Porca troia ho ancora il computer a puttane e non posso aggiornare il blog... e c'è molto da scrivere.
C'è uno che, qualche post fae, mi ha detto di andare a lavorare .
Deve stare molto attento perchè io ho lo scudo di capitain america e insieme ad iron man andremo a casa sua a fargli il culo in nome della giustizia, della bandiera e di quelle zoccole che mai ce la daranno, dando il via a una catena senza fine di sms minatori dal carattere totalmente infantile seppur postmodernamente inquietante, come quella volta che ci scordammo come ci si siede e ci ritrovammo al prontosoccorso con le gambe dietro alla schiena e la gente non riusciva a capire ma divertita scherzava sul fatto che quell'autunno dell' 80 i joy division annullarono il concerto perchè ian curtis stava già tramando un metodo per togliersi di mezzo alla svelta, permettendo ai suoi familiari di incassare milioni con i 97 album registrati che, uno alla volta, ogni anno invadono le librerie ebree del bronx, il che fece sorridere anche l'architetto, intento a giocare con un dreidel rubato al negoziante di un negozio specializzato in menorah di seconda mano, lucidi e vitali in tutto il loro essere contortamente, seppur palesemente, dei pistoni della tromba, la stessa con la quale miles davis riscriveva le leggi basilari della musica, donandoci il be bop, genere musicale che pochi ascoltano e nessuno capisce, miles compreso che, dopo una corroborante cena in paradiso con pastorius e zappa disse: - A chi negro di merda? Ok, ora vi faccio vedere se pago il conto, - alchè i commensali si ritrovarono nella merda sul serio perchè il Dorsia, si sa, consta un occhio della testa di un polifemo qualsiasi, tradotto in trentaquattro lingue solo in Italia, e se ci pensi è divertente perchè l'italiano medio non parla una vera e propria lingua ma sproloquia dialetti, rendendo la nostra fantastica grammatica un guazzabuglio odiontoiatrico e buggaronescamente lezzosesco, per tutti quelli tesserati al partito comunista e contemporaneamente alla videoteca sotto casa mia che non è vero perchè c'è una lavanderia gestita da una cecoslovacca rumena che non si capisce bene da dove venga perchè qui da noi chiamano negri tutti quelli che non vengono dalla nostra fantastica penisola dove si mette un sacco di olio dappertutto e di fatti 100cl di olio hanno le calorie di 100g di pasta e se non muovi il culo diventi un fottuto lardone e ci stamo a fare gli svelti che la cucina mediterranea è la migliore di tutte e a me fa ridere perchè mi sono reso conto che, a parte mangiare, spacciare e fare la figura dei coglioni in tutto il globo, non siamo un cazzo: solo una serie di consumatori poco interessanti e malparlanti, non riusciamo a capire neanche cosa di dice un tizio che abita a tre ore di macchina da casa nostra e siamo tutti al nord e gli altri sono tutti terroni perchè si sa che un marchigiano si sente del nord quando, se ci vai a pensare, che cazzo cambia ed è una domanda ma il punto di domanda non lo metto perchè porco dio non bisogna mettere i puntini sulle i perchè mettere i puntini sulle i sarebbe discriminazione razziale nei confronti delle altre lettere, palesemente spoglie, però c'è da dire che la Q è una O con una gamba, il che vuol dire che può alzarsi, camminare e condurre una vita pressochè soddisfacente, lontana dal tran tran routinario della misera vita dell'alfabeto, se non fosse per quei lazzaroni massoni degli uffici postali che ci imbrogliano con pacchi minatori, che spariscono nelle loro loggie, suonando la tromba senza trombare all'atto pratico, perchè dovete ricordare bene che un essere umano come me, cioè io non lego con l'ego del lego, sarebbe troppo egocentristicamente egosita, seppur sia un edonista che non disdegna un induista travestito da sudista che si fa una sega guardando un alpinista che si sniffa una bella pista e sconfinando nel rap è successo un patatrac e tu dimmi che cazzo ci aveva in testa il tizio che si è inventato un'espressione così del cazzo, e mi verrete a dire "che cazzo mi dici allora di supercalifragilistichespiralidoso" e io prontamente vi risponderei che è stato Bush a invetanre quella parolaccia, per controllarci e per non farci andare dal mc donald, comunque posso dire fiducioso che significa che i super calli, cioè quelli grossi, sono fragili e sono anche spiritosi, nel dialetto di una frazione del territorio occidentale di oxaca in Messico, dove producono il Mezcal che fa più schifo della tequila ma ubriaca una cifra di più, perciò concludo dicendo "prendete il cervello di Einstein, dategli la tecnica di Paganini, spruzzategli le sinapsi con anfetamina allo stato puro, squotete il tutto per una mezzoretta, aggiungendo sucessivamente a picere gas e nitroglicerina e otterrete Thomas Pynchon; per leggere una pagina de L'incanto del lotto 49 ci vuole una mezz'ora che però ne vale la pena.
Alla prossima; cercherò di aggiornare il blog settimanalmente.
venerdì 23 maggio 2008
martedì 6 maggio 2008
ESPERIMENTI AMBIGUI


Così siamo andati all’ufficio miracoli per vedere cosa combinavano. Tutti ne parlavano bene, dicevano che quel posto era come una sorta di tempio metropolitano.
In Tibet hanno i monasteri mentre qui a Roma c’è l’ufficio dei miracoli.
In breve: entri, ti metti in fila dopo aver preso il numero progressivo (mica posso fare miracoli, eh!) e attendi il tuo turno. Quando sei di fronte al banco dell’architetto ingegner stregone supremo butti sul tavolo la mazzetta con le banconote e esponi il tuo problema.
Sull’annuncio è chiaramente specificato: mazzette.
Il termine sembra losco ma non lo è; l’ingegnere, cresciuto con genitori cattolicamente castranti, ha sempre subito il fascino di quei film di gangster anni cinquanta.
Preferiva Scarface di Hawks a quello di De Palma.
Ognuno ha i suoi gusti.
Di base la mazzetta doveva essere di 500,00€ tondi, in banconote da 5€ ( per farla essere ancora più voluminosa).
Poi c’era quella di riserva. Dovevi tenerla in tasca.
Lui sapeva che ce l’avevi ma faceva finta di niente; era parte del gioco.
In base alla grandezza del miracolo pagavi.
A prestazione.
Stando in fila, in quella fila, si possono sentire le richieste più allucinanti, imbarazzanti, che possiate immaginare.
Un ragazzo che vuole di colpo il suo tunnel all’orecchio grande il doppio, senza dover procedere ampliandolo progressivamente con gli appositi tunnel.
Gente che vuole la propria Fiat 600 acchittata come una Ferrari, sia esteticamente che internamente (motore, freni, ecc.)
Una signora che è stata in fila per tre ore col gatto putrefatto in mano voleva far tornare a vivere quella bestiaccia puzzolente.
Secondo me era una tattica per fare sparire della gente dalla fila, velocizzando il processo; arrivata di fronte al tavolo dell’ingegnere ha chiesto la laurea in due mesi per la figlia, mica la rianimazione del felino.
L’ingegnere si arrabbiò e invece di ambarabàciccicoccò la fece sparire con un solo gesto.
Dopodiché prese la macchina, arrivò sul comò e si scopò le tre civette. Con le palle svuotate andò di fronte alla figlia del dottore e gli disse: - Ma tuo padre che fa, guarda? Non dice niente alla figlia quattordicenne che fa già le cose a tre?
Lei rispose: - Fatti i cazzi tuoi. A me, quel che devo fare non me lo dice nessuno.
Polverizzò all’istante anche lei così, per puro capriccio.
L’ingegnere una volta è venuto a pranzo a casa mia e sapete che mi ha detto? Mi ha detto: - Quando ascolti della musica ma non sai che cazzo di genere è, dì sempre che è musica indie.
L’ho preso in parola e da quel giorno vivo meglio.
Durante quel fantastico pranzo a base di scaloppine di vitello e porchetta salmistrata alla banana imparai molte cose. Per esempio come far fruttare le azioni in borsa e uscirne illeso con la coscienza pulita, mica come quei broker coscienziosi che alla notte non riescono a dormire perché hanno mandato in mezzo alla strada duecento persone mentre loro erano in sauna a farsi spompinare da una ventenne avvenente che faceva quel lavoro part time soltanto per pagarsi i corsi universitari perché i suoi genitori prima l’hanno fatta e poi un bel giorno le avevano sputato su quel bel musino alla francese un ARRANGIATI grande come la porchetta che stavamo mangiando, mentre mia moglie provava a intromettersi nei discorsi senza successo, perché è risaputo che le donne sono simpatiche, belle, intraprendenti, ma stupide, di fatti lei, nella sua misera condizione si era permessa di chiedere all’ingegnere un cervello nuovo e lui per farla stare zitta l’ha accontentata all’istante, donandole un cervello degno del migliore Thomas Pynchon, di fatti il pranzo è continuato tranquillamente mentre lei se n’è stata tutto il tempo a leggersi “Infinite Jest” in ucraino, diceva che le stimolava l’essere, allora ho chiesto all’ingegnere se per caso le avesse trapiantato il cervello di uno schizofrenico.
E sapete che mi ha risposto?
“La risposta è soffia nell’aria”.
Da quel giorno comprai, volta per volta, tutti i vinili di Bob Dylan, anche i bootleg registrati con una penna a biro a trecento chilometri da dove si stava svolgendo il concerto, in nome della pace, dei bambini morenti e della figa che se la tiene stretta senza dar possibilità alcuna a nessuno di poter sbirciare dentro anche solo per un educato seppur fugace saluto di cortesia.
Alla fine, “vita sociale” è anche questo.
E la fila scorreva e mi chiedevo cosa volesse tutta quella gente. Il ragazzo dietro di me aveva un occhio solo; l’altra orbita era vuota ma sapevo che era andato a cercare qualcos’altro, tipo uno Zippo originale della prima guerra mondiale, quello talmente grande che sembra un portafoglio e più che sigarette potresti accenderci tranquillamente la fornacella che oggi come oggi è diventata barbecue.
