo tema natale.
- Cos'è?
- Un modo campato in aria per conoscerti  dettagliatamente, così, invece di perder tempo parlando di cazzate noiose  (dalle quali [forse] otterrò  materiale per formularmi una idea grossolanamente approssimativa su chi sei) potrò inquadrarti nel tuo intimo, e nel frattempo raccontarti cose di te stessa che (forse) ti aiuteranno a capire come stai messa di cervello, che strategie dovrai utilizzare per non continuare a cadere nei soliti tranelli che tu stessa escogiti per farti scacco matto da sola
-Be', anche se sono appena arrivata, devo assolutamente scappare lontano da 'sta gabbia di matti.

Il finale è un pochino ironico e gonfiato; non escludo che (almeno) un paio di persone possano averlo pensato sul serio.
E li capisco. 
Anche se non li perdonerò mai.

All'università non sono mai andato; oggi mi rendo conto che questo stile di vita è impegnativo.

Nel senso: 

1) Ma quando cazzo si mangia qualcosa di decente, stando seduti e non in piedi come dei cazzo di bersaglieri (perché se volevo fare il bersagliere mi arruolavo da quegli stronzi coi calzoncini e la trombetta) ?

2) Quand'è che ci si ferma cinque minuti e si resta senza fare\dire niente?

3) Quand'è che arriva un attimo di silenzio da contemplare?

4) Miei cari giovani universitari, sapete che esiste una condizione di statica quiete chiamata "pace"?

Se sì, 

5) sapete che la si raggiunge anche senza ingurgitare caramelle psicotrope o ettolitri di alcoolici dell'Eurospin\Lidl\In's e altri discount per disperati?

Certo, se mi ostinerò a chiedere i propri dati personali a perfetti sconosciuti  (manco fossi uno della Digos) sarà difficile ottenere la condizione di cui si è parlato nei punti 3 e 4.
Tutto dipende da me.
Intanto... foste interessati... ricordate a che ora siete nati?
Potrei leggervi il tema natale; così, tanto pe' sparà due cazzate in compagnia senza essere obbligati a mangiare pizzette semi surgelate








lunedì 23 settembre 2013

ELOGIO A DAWSON'S CREEK E AL SUO IMPECCABILE CIARLARE



Ho ricominciato a vedere Dawson's Creek.
Avevo il cofanetto della prima stagione a casa dei miei. Una sera, in vena di nostalgia programmata, ho pensato quasi quasi mi faccio un tuffetto nei miei male assortiti sedici anni.

Se quando lo vidi la prima volta rimasi folgorato (io ero Dawson), rivisto cogli occhi di oggi non posso che amplificare l'atavico giudizio: 'sto polpettone melodrammatico (non è altro che una telenovella stile “Sentieri” basata su psicocazzate di adolescenti che parlano peggio di ingegneri quarantenni) è veramente, veramente un capolavoro.

Lo avete mai visto?
La trama è semplice: gruppetto di ragazzi di provincia crescono.
Passo per passo, gli spettatori li seguono nel cammino della loro vita (dei personaggi e degli spettatori).

Direte: Embè? Chi cazzo se ne frega?
Esatto. È questo lo spirito giusto.

Potrei imbrattare pagine parlando degli “anziani ragazzini” di Capeside; visto che ho bisogno di lanciare il cervello a briglie sciolte, vorrei elaborare questa parentesi affettiva con una sorta di pseudo dialogo à la Dawson's Creek per incuriosire, invogliare i neofiti dipingogli un acquarello generale per dargli una vaga idea di cos'è 'sto telecult di fine anni 90.

N.d.R.: Tenete a mente: il seguente dialogo (inventato da me e alquanto riassuntivo della mitologia Creekiana) avviene tra sedicenni con alle spalle genitori dal cervello di un vero sedicenne del mondo reale.

