lunedì 16 aprile 2012

SPRUZZA CHE TI PASSA IL RAZIOCINIO





Ho trascorso una settimana emotivamente intensa.

Giovedì taglierò il traguardo dei 28 anni.

Ventotto natali, capodanni, carnevali, pasque trascorse su ‘sto cazzo di pianeta, il Terzo Centro Commerciale dal Sole.

Si dice che ogni dannato anno, durante il periodo pre-compleanno, si sia condannati a rivivere interiormente la condizione pre-nascita.

Dio pre-stigiatore.

È come se avessi il ciclo mestruale.
Rido, poi piango, poi rido, poi mi sento goffa e impacciata, poi voglio un paio di scarpe nuove, poi voglio la cioccolata, poi mi sento grassa, poi guardo Grace Anatomy, poi mi invento di avere qualche malattia, poi guardo il Dottor House e mi confermo la patologia, poi prendo una compressa di valium, poi del prozac per combattere il senso di colpa dato dal valium, preso per dimenticarmi della cioccolata, mangiata durante i cofanetti delle prime tre stagioni delle serie televisive che mi hanno reso grassa come mi vedo.

Film pazzeschi questi nervi ottici hanno gustato.

Il primo è stato “Il signore delle mosche”.
Il libro non l’ho letto. Se il film è il gioiellino che è, non oso immaginare quanto pantagruelico possa essere il cartaceo.

Il secondo – già l’avevo visto – è “Before sunset” del geniaccio di Richard Linklater. Praticamente E’ IL FILM D’AMORE, non “un” film d’amore, girato in presa diretta, quasi in tempo reale, per farti essere lì presente.

Un ora e un quarto di pura poesia. Mai visto nulla di simile, se non quando lo vidi la prima volta!!!

Il terzo “Marrakech Express”, dell’altro geniaccio di Salvatores. Calorosissima opera sul potere dell’amicizia e dei milanesi rompicoglioni che, alla fin fine, ti risultano simpatici solo se li gusti al di qua dello schermo.

Ho letto “L’ultima caccia” di Joe Lansdale, opera considerata “narrativa per ragazzi”. Lo consiglio a tutti. Lansdale è veramente un grande scrittore con la “C” maiuscola.

Sono andato avanti nello studio de “Un corso in Miracoli”, mi trovo al quinto esercizio.

Già che ci sono vi consiglio di fare il quarto. È un mantra che dovete ripetervi ogniqualvolta il vostro cervellaccio bacato inizia a partorire stronzate fini a loro stesse col solo scopo di farvi imparanoiare, farvi sentire sbagliati, provare colpa per sciocchezze inutili.

OGNI MIO PENSIERO NON HA NESSUN SIGNIFICATO, COME NON LO HA OGNI COSA IN QUESTA STANZA (o “in questa strada”, o “in questa via” a seconda di dove vi trovate”).

Ridimensionerete il vostro fottuto ego, pian piano troverete pace. La pace del silenzio, sola unica vera fonte di gioia e felicità (inculo alle cagate new age).

Non si può smettere di pensare, neanche quando si medita; se uno proprio siamo condannati a pensare, che non pensi dolorose puttanate decostruttive.

Tipo adesso, che inizio il blog raccontandovi di una spiacevole conoscenza.

C’è una ditta, di cui non faccio il nome, che produce prodotti per il corpo. Fin qui tutto bene, come ripeteva l’uomo che precipitava dal cinquantesimo piano del grattacielo in caduta libera verso l’asfalto del film “L’odio”.

Nascondendosi dietro una “rivoluzionaria” pubblicità simpatica, accattivante, diversamente giocata sul sesso (articoli dai nomi tipo “Sporco”, “Rozzo”, “Pistolone”, “Lussuria”), la ditta offre cosmesi afrodisiaci capaci di rendere “più interessante” la piatta via monocromatica dell’acquirente.

Ho il catalogo sottomano …

brrrrrr…

Ho avuto la sfortuna di provare uno delle armi chimiche offerte da tal ditta – la settimana scorsa, mi è stato regalato un deodorante da una prostituta vietnamita, di anni 6, che lavora nel bordello che ovviamente io mai e poi mai frequenterei, neanche per farmi fare uno di quei fantastici, paradisiaci massaggi alla frutta dell’asilo nido per la risibile somma di €5,50(iva e orgasmo inclusi) - , e sono rimasto shoccato.

L’erogatore ha le fattezze di un ipotetica versione (appunto) baby del CIF, comune prodotto per la casa. È nero, mentre la scritta recante il nome del prodotto è color bianco sperma scaduto l’autunno scorso.

Contiene feromoni, che sono ormoni rettili che i rettili producono per attrarre altri rettili, avere reazioni erettili e scoparseli (gli altri rettili).

Poi dicono che non siamo fottuti rettiliani…

Realizzato al 100% con ingredienti naturali, vegetali.

Il problema è che sa di panettone.
Conosco molte piante, spezie, svariati tipi di erbe aromatiche. Alcune le ho viste e annusate dal vivo, altre mi fu imposto di studiarle a scuole.

Ne tra le “sperimentate in prima persona”, tantomeno quelle studiate, figura la “pianta panettone”.

Se i pubblicitari hanno fatto stabilire agli scienziati che esiste la pianta del panettone, non è affar mio, solo che nessuno mi ha avvisato, manco una cazzo di mail sull’argomento mi hanno spedito, shtì bashtaaardi.

Bene: sappiate che vivete su un pianeta dove la Bauli ha brevettato un vegetale capace di donrci un frutto che gli antichi si limitavano a consumare nel periodo natalizio.

Mi chiedo se la stessa diavoleria genetica produca anche zucchero a velo.
O, se una pianta che secerne zucchero a velo sia in fase di progettazione nei laboratori Monsanto.

Microsoft Word riconosce il nome “Monsanto” senza segnarlo come errore… brividi feromonici…

Dioporco, lo spruzzino costa 19,00€… e non c’ha manco le mandorle, perdio.

Il catalogo dice che è uno spray dopo doccia e la cosa mi puzza (perdonate l’involontario gioco di parole).

Uno si fa la doccia per non puzzare e poi spende diciannove euro per diventare un panettone ambulante?

“Spray dopo doccia alla menta afrodisiaca per rinfrescare il corpo, non sbagliare un colpo” (e all’olfatto del prossimo fare gran’ torto!).

… menta afrodisiaca?

Quando andavo dalla nonna e mi preparava la granita alla menta mica mi arrapavo.
Sarà perché mia nonna era vecchia?

Sarà perché era mia nonna e io (almeno ufficialmente) all’incesto non ci ho mai creduto?

Non significa che perché mi piaccia la pallacanestro debba per forza esser un cestista, magari un jazzista sì (studiare armonia, solfeggio, è palloso).

Sto divagando?
Tutta colpa di quell’odore nelle narici dall’altro ieri.

Recita la recensione: “L’importante nella vita non è perdere i colpi”.
Penso che chi ha creato questo prodotto di “colpo” non se ne sia perso manco uno, soprattutto quelli indirizzati al cervelletto.

Con questo pistolone alla menta afrodisiaca avrete in mano l’arma vincente per andare in giro freschi, profumati e irresistibili.

Nulla da obbiettare: “pistolone” l’erogatore lo è. Il prodotto è per pistola – sei un pirla se acquisti “formaggio spray”, figurati cosa diventi se compri “panettone spray” manco per mangiartelo, spruzzartelo addosso pensando che aiuti a scopare più del solito.

Avrete in mano l’arma vincente per andare in giro freschi, profumati e irresistibili: “freschi” nel senso che ovunque andrete vi cacceranno via e fuori, all’aria aperta, c’è da stare freschi quanto vorrete.

“Profumati”… profanati d’ogni tratto d’umanità. Anche questo, sì!

Infine “irresistibili”…
Cazzo, se è vero. Sfido io: resistere più di quattro secondi in uno luogo in prossimità d’un appestato del genere.

Il finale consiste in una vera perla di “poetic marketing” rubata paro paro da Sergio Leone:

PERCHE’ QUANDO UN UOMO COL PISTOLONE INCONTRA UN UOMONO CON LO STICK, QUELLO CON LO STICK E’ UN UOMO MORTO.

E te credo: per quanto faccia cagare, un deodorante stick non è olfattivamente rintracciabile nell’arco di 18km. In più, se non ce l’hai addosso tu quel profumo, chi lo subisce passivamente non può essere che un uomo morto.

In fondo in fondo, non è proprio una ditta da buttare nel cesso (inquinereste mezzo Mar Tirreno).

Almeno sono onesti. Sono i primi pubblicitari che dicono esplicitamente, senza giri di parole: “Il mio prodotto è davvero merda assassina”.