Ma scusate, perché i nomi delle cose sono cambiati?
Barbecue.
Operatore ecologico.
Tour operator.
Account.
A volte mi sembrava di vivere in qualche altra parte del mondo, ma poi guardo il Colosseo e sospiro, convincendomi che non sia il portacenere di dio o di qualche colonia aliena che ha portato vita sul nostro pianeta, come recita il manifesto “Dianetics” di Scientology, religione alternativa per menti sveglie.
Una volta sono stato a una loro riunione.
Sono uscito da lì con lo scalda pane della Tupperware.
E un portachiavi.
Il mio turno si avvicinava ma la diarrea mi faceva pensare ad altro.
Willie Wonka e la scena dove si vedono le cascate marroni.
Gli svizzeri multati per una carta buttata a terra.
I compagni russi che arrivano in Italia, prendono il cestello prima di entrare nel supermercato, si fanno un giro, pensano “alla faccia di quello stronzo di baffone” e il loro cuore si apre quando si accorgono che una barretta di cioccolato non costa niente.
E allora spendono dieci euro in cioccolati di terza categoria.
Un popolo che si nutre di cioccolata, non è una buona alternativa per votare Berlusconi?
Mentre questo concerto interplanetario aveva luogo tra le mie sinapsi, ecco che arriva il mio turno.
- Salve ingegnere.
- Salute a lei, Herr Doctor. In cosa le posso essere utile? A proposito, la porchetta di quel fantastico pranzo svoltosi a casa sua due settimane fa era delizioso, anche se per tirare fuori dall’organismo quella porchetta ci ho impiegato un paio di bravi giorni.
- Si vede che era talmente buona che il suo organismo non ha voluto lasciarla andar via.
- Un po’ come due amanti alla stazione: lui sta per partire per il fronte e lei non gli lascia la manica.
- Bel paragone… anche se il confine tra servizio militare, merda e porchetta di mia moglie (ora cattedratica) non è così labile come si pensi.
- Sa che mi ha fatto riflettere su un argomento davvero intrigante dal punto di vista medico scientifico?
- A cosa allude?
- Si immagini: una porchetta ancora viva che caga, bacia la sua dama alla stazione e parte per il fronte, senza comprare cioccolata a sua figlia russa e declamando qualche nota divertente, presa da Infinite Jest, a sua moglie… non le sembra strano?
- Da quando ho scoperto che il mio vicino di casa, dopo soltanto due settimane di corso parastatale di yoga stipendiato, è riuscito a ciucciarsi il cazzo da solo, l’aggettivo “strano” mi ha perso parecchi punti.
- Di quale scala? Mercalli?
- Direi più la minore armonica.
- Quella di Malmsteen?
- Vuole dire che non conosce altri grandi chitarristi che la usano?
- E va bene, sono un nostalgico degli anni 80.
- Appunto: Jason Becker, David T. Chastain: ‘sta gente dove me la mette?
- Mai sentita.
- Ecco perché quando siamo andati al cinema a vedere “Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare” ha preferito avere un rapporto orale con la sua cagnetta Elisabetta.
- Lasci stare, che pensavo fosse un tumore invece mi grattavo perché quella deliziosa scrofetta mi ha attaccato le pulci.
- Guardi il lato positivo; non sarà mai più solo.
- A me bastava la gazzetta del venerdì.
- Ne è proprio sicuro?
- Sicuro come che il papa dà la paghetta settimanale a Bill Gates.
- Ne è sicuro?
- Ecco la ricevuta. Venti euro; gli ha anche detto di farseli bastare per tutta la settimana perché i soldi mica piovono dal cielo.
- Non piovono dal cielo ma il cielo è la scusa per farli piovere dalle tasche dei fedeli.
- Proprio l’altro giorno stavo guardando il telegiornale; la popolarità di padre pio è in ribasso, di fatti lo hanno riesumato, rifacendolo salire in cima alla top ten.
- Con quale singolo?
- E quale se non Padre pio padre buono di Donatello e Gigione?
- Adoro quando padre e figlio cantano insieme; dovrebbero incidere un unplugged stile Seattle o quella roba grunge.
- Ma le vecchiette non riuscirebbero a capire l’infinita magia che esplode fuori dalle corde D’Addario appena montante.
- D’accordo, ma prima o poi tocca a tutti.
- Se hai soldi no; potrai vedere i tuoi nipotini morire di vecchiaia.
- Com’è possibile?
- Proprio per questo mi sono iscritto a Scientology.
- Come si fa ad entrare; dalla porta di servizio?
- Ha presente quando alla domenica, sul corso, ci sono quegli stand dove non si sa mai che cazzo vendono?
- Certo.
- Ecco; se va lì, novanta su cento sono di Scientology.
- E che fanno a Scientology?
- Giocano a Pictionary.
- E chi vince?
- Chi ce l’ha più lungo.
Beccato; quel geniaccio del professore aveva colto nel segno, dopo che lo aveva precedentemente seminato, perché aveva ascoltato la fantastica canzone di Lou Reed “Perfect day” dove verso la fine dice “Raccoglierai solo ciò che semini” e quel “solo” è pregno di significato perché sta a sconsigliare di raccogliere la roba degli altri.
Potreste beccarvi una denuncia e l’amputazione del membro sinistro.
Ma questa è un’altra storia.
Ero andato dall’ingegnere proprio per farmi allungare il pene.
Da molte notti mia moglie accusava una “pedantesca cefalea” (dannato ingegnere e i suoi letterati cervelli sott’olio), così dovetti accontentarmi per molte lune della mia mano destra.
Non era una cefalea.
Era il mio biribirillo che non l’aggradava più come un tempo.
Quando invecchi la disidratazione è totale, gli organi si rattrappiscono e ti senti come di cartavetrata.
- La pregno ingegnere, mi serve un pene più lungo e soddisfacente anche dal punto di vista della tozzezza.
- Ma come cazzo parla?
- Come i giovani di oggi.
- I giovani di oggi non parlano; al massimo ciucciano.
- Come sanguisughe?
- Come troie assatanate. Comunque, è per questo che ha quell’espressione totalmente non rilassata?
- Ci ha preso in pieno.
- Sono sempre stato il più ammirato cecchino del mio corso. Tuttavia, non si disperi. Vede quello là con gli occhiali? Mi ha chiesto tutti i cofanetti di tutte le stagioni della celebre serie televisiva “Magnum P.I.”
- Ma non ho mai capito di cosa parli quel telefilm.
- Niente; un baffuto che scopa le fighe e fa arrestare i cattivi.
- E la gente paga per vedere questo?
- La gente paga anche per vedere persone scoparsi pesci.
- Non mi offenda.
- Mi perdoni: che cazzo ne potevo sapere? Comunque ho firmato una petizione per la liberalizzazione del mercato e dell’erotismo interspecie.
- Davvero?
- Certo. Ho pensato: se un politico può sfondare milioni di culi, un impiegato per bene non può farsi spampinare dal suo pesce rosso?
- Parole sante.
- Come padre pio?
- Di più; come Nek.
- Laura non c’è?
- È andata via dopo aver capito di avere una letale predisposizione al cinema di Notaresco.
- Eh?
- Le autoproduzioni tutte girate alla balera “Jolly” di Notaresco.
- Ah, quegli innocui documentari sul punk in Abruzzo?
- Proprio quelli.
- Se John Waters potesse vedere…
- Lasci stare.
Ci stringemmo la mano.
Era fatta.
Mi diede il manuale per l’allungamento del pene.
È semplicissimo.
Sono una serie di esercizi giornalieri che non ti portano via più di venti minuti.
Come prima cosa: non si deve pensare al pene come ad un semplice vasodilatatore.
Il pene è un muscolo.
Cosa si fa coi muscoli?
Si allenano.
Si poggia un dito (possibilmente il pollice, che è più pesante) - indovinate dove? - e si comincia a stringere e allargare il buco del culo, facendo fare al vostro amichetto su e giù. Col tempo, il pollice non basta più perché il cazzo ha accumulato tanta di quella potenza da potersi permettere addirittura una serata in discoteca con gli amici, tra cubiste fighe dodicenni e buttafuori parlanti ancestrali lingue calabro/abruzzesi.
Il secondo esercizio è psicologico: si deve intensamente pensare al traguardo da raggiungere, desiderarlo ardentemente come il principe di ogni romanzo “Harmony” desidera la pulzella sottostipendiata di turno.
Se non si riesce bene a focalizzare l’obbiettivo, il manuale consiglia di iscriversi ad un corso formativo per manager, di quelli dove ti fanno diventare l’autostima carnivora come un predatore venuto dalla Savana, terra di negri cazzuti.
A questo punto si è pronti per entrare del vaso di Pandora.
Non mi ero mai domandato cosa ci fosse dentro.
Ora lo so.
Pandoro Melegatti, il migliore.
A proposito: che fine ha fatto quella simpatica signora coi capelli a caschetto che ha popolato tutte le seghe della mia infanzia (mi sapeva di porno segretaria col frustino), facendomi diventare un fervente appassionato di Casa Vianello (la Mondaini è anche lei una bella porca)?
La gerontofilia è lo studio delle malattie dei gerani.
Così eccomi qui, dopo tre mesi di duro allenamento spartano, con un cazzo che ha fatto diventare mia moglie la scema di prima (ora non riesce neanche a leggere “Novella2000” in italiano) e riportato la serenità nella vita di mia figlia (che ogni tanto viene lì e mi dice: - Mi ci fai giocare un po’?)
Non glielo permetto.
Prima deve fare i compiti.
E come in tutte le fiabe che si rispettino, avemmo l’illusione di vivere davvero felici e contenti.
Fino a che mia moglie non si fissò con le televendite di Vanna Marchi.
Doveva assolutamente dimagrire perché un mago brasiliano le aveva detto al telefono che essere alti un metro e sessanta e pesare 44Kg e sinonimo di obesità.
Così eccomi qui, con settecento flaconi di American Diet Sistem New Formula Giorno&Notte.
Mangi e non ingrassi.
Dormi e dimagrisci.
Mia moglie è schiattata di cancro.