  • Come ti senti Joy?
  • È... come... come se tutto fosse sbagliato. Capisci, Dawson? Quand'era chiaro che ormai l'avevo irrimediabilmente perso, è stato come se la vita mi avesse voltato le spalle. Ho capito di essere sola. Capisci Doooson? A sedici anni sono sola al mondo.
  • Daaai, Giòòòòi, Non essere così tragica. Hai un gruppo di amici che ti adora e ti stima per quella che sei. Puoi essere te stessa senza che nessuno ti giudichi.
  • Ah, sì? Davvero? E tu che ne sai di come sono.
  • Sei la brillante, simpatica, tenera, cinica, spietata ragazzina che conosco da quando sono nato. Sei... sei Gioooi!
  • Sentitelo. Facile per te fare complimenti. Ma guardati. Hai la vita perfetta, genitori perfetti, un futuro brillante che devi solo abbracciare, mentre io devo sgobbare e sarà così tutta la vita. Tu andrai a Hollywood, conoscerai Spielberg, conoscerai un sacco di gente nuova e ti scorderai di tutti noi. Io morirò qui a Capeside.
  • Gioooi... io non ti capisco. Perché devi sempre buttarti giù in questo modo. Non è mica la fine del mondo. Hai sedici anni. Sei stata mollata. Succederà altre volte. È la vita.
  • Ahhh, è arrivato l'Esperto.
  • Perché mi tratti così? Stai deliberatamente gettando nel fiume l'aiuto e il sostegno di un amico sincero e premuroso che ti ha sempre supportato, che ha sempre creduto in te e che crede in te. Perché ti stai trattando in questo modo?
  • Scusami, Doooson, è che mi sento emotivamente instabile. Capisci? Rispunta dal nulla mio padre e come in un sogno torniamo una famiglia felice. Neanche un mese dopo sono costretta a registrare la confessione che lo farà tornare dentro per spaccio di Mahaharijuhaaana. Poi Jeeek si dichiara gay. Adesso... ma sì, è una sciocchezza.
  • Sapevi benissimo a cosa saresti andata incontro quando è tornato il Signor Potter.
  • Cosa stai insinuando, Doooson?!
  • ... niente.
  • Stai forse dicendomi che quella teppa del “Signor Potter” è soltanto uno spacciatore senza cuore che ha abbandonato la figlia piccola e sua sorella incinta di un uomo di colore in una bigotta cittadina di provincia?
  • Hai detto tutto quanto da sola. È questo che pensi di te stessa?
  • Ahh, perfetto. L'amico che sbandierava saldi principi presentandosi come l'araldo supremo dei buoni sentimenti, baluardo portatore di comprensione e aiuto si riconverte in doppiogiochista rivendendo agli amici i suoi pensieri come fossero nati dal giudizio degli altri. Ottima strategia, Doooson.
  • Ti sono vicino. Litigare è l'ultima cosa che voglio a questo mondo. Io ti amo.
  • Ormai è troppo tardi. Non pensavo che potessi essere così egoista, presuntuoso e... sei cattivo.
  • Jooooi, io...
  • Ma levati, va'.

… e poi si scannano.
Poi ci sono le musichette tristi con lamentose voci femminili che cantano di amori perduti, e si vede Joy che serve ai tavoli del suo ristorante con faccetta depressa, Dawson che passeggia per i pontili di Capeside con il musetto avvilito – intanto succedono i cazzi degli altri personaggi - , poi i due si rincontrano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, forse ri-litigano e alla fine fanno pace, così, dopo un paio di episodi potranno scannarsi daccapo, per poi poter rifare i musetti, camminatelle, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, infine riappacificarsi ad oltranza.

Perché l'amore è bello se è litigarello.

La penso diversamente; litigare mi sta sui coglioni.
Ma che ce le siamo inventate a fare le donne, se non per spronarci a prendere le grandi decisioni della vita previo tarpatura di coglioni?

Già.