Il finale mi ha commosso; se c’è una cosa che apprezzo in un essere umano è l’onestà. I pubblicitari li colloco 15 gradini sotto gli esseri umani. Eppure…
Inebriatevi dell’onestà di questi pubblicitari: dopo avervi detto (avvisati) che il loro deodorante appesta peggio dell’agente arancio usato in Vietnam (non certo per donare vitamina C ai feti deformati), la recensione termina con:

COSPARGETEVI DA CAPO A PIEDI DOPO LA DOCCIA E USCITE A FAR DANNI.

Non aggiungo altro.
Potevano dirvi: “Spruzzatevelo in ogni dove e andate a rimorchiare”.
Invece vi hanno detto: “Spruzzatevene una boccetta intera, andate in giro ad appestare i profanae goyam come voi, mietete vittime, portate avanti il piano di decimazione mondiale voluto dal gruppo Bielderberg.

COSPARGETEVI E USCITE A FAR DANNI, mica “spruzzatevelo e andate a cuccare”.

È stato un gran regalo, scoprire a 28 anni che il mondo non è così nero come lo pensavo, e che persino nell’era della disumanizzante globalizzazione persino i pubblicitari comincino ad avere un anima e, perché no, una coscienza.

Se siete interessati a portare avanti CONSAPEVOLMENTE i piani del Club Bielderberg, cioè ridurre la popolazione mondiale a 500.000 “unità” entro il 2025 (data che hanno stabilito), senza però rinunciare alla vostra individualità, al diritto di esprimere la vostra creatività nell’atto di odorare di panettone, sappiate che il prodotto è disponibile anche in versione PROFUMO, LAVADENTI, SAPONE, GEL DOCCIA, SHAMPOO PER CAPELLI, SHAMPOO PER PELI PUBICI, CREMA DA BARBA, E CONFEZIONE REGALO (nel caso voleste sterminare una famiglia in particolare).

Scherzi a parte, sono prodotti davvero simpatici.

Entro il 2025 il 90% di noi non ci sarà più.

Se proprio dobbiamo schiattare, un uscita di scena con stile non guasterà affatto.
Per il resto, anche se mi mancano 13 compleanni da scontare sulla terra, prima che mi appestino con un altro prodotto letale…

TANTI AUGURI A ME, TANTI AUGURI A ME, TANTI AUGURI FE-LI-CI. TANTI AUGURI A ME.

E checcazzo me ne faccio degli auguri?

Augurare “Buona fortuna”, l’ “augurare” in generale è un'altra facciata della parolaccia che è “speranza”.

La speranza è una perversione partorita da politici e preti per tenersi stretti elettori e fedeli scemi.

… e per non far confessare i chierichetti dai magistrati. Le denunce sono maleducazione.

Ci vediamo la settimana prossima, quando sarò più vecchio, più stanco, forse più saggio.

… a meno che non decida di spruzzare tutta la boccetta in casa con le finestre chiuse…

lunedì 9 aprile 2012

COME FAI A TROVARE SE NON SAI QUELLO CHE CERCHI, EH?





Una volta, parlo di tanti anni fa, c’era tutto un altro rapporto con la scrittura.

Anzi, diciamo che c’era un rapporto.

Tele-visione e grafema-visione erano ben distinte e rispettate.

Chi si rincoglioniva di tv poteva anche rincoglionirsi di libri. Fosse alta letteratura o spazzatura, poco importava.
Parlo del rapporto uomo-materiale cartaceo.

Rapporto uomo-libro.

Nella magnifica autobiografia di Stephen King, “On Writing”, che consiglio a tutti, anche a chi non è interessato della vita del Re, tantomeno alle sue lezioni di scrittura – che costituiscono la parte centrale del saggio/romanzo, vi sono pagine che mi sono piaciute parecchio, quelle in cui King racconta quand’era ragazzino, e insieme al fratello scriveva, stampava e vendeva una piccola rivista, mi pare “David’s rag” , dove esponeva la cronaca dei cazzi del loro quartiere.

Poi una rivista scolastica dove venivano derisi i professori.

Per motivi economici o, più propriamente INTENZIONALI - è l’Intento l’unico motore d’ogni nostra azione, mica la figa o i quattrini - fenomeni simili, cioè giornali di quartiere, sentite e appassionate riviste di ragazzi (non i soliti pietosi volantini fascio anarco comunisti annichilisci coscienza divulgati da centri sociali o F.N) non compaiono più sulle nostre “tavole” di buongustai letterari.

Tranne che per…

Nei pub, nei bar, in espositori ai bordi delle strade d’ogni città ci sono bizzeffe di giornalini finanziati da attività commerciali locali, i quali riportano varie notizie.
Si va dalla cronaca populistica atta a convincerti che il male sono la droga e i negri di merda (mica Tu con la tua testaccia di cazzo spaventata piena di pregiudizi d’ogni genere) alla cronaca politica.

L’Intento che mi spinge a imbrattare il post di stamattina è l’incontro che ho avuto con una di queste riviste, spulciando la sezione finale, gli ANNUNCI.

In verità sono giornalini di merda che andrebbero aboliti (per diventare ancora più razzisti e rancorosi ci basta guardare il telegiornale una volta al giorno) , non fosse per la “Sezione dei disperati”.

Viviamo nell’era di internet, del 4-D, della realtà virtuale, della realtà anale, eppure esiste ancora gente “Alta, bionda, atletica, prestante, che cerca persone affini per rapporto di coppia serio e duraturo” , che tenta di sistemarsi socialmente per corrispondenza, grazie a riviste come REPORTER, che è quella che ho sotto mano.

Il post di oggi analizzerà alcuni annunci di…

Basta giudicare.
Demolire e basta!!!

Le tipologie di richiestA d’aiuto sono: ARREDAMENTO, ELETTRODOMESTICI, ABBIGLIAMENTO, BAMBINI, ANIMALI, AMICIZIE, MATRIMONIALI.

In una pagina ci sono le prime 6.

La sezione dedicata ai/alle pirla convinti/e di realizzarsi infilando un anello al dito di sconosciuti, in una costosa baracca denominata “chiesa”, di fronte alla statua di un cadavere fittizio, storicamente mai esistito, con tre chiodi nel corpo, sotto attenti occhi di un pedofilo vestito da stronzo auto elevatosi a portavoce di Dio, occupa tutta l’altra pagina.

Rapporto 6:1.

Let’s the party start!!!!!!

In questa era telematica vi è un “55enne DI BELLA PRESENZA” (lo dici tu, cicccio; se eri bello non ti nascondevi tra le parole di un giornalino del cazzo), BUONO E GENTILE. MI PIACE RIDERE E SCHERZARE (un Essere più vero e sacro della sindone!), NON LIBERO MA SCHIAVO DI UN LEGAME CHE NON POSSO SCOGLIERE.

In questa Era telematica, arcigni strumenti del diavolo come patti col diavolo e bambole voodoo sono ancora di gran moda; qual è il legame che non si può sciogliere?

Quello che ti sei legato intorno al collo a mo’ di cappio, brutto stronzo.

Sentiamo cosa cerca.

“Desidero conoscere una signora/signoriNa, max 45 anni (proprio ‘na signorina, magari che non abbia ancora avuto il ciclo) per trascorrere momenti in dolce compagnia (con motosega e vibratore, vero?) serenità e dialogo. SE ANCHE TU TI SENTI MOLTO SOLA (comprati un cazzo di cane!) E TRASCURATA, O SEMPLICEMENTE DESIDERI CONOSCERE UN UOMO CHE SIA BUONO E GENTILE CHIAMAMI.

O attaccati al tubo del gas, e fai un favore a ogni singola dimensione dell’universo.

Abbiamo ora un paziente particolare.
Dalla descrizione che da di sé penso sia un pugile.

MARCO 43ENNE (“43enne” è il cognome di Marco?) biondo, occhi azzurri, mt 1,68, kh 68…

… all’angolo destro in pantaloncini rossi?

Sembra l’inizio della telecronaca di un incontro di pugilat.
Non è questo il problema, bensì la matrice aliena dell’annuncio.
Quel “KH 68” checcazzo di unità di misura è?

Sarà il modello di un fucile antimateria prodotto dai plutoniani…



Il Sig. 43enne si definisce un tipo “normale” (come soleva dire Albert Fish mentre divorava il culetto delle sue piccole vittime cotto al forno con patate), “sincero” e POSIZIONATO.

Chi sa spiegarmela, chi sa cosa significa “posizionato” è pregato di (E)seguire le istruzioni illustrate N°6 righe sopra.

Non è finita.
Dopo “posizionato” seguono altre auto celebrazioni: SENSIBILE (come un clitoride slabbrato), GENEROSO (come il papa) GIOVANILE (come ognuno dei suoi 43 compleanni) DINAMICO (come un airbag), VARI INTERESSI.

Solo un banale sociopatico mezzo prete posizionato a capretto e in crisi di mezza età può avere “vari interessi” al di fuori del culto della sua persona, perché quali cazzo di interessi puoi avere in questa società piatta, soprattutto quando cerchi un legame sentimentale postale?

Sapete checcazzo cercava, dopo 10 righe di lodi a sé stesso) ?