Mia figlia si è data alla droga e ai Tiromancino.
Io mi ritrovo con un cazzo talmente grosso che non so dove metterlo.
Ma tutte le sere, verso le otto mi guardo Jerry Scotti e penso che, tutto sommato, la vita è bella, come dice Benigni e i suoi tumori.
In Tibet hanno i monasteri mentre qui a Roma c’è l’ufficio dei miracoli.
In breve: entri, ti metti in fila dopo aver preso il numero progressivo (mica posso fare miracoli, eh!) e attendi il tuo turno. Quando sei di fronte al banco dell’architetto ingegner stregone supremo butti sul tavolo la mazzetta con le banconote e esponi il tuo problema.
Sull’annuncio è chiaramente specificato: mazzette.
Il termine sembra losco ma non lo è; l’ingegnere, cresciuto con genitori cattolicamente castranti, ha sempre subito il fascino di quei film di gangster anni cinquanta.
Preferiva Scarface di Hawks a quello di De Palma.
Ognuno ha i suoi gusti.
Di base la mazzetta doveva essere di 500,00€ tondi, in banconote da 5€ ( per farla essere ancora più voluminosa).
Poi c’era quella di riserva. Dovevi tenerla in tasca.
Lui sapeva che ce l’avevi ma faceva finta di niente; era parte del gioco.
In base alla grandezza del miracolo pagavi.
A prestazione.
Stando in fila, in quella fila, si possono sentire le richieste più allucinanti, imbarazzanti, che possiate immaginare.
Un ragazzo che vuole di colpo il suo tunnel all’orecchio grande il doppio, senza dover procedere ampliandolo progressivamente con gli appositi tunnel.
Gente che vuole la propria Fiat 600 acchittata come una Ferrari, sia esteticamente che internamente (motore, freni, ecc.)
Una signora che è stata in fila per tre ore col gatto putrefatto in mano voleva far tornare a vivere quella bestiaccia puzzolente.
Secondo me era una tattica per fare sparire della gente dalla fila, velocizzando il processo; arrivata di fronte al tavolo dell’ingegnere ha chiesto la laurea in due mesi per la figlia, mica la rianimazione del felino.
L’ingegnere si arrabbiò e invece di ambarabàciccicoccò la fece sparire con un solo gesto.
Dopodiché prese la macchina, arrivò sul comò e si scopò le tre civette. Con le palle svuotate andò di fronte alla figlia del dottore e gli disse: - Ma tuo padre che fa, guarda? Non dice niente alla figlia quattordicenne che fa già le cose a tre?
Lei rispose: - Fatti i cazzi tuoi. A me, quel che devo fare non me lo dice nessuno.
Polverizzò all’istante anche lei così, per puro capriccio.
L’ingegnere una volta è venuto a pranzo a casa mia e sapete che mi ha detto? Mi ha detto: - Quando ascolti della musica ma non sai che cazzo di genere è, dì sempre che è musica indie.
L’ho preso in parola e da quel giorno vivo meglio.
Durante quel fantastico pranzo a base di scaloppine di vitello e porchetta salmistrata alla banana imparai molte cose. Per esempio come far fruttare le azioni in borsa e uscirne illeso con la coscienza pulita, mica come quei broker coscienziosi che alla notte non riescono a dormire perché hanno mandato in mezzo alla strada duecento persone mentre loro erano in sauna a farsi spompinare da una ventenne avvenente che faceva quel lavoro part time soltanto per pagarsi i corsi universitari perché i suoi genitori prima l’hanno fatta e poi un bel giorno le avevano sputato su quel bel musino alla francese un ARRANGIATI grande come la porchetta che stavamo mangiando, mentre mia moglie provava a intromettersi nei discorsi senza successo, perché è risaputo che le donne sono simpatiche, belle, intraprendenti, ma stupide, di fatti lei, nella sua misera condizione si era permessa di chiedere all’ingegnere un cervello nuovo e lui per farla stare zitta l’ha accontentata all’istante, donandole un cervello degno del migliore Thomas Pynchon, di fatti il pranzo è continuato tranquillamente mentre lei se n’è stata tutto il tempo a leggersi “Infinite Jest” in ucraino, diceva che le stimolava l’essere, allora ho chiesto all’ingegnere se per caso le avesse trapiantato il cervello di uno schizofrenico.
E sapete che mi ha risposto?
“La risposta è soffia nell’aria”.
Da quel giorno comprai, volta per volta, tutti i vinili di Bob Dylan, anche i bootleg registrati con una penna a biro a trecento chilometri da dove si stava svolgendo il concerto, in nome della pace, dei bambini morenti e della figa che se la tiene stretta senza dar possibilità alcuna a nessuno di poter sbirciare dentro anche solo per un educato seppur fugace saluto di cortesia.
Alla fine, “vita sociale” è anche questo.
E la fila scorreva e mi chiedevo cosa volesse tutta quella gente. Il ragazzo dietro di me aveva un occhio solo; l’altra orbita era vuota ma sapevo che era andato a cercare qualcos’altro, tipo uno Zippo originale della prima guerra mondiale, quello talmente grande che sembra un portafoglio e più che sigarette potresti accenderci tranquillamente la fornacella che oggi come oggi è diventata barbecue.
Ma scusate, perché i nomi delle cose sono cambiati?
Barbecue.
Operatore ecologico.
Tour operator.
Account.
A volte mi sembrava di vivere in qualche altra parte del mondo, ma poi guardo il Colosseo e sospiro, convincendomi che non sia il portacenere di dio o di qualche colonia aliena che ha portato vita sul nostro pianeta, come recita il manifesto “Dianetics” di Scientology, religione alternativa per menti sveglie.
Una volta sono stato a una loro riunione.
Sono uscito da lì con lo scalda pane della Tupperware.
E un portachiavi.
Il mio turno si avvicinava ma la diarrea mi faceva pensare ad altro.
Willie Wonka e la scena dove si vedono le cascate marroni.
Gli svizzeri multati per una carta buttata a terra.
I compagni russi che arrivano in Italia, prendono il cestello prima di entrare nel supermercato, si fanno un giro, pensano “alla faccia di quello stronzo di baffone” e il loro cuore si apre quando si accorgono che una barretta di cioccolato non costa niente.
E allora spendono dieci euro in cioccolati di terza categoria.
Un popolo che si nutre di cioccolata, non è una buona alternativa per votare Berlusconi?
Mentre questo concerto interplanetario aveva luogo tra le mie sinapsi, ecco che arriva il mio turno.
- Salve ingegnere.
- Salute a lei, Herr Doctor. In cosa le posso essere utile? A proposito, la porchetta di quel fantastico pranzo svoltosi a casa sua due settimane fa era delizioso, anche se per tirare fuori dall’organismo quella porchetta ci ho impiegato un paio di bravi giorni.
- Si vede che era talmente buona che il suo organismo non ha voluto lasciarla andar via.
- Un po’ come due amanti alla stazione: lui sta per partire per il fronte e lei non gli lascia la manica.
- Bel paragone… anche se il confine tra servizio militare, merda e porchetta di mia moglie (ora cattedratica) non è così labile come si pensi.
- Sa che mi ha fatto riflettere su un argomento davvero intrigante dal punto di vista medico scientifico?
- A cosa allude?
- Si immagini: una porchetta ancora viva che caga, bacia la sua dama alla stazione e parte per il fronte, senza comprare cioccolata a sua figlia russa e declamando qualche nota divertente, presa da Infinite Jest, a sua moglie… non le sembra strano?
- Da quando ho scoperto che il mio vicino di casa, dopo soltanto due settimane di corso parastatale di yoga stipendiato, è riuscito a ciucciarsi il cazzo da solo, l’aggettivo “strano” mi ha perso parecchi punti.
- Di quale scala? Mercalli?
- Direi più la minore armonica.
- Quella di Malmsteen?
- Vuole dire che non conosce altri grandi chitarristi che la usano?
- E va bene, sono un nostalgico degli anni 80.
- Appunto: Jason Becker, David T. Chastain: ‘sta gente dove me la mette?
- Mai sentita.
- Ecco perché quando siamo andati al cinema a vedere “Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare” ha preferito avere un rapporto orale con la sua cagnetta Elisabetta.
- Lasci stare, che pensavo fosse un tumore invece mi grattavo perché quella deliziosa scrofetta mi ha attaccato le pulci.
- Guardi il lato positivo; non sarà mai più solo.
- A me bastava la gazzetta del venerdì.
- Ne è proprio sicuro?
- Sicuro come che il papa dà la paghetta settimanale a Bill Gates.
- Ne è sicuro?
- Ecco la ricevuta. Venti euro; gli ha anche detto di farseli bastare per tutta la settimana perché i soldi mica piovono dal cielo.
- Non piovono dal cielo ma il cielo è la scusa per farli piovere dalle tasche dei fedeli.
- Proprio l’altro giorno stavo guardando il telegiornale; la popolarità di padre pio è in ribasso, di fatti lo hanno riesumato, rifacendolo salire in cima alla top ten.
- Con quale singolo?
- E quale se non Padre pio padre buono di Donatello e Gigione?
- Adoro quando padre e figlio cantano insieme; dovrebbero incidere un unplugged stile Seattle o quella roba grunge.
- Ma le vecchiette non riuscirebbero a capire l’infinita magia che esplode fuori dalle corde D’Addario appena montante.
- D’accordo, ma prima o poi tocca a tutti.
- Se hai soldi no; potrai vedere i tuoi nipotini morire di vecchiaia.
- Com’è possibile?
- Proprio per questo mi sono iscritto a Scientology.
- Come si fa ad entrare; dalla porta di servizio?
- Ha presente quando alla domenica, sul corso, ci sono quegli stand dove non si sa mai che cazzo vendono?
- Certo.
- Ecco; se va lì, novanta su cento sono di Scientology.
- E che fanno a Scientology?
- Giocano a Pictionary.
- E chi vince?
- Chi ce l’ha più lungo.