Se non avete già abbastanza problemi da risolvere, crearvene di nuovi grazie all'ausilio della logorrea di Dawson's Creek è un'ottima opzione: pratica (basta avere a disposizione 45 minuti al giorno liberi), semplice (basta spingere “Play” e lasciarsi travolgere dalle pippe mentali), gratuita (le 5 serie, in lingua italiana, si trovano molto facilmente e si scaricano in pochissimo tempo - visto che le hanno messe in condivisione centinaia di pii utenti).

Cosa aspettate?
Che il Problema sia con voi.

Arriverete ad identificarvi con questi anziani giovani, gli vorrete sempre più bene, lo consiglierete ai vostri amici, quanto accaduto a voi succederà anche a loro, vi ammalerete insieme, e passerete interi pomeriggi a parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare, parlare di ciò di cui i personaggi di Dawson's Creek hanno parlato, parlato, parlato, parlato, parlato, parlato, parlato.

Vi ho dato una nuova ragione di vita.
Cosa volete di più?
Volete che ne parliamo?
Che parlino Loro.

Penso che il mio tempo sia giunto.
Non ho scritto tanto come al solito; ho un po' di cosette da fare e il tempo (anche se non esiste) mi stringe i testicoli in una morsa gelata (che io sto facendo esistere).

Ci vediamo settimana prossima.

Scriverò il post in quel di Pavia, dove andrò a registrare il mio primo album solista.
Io, la mia Ibanez acustica, e la musica creata in questi 2 anni di vita valeggiana.

Quando sarà pronto vi farò sapere come e dove compralo.
Perché se non lo comprerete verrò a prendervi sotto casa, uno a uno a uno a uno a uno.
Tutti e voi 5, miei Amati Lettori.

Perciò (per concludere con una citazione di “Clerks2”) Incrociate le dita per me... forse dovreste incrociare anche i cazzi.

lunedì 16 settembre 2013

SONO TORNATO: UN PO' DI CAZZATELLE PIU' UNA STORIA NATA DAL NULLA

Da dove iniziare?
Come riassumere quasi due mesi (corrispondenti a 8 post) di assenza internettale?
Potrei fare un elenco delle innumerevoli, meravigliose, terrorizzanti cose che mi sono fatto capitare da (fine) luglio ad oggi.
E forse e quel che farò.
O forse no.

Ecco da dove potrei iniziare; oggi è il 16 settembre... vi dice niente?
Per me il 16 settembre è l'anniversario della storica telefonata che diede vita al mito di Mario Magnotta.

Per il resto, vi sono mancato?

Com'è stato, vivere un agosto intero senza il Vostro Antitarantola?
Una volta vi deprimevo con le mie lamentele, adesso vi do consigli positivi su come fanculizzarvi la vita ben benino; più di tanto non posso esservi mancato.
Questo è un argomento già toccato in precedenza, quando m'accorsi che più il contenuto del blog diventava “lucente e speranzoso”, più le visite precipitavano a Torre Gemella, il che mi portò a una serie di considerazioni (alquanto plausibili) che mi spinsero a riformulare la linea editoriale in...

…che cazzo sto dicendo?
Ebbasta, no?
Avete ragione
Chi ha ragione?!
Loro.
Loro chi?
… ho scordato le medicine.
Se arriverete alla fine del post capirete “quali” e “perché”.

Eccomi.
Ri-eccomi.
Forse un po' diverso.
Collo torto, culo traverso.
L'universo, riverso, dal cuore convesso, gioca la matrice dell'inespresso, indefesso, chiuso a chiave nelle piastrelle d'un cesso, decesso, senza sesso, maldestro, una pippa tiratami ad arte da un ambidestro, nell'astro, soffro di claustro – fobia, paura che t'intortelli zia, portata via, blindata ar gabbio per du' etti de maria, polizia, sbirro infame bastardo, petardo, fotto te col manganello sull'altare a San Gerardo, e sul più bello Yo, yo, baby yo.