CERCO UNA DONNA, PARI REQUISITI (cioè una banale sociopatica posizionabile a capretto, mezza suora sentimentale facilmente impressionabile in piena crisi di mezza età) VALIDA E DETERMINATA PER COSTRUIRE FUTURO INSIEME.

Avessi i soldi gli regalerei i mattoni per costruirsi il futuro.
O per porSi fine all’agonia.
C’è il numero di memobox e della casella vocale.

Volessi, potrei contrattarlo.
Volessi…

Passiamo ora a…

Un altro posizionato 59ENNE…
A 59 anni starei attento a posizionarmi perché giunti alla soglia dei sessanta anni, fare movimenti troppo bruschi comporta inconvenienti come letali colpi della strega e paralisi semi permanenti.

Spero per il Posizionato che, da quella posizione, riesca a spingere il pulsante del salvavita Beghelli…

Abbiamo poi un 55enne amante del ballo (liscio) che cerca una signora (gassata) per andare a ballare o per frequentare insieme un corso di ballo.
Da qui, al “vieni su a vedere la mia collezione di farfalle”, al “non è come pensi: telecamera, filo spinato, acido e motosega sono per protezione” il passo è breve.

LIBERO 56ENNE (da quando Lincoln liberò gli schiavi è proprio tutto un altro cazzo!) IN BUBONA FORMA FISICA CERCA AMI-

E no.
Nooooo, perchéééééé?!?!?
Perché gli avete troncato l’annuncio, come farà a poter condividere la sua libertà con una donna di pari requisiti decisa e determinata a passare gli ultimi 15, 20 anni della sua vita ancorata a una testa di cazzo posizionata??

Comincio a pensare che, in realtà, “LIBERO” sia un nome proprio di persona maschile singolare.
Nell’era di internet inizia a essere d’imperativa moda chiamare le persone coi nomi delle più note multinazionali.

Tra qualche anno avremo bambini che si chiameranno ALICEMAIL, YUTUB, LUCAMCDONALD, ARTUROBLOCKBUSTER , per non parlare del piccolo Googolino.

… ‘coddio…

Quali orrori manifesta la mia mente contorta, tutt’altro che libera e di bella presenza 56enne…

Andrei a incontrare un altro di questi casi clinici di mezza età.

Chi abbiamo?
Ah, sì, HO 53 ANNI, SONO UN DIRIGENTE (di tutto tranne che della tua vita sentimentale), SONO ATTRAENTE (come una calamita smagnetizzata), ESUBERANTE (come una pasticca di Viagra made in Taiwan rimasta in magazzino tra i topi paurosi, a temperature superiori a 50°C per oltre 6 anni) LEALE (come il cantante Fausto) e CORRETTO (come un compito in classe d’italiano).

MI PIACE ASCOLTARE LA MUSICA (sapevo che era un anima più unica che rara), LA FOTOGRAFIA (appunto; riesce a godersi le foto con le orecchie), VIAGGIARE (quando si fa le seghe) GIOCARE A GOLF (dove, a turno, svolge sia il ruolo di mazza, che di palla, che di buca) E ADORO ATTORNIARMI DI GENTE BELLA E POSITIVA.

Ultimamente ho incontrato gente che, di positivo, aveva solo il test dell’HIV.
Forse lo sfigato sono io…

Sentite come va avanti, il Dirigente: TI CERCO FEMMINILE, BRIOSA, PER SERIA AMICIZIA E POSSIBILI SVILUPPI (altrettanto seri e spermatici).

VUOI CONOSCERMI?
Si, a patto che l’incontro avvenga in un luogo molto affollato, a qualche metro da una stazione di polizia o, almeno almeno a non meno di 14 passi dalla sede centrale della protezione civile… così potrò ricevere un salvataggio posizionato, solare e di bella presenza.

HO 38 ANNI… e basta?

No, il tizio possiede molte qualità che ce lo farà amare.

FARMACISTA... questo quasi quasi lo vado a conoscere.
Avere accesso a psicofarmaci seri e dinamici Gratuitamente è un lusso tanto posizionato quanto brioso e positivo.


SONO UNA RAGAZZA (ahh, è una signorina; chissà se è anche atletica e dinamica) TIMIDA E RISERVATA (che riesce ad esprimersi con 13 salami, solo in webcam) ED E’ PERQUESTO MOTIVO CHE MI SONO RIVOLTA ALL’ABC.

… ?...

SONO BIONDA, OCCHI CASTANI, FISICO LONGILINEO, ATTRAENTE, FEMMINILE E MODESTA.

La modestia in persona.
Io aggiungerei “omissiva”.
Di questi tempi, se sei bionda, occhi castani, longilinea, attraente, femminile e modesta, non puoi che essere anche sfondata.

No?

O-MIS-SI-VA.

TI CERCO GENTILE, POSATO (come uno stronzo sul marciapiede) DI BUONA CULTURA PER SOLIDA RELAZIONE E POSSIBILI SVILUPPI (anali, vaginali, labiali, peristaltici e fecali).

Cazzo, qui c’è un biblico.

33enne DI NOME MATTEO, FACCIO IL FALEGNAME (di croci e, perché arrivassi sano e attraente a 33 anni ho dovuto fabbricare una croce per un coetaneo rivale che, pare, di ‘sti giorni, sia tornato dal mondo della putrefazione) GIOVANE DI ETA’ MA ADULTO NEI PENSIERI (e nelle perversioni).

Ora l’annuncio si fa interessante perché Matteo il falegname inizia a parlare di sé in terza persona, come se fosse spiritualmente innalzatosi in soltanto due righe di annuncio.

(Matteo) HA UN BUON LAVORO, UNA CASA DI PROPRIETA’ E UN CARATTERE DOLCE E PREMUROSO… SPECIE PER QUANTO RIGUARDA I SENTIMENTI E DESIDERA INCONTRARE UNA RAGAZZA SEMPLICE, LEALE, SINCERA DI CUI POTERSI INNAMORARE FOLLEMENTE E REALIZZARE IL DESIDERIO DI POTER METTERE SU FAMIGLIA.

Sì, metter famiglia su- la croce.

Mattè, Mattè, non ‘contarti palle.
Torna alle origini, torna a Betlemme, impugna scalpello e pialla.
Sbrigati: il tuo acerrimo rivale è appena risorto.
Rinchiodalo, fintanto che è ancora indebolito da 72h d’immobilità permanente.

Pesco l’ultimo annuncio.
Vorrei chiudere in bellezza.
Chiudere in pace dinamica, positiva, solare, sincera, attiva e posizionata.

Per rimanere nel campo semantico della sacralità pasquale, Benedetta è la candidata ideale per i nostri scopi denigratori.

BENEDETTA, 39enne NUBILE, MORA CON OCCHI VERDI, DAVVERO MOLTO AFFASCINANTE.
Già me la chiaverei!

SONO REALIZZATA NEL LAVORO MA INSODDISFATTA NELL’AMORE.
… scopati il lavoro, no?
Non venire a guastarci i piani, echeccazzo, proprio oggi che è pasqua e abbiamo la casa piena di uova da infilarci in ogni dove!

È SCONTATO DIRE “VOGLIO UN RAPPORTO SERIO CON UN UOMO INTELLIGENTE”… e allora zitta, porcoddio.

È DIFFICILE SPIEGARE COSA CERCO.
… e allora zitta, porca madonna.

QUALCOSA DI SPONTANEO CHE NON ABBIA BISOGNO DI FORZATURE, BASATO SU RISPETTO E FIDUCIA RECIPROCHE. SE SEI D’ACCORDO, CHIAMAMI.

Se non sei d’accordo comprati l’accordatore o impara a suonare fuori tonalità come faceva Mike Stern nel disco Thicks.

Ripeto una cosa, l’unica cosa che ho capito.

CERCO QUALCOSA DI SPONTANEO CHE NON ABBIA BISOGNO DI FORZATURE, BASATO SU RISPETTO E FIDUCIA.

L’unica cosa che mi viene in mente è uno stronzo.
Nel senso: solo un cilindro fecale, sintetizzazione di un pasto vegetariano da agricoltura biologica può vernir fuorì à la carte.

Quando mangi sano la cacata ti viene spontanea (SPONTANEO), senza dover troppo sforzare il buco del culo (CHE NON ABBIA BISOGNO DI FORZATURE), e per quanto ti è venuta bella e facile non puoi che rispettarla (RISPETTO) ed essere fiducioso per un futuro senza emorroidi (FIDUCIA).

Cos’ho imparato scrivendo questo post?
Che è meglio che metta il culo in carreggiata, che diventi atletico, simpatico, intelligente, dinamico, solare, esuberante, falegname, farmacista, alto almeno 1m70, amante del liscio, della fotografia e bramoso di attorniarmi di gente bella, positiva perché, se arriverò a 50 anni senza aver raggiunto tutti questi traguardi non potrò MAI, MAI PIU’ SCOPARE, a meno che non mi rivolgerò a delle orribili rivistuncole del cazzo.

lunedì 2 aprile 2012

ISTANTANEE SNAPSHOTTOSE





Vado a prendere il caffè sotto casa. Ci sono gli scolari delle medie, Mattia alquanto scazzato (è il barista, guarda il nel vuoto vuoto, seguendo un suo ritmo interno alterna “Dio porco/dio cane” preparando i panini per gli aperitivi alle 7:45), e fa quello che ho raccontato nella parentesi.