Beccato; quel geniaccio del professore aveva colto nel segno, dopo che lo aveva precedentemente seminato, perché aveva ascoltato la fantastica canzone di Lou Reed “Perfect day” dove verso la fine dice “Raccoglierai solo ciò che semini” e quel “solo” è pregno di significato perché sta a sconsigliare di raccogliere la roba degli altri.
Potreste beccarvi una denuncia e l’amputazione del membro sinistro.
Ma questa è un’altra storia.
Ero andato dall’ingegnere proprio per farmi allungare il pene.
Da molte notti mia moglie accusava una “pedantesca cefalea” (dannato ingegnere e i suoi letterati cervelli sott’olio), così dovetti accontentarmi per molte lune della mia mano destra.
Non era una cefalea.
Era il mio biribirillo che non l’aggradava più come un tempo.
Quando invecchi la disidratazione è totale, gli organi si rattrappiscono e ti senti come di cartavetrata.
- La pregno ingegnere, mi serve un pene più lungo e soddisfacente anche dal punto di vista della tozzezza.
- Ma come cazzo parla?
- Come i giovani di oggi.
- I giovani di oggi non parlano; al massimo ciucciano.
- Come sanguisughe?
- Come troie assatanate. Comunque, è per questo che ha quell’espressione totalmente non rilassata?
- Ci ha preso in pieno.
- Sono sempre stato il più ammirato cecchino del mio corso. Tuttavia, non si disperi. Vede quello là con gli occhiali? Mi ha chiesto tutti i cofanetti di tutte le stagioni della celebre serie televisiva “Magnum P.I.”
- Ma non ho mai capito di cosa parli quel telefilm.
- Niente; un baffuto che scopa le fighe e fa arrestare i cattivi.
- E la gente paga per vedere questo?
- La gente paga anche per vedere persone scoparsi pesci.
- Non mi offenda.
- Mi perdoni: che cazzo ne potevo sapere? Comunque ho firmato una petizione per la liberalizzazione del mercato e dell’erotismo interspecie.
- Davvero?
- Certo. Ho pensato: se un politico può sfondare milioni di culi, un impiegato per bene non può farsi spampinare dal suo pesce rosso?
- Parole sante.
- Come padre pio?
- Di più; come Nek.
- Laura non c’è?
- È andata via dopo aver capito di avere una letale predisposizione al cinema di Notaresco.
- Eh?
- Le autoproduzioni tutte girate alla balera “Jolly” di Notaresco.
- Ah, quegli innocui documentari sul punk in Abruzzo?
- Proprio quelli.
- Se John Waters potesse vedere…
- Lasci stare.
Ci stringemmo la mano.
Era fatta.
Mi diede il manuale per l’allungamento del pene.
È semplicissimo.
Sono una serie di esercizi giornalieri che non ti portano via più di venti minuti.
Come prima cosa: non si deve pensare al pene come ad un semplice vasodilatatore.
Il pene è un muscolo.
Cosa si fa coi muscoli?
Si allenano.
Si poggia un dito (possibilmente il pollice, che è più pesante) - indovinate dove? - e si comincia a stringere e allargare il buco del culo, facendo fare al vostro amichetto su e giù. Col tempo, il pollice non basta più perché il cazzo ha accumulato tanta di quella potenza da potersi permettere addirittura una serata in discoteca con gli amici, tra cubiste fighe dodicenni e buttafuori parlanti ancestrali lingue calabro/abruzzesi.
Il secondo esercizio è psicologico: si deve intensamente pensare al traguardo da raggiungere, desiderarlo ardentemente come il principe di ogni romanzo “Harmony” desidera la pulzella sottostipendiata di turno.
Se non si riesce bene a focalizzare l’obbiettivo, il manuale consiglia di iscriversi ad un corso formativo per manager, di quelli dove ti fanno diventare l’autostima carnivora come un predatore venuto dalla Savana, terra di negri cazzuti.
A questo punto si è pronti per entrare del vaso di Pandora.
Non mi ero mai domandato cosa ci fosse dentro.
Ora lo so.
Pandoro Melegatti, il migliore.
A proposito: che fine ha fatto quella simpatica signora coi capelli a caschetto che ha popolato tutte le seghe della mia infanzia (mi sapeva di porno segretaria col frustino), facendomi diventare un fervente appassionato di Casa Vianello (la Mondaini è anche lei una bella porca)?
La gerontofilia è lo studio delle malattie dei gerani.
Così eccomi qui, dopo tre mesi di duro allenamento spartano, con un cazzo che ha fatto diventare mia moglie la scema di prima (ora non riesce neanche a leggere “Novella2000” in italiano) e riportato la serenità nella vita di mia figlia (che ogni tanto viene lì e mi dice: - Mi ci fai giocare un po’?)
Non glielo permetto.
Prima deve fare i compiti.
E come in tutte le fiabe che si rispettino, avemmo l’illusione di vivere davvero felici e contenti.
Fino a che mia moglie non si fissò con le televendite di Vanna Marchi.
Doveva assolutamente dimagrire perché un mago brasiliano le aveva detto al telefono che essere alti un metro e sessanta e pesare 44Kg e sinonimo di obesità.
Così eccomi qui, con settecento flaconi di American Diet Sistem New Formula Giorno&Notte.
Mangi e non ingrassi.
Dormi e dimagrisci.
Mia moglie è schiattata di cancro.
Mia figlia si è data alla droga e ai Tiromancino.
Io mi ritrovo con un cazzo talmente grosso che non so dove metterlo.
Ma tutte le sere, verso le otto mi guardo Jerry Scotti e penso che, tutto sommato, la vita è bella, come dice Benigni e i suoi tumori.
venerdì 2 maggio 2008
ECCOMI QUA; GENITORI CON PARSIMONIA
Figli miei, non ho potuto aggiornare il blog perchè ho avuto scazzi con la rete.Non vi ho abbandonato.
Spargete la voce: il pezzente è tornato.
Aiaiaiaiaiai, purtroppo è una cosa tristissima ma fino a che abiti sotto allo stesso tetto dei tuoi genitori è così.
Ma scusate un attimo: i genitori, quando diventano tali, cessano di essere dei comuni esseri umani?
Una volta non erano persone anche loro con sogni pregi e difetti?
Una vita passata a consigliare, insegnare, vietare… ma non eravamo tutti alla pari?
Ok; quando sei piccolo hai bisogno di una guida e il più delle volte sono i genitori. Ma arrivato a una certa età hai ancora bisogno di una guida? Forse sì; ti affidi a Cristo, Sai Baba, Osho, e tutti questi qui.
I genitori sono per sempre genitori.
Questo potrebbe anche andarmi.
Non capisco perché si ostinino a dire che vogliono “dialogare coi figli”, quando partono con la ragione nel cuore e non vogliono sentire spiegazioni.
Oggi c’è stato uno scontro con mio padre: perché mi sono fatto un altro tatuaggio.
Secondo voi, a un uomo di cinquant’anni e passa, gli posso stare a spiegare un tatuaggio, oltretutto dopo che mi ha detto che l’ho fatto perché sono un esibizionista?
Sono andato in camera e ho fatto cento flessioni filate perché l’armadio l’ho già rotto.
Non mi sento più le braccia.
Ma com’è sta storia?
Lo so, lo so, è tutta una catena.
Però, porco dio, quand’è che si spezza?
Non farò mai un figlio perché questo mondo a parte merda e nulla non potrà dargli un cazzo di conseguenza sarebbe soltanto un atto egoistico (secondo me; non dico che chi fa i figli è un coglione). Ma mi piacerebbe essere padre soltanto per dimostrare una volta nella vita che le cose possono cambiare.
Ok; questa frase l’hanno detta anche i nostri genitori e… guarda un po’ qua.
Ma loro non hanno visto neanche la metà di quel che abbiamo visto noi.
Posso capire i loro genitori: hanno vissuto la guerra e si sono imbastarditi.
Sono stufo, a ventiquattro anni, di essere ancora trattato come un bambino perché, mi trattassero sempre come un bambino me ne farei una ragione ma questi mi trattano da bambino solo quando gli fa comodo.
E allora porco dio penso che qui c’è anche della meschinità.
Muri fuori di casa.
Muri in casa.
Almeno la muraglia cinese è fica da vedere.
I miei no.
Mi raccomando: non tatuatevi perché è da esibizionisti.
Per fortuna ora arriva l’estate; st’inverno come farò che il tattoo è sulla spalla!?
Come farò a mostrarlo in giro?
A questo punto non posso che ubriacarmi tutti i giorni d’inverno, di modo da poter andare anche a dicembre in canottiera.
Se sei bello il mondo è bello.
Ricorda figlio mio: un tatuaggio è un atto narcisistico; non avere mai letto un libro in vita tua a parte l’almanacco delle squadre di calcio è pura lezione di vita.
E non esistono contratti a tempo indeterminato.
E quel figlio di puttana di politico mi viene a dire che “i ragazzi italiani sono mammoni e abitano in casa fino a 40 anni”.
Spero di abitarci anch’io fino a quarant’anni a casa perché senza la mia famiglia, a mostrarmi il cammino in un mondo che neanche conosce, non posso stare.
Pensano di conoscere il mondo.
Poi mio padre mi chiede: “Cos’è l’mdma? Cos’è un piercing?”
E allora mi viene in mente un mozzo che insegna al comandante come si calcolano le rotte.
E mi rimetto a fare le flessioni; l’acido lattico distoglierà la mia mente da questa tristezza perpetrata ad libitum.
Fortuna che esiste la patente a punti!!!!!!!!!!!!!!!!!1
Aiaiaiaiaiai, purtroppo è una cosa tristissima ma fino a che abiti sotto allo stesso tetto dei tuoi genitori è così.
Ma scusate un attimo: i genitori, quando diventano tali, cessano di essere dei comuni esseri umani?
Una volta non erano persone anche loro con sogni pregi e difetti?
Una vita passata a consigliare, insegnare, vietare… ma non eravamo tutti alla pari?
Ok; quando sei piccolo hai bisogno di una guida e il più delle volte sono i genitori. Ma arrivato a una certa età hai ancora bisogno di una guida? Forse sì; ti affidi a Cristo, Sai Baba, Osho, e tutti questi qui.