Non è poi così difficile rappare, basta andare di libere associazioni in rima.
Pensate un po': se dici tutto quello che ti viene in mente purché tu sia capace d'inscatolandolo in uno pseudo contesto, facendo in modo che le sillabe finali di determinate parole coincidano con le sillabe finali dell'ultima parola del verso successivo sei un rapper; se paghi100€ l'ora per sederti su un divanetto affianco a un uomo/donna che prende appunti mentre fai la stessa cosa (non necessariamente in rima) sei un poverino in analisi.

Forse lo Ying Yang voleva dirci anche questo.

Basta.
D'ora in poi sarò serio e diligente.

… siete ancora lì?

Ancora lì, anche se sono serio e diligente?
Bravi.
Corroboriamoci l'anima con una vagonatella di minchiate; spariamo un po' di cazzate, sperando che le canne fumanti della camorra non rispondano con spari di polvere da.

… questo pensiero era alquanto baustelliano... eh?

È possibile tornare sui propri passi in luoghi che non siano spiagge o un campi innevati?

Quando mi chiedono se vedo il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, la prima cosa che mi viene in mente è se l'interlocutore abbia effettivamente smesso di bere per il suo bene o se non beva per dimostrare al Sistema che sta facendo il Bravo (quando nella sua mente ferita passa tutto il giorno a pensare alla bottiglia).
Andare in comunità non è la soluzione; sì, impari a coltivare orticelli, a vivere con 10 sigarette al giorno, a comunicare apertamente i tuoi stati emotivi di fronte a tante persone, a intrecciare cesti di vimini, a fare orribili portacenere col Das e a dipingere quadri naif, ma una volta che sei fuori da quel “microcosmo ovattato” costruito lontano dal mondo reale invaso da problemi reali, non puoi che ricordarti molto chiaramente perché iniziasti.
E il giro di giostra ricomincia daccapo.
Altro che “10 passi”; 20 shottini.

Fosse vero che “siamo ciò che mangiamo”, allora io sono un insalata con poche foglie in testa e un cervello di patate al forno.

Con la favola di Babbo Natale i genitori fanno sì che le prime manie di persecuzione attecchiscano nella psiche del bambino; un obeso col naso rosso (capillari spezzati dall'alcool; è pure violento) proveniente dall'altra parte del mondo, che aspetta che t'addormenti per fare irruzione in casa tua per lasciarti giocattoli...

… e se questo meccanismo un giorno non troppo lontano degenerasse (oramai è più che anziano, senile) e Babbo Natale, stufo della solita routine, decidesse di cominciare a “prendere” anziché “dare”?
Se volesse te?
Immagina babbo natale, munito di fazzoletto imbevuto d'etere ti (ri) addormenta mentre già fluttui nello stato d'incoscienza proprio del sonno, poi t'infila in un sacco, ti carica sulla slitta e ti tiene sotto sequestro a tempo indeterminato obbligandoti a vivere al Polo Nord insieme alle renne.
Pensa che storia.
A un certo punto (penso intorno al 2° anno) ti abituerai alla tua “nuova condizione”, di conseguenza ti affezionerai anche alle renne (tue uniche compagne, in mezzo al deserto ghiacciato).
Passeranno gli anni, invecchierai insieme alle renne e... loro cominceranno a sparire.

Una mattina ti svegli, vai nella stalla per il quotidiano “buongiorno” alle tue amiche, vedi una zampa tagliata e fai la macabra associazione: babbo natale lavora solo una notte l'anno (altro che “vittime del precariato”). Guadagna una montagna di soldi, tuttavia tra tasse, imposte, gabelle e pedaggi non riesce a tirare su abbastanza soldi per vivere 364 giorni senza fare un cazzo e... per arrotondare, arrivare a fine anno senza dover lavorare un altro giorno, cosa si è inventato?
Prende le renne più anziane, le fa a pezzi, le macina poi le vende all'Ikea che le tramuta nelle famose polpette di renna da dare in pasto ai clienti che vanno all'Ikea per comprarsi orribili mobili del cazzo... e per portarsi dentro i tuoi soli amici.

Se ne deduce che se siamo effettivamente e affettivamente ciò che mangiamo.
Dovremmo smetterla di mangiarci gli amici degli altri.