Non ci fossimo presi la briga d’inventare anche le parentesi (parlo dei grafemi “( )” ) come faremmo a districarci nei periodi sintattici?
Magari capiremmo di più.

È stata un intonsa domenica intensa.
Tirava vento, ero coperto fasciato da camicia, maglia a manica lunga, maglietta a manica corta.
85 digitazioni finora.

Dove vorrà arrivare?

Lunedì scorso sono andato al VinItaly, è stato un delirio interiore.
Non tanto perché ero ubriaco quanto perché ero lì sul luogo del delitto, anche se non c’eravamo.

Voglio divorziare da me stesso, ‘fanculo cosa pretenderà lo Stato.

C’era un tizio al bar, fissava il vuoto come Mattia, solo che si stava aiutando con una 0,5, fottutamente angosciato, mi sono sentito preso in causa, gli ho chiesto “Cos’è che ti tormenta?”.
“Il lavoro”.
Chiedo “Sei sicuro che è per colpa del lavoro… in che settore lavori?”.
“Cucina. Faccio il cuoco negli hotel”.
“Dov’è il problema?”.
“Mi hanno promosso. Adesso ho un lavoro di responsabilità. Diocàn, go delle responsabilità”.
“Le avevi anche prima; queste sono più pressanti?”.
“Figa, il lavoro, dio càn… ti serve lavoro? Cerchi lavoro?”.
“Volendo… sì, cerco lavoro”.
“Vai a fare domanda”.
“Così creo l’offerta, no?”.

Un dialogo pressappoco così, tra me e il cuoco neoresponsabile di non so dove.

La testa di Buddha – il corpo ce lo siamo venduto - scruta in pace, adagiato dove lo adagiammo, sulla pelle del bongo sopra il tappeto a spirale, dove ci sono (in ordine) la chitarra elettrica, l’acustica, l’altra acustica e la classica sistemate come fosse lo schema di un particolare Human Design (certe volte gioco a fare lo stronzo di me stesso).

Mi sento solo, adesso.
Ma so che la parola di dio può lenire le sofferenze.
Anche se stamattina la parola di dio è “’fanculo me stesso, perciò sei fottuto pure tu”.

Wow.

Sono sempre le “brave persone” ad andarsene.
Direi che, più che “brave” sono sagge.
Prendere una simile decisione è sinonimo di saggezza.

L’offerta crea la domanda.
Una stronzata crea una cacata.
… vai un po’ a studiarlo all’università 10 anni…

Ci insegnavano che “la domanda crea l’offerta”.
Con la testa che ci troviamo partoriamo domande del cazzo, e l’offerta determina ciò che ci circonda, un mondo a doloroso senso unico.

I pubblicitari impostano, programmano la forma mentis collettiva da marmaglia consumatrice.
Le nostre domande sono degne del loro lavoro di programmatori umani.
Affidabilità, confort, sicurezza, garanzia: concetti vuoti ad ammaestrarci.
A guidarci.
Questa è la nostra visione.
Wow ancora una volta!

Ho perso quasi tutti gli amici perché non ero presente.
Davvero valutassimo il mondo in termini di “presenza” ci accorgeremmo che “esistono” solo poche menti presenti…

Rido quando sento: “Ehhh, poverino/a, ha sofferto tanto perché la famiglia non era presente”.
Se la famiglia avesse fatto le meditazioni dei Maestri spirituali più diffusi tra gli scaffali della Coop, ora sarebbe una famiglia presente, e tutti i membri vivrebbero felici e contenti, no?

L’offerta crea la domanda e la domanda crea l’offerta; è indifferente.
I pubblicitari creano perversioni che noi consumatori decodifichiamo come esigenze, e ne vogliamo sempre più (eccoti la “domanda”).
Un incognita che percepiamo come “domanda” crea l’offerta, e una distorsione consumistica chiamata “offerta” crea la domanda che ci meritiamo.
Viene in mente il simbolo dell’infinito, il serpente che si morde la coda, il cane che si morde il non so checcazzo mordermi.

Ieri ho appreso una frase di grande valore umano (e storico).
“Mi ha liofilizzato i coglioni”.

!!!!!!

Per generare il pensiero che poi ti condurrà a disidratare l’apparato scrotale di un essere umano, metterlo in un barattolino con tanto di etichetta, brevettarlo, produrlo su vasta scala, commercializzarlo, venderlo al pubblico, devi essere perversamente sofisticato più di un gerarca nazista.

Le tre lettere che stamattina hanno la priorità nel mio merdoso cervellino sono W-O-W.
Altri lavori non li so fare.

Il programma “Word” mi sta dicendo che ho bisogno di inserire una tabella in questo scritto.
Cosa starà cercando di dirmi?

Perché?

Layout di stampa: MA IO NON VOGLIO STAMPARE.
Non voglio stamparmi come la principessa Diana.
Non voglio.

I miei vicini detestano l’arte troppo alta.
Me lo fanno sapere sbattendo contro il muro ogni volta che attacco la chitarra elettrica (volume a 0,2).

Ora, io non sono razzista ma penso che non amino l’arte perché sono slavi, e la musica forse gli ricorda il cazzoGoranBregovic del papà che ogni mattina, pomeriggio e sera erano violentemente costretti ad assaporare fino all’ultimo millimetro della gola, mentre la mamma li massacrava di frustate riprendendo con una videocamera da pochi soldi, per poi vendere lo snuff movie così da ricavarne soldi per un paio di panini che avrebbe permesso loro di continuare a vivere nello stesso modo a senso unico fino alla fine del regime giorni.

Per questo li perdono, concedendogli un sonoro feedback battendo anch’io contro al muro.
Chissà come la interpreteranno.

Nel palazzo ci siamo noi, gli slavi, un malato mentale e un pugno di falliti che fanno finta di essere un Assicurazione. Certe facce… non li invidia manco la punta del mio cazzo.

L’assicurazione produce rifiuti da manager (una bottiglia d’olio, una di latte, vari snack e succhi di frutta in tetrapak) che poi imbustano e lasciano in giro per le scale.

L’altro giorno ho trovato un cartello attaccato sul portone, “I gentili condomini sono pregati di gettare i rifiuti al di fuori dello stabilimento”.

C’è un'altra scuola di pensiero che pensa che, in realtà, sia il malato mentale a buttare i rifiuti all’interno dello stabile e, per non destare sospetto affigge cartelli al portone perché sa che per non essere incriminati si deve necessariamente nascondere il corpo del reato nel posto dove la polizia non cercherà mai, cioè sotto i loro occhi.

Abito con una persona che non gradisce quando bevo.
Sarà per lo show…
Penso che smetterò per farle piacere.

Esistono vini “da meditazione”.
Per me tutti i vini sono da meditazione; dipende come ne gestisci le conseguenze.
Tra paradiso e inferno il passo è breve nella tua testa.

Quando mi viene l’idea scema che il mondo esista e che le conseguenze di tutto ‘sto schifo ricadano direttamente su di me agisco proprio da cane.

Per questo penso che mi getterò all’interno dello stabilimento.

La mia morte sarà un atto sovversivo nei confronti della pace condominiale.

Verrò martirizzato e i leader mondiali avranno una scusa per ripristinare l’ordine dal caos e creare il tanto ambito Nuovo Ordine Mondiale.

Ma senza di me sul pianeta, il nuovo ordine farà cagare più del vecchio.
Sia per i leader che per gli schiavi.

Live or Exist. You have the key.
… of your ass…

lunedì 26 marzo 2012

CENTIMETRI UMIDI IN PROFONDITA' E LUNGHEZZA


LO STO LEGGENDO, E' SPETTACOLARE.
HITLER E' UNA PERSONA, UNA FIGURA CHE NON CAPIREMO MAI E POI MAI.
UTILIZZANDOLO COME PRETESTO\SPECCHIO CI PUO' AIUTARE A CAPIRE MOLTO DI NOI STESSI.
CONSIGLIO QUESTO LIBRO, "IL MISTERO HITLER" A TUTTI, SOPRATUTTO A CHI NON GLIENE FREGA NIENTE DI HITLER E DEL NAZISMO.
Questo è un libro sull'umanità, non su uno psicopatico con la faccia da pirla, tantomeno su un movimento politico di teste di cazzo esaltate e pelate che ancora oggi fa breccia nel cuore di parecchi robot rincoglioniti dall'odio e dall'ignoranza.