I genitori sono per sempre genitori.
Questo potrebbe anche andarmi.
Non capisco perché si ostinino a dire che vogliono “dialogare coi figli”, quando partono con la ragione nel cuore e non vogliono sentire spiegazioni.
Oggi c’è stato uno scontro con mio padre: perché mi sono fatto un altro tatuaggio.
Secondo voi, a un uomo di cinquant’anni e passa, gli posso stare a spiegare un tatuaggio, oltretutto dopo che mi ha detto che l’ho fatto perché sono un esibizionista?
Sono andato in camera e ho fatto cento flessioni filate perché l’armadio l’ho già rotto.
Non mi sento più le braccia.
Ma com’è sta storia?
Lo so, lo so, è tutta una catena.
Però, porco dio, quand’è che si spezza?
Non farò mai un figlio perché questo mondo a parte merda e nulla non potrà dargli un cazzo di conseguenza sarebbe soltanto un atto egoistico (secondo me; non dico che chi fa i figli è un coglione). Ma mi piacerebbe essere padre soltanto per dimostrare una volta nella vita che le cose possono cambiare.
Ok; questa frase l’hanno detta anche i nostri genitori e… guarda un po’ qua.
Ma loro non hanno visto neanche la metà di quel che abbiamo visto noi.
Posso capire i loro genitori: hanno vissuto la guerra e si sono imbastarditi.
Sono stufo, a ventiquattro anni, di essere ancora trattato come un bambino perché, mi trattassero sempre come un bambino me ne farei una ragione ma questi mi trattano da bambino solo quando gli fa comodo.
E allora porco dio penso che qui c’è anche della meschinità.
Muri fuori di casa.
Muri in casa.
Almeno la muraglia cinese è fica da vedere.
I miei no.
Mi raccomando: non tatuatevi perché è da esibizionisti.
Per fortuna ora arriva l’estate; st’inverno come farò che il tattoo è sulla spalla!?
Come farò a mostrarlo in giro?
A questo punto non posso che ubriacarmi tutti i giorni d’inverno, di modo da poter andare anche a dicembre in canottiera.
Se sei bello il mondo è bello.
Ricorda figlio mio: un tatuaggio è un atto narcisistico; non avere mai letto un libro in vita tua a parte l’almanacco delle squadre di calcio è pura lezione di vita.
E non esistono contratti a tempo indeterminato.
E quel figlio di puttana di politico mi viene a dire che “i ragazzi italiani sono mammoni e abitano in casa fino a 40 anni”.
Spero di abitarci anch’io fino a quarant’anni a casa perché senza la mia famiglia, a mostrarmi il cammino in un mondo che neanche conosce, non posso stare.
Pensano di conoscere il mondo.
Poi mio padre mi chiede: “Cos’è l’mdma? Cos’è un piercing?”
E allora mi viene in mente un mozzo che insegna al comandante come si calcolano le rotte.
E mi rimetto a fare le flessioni; l’acido lattico distoglierà la mia mente da questa tristezza perpetrata ad libitum.
Fortuna che esiste la patente a punti!!!!!!!!!!!!!!!!!1
lunedì 21 aprile 2008
ITALIANO MEDIO


Ho votato berlusconi perchè sono una persona che sbaglia spesso e ha bisogno di qualcuno con anni anni e anni di esperienza alle spalle che mi indichi la strada. Non è detto che un imprenditore non possa avere tre reti televisive a carattere nazionale che forniscono le informazioni per governare il paese. E' giusto così: siamo milioni, milioni di cervelli ma marci e corrotti dal diavolo e dai comunisti.
Di cervello, ce ne serve uno buono e razionale come il suo.
A me fa piacere avere sicurezze: accendere la tv e sapere che c'è sempre qualcosa di qualità che mi intrattenga, impedendomi di fare brutti pensieri troppo complicati.
Pensare è roba per cervelloni.
Ho bisogno che le informazioni siano di parte, perchè la realtà oggettiva è roba da matematici atei e comunisti (che mangiavano anche i bambini).
Il milan è una certezza: è sempre la squadra più forte e questo mi rincuora perchè sapere che i miei undici beniamini del cuore infilino regolarmente la palla in porta mi aiuta a sopportare meglio le avversità della vita, le bollette e il lavoro massacrante. Mi fido di Berlusconi perchè ci ha promesso che toglierà anche le tasse che non esistono, tanto riesce ad essere efficente sul piano politico quanto su quello economico, visto che è un imprenditore e conosce il mercato e tutte quelle robe difficili lì che noi non capiamo. Anche questo mi piace: quelle robe difficili, a parole sue semplici, ce le spiega e ci ha fatto caipre che questo sarebbe il più grande paese del mondo se non fosse per i comunisti e per l'aborto.
Come fai ad ammazzare un bambino che non è ancora nato? Anche se nascerà indesiderato, cresciuto dalla strada, infelice e violento, è pur sempre una vita che nostro signore ci ha donato e non abbiamo il diritto di reciderla come erbaccia da un prato. Quel bambino non abortito dovrà crescere sano, anche se in una situazione difficile...
... ma un domani, se quel bambino truciderà la vostra famiglia per rubarvi venti euro da spararsi in vena non venitemi a rompere i coglioni.
domenica 13 aprile 2008
MA è VERO CHE I BAMBINI LI PORTA LA CICOGNA?

Oggi si va a votare.Sto sentendo la conversazione di due bambini sotto casa mia.
Il bambino numero uno dice: - Si vede dalla faccia che shtài a rride.
Il bambino numero due risponde: - La fregna di mammeta quella puttana.
Il bambino numero uno fa notare al numero due: - Sei più piccolo di me porco dio co nu cazzùtt ti ‘mmàzzo.
Il bambino numero due, consapevole del nostro impeccabile sistema legislativo, prontamente si difende: - Toccami e ti denungio.
Il bambino numero uno lo conosco, mia madre era la sua babysitter.
Ha tredici anni.
L’altro è suo coetaneo.
Tra qualche anno moriranno.
Il primo in un incidente di moto.
Il bambino numero due morirà accoltellato in una rissa.
Presentimento.
Fidatevi.
Allora; conta davvero andare a votare?
Boh; con una x sceglieremo semplicemente il cazzo più piccolo, sperando che ci faccia male il meno possibile, che ci adageranno nel culo.
Non sono omosessuale.
Vivo con un cazzo nel culo.
Democrazia: il governo dei demoni.
Che me ne frega; devilman mi fa impazzire, perché è forte leale e marxista al punto giusto.
Marx era un ebreo.
Groucho Marx, suo cugino disconosciuto, era un fascista anarchico parlamentare.
Penso di essermi davvero bevuto il cervello.
Sul tavolo non c’erano altre bevande.
Ho appena appreso che la diatriba in corso sotto al mio balcone è stata alimentata da un terzo elemento, appellato col puerile seppur aulico vezzeggiativo “negro di merda”.
La verità è che oggi non so cosa scrivere perché mi sono guardato allo specchio.
Sono troppo, troppo bello.
La mia stessa immagine mi imbarazza, tanto sono una statua greca di quelle tranquillamente acquistabili su Ebay, il supermercato di rete della gente per bene, che non denigra una sana bevuta con gli amici dopo una dura giornata di lavoro postmoderna.
Ho disfatto gli scatoloni fatti l’anno scorso.
Dentro c’era tutto quello che ero.
Biglietti del cinema, poster, locandine di film, vecchie poesie, appunti, vari ti amo di quella là scritti su qualche foglietto.
Impassibile.
È passato un anno esatto.
Pensavo mi sarei scavato una fossa dalla tristezza e invece eccomi qui, di fronte alla tastiera come la mia bellissima, adorata, eroina, Carrie Bradshaw, alla quale venivano pagate ingenti somme per scrivere come le piaceva di più prendersi una massiccia dose di manzo vasodilatatore erettile.
Ho cominciato a leggere “Arancia meccanica”.
È semplicemente sublime.
Geniale e magistrale.
Dopo sette libri cominciati e abortiti verso pagina cinquanta, riuscire a leggere 80 pagine in un paio d’ore è un forte segnale.
Non succedeva dai tempi di Palahniuk.
Mi raccomando: Islam punk lasciatelo perdere.
È un testo che non dice niente.
Se entro 50 pagine non dici niente vuol dire che non solo non hai un cazzo da dire ma sei pure un presuntuoso figliodiputtana che vuole fare l’arguto dei miei coglioni, quando in realtà sei solo un pirla che non ha voglia di lavorare e che vuole fare i soldi scrivendo porcate.
Lo stesso a cui ambisco io.
Ok; smetto perché oggi potrei scrivere mille pagine.
Di fatti vado a scrivere il romanzo.
A presto e grazie a tutti per il supporto morale.
Il diciannove di questo mese aggiungerò una tacchetta al mio tatuaggio.
Gli anni
che ti scorrono addosso
non sono igienici
Mia nonna ha detto:
tu tu pàdr e tua màdr
sete na famglia d scomunichèti
Dio è morto
eppure il 25
stavamo a bere insieme
Allora, a sto punto
posso dire:
dio ha un alibi
La tv ha detto:
Care amiche,
le unghie sono il nostro biglietto da visita.
Non le ho creduto.
A me le unghie
non piace neanche mangiarle.
Fai il venditore
porta a porta
e guadagni cazzo a cazzo
Nei call center
le donne aspettano
di essere riciclate
La luna ieri sera
era strana, grossa e inquietante.
Ho guardato meglio; era l’insegna di un negozio.
Se dio è amore
e pure donna
perché non scende a darmela?
Questa mattina mi son svegliato
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Ok; ora mi offri un caffè?
I druidi erano alchimisti
perché, aimè, non
avevano la tv
Giucas Casella è
un illusionista
come Berlusconi.
Bertinotti prima non aveva
la erre moscia.
La erre dura l’ha persa durante una protesta
Gliel’hanno manganellata,
sporchi fasci
sbirri infami
Patria, onore, fedeltà
sono valori che
si vendono anche su Mediashopping.