Partendo dal presupposto che “diventi ciò che ingurgiti”, se mangi (appunto) una renna dotata del potere di Volare, perché non acquisisci tale potere magico?
La perdita delle proprietà taumaturgiche che avviene durante la digestione è imputabile ai succhi gastrici che corrodono la magia o al movimento sussultorio della peristalsi intestinale, la quale va a invalidare i poteri insiti nell'alimento?

… e voi continuate a cercare risposte in libri come “China Study”.
Vi consiglio di leggerlo, “China Study”.
Perché leggerlo?
Così potrete fare i sapientoni a tavola, riprendere i vostri familiari e amici per le loro scorrette abitudini alimentari.
Diventare scassa cazzo alimentari a 360°.

Ma questa è un'altra storia, cioè quella di cappuccetto rosso cresciuta che va dal lupo e gli dice: - Ho terminato l'età puberale, ciò significa che sono sessualmente attiva; teoricamente, ora dovresti avere ancora più motivi di quanti ne avevi prima per temermi, di conseguenza mangiarmi. Ma sono misericordiosa, e con gli ormoni in subbuglio, perciò voglio darti una mano a superare questa vaginofobia, perciò qua la zampa, che ti faccio toccare una cosa bella, che hai mangiato tante volte ma che non hai capito.

È la parabola che narra l'iniziazione sessuale del Lupo.
È molto famosa.
La Disney ha pensato di farci un cartone animato.
Il problema è che - come al solito – tra un fotogramma e l'altro ci metteranno i soliti messaggi subliminali satanici, per cui vedremo uscire dai cinema di tutto il mondo bambini arrapati e antropofagi.
State attenti a cosa guardano i vostri figli; siamo (anche) ciò che guardiamo.

Assieme a quelli porno e a quelli di gossip (che trattano della pornografia vigente tra i vip), tra i siti più cliccati spiccano le pagine web relative al Meteo.
Da quando in qua è diventato così importante sapere che tempo farà domani o dopodomani?
Siete in procinto di andare in ferie per tutto l'anno?
Vi siete comprati un peschereccio e volete assicurarvi di non salpare poche ore prima di in un'epica mareggiata?

Sento spesso parlare di “crisi di governo”.
Come fa un concetto ad andare in crisi?
Un “concetto” abilitato ad andare in crisi potrebbe essere un omonimo calabrese, cioè un essere umano registrato all'anagrafe come “Concetto”, ma un “concetto” inteso come “idea” - per tanto di cose sprovvisto di mente razionale in quanto pensato anziché pensante - improbabile che sbarelli come le persone comuni.
Stiamo valorizzando merda; per carità, è pur sempre concime, ma quando si concima un terreno per far nascere vita è ok; quando foraggiamo la merda per farcela marcire dentro la testa il discorso diventa necroticamente perverso.

Un'altra cosa che non capisco sono le scritte – che paiono più malauguri che “avvisi per la salute” - impresse sul fronte e sul retro dei pacchetti di sigarette, sigari e tabacco.
Voglio analizzarne un paio.
Ho qui, sotto gli occhi, un pacchetto di Camel senza filtro (le migliori sigarette in assoluto).

IL FUMO DANNEGGIA GRAVEMENTE TE E CHI TI STA INTORNO.

Peccato che chi produce sigarette danneggia gravemente il Pianeta e chi gli sta dentro.

Sul retro c'è scritto:

SMETTERE DI FUMARE RIDUCE IL RISCHIO DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI E POLMONARI MORTALI.

Ci si potrebbe scrivere un saggio.
“Smettere di fumare”... con chi sta parlando, cogli abitanti di Pompei?
Si sta rivolgendo a persone “incazzate”?
Ai ricoverati presso il “reparto ustionati”?