"IL SENSO DELLA VITA" DEI MONTHY PYTON: UNO DEI FILM PIU' DIVERTENTI, INTELLIGENTI, SPIETATI, RIVELATORI, BEN GIRATI E MONTATI CHE ABBIA MAI VISTO.
AS-SO-LU-TIS-SI-MA-MEN-TE (vabbè, abbiamo capito, sai dividere in sillabe, bravo!!!) DA VEDERE ("vedere" non lo sillabo, ok?).
ECCO.
PER-FET-TO-!-


IL MASSIMO DI "SESSUALITA'" CHE RIUSCIAMO A IMMAGINARE; PROBABILMENTE, NEANCHE TU ARRIVI OLTRE, "ANCHE SE NON TI SEMBRA"


Prendiamo forma nel sesso, nasciamo dal sesso, viviamo col sesso – i più fortunati - respiriamo sesso, desideriamo sesso ignari di cos’è, a cosa serve, come si faccia, quali siano i requisiti hardware minimi per poterlo sperimentare come una connessione senza beccarci virus.

Immagini, domande, perplessità.
Risposte inutili.
Domande sbagliate.

Approcciamo all’Arte Suprema come fosse una gara obbligatoria dove non c’è posto per secondi posti, pena la perdita dell’autostima, dell’amor proprio, della reputazione.
In mezzo a quest’oceano nero, chi riesce a godersi una bella scopata degna di tal’ nome?

Come fai a godere quando ti senti messo alla prova?

Possono riuscirci solo certi atleti.

Per fare l’amore basta averne da dare, ed essere pronti a riceverne. Elevata capacità muscolare, migliaia ore di allenamento alle spalle sono i requisiti di chi vuole andare alle olimpiadi.

Parlare di sesso è tabù come le omonime caramelle alla liquirizia: se ne parli troppo poi ti viene la diarrea. Aver paura di parlare di una pratica umana tra le più sacre è frutto di secoli di oscurantismo, immotivati sensi di colpa generati da menti spaventate dalla vita e dall’illusione di “Dio”.

In famiglia si preferisce spiegare come ci si deve comportare per vivere correttamente, cosa si deve fare per sedere tra le file dei giusti, venire rispettati ed essere ammirati.

Poi si bestemmia per i brutti voti e le bollette da pagare.

I genitori non spiegano nulla ai figli, preferiscono – come fu fatto con loro – inventarsi cazzate incasina psiche tipo la cicogna o i bebè nati sotto un cavolo.

- Perché i bambini appena nati sono sporchi di sangue?
- È perché il cavolo aveva il mestruo?

Probabilmente l’affamata cicogna (al cavolo) gli aveva dato un morso, prima di andare a fare le sue consegne a domicilio.

Maghi del computer usano il mouse come fosse un naturale prolungamento del braccio non sanno dov’è ubicata la “porta usb” dalla quale sono passati per venire a questo mondo di macchine, flautiste sanno suonare il piffero solo se è morto, palestrati si allenano sempre sempre sempre, persino quando si tratta di fare “altre” flessioni.

Lecito dirlo: non abbiamo capito un cazzo, la situazione non è per niente fica.

Associamo gli organi sessuali a “parolacce”, nessuno vuol sentire “volgarità”, tantomeno pensarle.

In condizione di doverlo mostrare senza vestiti, ci vergognamo del nostro corpo come fossimo assassini colti in flagrante poi, per giustificarci, tiriamo fuori la religione.

Penso che il dio narrato dalla teoria creazionistica non abbia creato Suo figlio in maglia e pantaloni a meno che, invece della cicogna, quel giorno fosse di pattuglia la gazza ladra.

In tal caso, spiegato il mistero del furto dei vestiti di Adamo e famiglia.

Eva vide il serpente e, priva di sigilli mentali scemi, ci si mise a parlare…
La metafora di Eva e la biscia tentatrice l’analizzerei pragmaticamente, proprio vogliamo essere realisti: fu tutto un altro parlare.

Anziché come interlocutore lo usò come microfono: se lo mise tuttu in bocca

Se vogliamo essere realisti non ci mettiamo a disquisire di favolette indottrina masse, affrontiamo il “problema” a viso aperto.

Comunque, una maledizioncina alla chiesa è lecito mandarla; la follia generatrice della radice del male se la ride lì, stravaccata tra le toghe nere che dalla notte dei tempi condannano simili argomenti (per penetrarne altri, che immancabilmente si traumatizzano).

Disconoscere il sesso è disconoscere la vita.

Ecco spiegate TUTTE le guerre; bucare un umano a distanza, secondo la nostra “logica”, appare più ragionevole e spontaneo che penetrarlo amorevolmente a distanza ravvicinata.

Siamo il frutto dei nostri pensieri. Occorre dargli una ripulita.

Ci sarà impossibile fare l’amore, fin quando saremo convinti che non ne abbiamo da dare.

Barattiamo un atto divino in cambio di inappaganti performance sportive, insoddisfacenti per ambedue le parti. L’uomo non sa cosa soddisfi una donna, cosa le piaccia, cosa le provochi un orgasmo. Non è in grado di toccarla, tantomeno accarezzarla, inquinato da follie insensate cagate fuori – e ampiamente condivise – da persone comuni, “medici” , opinionisti e personalità di “rilievo”.

Per l’uomo, il Punto G è un posto dove c’è ottima ricezione per il cellulare.

La donna è ignara dell’Energia femminile, si sta trasformando in un finto maschio superficiale, diventando peggio di un uomo - modello del cinema, rinnegando la natura che le è propria.

Condannati a un inappagante vita di ciack a vuoto.
Come per tutto il resto, dipende da noi.
È solo una scelta.

Difficoltoso, scegliere quando non si ha la più pallida idea di quanto ci si sia allontanati dall’Essenza del sesso, dei grandi miracoli che può far accadere nel quotidiano.

Fin quando rimarremo confinati nel falso, bigotto perbenismo dei nostri padri continueremo a vivere e scopare come lavoriamo, come ci alleniamo, come guardiamo svogliatamente un film noioso.

Non conoscere la propria natura ed essere incapaci di fare l’amore; sono queste la vera blasfemia, e le immonde volgarità che dovrebbero disgustarci.

lunedì 19 marzo 2012

NO, NON CI VOGLIO CREDERE... ESSU', DAI, PER FAVORE!


UN LIBRO CHE LASCIA IL SEGNO NEL SEGNO DEL SEGNO.
CONSIGLIATO A STOMACI BLINDATI E RINFORZATI.
E A CHI HA UNA PSICHE IN TITANIO













Ogni paio di mesi – più o meno – ci viene presentata una nuova moda.
Per moda intendiamo “come dobbiamo apparire per amarci ed essere apprezzati dagli altri”.

I termini “Moda” ed “estetica” vanno di pari passo, sono la stessa cosa.
Cambiasse mensilmente la “moda di pensiero” saremmo in sella – letteralmente – al cavallo dell’Evoluzione.

Il comune modo di pensare – cos’è giusto, cos’è sbagliato, cosa va, cosa è brutto – rimane immutabile, statico e stitico.
Cambiando mondo di vestirci, di acconciarci i capelli, crediamo di renderci la vita varia, colorata, trendy, casual, e altri puerili aggettivi banali.
Cazzate coniate in laboratorio per renderci come A LORSIGNORI GOVERNANTI fa comodo.

Siamo una massa grigia di coglioni tutti uguali, dentro e fuori.

Gli stilisti stabiliscono cosa sarà “in”, cosa “out”, così facciamo il diavolo a quattro pur di rientrare nei “canoni di normalità”. Vedessimo per strada, in ufficio, un uomo con la maglia della tuta, abbinata a pantaloni eleganti, subito penseremmo “è pazzo”.

Una mente un pizzico diversa penserebbe “Guarda che eccentrico” (difficilmente il termine “eccentrico” lo sentiamo in tv, perciò do per scontato che pochissimi lo conoscano e lo utilizzino).

Presuntuoso?

Il 90% di noi apprende, vive la vita attraverso la tv.

Le mode sono transitorie, mutano in continuazione poi spariscono. Magari tornano a distanza di decenni “modernizzate”, rese più intriganti agli occhi delle nuove generazioni.

Anche il nostro pianeta è transitorio nell’universo, costantemente soggetto a mutazioni.

E presto passerà di moda.
Con la differenza che non tornerà.

Una moda che a me sta particolarmente sui coglioni è scoppiata un paio d’anni fa.
In passato ci veniva dato qualche assaggio di una simile, particolare, sottile presa per il culo, ora è dappertutto.

Installare autovelox – sembrano distributori di caffè al gusto merda - è tra le più infantili manovre attuate dal regime per renderci sempre più schiavi impauriti.
Telecamere di sorveglianza, tutor, autovelox: strumenti per il controllo delle masse.
Con la scusa della “sicurezza nelle strade” il lucchetto alle nostre catene si fa sempre più stretto.

Grazie al nostro pieno consenso; siamo noi a richiedere più sorveglianza, maggiori controlli.

Vi pongo una domanda.