Dopo la suoneria
Bella topolona
la mia vita ha ricominciato a ricolorarsi
domenica 6 aprile 2008
RACCONTO SALVATICO SBUDELLATO


Oggi non avevo voglia di scrivere ma ho visto un manifesto di Casini e la voglia mi è venuta spontanea.
Basta un dettaglio a metterti il sale dentro.
Sono convinto: datemi le droghe che prendeva Kerouac e vi scrivo il mio “On the road”, adatto alla nostra generazione disillusa, seppur tronista Defilippiana.
Ve lo prometto
Tramite Word che mi ha segnato rosso, ho appena imparato una cosa: TRONISTA non è una parola italiana.
Non esiste.
NEOLOGISMI TELEVISIVI, MICA CAZZI.
333/2746469 che ne parliamo.
Il cartello con Casini sorridente (che è un misto tra George Clooney ai bei tempi ibridato con cellule staminali di procione salvatico sbudellato, come direbbe il sommo Fiorucci) recitava:
PERCHE’ I VALORI NON SONO IN VENDITA.
Ho riso pensando: “I VALORI NON SONO IN VENDITA MA STIAMO FACENDO IL POSSIBILE PER COMMERCIALIZZARLI”.
Questo post non è la solita pippa lamentatoria.
Oggi c’è il sole e sto bene.
Basta poco a farmi felice.
Sono come una donna; il mio umore si muove in base al ciclo.
Non che mi esca il sangue dal culo o roba simile ma il senso è quello.
Ieri sera, dopo un anno di aridità salvatica, ho baciato una ragazza.
Rimangio quel che ho detto nei post precedenti.
Dio non è una barzelletta calibrata sullo schema dello zodiaco, delle costellazioni e della stagioni.
Dio esiste.
Soltanto che non vuole essere coinvolto.
Oggi posto un brano tratto dal libro (il secondo) che sto scrivendo.
Il primo l’ho finito da un pezzo ma mi è stato detto, da qualche cranio fluorescente, che lo devo ampliare.
E ha perfettamente ragione.
Il secondo libro nasce, come il 98% delle cose che faccio, da una sbornia felice.
Di getto ho scritto 50 pagine; stavolta so’ davvero valide.
Per dirmelo da solo, vuol dire che è così.
Spero.
No; rimangio tutto.
Poi non cago.
STITICITA’
Eccolo, tutto per voi, miei affezionati 10 lettori.
Vi voglio bene.
Vi ringrazio.
Vi lodo.
Mi vado ad attaccare al tubo del gas.
E se ce la faccio torno.
Gonfio.
Gassato.
Ma torno.
Nb: gli errori grammaticali sono voluti.
Non sono ignorante.
So’ ffùrt.
So’ bìll.
So’ ie ie.
Caro Babbo natale,
i miei genitori continuano a dirmi che tu esisti; non so se crederci. Cioè, ogni anno ricevo quel che voglio e continuano a dirmi che non sono loro a mettere i regali sotto l’albero. Puntualmente rimango sveglio, controllo, spio e non riesco mai a vederti. Vorrei parlarti, dirti un pochino di roba.
Tipo: Com’è la vita al polo nord? Insomma, penso che tu ti faccia due palle grosse così, sempre circondato da nani rompipalle (ammesso che i film non dicano bugie) che confezionano i regali.
Volevo anche chiederti: lavorano per te perché sanno che con quell’handicap fisico nessuno li vorrebbe nel mondo normale?
Insomma, oggi come oggi in una società selettiva e basata sull’aspetto esteriore, se sei nano dove ti presenti? Nessuno che ti prende sul serio, tutti che ti guardano e ridono, bambini che indicano perculandoti rabbiosamente… ti consideri il loro datore di lavoro o benefattore per pietà? Ti sembrerà strana questa domanda; sono sicuro che te l’hanno fatto non in molti però qualcuno deve avertela fatta per forza perché sorgono spontanee certe cose.
Insomma, penso che la tua storia sia migliore di quella di Gesù cristo, di conseguenza sono ancora più portato a pensare che sia inventata. La vita fa schifo e le cose belle il più delle volte sono frutto della fervida immaginazione di qualcuno che mette in giro queste leggende per potere fare dei soldi.
Avevo sentito che la tua immagine, come la vediamo nei film e nelle pubblicità se l’è inventata la coca cola negli anni 50.
So che è un’emerita cazzata; come fai a inventarti una persona? Insomma; penso che cose del genere sia in grado di farle soltanto dio o Gesù che comunque si trova sulla terra per farne le veci.
Insomma; versi i contributi ai tuoi piccoli operai?
Mio padre è un sindacalista e potesse verrebbe lì mascherato da nano per controllarti, vedere tutte le voci sulla busta paga.
No, non è una lettera minatoria; stavo soltanto riflettendo. La cosa che mi puzza di più è: quanti anni hai? Insomma; stando alla teoria della coca cola la tua prima immagine mostra un sessantacinquenne. Settantenne no; a quell’età si è ben più decrepiti. Dunque: ora siamo nel 2008. Stando ai miei calcoli dovresti avere 123 anni o giù di lì.
Ecco.
Mio nonno ha settant’anni.
Mi dispiace dirlo ma è vecchio.
Sì, se li porta bene, è ancora attivo e dinamico ma si vede che la sua pelle è raggrinzita, che non ha più capelli e che prende, al giorno, più pasticche lui che un raver in dodici sabati sera.
Ogni tanto lo vado a trovare, un po’ per senso di colpa un po’ per affetto perché, tutto sommato, ogni volta mi sgancia come minimo venti euro.
Ok; appena arrivo neanche mi saluta.
Mi dice di sbrigarmi ad entrare e di chiudere la porta.
Può essere inverno o estate; a casa sua ci devono essere 70°C costanti perché ha sempre freddo. Dice che i suoi anticorpi non sono più quelli di una volta e che non vuole ammalarsi perché ha paura di morire.
Allora io gli dico che comunque certe cose non si possono rimandar… ok! Arrivo al punto: se lui non può prendere neanche una ventata di fresco, tu come cazzo fai, a dicembre, di notte, a volare senza neanche una capote o un vetro protettivo, per tutto il globo, visto che è già freddo e alle altezze alle quali ti sposti tu è ancora più freddo?
Non so se in tutto il mondo sanno chi sei, se le altre religioni permettono che tu strumentalizzi nanerottoli
(grati)
tutto l’anno, intaschi i soldi dei genitori di tutti i bambini e l’unico lavoro manuale che svolgi e un volo nei paesi dove sganciano.
Non so se mi spiego; può essere che in tutti questi anni non ti sei ammalato? Mai un raffreddore o la febbre? Allora non posso che arrivare ad una conclusione: sei come il protagonista di “Unbreakble”, deludente film con Bruce Willis e con quell’altro negro che non ricordo il nome… dài, quello che ha fatto “pulp fiction”.
Non importa però voglio vederci chiaro.
Se davvero esisti, cos’è che ti spinge a promuovere il lavoro sfruttato di handicappati (fattene una ragione, i nani sono handicappati)? Se nessuno può vederti, coi soldi che ci fai? Ci compri i materiali per costruire i giocattoli?
E allora; se sei tu a fabbricare i giocattoli, come cazzo fai ad avere le scatole originali con tanto di loghi di tutte le più grandi case di produizione?
Metti: un bambino ti chiede la Nintendo Wee; tu gliela porti con scatola e istruzioni.
Da chi le hai avute?
Le hai rubate?
Le hai falsificate?
Allora, o sei un ladro o un truffatore, altre spiegazioni non ci sono. E poi, un conto è fare giocattoli artigianali, un conto e portare consolle perfette. Una volta, se ti ricordi (ma dubito perché sei vecchio e i vecchi hanno una pressoché nulla memoria a breve termine) mi hai portato il sega megadrive.
Era identico a quello che si compra nei comuni negozi.
L’ho confrontato con quello dei miei amici, ho passato a leggere ore e ore i libri delle istruzioni ed erano identici.
Sei un falsificatore coi fiocchi ma ti ho scoperto.
Capiscimi; sono bipolare: ora sto bene, ora sto male. Non voglio offenderti e non te lo sto dicendo per ricomprarmiti perché sennò non mi porterai niente neanche quest’anno (l’anno scorso me lo sono legato al dito e sta qui ancora legato).
È a causa della mia depressione che ti posso dire una cosa carina per poi rimangiarmela qualche istante dopo.
L’unica certezza che ho è che mi stai simpatico e che voglio risposte, giusto per vedere più chiaro su questa faccenda.
Avrei altre domande da farti tipo ora che c’è internet, aerei e cazzi vari, come ti ce ne cala di fare ancora il lavoro in maniera prettamente old school?
E poi il mondo è pieno di bambini cattivi che non meritano niente e tu gli porti doni lo stesso.
D’accordo, mi fa male la mano.
Ora che ci sono i computer, scrivo sempre con la tastiera e non sono più abituato.
Sono Federico, ho 25 anni e sono un nano.
Anche se non è consona e tradizionale (ne ho già spedite a centinaia), vorrei che tu considerassi questa lettera, più che una serie di domande in ricerca di illuminanti verità liberatorie, una richiesta di lavoro.
Non mi importa di contributi o roba simile; noi nani non abbiamo una grande aspettativa di vita e la pensione non ci interessa.
Vedi?
Sono bipolare; prima ti ho fatto notare questo dettaglio mentre ora ti dico anche che non mi interessa.
Mi piacerebbe fare l’addetto al rullo, nel senso che voglio fare quello che sta attento che i giocattoli scorrano serenamente senza inceppamenti.
“Supervisore” , per dirla tutta.
Non ho esperienza in questo campo ma sono una persona molto acuta e non mi sfugge mai niente.
Con me saranno impossibili incidenti come quelli che sono già successi (te lo assicuro) tipo il mio amico Paolino che aveva chiesto un Nintendo e invece gli hai portato una sedia a rotelle nuova e all’associazione lo prendevano tutti per il culo.
Oppure Claudia: secondo te una tetraplegica di trent’anni per natale vuole venti confezioni di pannoloni ultra assorbenti?