“Riduce il rischio”... di quanto?
Voglio dati esatti; se riduce il rischio di una percentuale inferiore a 70% possono andarsene 'affanculo, perché anche solo l'idea di vivere una vita senza sigarette riduce del 90% il mio livello di felicità e mi fa incazzare un buon 101%, il che mi fa “fumare dalle orecchie”, perciò meglio morire di malattie cardiovascolari e polmonari (prima di ammalarmi, almeno, me la godrò) che non di cirrosi epatica da arrabbiatura, senza contare che sto fumando dalle orecchie perciò, anziché un cancro alla gola mi verrà all'udito, ai timpani, alla tromba di Eustachio ecc.

“Malattie cardiovascolari e polmonari mortali”... esistono anche malattie benevole?
Qualcuno potrebbe indicarmi quali sono così farò in modo di beccarmele?

Per chi suona la campana... per i coglioni che hanno deciso di ascoltarla ogni santa mezz'ora, nonostante tutti possiedano un orologio?
Chissà come sta, Fra Martino (… il campanaro).

Una volta chiesi alla maestra il significato della filastrocca:

Fra' Martino, campanaro,
suoni tu
suoni tu
suona le campane
suona le campane
din-don-dan.
Din-don-dan.

La maestra rispose che era ora di ricreazione; mancavano ancora 30 minuti.
La campanella suonò dopo mezz'ora.
Capii; mi stava nascondendo qualcosa.
E che c'era un nesso tra il fatto che la campanella suonasse dopo mezz'ora (da che lei ebbe dribblato la domanda sul significato della filastrocca) e che le Campane Maggiori - quelle suonate da Fra Martino - fossero magistralmente sincronizzate.
Si trattava forse di una cospirazione acustico temporale?
Mi recai nella biblioteca scolastica, passai attraverso le sezioni minori. Giunsi al reparto “Miti e leggende” (per essere la biblioteca di un asilo era ben fornita), con l'impressione di essermela fatta sotto (era da poco che non portavo più il pannolino), scorsi una manciata di titoli prima d'imbattermi in un testo che carpì la mia attenzione come la pinza di un dentista usuraio zingaro carpisce la lucente mercanzia odontotecnica di un debitore nulla tenente (esclusi brillanti incisivi d'oro).
Rientrato in aula finsi un malessere, telefonai a casa, mi feci venire a riprendere da mamma, la quale mi preparò una tazza di latte caldo e miele (che pose una parentesi marrone nel mio intestino) e mi mise a letto col termometro sotto l'ascella.
Avevo bisogno di pensare con calma.
Mi addormentai.
Immemore di quanto sognai, ebbi comunque l'intuizione - scaturita da tutti quei dati e collegamenti shakerati – che si presentò sotto forma di soluzione dell'enigma.

Presenterò in questa sede una sintesi di quanto compresi.
Il “Fra'” non può che essere un massone di altissimo grado, colui al quale spetta di “suonare le campane”, cioè l'incaricato di mantenere prigioniere le coscienze nell'illusoria spirale del Tempo. Il “Martino”, cioè “Piccolo Marte” fa riferimento alla divinità che simboleggia la Strategia (bellica), ed è un titolo esclusivo riservato (appunto) ai più alti gradi battezzati secondo l'antico Rito di York.
Suona lui.
Suona Lui
Per ben due volte vengono ripetuti sia i “suoni”, sia le “campane”, sia il “Din-Don-Dan”: un inno alla ripetizione, all'omologazione.
Egli “suona le campane” ogni mezz'ora, cosicché tutti ricordino che “esiste” il tempo, e che ne sono schiavi).
Il “Din-don-dan” è un antico mantra mistico - come poteva esserlo “Sim-sala-bim”, o “Abra-cadabra” - che pronunciato con voce bassa e solenne può avere effetti devastanti su chiunque lo ascolti.
Sezionata quest'ultima parte contro-emerge che:

“Din” è l'abbreviazione del sostantivo “Djin”, nome di un antico e potentissimo demone persiano.
“Don” è sia l'appellativo usato per onorare i preti che per celebrare gli “uomini d'onore” delle varie cosche mafiose e di stampo camorristico.
“Dan” è collegato ai gradi (ancora loro) sui quali la “cintura nera” di ogni arte marziale giapponese si eleva.