Se ve la siete fatta, e avete una risposta, vi prego di contattarmi.
Con una mano sulla coscienza, l’altra sul portafogli: sarei curioso di sapere chi è realmente convinto che un esercito di macchine fotografiche, installate ai bordi delle strade per immortalare gli automobilisti che guidano a velocità superiori rispetto quella stabilita come appropriata, possano aumentare la “sicurezza”?!
Su una strada il limite è 70Km/h. Ch’io sappia, fino a 10km in più (rispetto al limite) la macchinetta non si proclama Bresson della stradale e non scatta la dannata foto.

Da 11km in poi potrete dire “cheese” , sentirvi la trave del Sistema conficcata nel didietro.

70, 80 all’ora: dov’è il pericolo?

Posso squartare un ciclista anche a 50, dov’è il problema?

Dov’è la sicurezza?

Certo, se vi falciano a 60 dove il limite è 50, state pur certi che il trasgressore avrà la sua bella multa e giustizia sarà fatta.

Ve la godrete dall’aldilà.

Oppure, prendiamo le zone dove si può andare a 50Km/h.
Vi rendete conto cosa succederebbe se anche solo 10 automobili rispettassero il limite?
Si creerebbero file mostruose. I ritardatari, imbottigliati nel traffico impazzirebbero, qualcuno tirerebbe fuori un arma e farebbe giustizia a modo suo.
Purtroppo non avremmo la foto dell’assassino.
Propongo di applicare una targa sul volto di ogni patentato.
Non parliamo dei tratti dove si deve andare a 30; alcune auto ingranata la prima schizzano a 50 appena sfiori l’acceleratore.

Cosa dovranno fare per non prendere una multa, scendere e procedere a spinta?
Perché non installare dispositivi a radiofrequenza che, agendo sulla parte elettrica del motore, limitandone la potenza impossibiliteranno le automobili ad andare più veloce del dovuto?

Pensate che bello: avremmo tutti il pilota automatico.
Perderemmo una consistente fetta di libertà individuale; se è questo il prezzo da pagare per stare sicuri, perché no?

Ci stanno prendendo per il culo, spillandoci soldi con facilità unica.

Il dettaglio che mi fa più incazzare è come ci trattino da bambini scemi e ritardati.
Ci mostrano il lupo cattivo (le infrazioni) poi ci danno dei sistemi di difesa per non essere aggrediti (sorveglianza e controlli).

La sicurezza è un solo un'altra illusione con cui vi fanno fare ciò che vuole chi sta al potere.

Ci spaventano con pirati della strada, terroristi della viuzza, poi ci propongono una soluzione scema, limitante le libertà individuali, presentandocela come l’unica cosa da fare e noi a chiappe alte: SIIIIIIIIII, SIIIIIIICUREZZAAAAA, AHHHHHHHHHH.
Vi dico come stanno le cose. È facile saperle, basta fermarsi un attimo, osservare, analizzare la questione.

TUTTI NOI, nessuno escluso, potrebbe morire da un momento all’altro.

Nessun posto è sicuro.

I TERRORISTI, I COMUNISTI, I FASCISTI, I MAGHI, I CARTOMANTI, I TRUFFATORI DELLA DIETA A ZONA, GLI ALIENI, GLI SPIRITI MALVAGI, e i pirati della strada sono O-VUN-QUE.

Perché siamo noi, abbiamo il terrore di noi stessi.
Nessun luogo è riparo.

Decidete di chiudervi in casa perché lì non può succedervi niente?
Ok, vi do ragione un paio di consigli per stare ancora più sicuri.

1) Mettere agli spigoli di ogni mobile dei rivestimenti di gomma protettiva - se sveniste, potreste sbatterci una tempia, diventare tronchi umani vegetali, vivere il resto dei giorni mangiando omogeneizzati da una cannuccia mentre vi cagate addosso - , togliere immediatamente i tubi del gas (se scoppiassero?), smettere di passare lo straccio sul pavimento (sapete ogni anno quanta gente muore scivolando in casa?), togliere tutti i lampadari (se vi cadessero in testa fracassandovela?), staccare la corrente (ci metti un attimo a rimanere folgorato,), rimanere immobili sul divano (sperando che una scossa di terremoto non faccia crollare il tetto) respirando il meno possibile (in ogni casa è pieno di microbi, batteri, e in più sappiamo che i terroristi usano armi batteriologiche (ogni giorno a pranzo e cena, soprattutto su Retequattro e le altre maggiori reti televisive).

2) Per stare più sicuri nella sicurezza installate 1 telecamera (ALMENO UNA) in ogni stanza dell’appartamento: venisse giù il tetto, i soccorritori lo saprebbero, verrebbero a salvarvi a sirene spiegate.

Non morirete, sarete felici e liberi di tornare a vivere in un'altra prigione ancora più sicura.

Col sorriso in bocca e la sicurezza che non vi succeda niente di brutto.
Che non vi succeda NIENTE DI NIENTE.
Non vi succederà più niente.

Però, sapete come funziona con certe esperienze traumatiche.
Guardata la morte in faccia, non ti senti più sicuro come prima.

OPZIONE 3:
Potreste ingaggiare una guardia del corpo – sicuramente, molto presto, ci verranno fornite gratuitamente dallo Stato, per combattere l’inquinamento e il terrorismo – , un bestione esperto in tecniche di combattimento e di soccorso che vegli su voi e la vostra famiglia 24h al giorno, controllando cosa mangiate (sapete quante vittime miete il colesterolo alto?), controllando ciò che leggete (apprendere troppi concetti negativi fa cadere in depressione e la depressione uccide o porta al suicidio, che comunque non è un rimedio sicuro; se per sbaglio ti sparassi alle tempie, grazie alle telecamere arriverebbero i soccorritori, vi salverebbero condannandovi a vivere più cechi di adesso), controllando come vi sdraiate sul letto (anche rivestiti di plastica, gli spigoli dei mobili mietono migliaia di vittime ogni anno), controllando cosa sognate (recenti studi effettuati dalla NASA hanno dimostrato che i brutti sogni causano crisi epilettiche e fanno collassare il sistema respiratorio, e potreste morire soffocati, a meno che non ci sia qualcuno sul posto capace di staccarvi la lingua dal palato).

Lo so, ho detto una cazzata, perché 1 totale, infallibile, eterna sicurezza esiste.
Io so di sapere che l’unica sicurezza che ho è che posso essere SEMPRE sicuro di me stesso, di non avere paura di niente e nessuno.

Perciò, lo Stato può schiaffarsi quelle macchinette su per il culo.

L’impatto veloce azionerà il sensore del velox e scatterà una foto.

Quando andrà a pagare la multa per aver sorpassato il limite di idiozia, lo Stato guarderà le sue viscere, si accorgerà che è marcio, che ha il cancro, che sta per morire.

In tutta sicurezza.

lunedì 12 marzo 2012

... UN PO' DI SANA TRAGEDIA...









BEL LIBRO ITALIANO DEGLI ANNI 60.
CONTRIBUI' AD AIUTARE I GIOVANI, CRISTIANI ITALIANI A FARSI QUALCHE DOMANDINA TIPO: E SE TUTTO QUELLO CHE STIAMO VIVENDO NON FOSSE REALE?





Da anni sono smisuratamente affezionato al sito dell’Ansa, per il quale provo grande stima e, perché no, gli voglio bene più di quanto ne voglia a me stesso.

Come disse Giuliano Ferrara: “Non esagero”.

Ogniqualvolta sperimento in prima persona lo spiacevole inconveniente di potermi definire “in pace”, come scialuppa di salvataggio dal mostruoso, osceno oceano della pace interiore posso sempre ripiegare su quell’oasi di ristoro.

Basta una cliccata, tutto torna merdoso come prima, cioè allo stato naturale delle cose. E posso felicemente tornare arrabbiato, demoralizzato, spaventato, deluso, impotente.

Siamo stati creati per soffrire, vero?
È così che il buon dio, una mente superiore, ci ha creato; per stare male, no?
Bene.

Così vi voglio.
Guardate “Fight Club” ogni giorno, siate sessisti, xenofobi, razzisti, incazzati il più possibile, vedrete che il mondo diventerà un posto migliore, ancora migliore della miglioria che già è.

Siate come vi vuole il Sistema e tutto filerà liscio.
Giù per il culo di vostra madre.


Oggi sarò il vostro privato cicerone, per mano vi condurrò nel mondo dell’Ansa; dico “il mondo dell’ansa” perché i giornalisti creano un mondo inverosimilmente assurdo, scemo, insensato, violento, opprimente più di quello “reale”, e ce lo spiattellano di fronte agli occhi compiaciuti.
Con nostro pieno consenso, of course; sei tu a cliccare.

Se nel mondo succede davvero solo ciò che millantano Ansa e colleghi, così come ce lo fanno propongono ogni giorno, proporrei di attaccarci collettivamente al tubo del gas.

Quando non ci sarà più nessuno a leggere orribili, inutili “notizie” del cazzo, saranno costretti a rileggersele loro.
Il resto verrà da sé.
Da qualche parte la giustizia divina esiste.
Fidatevi: non è opera di dio.