Evidentemente gli altri nani si sono confusi con gli ordini… anche se a natale le aspettative di tutti si alzano e non penso che al mondo ci sia gente cerebralmente talmente povera da voler desiderare cose così scontate, che i tuoi genitori te le possono regalare tutti i giorni.
È questo il mio motto: nella vita bisogna sempre mirare in alto, non come l’assassino di Kennedy che (ho visto il film su rai uno l’altra sera) stava in alto in un palazzo e ha mirato in basso. D’accordo; ha fatto centro, anche più di uno, ma così facendo è andato contro questo sano principio di radice prettamente americana, andando contro il suo paese e contro il suo stile di vita.
Non ho capito molto di quel film ma non penso che quell’uomo meritasse di morire.
Alla fine ho tirato un sospiro di sollievo; le cose che succedono nei film sono finzione, non sono cose reali che succedono sul serio.
E il mondo è cattivo; dubito che sia realmente esistita una persona così e anche se fosse esistita non penso proprio che altra gente voleva fargli la pelle a quel modo.
Allora: pensaci.
So che hai già tutta la mano d’opera che ti occorre ma… eddài: fai un’eccezione per me, sarò bravo e puntuale.
… o mi costringerai a farti fare una visita a sorpresa da mio padre.
Quello mica scherza.
Auguri di buon natale
FEDRERICO X
Basta un dettaglio a metterti il sale dentro.
Sono convinto: datemi le droghe che prendeva Kerouac e vi scrivo il mio “On the road”, adatto alla nostra generazione disillusa, seppur tronista Defilippiana.
Ve lo prometto
Tramite Word che mi ha segnato rosso, ho appena imparato una cosa: TRONISTA non è una parola italiana.
Non esiste.
NEOLOGISMI TELEVISIVI, MICA CAZZI.
333/2746469 che ne parliamo.
Il cartello con Casini sorridente (che è un misto tra George Clooney ai bei tempi ibridato con cellule staminali di procione salvatico sbudellato, come direbbe il sommo Fiorucci) recitava:
PERCHE’ I VALORI NON SONO IN VENDITA.
Ho riso pensando: “I VALORI NON SONO IN VENDITA MA STIAMO FACENDO IL POSSIBILE PER COMMERCIALIZZARLI”.
Questo post non è la solita pippa lamentatoria.
Oggi c’è il sole e sto bene.
Basta poco a farmi felice.
Sono come una donna; il mio umore si muove in base al ciclo.
Non che mi esca il sangue dal culo o roba simile ma il senso è quello.
Ieri sera, dopo un anno di aridità salvatica, ho baciato una ragazza.
Rimangio quel che ho detto nei post precedenti.
Dio non è una barzelletta calibrata sullo schema dello zodiaco, delle costellazioni e della stagioni.
Dio esiste.
Soltanto che non vuole essere coinvolto.
Oggi posto un brano tratto dal libro (il secondo) che sto scrivendo.
Il primo l’ho finito da un pezzo ma mi è stato detto, da qualche cranio fluorescente, che lo devo ampliare.
E ha perfettamente ragione.
Il secondo libro nasce, come il 98% delle cose che faccio, da una sbornia felice.
Di getto ho scritto 50 pagine; stavolta so’ davvero valide.
Per dirmelo da solo, vuol dire che è così.
Spero.
No; rimangio tutto.
Poi non cago.
STITICITA’
Eccolo, tutto per voi, miei affezionati 10 lettori.
Vi voglio bene.
Vi ringrazio.
Vi lodo.
Mi vado ad attaccare al tubo del gas.
E se ce la faccio torno.
Gonfio.
Gassato.
Ma torno.
Nb: gli errori grammaticali sono voluti.
Non sono ignorante.
So’ ffùrt.
So’ bìll.
So’ ie ie.
Caro Babbo natale,
i miei genitori continuano a dirmi che tu esisti; non so se crederci. Cioè, ogni anno ricevo quel che voglio e continuano a dirmi che non sono loro a mettere i regali sotto l’albero. Puntualmente rimango sveglio, controllo, spio e non riesco mai a vederti. Vorrei parlarti, dirti un pochino di roba.
Tipo: Com’è la vita al polo nord? Insomma, penso che tu ti faccia due palle grosse così, sempre circondato da nani rompipalle (ammesso che i film non dicano bugie) che confezionano i regali.
Volevo anche chiederti: lavorano per te perché sanno che con quell’handicap fisico nessuno li vorrebbe nel mondo normale?
Insomma, oggi come oggi in una società selettiva e basata sull’aspetto esteriore, se sei nano dove ti presenti? Nessuno che ti prende sul serio, tutti che ti guardano e ridono, bambini che indicano perculandoti rabbiosamente… ti consideri il loro datore di lavoro o benefattore per pietà? Ti sembrerà strana questa domanda; sono sicuro che te l’hanno fatto non in molti però qualcuno deve avertela fatta per forza perché sorgono spontanee certe cose.
Insomma, penso che la tua storia sia migliore di quella di Gesù cristo, di conseguenza sono ancora più portato a pensare che sia inventata. La vita fa schifo e le cose belle il più delle volte sono frutto della fervida immaginazione di qualcuno che mette in giro queste leggende per potere fare dei soldi.
Avevo sentito che la tua immagine, come la vediamo nei film e nelle pubblicità se l’è inventata la coca cola negli anni 50.
So che è un’emerita cazzata; come fai a inventarti una persona? Insomma; penso che cose del genere sia in grado di farle soltanto dio o Gesù che comunque si trova sulla terra per farne le veci.
Insomma; versi i contributi ai tuoi piccoli operai?
Mio padre è un sindacalista e potesse verrebbe lì mascherato da nano per controllarti, vedere tutte le voci sulla busta paga.
No, non è una lettera minatoria; stavo soltanto riflettendo. La cosa che mi puzza di più è: quanti anni hai? Insomma; stando alla teoria della coca cola la tua prima immagine mostra un sessantacinquenne. Settantenne no; a quell’età si è ben più decrepiti. Dunque: ora siamo nel 2008. Stando ai miei calcoli dovresti avere 123 anni o giù di lì.
Ecco.
Mio nonno ha settant’anni.
Mi dispiace dirlo ma è vecchio.
Sì, se li porta bene, è ancora attivo e dinamico ma si vede che la sua pelle è raggrinzita, che non ha più capelli e che prende, al giorno, più pasticche lui che un raver in dodici sabati sera.
Ogni tanto lo vado a trovare, un po’ per senso di colpa un po’ per affetto perché, tutto sommato, ogni volta mi sgancia come minimo venti euro.
Ok; appena arrivo neanche mi saluta.
Mi dice di sbrigarmi ad entrare e di chiudere la porta.
Può essere inverno o estate; a casa sua ci devono essere 70°C costanti perché ha sempre freddo. Dice che i suoi anticorpi non sono più quelli di una volta e che non vuole ammalarsi perché ha paura di morire.
Allora io gli dico che comunque certe cose non si possono rimandar… ok! Arrivo al punto: se lui non può prendere neanche una ventata di fresco, tu come cazzo fai, a dicembre, di notte, a volare senza neanche una capote o un vetro protettivo, per tutto il globo, visto che è già freddo e alle altezze alle quali ti sposti tu è ancora più freddo?
Non so se in tutto il mondo sanno chi sei, se le altre religioni permettono che tu strumentalizzi nanerottoli
(grati)
tutto l’anno, intaschi i soldi dei genitori di tutti i bambini e l’unico lavoro manuale che svolgi e un volo nei paesi dove sganciano.
Non so se mi spiego; può essere che in tutti questi anni non ti sei ammalato? Mai un raffreddore o la febbre? Allora non posso che arrivare ad una conclusione: sei come il protagonista di “Unbreakble”, deludente film con Bruce Willis e con quell’altro negro che non ricordo il nome… dài, quello che ha fatto “pulp fiction”.
Non importa però voglio vederci chiaro.
Se davvero esisti, cos’è che ti spinge a promuovere il lavoro sfruttato di handicappati (fattene una ragione, i nani sono handicappati)? Se nessuno può vederti, coi soldi che ci fai? Ci compri i materiali per costruire i giocattoli?
E allora; se sei tu a fabbricare i giocattoli, come cazzo fai ad avere le scatole originali con tanto di loghi di tutte le più grandi case di produizione?
Metti: un bambino ti chiede la Nintendo Wee; tu gliela porti con scatola e istruzioni.
Da chi le hai avute?
Le hai rubate?
Le hai falsificate?
Allora, o sei un ladro o un truffatore, altre spiegazioni non ci sono. E poi, un conto è fare giocattoli artigianali, un conto e portare consolle perfette. Una volta, se ti ricordi (ma dubito perché sei vecchio e i vecchi hanno una pressoché nulla memoria a breve termine) mi hai portato il sega megadrive.
Era identico a quello che si compra nei comuni negozi.
L’ho confrontato con quello dei miei amici, ho passato a leggere ore e ore i libri delle istruzioni ed erano identici.
Sei un falsificatore coi fiocchi ma ti ho scoperto.
Capiscimi; sono bipolare: ora sto bene, ora sto male. Non voglio offenderti e non te lo sto dicendo per ricomprarmiti perché sennò non mi porterai niente neanche quest’anno (l’anno scorso me lo sono legato al dito e sta qui ancora legato).
È a causa della mia depressione che ti posso dire una cosa carina per poi rimangiarmela qualche istante dopo.
L’unica certezza che ho è che mi stai simpatico e che voglio risposte, giusto per vedere più chiaro su questa faccenda.
Avrei altre domande da farti tipo ora che c’è internet, aerei e cazzi vari, come ti ce ne cala di fare ancora il lavoro in maniera prettamente old school?
E poi il mondo è pieno di bambini cattivi che non meritano niente e tu gli porti doni lo stesso.
D’accordo, mi fa male la mano.
Ora che ci sono i computer, scrivo sempre con la tastiera e non sono più abituato.
Sono Federico, ho 25 anni e sono un nano.
Anche se non è consona e tradizionale (ne ho già spedite a centinaia), vorrei che tu considerassi questa lettera, più che una serie di domande in ricerca di illuminanti verità liberatorie, una richiesta di lavoro.