Abbiamo quindi un “Djin”, demone unanimemente accettato come Capo (Don) di un clan mafioso che “suona le campane” per tenere addormentate le coscienze, di modo che gli immunizzati, cioè tutti i “picciotti” e “scugnizzi” possano riscuotere il pizzo indisturbati.
Se per caso qualcuno estraneo all'Organizzazione dovesse essere immune al potente incantesimo, il Dan conseguito all'ultimo esame di karate provvederà a prendere a calci in culo tutti coloro i quali non si sottometteranno al potere del Demone che, se prima era potente ora può persino contare sull'aiuto di un'organizzazione criminale formata da esperti di arti marziali giapponesi capaci di ipnotizzare le masse usando antiche tecniche tibetane, originariamente usate per “liberare” le anime anziché incatenarle nella ruota delle re-incarnazioni Terrestri.

Il giorno raccontai quanto avevo scoperto a mia madre la quale - senza sentire il parere di nessuno specialista - ottenne una ricetta per il Ritalin, che mi somministrò incessantemente ogni mezz'ora, dalle otto del mattino alle otto di sera.
Ogni trenta minuti esatti...
Quando iniziai a pensare che anche mamma - così come Hemingway (che scrisse “Per chi suona la campana) – fosse implicata nella cospirazione, proprio quand'ero a un centimetro dalla risoluzione totale dell'enigma, dopo 12 ore di Ritalin... il mio cervello cominciò a fare Din Don Dan.
Era troppo, troppo tardi.
Fu così che rimasi imprigionato tra le lancette dell'orologio biologico.
Da settembre a Dicembre passai tutti i giorni in camera mia a contare i movimenti della lancetta dei secondi dell'orologio gigante che mi era stato regalato il natale scorso.
A natale odierno stavo meglio; mamma se ne accorse e mi regalò il libro “Le avventure di Momo”. Per controbilanciare lo shock ci aggiunse i Dvd di “Inception” e “Butterfly effect”.
Per un bambino di 4 anni era un pochino troppo...
Presi la decisione di scappare di casa, poi rimasi pietrificato.
Stavo sprecando il mio tempo.
M'arresi. Chinai il capo, cominciai a dire soltanto “Sì” e obbedii a tutti gli ordini.
Fui reintegrato nel sistema, e dopo le medie mi mandarono a fare l'orologiaio.

Come faccio ad essere qui a scrivere la mia storia?

Capito il trucco dell'incantesimo, basato sul concetto che la mente umana reagisce a determinate parole in determinati modi, cambiai (nella mia, di mente) la percezione di “Tempo”, attribuendo il significato della parola “Tempo” alla parola “Meteo”.
Da quel dì passo le giornate su internet a guardare le previsioni; sempre meglio il tempo atmosferico che quello che costringe le cellule del corpo a invecchiare.

… così è stato svelato anche il mistero del perché tanta gente è fissata col Meteo.


Non pensiate che scrivere queste cazzate non implichi la perdita (parziale, talvolta irreversibile) di preziose parti della mente; per ricevere le mie belle 80 visite settimanali ne è valsa la pena.
Spero.

BEN TORNATO, ANDREA!!!

… ora bisogna vedere se lunedì prossimo pubblicherò o m'inventerò qualche altra cazzata per non fare un cazzo un mese e mezzo.
Staremo a vedere.

lunedì 9 settembre 2013

NON SONO MORTO E NON HO INTENZIONE DI ABBANDONARE IL BLOG

Non aggiorno da luglio; mai stato tanto tempo senza scrivere su odiotarantino.
Ma è stato per una miriade di ragioni che Lunedì prossimo spiegherò, tra le quali che sono tornato a casa dei miei genitori e in 14 giorni ho scritto un romanzo completo!
Grazie per la pazienza e un bacione (dove volete voi) a tutti i lettori