Recessione tecnica: un modo tecnico per ricordarci tecnicamente che continueremo a prenderlo nel culo?
Anche Paganini, John Petrucci, Randy Rhoads erano tecnici, con la differenza che – per lo meno a me - lo toglievano, anziché spingerlo affondo.
Nell’era di internet s’è proprio ribaltato tutto.
Prenderlo in culo, a testa in giù, può essere elettrizzante.
Voi che dite?
Mettetevi in ascolto.
Magari non vi piace così come vi siete convinti.

Ahi, ahi, ahi, il prezzo della benzina s’è alzata.
Ho la soluzione: dovremmo tirare un atomica sull’Iraq, uccidere tutti i terroristi cattivi, farci mettere il microchip di nostra spontanea volontà, essere liberi di vivere consapevolmente da schiavi, nell’attesa che il governo si inventi altri modi per farci paura.
Non è la “fica” il vero motore del mondo.
È il terrore del terrore.
Meta-terrore.
Che bello vivere sulla Terra oggigiorno, non mi stanco mai di assaporarlo.

Non a caso la notizia successiva ci informa che adesso Obama farà giustizia!
Peccato che la “sua” giustizia – a parole - la manifesteranno sul piano materiale un pugno di ritardati tra i 18 e i 30 anni con la testa rasata e il cervello vuoto.

Obama godrà della “sua” spaparanzato nel suo mega appartamento presidenziale, facendosi spompinare da bambini e altre innocenti creature presidenziali.

Per fare giustizia, rendendo onore al significato alla base del termine, Barack dovrebbe ammettere pubblicamente che lui, tutti i suoi predecessori erano solo fantocci, uomini di paglia, impotenti pedine dei banchieri, poi capire che è uno schifo di burattino, infine farsi saltare il cervello in diretta.

Così poi potremo vendicare la sua morte bombardando un'altra nazione senza colpa.

Calderoli attacca Alfano: 'Voi state con la sinistra'. Bossi: 'E voi state con la massoneria, brutte teste di cazzo col cazzo moscio. Monti è un dramma come lo è stato il mio ictus, risponde solo alle richieste dell'Europa, delle banche, dei suoi confratelli, i quali si contattano con infantili simboli segreti da terza elementare. Faremo la Padania, costi quel che costi. Una volta fatta la Padania ci assicureremo che ogni padano si farà, in vena, ogni 5 ore, per mantenere la purezza del dna ariano padano.
La Russa: 'Carroccio corre da solo? Senatur ubbidisce a Roma'. Poi si riprende dalla sbornia di alcoolici e psicofarmaci, si guarda allo specchio, e si chiede: “Carroccio? Ma di che cazzo sto parlando? Inizio a confondere ciò che penso ogni tanto di mia spontanea volontà con quello che mi impongono di dire spacciandolo per miei pensieri personali. Devo farmi una lista, sennò farò ancora più confusionee”.
Pakistan: lei stuprata, lui con la faccia sfigurata dall’acido.
‘Sta notizia è vecchia, la sentiamo succedere da una vita.
Com’è possibile che nei paesi mediorientali, dove fanno la fame nera, che tutti abbiano facilmente accesso all’acido, al vetriolo, più che all’acqua potabile?

‘sta cosa puzza di metastasi.

Sarkozy:Francia forte, Europa da blindare.
Avrebbero dovuto blindare la troia di sua madre; coscienziosa, all’inizio lei voleva abortire con tutto il cuore, saggia santa donna.
Poi le hanno offerto un abbonamento vitalizio a “Tv sorrisi e canzoni”.
Nei suoi panni, mi sa che, sì, avrei fatto la stessa scelta.

Maltempo al sud: vento, pioggia, disagi.
Cazzi vostri, io abito dai padani!!!
Morite, brut’ terùn!!!

Turchia: 11 operai morti in un incendio. Sono state inviate ambulanze sul posto.
‘coddio, un modo così rivoluzionario per risolvere la situazione non lo si concepiva dai tempi della scoperta dell’acqua calda.
Gli orientali stanno tecnologicamente sincronizzandosi al nostro passo occidentale.
In maniera direttamente proporzionale le nostre notizie diventano sempre più talmente sceme, manipolatorie, che ormai penso che per fare il giornalista basti saper recitare a memoria l’alfabeto fino alla lettera “H”.

Maradona al fisco: Voglio chiarire.
Fisco: faremo un ispezione a sorpresa nelle sue narici.

Sevizie su di un bambino di 3 anni, arrestata la madre.
“Era solo per il suo bene”.
Assolta con lode!

AHAHHAAH, SIAMO ARRIVATI, LE PROFEZIE DI BILL HICKS E GEORGE CARLIN SI SONO AVVERATE.
In Cina reality show shock con condannati a morte giustiziati in diretta.

Di tutte le perversioni umane, quella del concetto di “Dio” è la più laida e schifosa, insieme all’icona della madonna, gran puttana – con tutto il dovuto rispetto per le prostitute venefiche che hanno partorito dopo essere state regolarmente scopate, come natura vuole, mica come la madonna.

L’inferno inventato dalla chiesa pedofila per spaventare i poveri ignoranti non esiste nel sottosuolo , è quissopra, sulla terra inquinata.
I sub umanoidi che concepiscono simili barbarie sono solo “dannati più degli altri dannati”.
Farete fatica a crederlo ma hanno tutto il mio perdono.
Per attuare una follia simile devi vivere una vita talmente schifosa, indegna, da non aver mai sentito manco per sbaglio pronunciare la parola “pace”, tantomeno sperimentarne la condizione.


Jonny Deep in un altro film di Tim Burton.
A sto punto, meglio comprarsi la parabola.
Dicono che i programmi in Cina stanno diventando interessanti…

Fukushima: 1 anno dopo la tragedia, invece di andare avanti, si mettono a ricordare la tragedia.
Mirabile esempio di come essere intrinsecamente teste di cazzo.
Li capisco; che vita sarebbe senza inutili sofferenze?
Continuate a pregare, e un'altra sciagura di cui lamentarvi arriverà.
E avrete altre occasioni per rimembrare pure quella.

UOMO NATO DONNA PRIMA MAMMA MASCHIO.
Dio porco nato morto da donna prima mamma di Giuseppe falegname tarlo?
Tutti quegli anni a scuola non potevano che servire per essere capace di decifrare notizie con titoli così criticamente, labirinticamente enigmatici.

Rihanna sexy per un nuovo spot di Armani Jeans.
Rihanna sexy… tolto l’essere sexy agli occhi di vuoti androidi, e rafforzare il falso, innaturale stereotipo di un femminile robotico, quale utilità può avere quella scrofa nel nostro universo?
Facesse come le sue colleghe, cioè fungere da incubatrice ambulante.
E anche se lo facesse, sarà la massima aspirazione a cui potrà mirare, se non si toglie dal cervello tutta quella spazzatura.
Proprio bello essere donna come lo è lei!
Sii donna : allarga le gambe, attendi la puzza di pesce, fa passare nove mesi, poi caga.

… un po’ pochino per le perfette creature-figlie di dio…
Magari sono io che sono un pelino ambizioso…

Mi ha proprio fatto bene visitare il sito dell’Ansa.

Sono pronto per affrontare una magnifica settimana odiando il prossimo, pregando satana con tutta l’anima affinché le favolette sceme scritte nel libro dell’Apocalisse non siano solo l’ennesima invenzione del Sistema dittatoriale pubblicitario mondiale per indurci ad ancor più terrore.

Essere umani in questo mondo è già terrorizzante di suo.
Perché affondare un infetto dito sporco dentro una spanata piaga purulenta?

Sarà che non tutti hanno gli stessi hobby.

A lunedì prossimo.

Ah, ho notato che quando divento “più spirituale”, le visite al mio blog calano, per alzarsi vertiginosamente quando mi cimento con l’immondizia come quella di oggi.

Ho paura che molti di voi presto si convertiranno all’Ansa.

Ognuno è libero di scegliersi il tumore grazie al quale schiattare.

Comunque, vi voglio bene lo stesso, miei avvelenati lettori.

A presto.

CIAUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

lunedì 5 marzo 2012

REMEMBERING&DISCOVERING


BETTER THAN DRUGS. TRY IT, IF YOU DARE!!!





http://www.youtube.com/watch?v=SWtxxZx0C5s


Stai per impazzire, è arrivato il momento, hai tutto il necessario, te ne vai, lasci tutto alle spalle.
Sei pronto per una nuova vita, hai tutto il mondo da scoprire. Girata la pagina con scritto “fine prima parte” hai altri centinaia di fogli bianchi.

Cazzate.

Lasci dietro solo il piano della materia. Dentro porterai sempre posti, suoni, colori, gesti, facce, personaggi dell’Atto I°.

E lu vìno.