Non mi importa di contributi o roba simile; noi nani non abbiamo una grande aspettativa di vita e la pensione non ci interessa.
Vedi?
Sono bipolare; prima ti ho fatto notare questo dettaglio mentre ora ti dico anche che non mi interessa.
Mi piacerebbe fare l’addetto al rullo, nel senso che voglio fare quello che sta attento che i giocattoli scorrano serenamente senza inceppamenti.
“Supervisore” , per dirla tutta.
Non ho esperienza in questo campo ma sono una persona molto acuta e non mi sfugge mai niente.
Con me saranno impossibili incidenti come quelli che sono già successi (te lo assicuro) tipo il mio amico Paolino che aveva chiesto un Nintendo e invece gli hai portato una sedia a rotelle nuova e all’associazione lo prendevano tutti per il culo.
Oppure Claudia: secondo te una tetraplegica di trent’anni per natale vuole venti confezioni di pannoloni ultra assorbenti?
Evidentemente gli altri nani si sono confusi con gli ordini… anche se a natale le aspettative di tutti si alzano e non penso che al mondo ci sia gente cerebralmente talmente povera da voler desiderare cose così scontate, che i tuoi genitori te le possono regalare tutti i giorni.
È questo il mio motto: nella vita bisogna sempre mirare in alto, non come l’assassino di Kennedy che (ho visto il film su rai uno l’altra sera) stava in alto in un palazzo e ha mirato in basso. D’accordo; ha fatto centro, anche più di uno, ma così facendo è andato contro questo sano principio di radice prettamente americana, andando contro il suo paese e contro il suo stile di vita.
Non ho capito molto di quel film ma non penso che quell’uomo meritasse di morire.
Alla fine ho tirato un sospiro di sollievo; le cose che succedono nei film sono finzione, non sono cose reali che succedono sul serio.
E il mondo è cattivo; dubito che sia realmente esistita una persona così e anche se fosse esistita non penso proprio che altra gente voleva fargli la pelle a quel modo.
Allora: pensaci.
So che hai già tutta la mano d’opera che ti occorre ma… eddài: fai un’eccezione per me, sarò bravo e puntuale.
… o mi costringerai a farti fare una visita a sorpresa da mio padre.
Quello mica scherza.
Auguri di buon natale
FEDRERICO X
martedì 1 aprile 2008
...SERVE?



Ragazzi ho un piccolo blocco esistenziale.
Ma ragionare, ora come ora, serve a qualcosa? Per essere felici bisogna per forza usare la testa? A che serve porsi milioni di interrogativi dal momento in cui sai che, risposta o non risposta non cambierà mai un cazzo, che sei solo e per quanta gente come te ci sia siamo davvero pochi e non possiamo niente contro l’autorità e il resto del mondo?!?
Post e post fa dicevo che bastava non accendere il televisore già per fare un bel danno. Lo facciamo in mille? Duemila? Un milione? Non è mai abbastanza, schiavizzati da immagini, suoni, stimoli che ci controllano e noi che ci ostiniamo a credere che siamo NOI i padroni del nostro destino.
Non è così; qualsiasi cosa diciamo o pensiamo è frutto di pappa già pronta, letta o sentita da qualche parte; può provenire anche da una grande fonte ma sempre di riciclaccio si parla.
È stato già scritto tutto, è stato già detto tutto… e allora?
Non importa comunque.
Vado avanti a leggere, vedere, informarmi, avido di sapere… e che cazzo ho in mano?
Il vuoto attorno.
Voglio una donna, vado lì: che le dico?
Sto male perché non so parlar d’occhiali.
Sto male perché non so quale pantalone sta meglio con le Converse.
Tagliato fuori dal mondo, completamente per non essere aggiornato sulle tendenze giovanili
HO 24 ANNI E PARLO DI GIOVANI.
Vecchio io o sbagliati loro?
Prima ero convinto della seconda.
Mi crogiolavo in questa situazione di isolamento totale; ora comincio a stare davvero male. In ogni cosa che faccio non vedo più significato, speranza.
Allora, sorge spontaneo: ma le cose, le facciamo affinché lascino un segno negli altri o le facciamo per noi stessi?
Se ci pensate, la maggior parte delle azioni che compiamo sono mirate a dimostrare qualcosa a qualcuno: sensualità, ostilità, dominio, sottomissione etc. etc.
Un’azione è nulla se non c’è nessuno presente da poterla testimoniare e tramandare.
Obbiettivamente; la storia delle torri gemelle sappiamo tutti come andata, chi c’era davvero dietro a quell’esplosione programmata.
Domanda: se non ci fosse stata la televisione sul posto a filmare fotogramma per fotogramma, avrebbe avuto una validità quell’attentato?
Mi spiego meglio: quante volte ci hanno mostrato quelle immagini?
Bastardo Bush, Bastardo Bin Laden, fottuta America… intanto abbiamo guardato e guardato e il cervello ce lo hanno lavato come volevano.
Ci può stare Michael Moore, Zeitgeist, “Confronting the evidence” e cazzi vari: cos’è cambiato? Sappiamo la verità.
E allora?
Serve?
Ha ridato vita a quei poveracci? Ha fatto si che la corruzione nel mondo cessasse?
La verità rende liberi.
La schiavitù rende felici.
Meglio schiavi felici o liberi lottatori di sto cazzo infelici?
Una vita passata a ribellarsi è una vita vissuta col culo.
Obbiettivamente; mettetevi nei panni di Neo di Matrix; a sapere che cazzo c’era fuori dai “Campi Coltivazione Umana”, avreste preso quella fottuta pillola della verità?
Io no.
Porco dio, beata ignoranza.
Sondaggio: che dite, è il caso di continuare questo blog?
Non lo so… cioè: a volte sono adrenalinico e scrivo cazzate pseudo divertenti, a volte menate come questa… ma sono “menate come questa” che mi fanno rimpiangere di non essere cresciuto a pastasciutta, macchine da corsa e domeniche pomeriggio in discoteca, a tramutare i miei sogni e desideri in tangibili vestiti, macchine e paccottiglia in generale.
Potessi tornare indietro sceglierei la strada dell’anestesia totale.
Ma ragionare, ora come ora, serve a qualcosa? Per essere felici bisogna per forza usare la testa? A che serve porsi milioni di interrogativi dal momento in cui sai che, risposta o non risposta non cambierà mai un cazzo, che sei solo e per quanta gente come te ci sia siamo davvero pochi e non possiamo niente contro l’autorità e il resto del mondo?!?
Post e post fa dicevo che bastava non accendere il televisore già per fare un bel danno. Lo facciamo in mille? Duemila? Un milione? Non è mai abbastanza, schiavizzati da immagini, suoni, stimoli che ci controllano e noi che ci ostiniamo a credere che siamo NOI i padroni del nostro destino.
Non è così; qualsiasi cosa diciamo o pensiamo è frutto di pappa già pronta, letta o sentita da qualche parte; può provenire anche da una grande fonte ma sempre di riciclaccio si parla.
È stato già scritto tutto, è stato già detto tutto… e allora?
Non importa comunque.
Vado avanti a leggere, vedere, informarmi, avido di sapere… e che cazzo ho in mano?
Il vuoto attorno.
Voglio una donna, vado lì: che le dico?
Sto male perché non so parlar d’occhiali.
Sto male perché non so quale pantalone sta meglio con le Converse.
Tagliato fuori dal mondo, completamente per non essere aggiornato sulle tendenze giovanili
HO 24 ANNI E PARLO DI GIOVANI.
Vecchio io o sbagliati loro?
Prima ero convinto della seconda.
Mi crogiolavo in questa situazione di isolamento totale; ora comincio a stare davvero male. In ogni cosa che faccio non vedo più significato, speranza.
Allora, sorge spontaneo: ma le cose, le facciamo affinché lascino un segno negli altri o le facciamo per noi stessi?
Se ci pensate, la maggior parte delle azioni che compiamo sono mirate a dimostrare qualcosa a qualcuno: sensualità, ostilità, dominio, sottomissione etc. etc.
Un’azione è nulla se non c’è nessuno presente da poterla testimoniare e tramandare.
Obbiettivamente; la storia delle torri gemelle sappiamo tutti come andata, chi c’era davvero dietro a quell’esplosione programmata.
Domanda: se non ci fosse stata la televisione sul posto a filmare fotogramma per fotogramma, avrebbe avuto una validità quell’attentato?
Mi spiego meglio: quante volte ci hanno mostrato quelle immagini?
Bastardo Bush, Bastardo Bin Laden, fottuta America… intanto abbiamo guardato e guardato e il cervello ce lo hanno lavato come volevano.
Ci può stare Michael Moore, Zeitgeist, “Confronting the evidence” e cazzi vari: cos’è cambiato? Sappiamo la verità.
E allora?
Serve?
Ha ridato vita a quei poveracci? Ha fatto si che la corruzione nel mondo cessasse?
La verità rende liberi.
La schiavitù rende felici.
Meglio schiavi felici o liberi lottatori di sto cazzo infelici?
Una vita passata a ribellarsi è una vita vissuta col culo.
Obbiettivamente; mettetevi nei panni di Neo di Matrix; a sapere che cazzo c’era fuori dai “Campi Coltivazione Umana”, avreste preso quella fottuta pillola della verità?
Io no.
Porco dio, beata ignoranza.
Sondaggio: che dite, è il caso di continuare questo blog?
Non lo so… cioè: a volte sono adrenalinico e scrivo cazzate pseudo divertenti, a volte menate come questa… ma sono “menate come questa” che mi fanno rimpiangere di non essere cresciuto a pastasciutta, macchine da corsa e domeniche pomeriggio in discoteca, a tramutare i miei sogni e desideri in tangibili vestiti, macchine e paccottiglia in generale.
Potessi tornare indietro sceglierei la strada dell’anestesia totale.
A UNA FALSA DEMOCRAZIA PREFERISCO L’ANARCHIA?
Per essere felice mi basta sapere che la Playstation3 ha ben 40GB di memoria.
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