Cazzo, quanto vino, abbiamo battuto alla stragrande i record epatici di tutti vacanzieri tedeschi sbarcati in Italy con le valigie piene di birra, cappellino idiota da idioti, sandali a dicembre, calzini ad agosto.

Pelosi, col pancione, si trascorrono addosso la giornata, immersi come strofinacci sudici in piscina, quando a tre passi dall’ingresso del villaggio turistico vasto e sconfinato s’agita il mare estivo.

Mi sono sentito/mi sento un po’ di merda ripensando a un mio Amico vero, al bello che è stato crescerci insieme tra gioie, sbornie, cose a tre – mai terminate - , pianti, dolori finiti persino in tribunale, noi due contro un pugno di teste di cazzo sbarcate da un'altra galassia (pietosa), in combutta con avvocati rettiliani semina parcelle nibiriane.

L’ultima visita nella mia terra d’origine, ove regnano bifolchi che, come avrebbe detto Bill Hicks, fosse ancora fisicamente tra noi, “non hanno ancora i pollici, s’accoppiano tra loro, ti presentano sorella, moglie, e davanti hai una sola donna, sono pochino indietro nella scala evolutiva”, non sono andato a trovare questo fratello perduto.

Non me la sentivo.
Si chiama Paura.
Il finto, errato motore del nostro mondo.

Probabilmente si è offeso, ha tutti i buoni motivi, mi sono comportato da stronzo egoista.
Non sto qui a giustificarmi; almeno una volta tutti avete avuto paura, sapete come funziona quando hai la tremarella, cento discordanti canzoni tutte insieme nella testa, culo stretto, cuore appoggiato alla gola.

Se non altro, il cuore non può uscirti dal buco del culo.
Certe atrocità avvengono solo nei romanzi di Palahniuk.

Chissà se alla fine Nantalia l’ha letto “Haunted” …

Chissà come te la passi, se te la spassi.

Dalle casse “best friend” di Ewan Dobson, manco a farlo apposta.
Come ieri dopo pranzo, un paio di lacrimucce.
Un altro paio.
Altre cinque, sei.
2+2+5+6 lacrimucce fanno un pianto, no?

Ne sono ancora in grado, significa che sono umano.
Umano e vivo.

Così ti saluto, vejo.
Tinto, tinto, chinga tu madre, boracho.

Ho passato sabato sera guardando “La musica nel cuore”.
L’avevo visto tempo fa, in condizioni spartane. Sentivo di doverlo rivedere.
In biblioteca hanno pochi film; coincidono con tutti quelli che mi interessano.

Davè davero, pazzesco.

D'altronde siamo noi a creare la nostra realtà.

Finito il filmone sono andato a dormire.

Sono uscito dal corpo.

Ero sobrio.
2 birre a cena non fanno testo, più che altro alimentano cirrosi.

La prima fase dei sonni intrapresi a stomaco strapieno – durante le proiezioni ho mangiato 1 pizza con melanzane e radicchio, ½ kg di insalata mista, 3 cetrioli - e lo ribadisco, sono ottimi anche da mangiare, fidatevi; per una volta provate a introdurli dalla bocca, non esistono solo per fungere da sostituti del datore di lavoro, dell’amante o dei genitori.

Hanno vietato l’erba.
Mica tutta.

Ieri sera ho fatto una grande scoperta, esiste altra erba allucinogena oltre la Marijuana, magari in questo momento ne avete il frigo pieno però la usate a piccole dosi solo per accompagnarci bistecche e cazzi vari.

Quando ero sul punto di entrare in fase REM Michael Stipe si sentì geloso dei cetrioli, disse che aveva perso la sua religione, che ero una persona automatica, fuori dal tempo, e col cazzo che standomi dietro m’avrebbe più concesso una nuove avventure in HI-FI.

Oltre il piccolo gioco semantico, torno sul letto, coperte intrise di sudore, brividi elettrostatici invadevano i tessuti di cui sono ricoperto, impregnando le coperte di incomprensibile liquida follia da sogno nel sogno, nel sogno.

Sono a casa di un amica; nella sceneggiatura del sogno vivevo lì.

Sento vociare, proviene da sotto casa. M’affaccio, un gruppo di ragazzi messi in cerchio sta suonando. Chitarre, bassi, amplificatori, una batteria in mezzo di strada.
Dal palazzo di fronte correndo esce un ragazzo incazzato, si fionda sulla band strillando. Come una morsa umana, il gruppo gli si stringe attorno , spintonandolo, dandogli pugni, calci rotanti stile van Damme in “Senza esclusione di colpi”.

Uno di loro diventa alto due metri, assesta un calcio volante alla mandibola del nemico, il poveraccio fa un volo cartoonesco a velocità accelerata, esegue una piroetta stile “Scott Pilgrim vs. the World” contorcendosi su sé stesso, si schianta contro il muro, scivola giù a rallentatore come la brioche che un compagno delle elementari – oggi vive in manicomio – schizzò sul muro dell’atrio mentre stava subendo una mossa di wrestling.

Mi percepisco nel letto.
Occhi serrati, vorrei aprirli, impossibile, pesano come la colpa dei genitori di Charles Manson.
Una pernacchia gracchiante.
Forte, assordante.
A sinistra.

Da uno spiraglio delle palpebre percepisco i contorni di un entità, sta fissandomi dallo spiraglio dell’armadio. Ruota, pernacchie assordanti s’abbassano di tonalità divenendo baritonali.

Una parte di me è in pericolo, dovrei avere paura. Sono solo inquieto.

L’armadio si apre.
Dentro ci sono io, mi sto guardando mentre dormo.
Ho il braccio teso, sotto le coperte, le sento appiccicate sulle nocche della destra, tesa come se stessi dando un pugno. Il cuore danza appesantito, quasi duole. Petto in fiamme, incapace di girarmi, paralizzato dalla testa ai piedi. Gli occhi focalizzano un amalgama di fuochi spumeggianti, vulcanici, colori simili allo shuffle random di media player (in modalità “lettore musicale”).

Il battito segue il ritmo della danza, colori, rette, sinusoidi all’interno dello schermo creano un enorme posto di blocco psicofisico emozionale.

Sono nel letto, nell’armadio e in piedi, a occhi chiusi.
Registro il mondo da sei occhi, percependomi ovunque. Sto andando di là, ho dimenticato di chiudere la porta d’ingresso.
Non lo faccio mai.
Ora mi sento in pericolo.

Apro guardandomi il braccio con un occhio solo, l’altro è sbarrato. Intorpidito, barcollo.

Sono a casa mia.
La porta d’ingresso è aperta.
Per le scale è buio.
Sono calmo.

C’è una presenza in sala.
Sono entrati.

Avanzo a passetti, controllare se ci sia qualcuno, se hanno rubato qualcosa - a parte computer e chitarre non c’è niente di valore.

Apro l’armadio, vado alla finestra, i musicisti sono scomparsi.
Luci di lampioni notturni illuminano la strada deserta.
Il cielo è spento.

Sotto le lenzuola ho freddo, sono agitato, sto parlando a distanza con la mia compagna, è al centro dell’enorme sala della casa di Tania. Discutiamo riguardo un diverbio avvenuto ore prima. L’io alla finestra sta soffrendo, vivendo come fossero sue le sensazioni provate da Elena, le quali si materializzano al centro della camera da letto sottoforma di astratta eppur geometrica porzione di spazio semi mobile circoscritta da contorni vaporosi neri, contemporaneamente dietro la testa di me affacciato alla finestra della sala, dopo aver chiuso la soglia d’ingresso, mi giro di scatto, altre pernacchie in camera, dove sono nel letto, solo, paralizzato, spaventato, smarrito.
Ubiquo.

Le pernacchie cedono il posto a una risata angosciante dietro il lato sinistro di Me nel letto, i brividi di terrore riescono farmi aprire gli occhi appena appena da scorgere i primi bagliori del nuovo giorno entrare a sprazzi dalle finestre.

I tre io si connettono telepaticamente, poi fisicamente, sentono un fuoco nel petto, la certezza di aver capito qualcosa di importante.

L’Uno, il Tutto, la comunione tra Me e i Me passati.

Si può aver paura di ciò che si è stati, talvolta ci si mette in condizioni di rincontrarsi per confrontarsi.

Situazioni di pericolo tendono a far riunire le masse, facendole sentire parte di un unico grande organismo coalizzato contro il nemico comune.

Solo ora, ricordo che fuori dalle scale… c’ero ancora io.

Non so quale io, non so spiegarmi perché anche quell’Andrea si fosse recato alla rimpatriata di maschere passate, anche perché non l’ho visto, l’ho dedotto successivamente.

La morale di questa storia sono due: molti di noi passano una vita senza neanche avere un vero amico (un abissale abisso separa i “conoscenti” dagli “amici).
Io ne ho avuti almeno 5, posso di essere più fortunato della fortuna.

E quando avete paura, o siete troppo in paranoia per contattare il vostro spacciatore, fatevi un giro al mercato ortofrutticolo, comprate un paio di chili di insalata.

Ne sono più che ben forniti.